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Attività edilizia libera

Il discrimine tra necessità o meno di titolo abilitativo è data dal duplice elemento: precarietà oggettiva dell’intervento, in base alle tipologie dei materiali utilizzati, e precarietà funzionale, in quanto caratterizzata dalla temporaneità dello stesso.

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA

Gli interventi liberalizzati e sottoposti a CILA devono essere sempre effettuati nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Una tenda a scomparsa, ancorché realizzata con montanti fissi e in parte ancorati al suolo, non costituisce un'opera edilizia idonea ad alterare lo stato dei luoghi, perché non incide sull'assetto urbanistico, né modifica la sagoma dell'edificio, ma – proprio per la sua intrinseca caratteristica di tensostruttura retrattile – è da considerare strumentalmente preordinata a soddisfare esigenze temporanee, sì da essere agevolmente riconducibile, ex art. 6 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, al novero delle attività di edilizia libere, eseguibili, in assenza di diverse e puntuali prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici o edilizi, senza necessità di titolo abilitativo.

I lavori di manutenzione straordinaria possono essere eseguiti in assenza di titolo abilitativo (previa comunicazione di inizio lavori).

La c.d. pergotenda va qualificata come arredo esterno, di riparo e protezione, funzionale alla migliore fruizione temporanea dello spazio est... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...partamento cui accede ed è riconducibile agli interventi manutentivi liberi, ossia non subordinati ad alcun titolo abilitativo ai sensi dell'art. 6, comma 1, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.

L'attività edilizia libera (nella specie, mera sostituzione di infissi ovvero apposizione di zoccolatura esterna), sebbene per sua natura ed in forza di specifica statuizione di legge (art. 6 d.p.r. n. 380/2001) non soggetta a DIA / SCIA, non esclude affatto l'applicazione dei regolamenti locali (nella specie introdotti dalla Amministrazione al fine di tutelare una zona dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità), con conseguente legittimità delle ordinanze di rimozione dei relativi abusi.

La dversa distribuzione degli ambienti interni è astrattamente riconducibile al regime dell'attività libera edilizia di cui all'art. 6, d.P.R. n. 380/2001.

L'attività libera definita dal d.P.R. n. 380/2001 è recessiva in caso di zone vincolate paesaggisticamente, nel qual caso deve trovare attuazione anche il d.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Ai sensi dell'art. 6, comma 1, del T.U. n. 380/2001 anche nel caso di attività edilizia libera devono essere rispettate... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ri disposizioni afferenti quali, fra le altre, la normativa antisismica.

Anche gli interventi rientranti nella c.d. attività edilizia libera di cui all'art. 6 del D.P.R. n. 380 del 2001, se realizzati su un'area vincolata, necessitano della previa acquisizione dell'autorizzazione dell'autorità amministrativa preposta alla tutela del vincolo, pena l'applicazione delle misure ripristinatorie previste dalla legge.

La L.R. Marche n. 17 del 2015 nel ricondurre i movimenti di terra all'attività edilizia libera, in quanto «strettamente necessari alla rimodellazione di strade di accesso e aree di pertinenza degli edifici esistenti, sia pubblici che privati, purché non comportino realizzazione di opere di contenimento e comunque con riporti o sterri complessivamente di altezza non superiore a metri 1,00», potenzialmente include anche opere di sbancamento che, sebbene non preordinate a una successiva costruzione, sono idonee ad alterare la morfologia del territorio, determinando una trasformazione permanente del suolo non edificato. La scelta del legislatore regionale non è, dunque, coerente con le ragioni giustificatrici che sorreggono, secondo le previsioni dell'art. 6 del d.P.R. n. 380 del 2001, le corrisponde... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di sottrazione a permesso di costruire e SCIA.

Le regioni possono sì estendere la disciplina statale dell'edilizia libera ad interventi "ulteriori" rispetto a quelli previsti dai commi 1 e 2 dell'art. 6 del TUE, ma non anche differenziarne il regime giuridico, dislocando diversamente gli interventi edilizi tra le attività deformalizzate, soggette a cil e cila. L'omogeneità funzionale della comunicazione preventiva (asseverata o meno) rispetto alle altre forme di controllo delle costruzioni (permesso di costruire, DIA, SCIA), deve indurre a riconoscere alla norma che la prescrive - al pari di quelle che disciplinano i titoli abilitativi edilizi - la natura di principio fondamentale della materia del "governo del territorio", in quanto ispirata alla tutela di interessi unitari dell'ordinamento e funzionale a garantire un assetto coerente su tutto il territorio nazionale, limitando le differenziazioni delle legislazioni regionali.

Cospargere un terreno con materiali di risulta rientra tra le attività edilizie libere ai sensi dell'art. 6 d.P.R. n. 380/2001.

L'attività edilizia libera si connota per il fatto di non essere sottoposta, diversamente dalle attività soggette a permesso, dia o scia, ad ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mministrativo di controllo preventivo o successivo non integrando, invece, un ambito sottratto al potere di regolamentazione della attività edilizia, restando subordinata al rispetto delle previsioni degli strumenti urbanistici comunali e delle altre normative di settore.

La comunicazione di cui all'art. 6 D.P.R. n. 380/2001, per interventi che non rientrano nell'attività edilizia libera, non comporta la formazione di alcun titolo abilitativo tacito, né richiede l'applicazione della normativa inerente all'esercizio del potere inibitorio prevista per la s.c.i.a., trattandosi di attività irrilevanti dal punto di vista urbanistico-edilizio e non svolgendo la prescritta comunicazione alcun effetto abilitativo.

L'unica conseguenza prevista per la mancata presentazione della comunicazione di inizio lavori o della relazione asseverata è costituita dalla sanzione pecuniaria di euro 1000 prevista dal comma 7 dell'articolo 6 d.P.R. 380/2001.

In materia di reati edilizi, il regime dell'attività edilizia libera, ovvero non soggetta ad alcun titolo abilitativo, di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, non è applicabile agli interventi che, pur rientrando nelle tipologie di tale disposizione, siano ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o con le prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La realizzazione di opere che comportano una trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio è sempre subordinata al rilascio di un apposito titolo abilitativo e l'individuazione, tra le opere soggette ad attività edilizia libera, di quelle dirette a soddisfare esigenze temporanee, costituisce una deroga a tale principio con norma di carattere eccezionale come tale non suscettibile di interpretazioni estensive. Pertanto la facoltà di realizzare opere volte a soddisfare esigenze temporanee in assenza di un titolo edilizio può essere ammessa solamente per un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente successiva e sollecita eliminazione.

Possono essere qualificate attività edilizie libere anche opere che abbiano un impatto significativo sul territorio, purché sussista un loro uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo: per tale ragione il T.U. edilizia prevede che debbano essere sempre rimosse entro novanta giorni dalla loro realizzazione, fermo restando che, ove vi sia l'esigenza di mantenerle per un tempo maggiore, gli interessati devono necessar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...irsi di un idoneo titolo edilizio.

La possibilità di procedere ad interventi ricadenti nell'ambito della c.d. 'attività edilizia libera' non opera in modo incondizionato, ma resta pur sempre subordinata (in base al comma 1 dell'articolo 6 del d.P.R. 380, cit.) al rispetto "[delle] prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque [al] rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia (…)" (quali, nella specie, le disposizioni dell'articolo 4 delle legge regionale Lombardia n. 21 del 2012).

Il d.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, non sottrae gli interventi di edilizia libera al rispetto delle norme antisismiche ed alle altre disposizioni di settore, come si ricava dalla testuale formulazione del comma 1, che fa salve delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.

Il cambio di destinazione d'uso di un fa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dustriale da deposito a laboratorio con la realizzazione di alcune opere di adeguamento interno è qualificabile come attività edilizia libera soggetta alla sola comunicazione ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. a) ed e-bis), T.U. n. 380/2001.

La sostituzione di una rete metallica sostenuta da paletti in ferro con una nuova rappresenta un'opera di manutenzione ordinaria non soggetta ad alcuna formalità.

La realizzazione di un piccolo marciapiede sulla corte interna di un edificio con più abitazioni, il quale, per le modeste dimensioni e per la sua inerenza alla superficie cortilizia non incide strutturalmente sul prospetto è un intervento eseguibile senza titolo edilizio ma solo con previa comunicazione.

La realizzazione nell'area cortilizia di un edificio di una piattaforma di cemento con pavimentazione sovrapposta di dimensioni ridotte che non è in grado di alterare significativamente lo stato dei luoghi e di incidere sul prospetto dell'edificio non è soggetta al permesso di costruire.

E' onere dell'interessato fornire la prova circa l'edificazione dell'immobile fuori dal perimetro del centro abitato prima dell'1 settembre 1967, per escludere la necessità del tit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, mentre sulla pubblica amministrazione grava l'onere di controllare l'attendibilità dei fatti dedotti, compiendo ogni opportuna verifica istruttoria ed, eventualmente, contrapponendo ad essi le risultanze di proprie verifiche ed accertamenti d'ufficio.

Un'antenna di modeste dimensioni, irrilevante sotto il profilo edilizio, non necessita di autorizzazione edilizia, occorrendo invece, trattandosi di impianto di emittenza radio, unicamente la diversa autorizzazione tecnica.

L'attività consistente nello scarico e nel grossolano spianamento di una certa quantità (non precisata) di detriti, nonché nello spostamento di alcuni massi tale però da non determinare un'apprezzabile trasformazione del terreno, con perdurante modifica dello stato dei luoghi, non integra un'attività edilizia in senso proprio.

La recinzione in pali di legno e rete metallica non è idonea a concretare un reale impatto sul territorio, assumendo in realtà le caratteristiche proprie di un modesto intervento volto a tutelare proprietà privata e, quindi, costituente esercizio di un'attività libere.

L'apposizione di fioriere, tavolini e sedie è attività edilizia libera, non s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emmeno a d.i.a..

La realizzazione di una pensilina avente natura meramente pertinenziale e di un camino in muratura ubicato nell'edificio è intervento configurabile tra le attività di edilizia libera, non necessitante del preventivo rilascio di idoneo titolo abilitativo.

L'art. 6 D.P.R. 380/2001, nell'ammettere che le Regioni a statuto ordinario possono estendere tale disciplina a «interventi edilizi ulteriori», non consente al legislatore regionale di sovvertire la definizione di nuova costruzione di cui all'art. 3, lett. e), D.P.R. 380/2001, ma soltanto di prevedere che il titolo edilizio non sia necessario per interventi coerenti e logicamente assimilabili agli interventi di cui all'art. 6, co. 1 e 2, D.P.R. cit.

A termini dell'art. 6, comma 2 del D.P.R. n. 380/2001, gli interventi di manutenzione straordinaria sono realizzabili senza titolo abilitativo ma sulla sola base di una comunicazione di inizio lavori da parte dell'interessato.

Le opere di demolizione e costruzione di tramezzi interni finalizzate ad una diversa distribuzione degli spazi interni sono assoggettate a mera comunicazione ai sensi dell'art. 6 del d.p.r. n. 380/2001, che include tra le opere di manutenzione straordinaria lo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di pareti interne.

È vero che l'art. 6, co. 6, D.P.R. 380/2001 consente alla regione di individuare ipotesi di attività edilizia libera ulteriori rispetto a quelle contenute nel medesimo art. 6, ma si tratta di interventi (atipici) che non possono certo abrogare le disposizioni previste nell'art. 3 del medesimo D.P.R..

Le operazioni di livellamento del piano di campagna e di posa di materiale inerte finalizzati al passaggio dei mezzi agricoli costituiscono attività edilizia libera.

L'impianto irriguo formato da tubazioni appoggiate sul suolo rientra nei mezzi necessari per l'esercizio dell'impresa agricola ed è realizzabile senza titolo edilizio.

La sostituzione del cancello, quale intervento di manutenzione ordinaria, è ascrivibile nell'attività edilizia libera.

L'art. 6 D.P.R. 380/2001, nella formulazione risultante a seguito delle recenti modifiche operate con d.l. 73/2010, comprende espressamente nelle opere di manutenzione straordinaria "liberalizzate" lo spostamento di pareti interne agli immobili e non, invece, lo spostamento di muri posti all'esterno.

Il regime autorizzatorio costituisce l'eccezione rispetto a quello concessorio per le ope... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ormazione del suolo.

Il discrimine tra necessità o meno di titolo abilitativo è data dal duplice elemento: precarietà oggettiva dell'intervento, in base alle tipologie dei materiali utilizzati, e precarietà funzionale, in quanto caratterizzata dalla temporaneità dello stesso.

È incostituzionale la norma di legge statale che stabilisca, con riferimento ad una tipologia di intervento edilizio ben circoscritta e realizzato in un contesto ben definito, l'irrilevanza dal punto di vista urbanistico.

È costituzionalmente illegittimo l'art. 9, co. 3, legge 99/2009 che stabilisce che le installazioni e i rimessaggi dei mezzi mobili di pernottamento, anche se collocati permanentemente, per l'esercizio dell'attività, entro il perimetro delle strutture turistico-ricettive regolarmente autorizzate, purché ottemperino alle specifiche condizioni strutturali e di mobilità stabilite dagli ordinamenti regionali, non costituiscono in alcun caso attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici.

Le opere costituenti pertinenze od impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti sono soggette ad autorizzazione gratuita purché, o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere conformi alle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, non siano vincolate, né in quanto "bellezze individue ", né in quanto "bellezze d'insieme".

La presentazione della domanda di condono costituisce un'eloquente conferma della necessità del titolo edilizio.

Per essere assoggettata all'intervento autorizzatorio in senso ampio dell'autorità amministrativa, una trasformazione urbanistica e/o edilizia non deve essere precaria: un'opera oggettivamente finalizzata a soddisfare esigenze improvvise o transeunti non è destinata a produrre, infatti, quegli effetti sul territorio che la normativa urbanistica è rivolta a regolare.


 
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