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Approvazione, durata e reiterazione dei programmi di recupero urbano

Il limite temporale di vigenza dei piani di recupero va riferito esclusivamente all'iniziativa pubblica per evitare la sottoposizione “sine die” dell’edificazione al potere di adozione del piano da parte del Comune. Se, invece, tale limite riguardasse l'iniziativa di privati, verrebbe consentito far decorrere il termine di vigenza, per poter poi presentare la domanda di concessione edilizia non preceduta dal necessario piano attuativo.

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIANO DI RECUPERO --> APPROVAZIONE --> LEGGE 219/1981

L'approvazione regionale del piano di recupero prevista dall'art. 28, co. 10, legge 219/1981 risulta necessaria soltanto se le ristrutturazioni, che comportino la maggiorazione della volumetria preesistente, previste dal Piano di Recupero, sono state deliberate in assenza dello strumento urbanistico generale o risultano connesse ad una variante allo strumento urbanistico generale vigente o adottato.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIANO DI RECUPERO --> DURATA, DECADENZA, REITERAZIONE

In considerazione della comune natura di strumenti urbanistici attuativi, ai piani di recupero vanno applicate, in ragione dell'espressa previsione contenuta nella L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 28, comma 4, le disposizioni dettate per i piani particolareggiati, tra cui quella (L. 17 agosto 1942, n. 1150, ex art. 16) che ne fissa in dieci anni il termine di efficacia. Il citato art. 16 non può ritenersi abrogato per effetto dell'art. 58 d.P.R. n. 327/2001 in relazione alla durata decennale dei piani particolareggiati poiché l'abrogazione riferita agli articoli da 13 a 23 della l. n. 115... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ave; limitata alle norme riguardanti l'espropriazione e tale non può ritenersi la disposizione che definisce un termine per l'attuazione di un piano particolareggiato, strumento attuativo del piano regolatore di per sé non destinato all'esercizio del potere espropriativo.

Qualora il piano di recupero, sulla base delle NTA del Piano Regolatore, si configuri quale piano attuativo realizzabile anche attraverso l'iniziativa privata o promiscua senza la previa ablazione del bene, deve ritenersi che esso, in base ai principi sanciti dalla sentenza della Corte Cost. n.179/99, non comporti l'inedificabilità assoluta, ma ponga un vincolo di destinazione privo di natura espropriativa, per cui l'individuazione delle "zone" di recupero non è soggetta a termine di efficacia.

Il limite temporale di vigenza dei piani di recupero va riferito esclusivamente ai piani di recupero di iniziativa pubblica, in funzione dell'esigenza di evitare la sottoposizione "sine die" dell'edificazione al potere di adozione del piano di recupero da parte del comune per immobili già individuati, con riferimento ai quali, in tal modo, si verrebbe ad introdurre un inammissibile vincolo di rilascio del titolo abilita... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ificazione.

Se si limitasse ad un termine l'obbligo di piani di recupero ad iniziativa di privati si perverrebbe all'assurda conseguenza secondo cui agli interessati sarebbe consentito far decorrere il termine di vigenza, per poter poi presentare la domanda di concessione edilizia non preceduta dal necessario piano attuativo, magari necessario proprio per le caratteristiche intrinseche della zona in cui insiste l'immobile.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIANO DI RECUPERO --> FUNZIONE

Se è legittimo affidare ai piani di recupero anche vocazioni espansive, occorre non solo che queste ultime s'attuino una volta realizzata l'armoniosa saldatura delle zone degradate al tessuto urbano regolato, ma pure che sia mantenuto l'equilibrio tra le zone urbanistiche.

Il piano di recupero attiene non soltanto al ripristino fisico dei singoli edifici ma rappresenta una operazione complessa su scala urbanistica nella misura in cui – mediante un insieme coordinato di interventi - punta alla rivitalizzazione di interi comprensori urbani caratterizzati da una urbanizzazione degradata e incontrollata.

Il piano di recupero ex art. 28 L. n. 457/1978 è u... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o equivalente, sotto il profilo dell'efficacia giuridica, al piano particolareggiato, dal quale si differenzia perché finalizzato, piuttosto che alla complessiva trasformazione del territorio, al recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente con interventi volti alla conservazione, risanamento, ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso.

L'art. 27 l. n. 457/1978 finalizza gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione ed alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso, nozioni nelle quali rientra sicuramente il ripristino funzionale. Esigenze di risanamento igienico-sanitario non appaiono esulare dalle dette finalità.

I Programmi di Recupero Urbano il P.R.U. risultano rivolti prevalentemente alla realizzazione di interventi di completamento e di integrazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica, localizzati all'interno degli insediamenti stessi, o in aree contigue o prossime a detti insediamenti, ovvero anche in aree esterne, promossi da soggetti pubblici e privati, anche associati tra loro.

Il piano di recupero, quale strumento attuativo, è suscettibile di perseguire sia fi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e; di recupero del patrimonio edilizio esistente in misura via via più complessa dagli interventi di manutenzione ordinaria a quelli di ristrutturazione edilizia (lettere da a) a d) del comma 1 dell'art. 31 della legge n. 457/1978), sia finalità di recupero urbanistico, laddove, come contemplato dall'art. 31, comma 1, lettera e), della legge n. 457 del 1978, esso può prevedere interventi "rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico - edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale", nonché dalla normativa regionale.

La funzione precipua del piano di recupero è la conservazione del patrimonio edilizio esistente mediante la riqualificazione e la ridefinizione del tessuto urbano ai fini di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico degradato per conservare e riutilizzare il patrimonio, sicché la connotazione tipica dello strumento in questione che ne individua i limiti oggettivi, è pur sempre caratterizzata dalla conservazione, ricostruzione e riutilizzazione del patrimonio esistente, con la conseguenza che è del tutto marginale che il recupero edilizio, consisten... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...venti sugli elementi costitutivi degli edifici esistenti, possa comportare incrementi volumetrici ossia nuove edificazioni.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIANO DI RECUPERO --> INDIVIDUAZIONE DEI SINGOLI IMMOBILI

La disciplina dei piani di recupero non può essere intesa nel senso di prescrivere che qualunque intervento da realizzare sugli immobili abusivi debba essere a propria volta inserito nell'ambito di un piano di recupero.

Ove le n.t.a. del P.R.G. prevedano che, ai fini di un piano di recupero, possa definirsi rudere soltanto l'immobile per cui risulti la presenza di opere strutturali, non può dirsi sufficiente la presenza di un mucchio di pietre informi che non delimitano alcun perimetro e l'indicazione dell'ingombro dell'immobile sulla mappa catastale.

L'individuazione degli immobili o aree in cui, ai sensi dell'art. 27, comma 3, l. 457/78, il rilascio della concessione è subordinato alla formazione dei piani di recupero, può essere effettuata dal Comune anche caso per caso.

E' legittima la procedura di apposizione di un vincolo di formazione di piano di recupero per determinati immobili in uno con l'adozio... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o stesso.

La mancata individuazione, da parte del Consiglio comunale, delle zone del territorio comunale ove si rende opportuno, ai sensi della legge 457/78, il recupero del patrimonio edilizio esistente, rende invalidi gli atti recanti l'adozione e approvazione dei piani di recupero.


 
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