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Applicazione del pedaggio autostradale: le convenzioni tra A.N.A.S. spa e le concessionarie

Applicazione in materia di trasporti del principio “chi usa paga”, di matrice comunitaria, il pedaggio autostradale non deriva da valutazioni discrezionali del concessionario, ma dagli atti di concessione, nonché dalla disciplina normativa ad essi presupposta. Tale facoltà, infatti, in ragione della natura e del regime demaniale del bene cui afferisce, si ascrive alla potestà legislativa esclusiva statale.

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DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> TARIFFE AUTOSTRADALI

La finalità pubblicistica cui certamente è finalizzata la gestione e la manutenzione della rete autostradale, se pur imprimono alla riscossione dei pedaggi una preminente destinazione dei ricavi al perseguimento delle finalità proprie della realizzazione del tracciato autostradale, non annullano il perseguimento del profitto tipico dell'attività d'impresa svolta da una società per azioni, quale indubbiamente è la Società Autostrade; ciò che rende irrilevante la natura demaniale dell'autostrada ed il ritorno della stessa allo Stato al tempo della concessione.

La determinazione del pedaggio autostradale, la definizione dei criteri per la sua quantificazione e dei parametri per la qualificazione di una tratta come autostrada non sono rimessi a valutazioni discrezionali del concessionario, ma dipendono dagli atti di concessione, nonché dalla disciplina normativa ad essi presupposta, che definiscono siffatti parametri.

Le convenzioni stipulate tra ANAS s.p.a. e le concessionarie per le gestione di tratti autostradali, come Autostrade per l'Italia, sono state oggetto di approvazione legislativa, mediante l'art. 8-duod... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....l. 8 aprile 2008, n. 59, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 giugno 2008, n. 101.

La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 17 giugno 1999, n. 1999/62/CE non è riferibile a qualunque utente autostradale, ma solo alle imprese di trasporto che utilizzano veicoli aventi le dimensioni ora indicate.

Poiché non vi sono elementi per ritenere che la Provincia sia ente esponenziale degli interessi delle imprese di trasporto che utilizzano veicoli aventi un peso totale a pieno carico autorizzato superiore a 3,5 tonnellate, è inammissibile il motivo di annullamento degli atti di determinazione delle tariffe autostradali che faccia leva sulla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 17 giugno 1999, n. 1999/62/CE.

La previsione del pedaggio nelle tratte autostradali costituisce applicazione in materia di trasporti del principio "chi usa paga", di matrice comunitaria.

La previsione dell'applicazione di un pedaggio rientra nella disciplina degli aspetti dominicali del demanio statale e, quindi, anche nella materia «ordinamento civile», riservata alla potestà legislativa esclusiva dello Stato.

La fissazione del pedaggio per... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione delle autostrade e dei raccordi in gestione diretta, nonché la determinazione dei criteri e delle modalità per la loro applicazione, in ragione della natura e del regime demaniale del bene cui afferisce, si ascrive alla potestà legislativa esclusiva statale.

La stretta correlazione tra i co. 1 e 2 dell'art. 15 d.l. 78/2010 conv. in legge 122/2010 esclude l'imposizione agli automobilisti di una prestazione patrimoniale a prescindere dall'utilizzo in concreto del tratto viario interessato dal pedaggio (autostrade e raccordi in gestione diretta dell'ANAS S.p.a.).

Le disposizioni in materia di pedaggi autostradali non appaiono volte a disciplinare i molteplici usi del territorio, combinando tra loro i vari interessi rilevanti, al fine di conseguire un ordinato assetto di quest'ultimo ma hanno lo scopo di garantire la copertura dei costi di ANAS S.p.a. e quindi incidono solo indirettamente, a seconda della scelta operata dal singolo utente, sulla circolazione locale.

Le disposizioni in materia di pedaggi autostradali non possono essere ricondotte interamente alla materia «grandi reti di trasporto» che riguarda principalmente le infrastrutture e non i loro aspetti gestori e di utilizzazione.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ciplina a regime e la disciplina transitoria relative al pedaggiamento della rete autostradale ANAS di cui all'art. 15 d.l. 78/2010 devono essere individuate nell'ambito dello stesso procedimento, perché il legislatore, al di là del dato formalistico dell'adozione di un unico atto in luogo di due atti distinti, ha voluto assicurare la coerenza tra i due regimi attraverso l'acquisizione e la valutazione contestuale degli interessi pubblici e privati in gioco.

E' illegittima l'emanazione del solo provvedimento afferente al regime transitorio del pedaggiamento autostradale di cui all'art. 15 d.l. 78/2001 senza alcuna considerazione del regime ordinario, perché costituisce una violazione al modello legale previsto dalla norma e, soprattutto, contrasta con l'esigenza di valutazione unitaria e contestuale degli interessi coinvolti dall'azione amministrativa.

La tariffa si distingue della tassa perché costituisce corrispettivo di diritto privato e, quindi, non ha natura tributaria.

La tariffa è dovuta per la fruizione di un servizio a domanda individuale, secondo il principio del "beneficio", in ragione del quale il pagamento è dovuto da chi riceve l'utilità, che si contrappone al cr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a "capacità contributiva" alla base del sistema delle imposte.

E' illegittimo il provvedimento che fa gravare il pedaggio autostradale anche su chi non debba poi accedere all'infrastruttura, in spregio alla natura di tariffa del pedaggio stesso.

E' illegittimo per violazione della normativa comunitaria il provvedimento che determina forfettariamente il pedaggio autostradale, a prescindere dall'effettiva distanza percorsa.

È illegittimo il provvedimento che autorizza l'aumento delle tariffe autostradali senza che sia compiuta un'adeguata istruttoria sul punto della realizzazione delle opere e di degli interventi che il concessionario si era obbligato a realizzare.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE AUTOSTRADALE

Il termine di ventinove anni previsto dall'art. 27, comma 5, del Codice della Strada, per le concessioni relative al sedime autostradale ed alle sue pertinenze, si applica ancorché tale concessione sia stata stipulata prima dell'entrata in vigore del Codice suddetto.

La proroga delle concessioni autostradali disposta con il d.l. 262/2006 conv. in legge 286/2006 non ha una natura novativa delle precedenti concessioni e delle... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i accessorie: è erroneo, dunque, sostenere che, per effetto di tale proroga, tutti i rapporti giuridici sorti ed instaurati in forza dei precedenti provvedimenti concessori sarebbero caducati ex lege.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE AUTOSTRADALE --> NECESSITÀ DI EVIDENZA PUBBLICA

La proroga della gestione di un tratto autostradale si pone in contrasto con la ratio dell'evidenza pubblica, volta al migliore utilizzo possibile del danaro e degli altri beni della collettività e alla tutela della libertà di concorrenza tra le imprese, e, specificamente, con l'art. 178 del d.lgs. n. 50 del 2016 (codice dei contratti pubblici), che prevede l'obbligo di indire gare ad evidenza pubblica per la scelta del contraente in relazione alle concessioni autostradali scadute o in scadenza.

Nell'ambito di concessioni autostradali, è del tutto legittimo (anzi, doveroso) che l'amministrazione scelga di non proseguire in intese endoprocedimentali con un soggetto non più legittimato (segnatamente perché in prorogatio), ritenendo, in sostanza, che l'unico interlocutore legittimato e qualificato possa essere l'aggiudicatario della gara pubblica.

L'int... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...riale alla proroga della gestione di un tratto autostradale a prescindere dall'espletamento della gara pubblica non è meritevole di protezione giuridica ed anzi è contra jus, se messo in relazione all'art. 178 del d.lgs. n. 50 del 2016, alla ratio dell'evidenza pubblica e, in particolare, ai principi comunitari che tutelano i valori del libero mercato e della concorrenza.



 
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