Carrello
Carrello vuoto



Contratto agrario di affitto


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DEI CONTRATTI AGRARI
anno:2017
pagine: 353 in formato A4, equivalenti a 600 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


AGRICOLTURA --> CONTRATTI AGRARI --> AFFITTO

In tema di comunione, la delibera che abbia ad oggetto la stipula (al limite anche in forma orale) di un contratto di affitto di fondo rustico per la durata minima di quindici anni, prescritta dalla l. n. 203 del 1982, va assunta all'unanimità, ex art. 1108, comma 3, c.c., non derogando la richiamata normativa speciale alla previsione codicistica dettata per deliberazioni che concernono le locazioni ultranovennali.

L'affitto di fondo rustico sorge validamente anche quando stipulato da uno solo dei comunisti violando i limiti di cui agli artt. 1105 e 1108 c.c., non essendo tali limiti opponibili al terzo; ciò sul rilievo che tra i partecipanti alla comunione esiste un reciproco rapporto di rappresentanza, in virtù del quale ciascuno di essi può procedere alla locazione della cosa comune ed agire per la cessazione o la risoluzione del contratto e la consegna del bene locato, anche nell'interesse degli altri partecipanti alla comunione, trattandosi di atti di utile gestione rientranti nell'ambito dell'ordinaria amministrazione della cosa comune, per i quali è da presumere, salvo prova contraria, che il singolo comunista abbia agito anche con il consenso d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rendendosi possibile la presunzione, laddove sia ammesso l'affitto di fondo rustico in forma verbale, grazie al coordinamento dell'art. 1108 c.c. con la L. n. 203 del 1982.

Ai fini del riconoscimento del diritto dell'affittuario all'indennità per le migliorie apportate al fondo rustico occorre che queste siano state eseguite per fatto o patto successivi al perfezionamento del contratto di affitto e non in esecuzione di un patto anteriore o coevo rispetto ad esso, non potendosi d'altronde non riconoscere che, altrimenti, l'effettuazione delle migliorie viene attratta e assorbita dal sinallagma contrattuale.

Il diritto all'indennità riconosciuto all'affittuario per i miglioramenti di fondo agrario, ai sensi della L. n. 203 del 1982, art. 17, presuppone il preventivo consenso del concedente (o, in difetto, l'autorizzazione dell'ispettorato provinciale dell'agricoltura), il quale deve sostanziarsi in una manifestazione di volontà che specifichi la natura, le caratteristiche e le finalità degli interventi migliorativi, non essendo sufficiente un'autorizzazione meramente generica per tipi o categorie di opere; mentre l'assenso successivo non può fare venir meno ex tunc l'illiceità della condotta del conces... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del mezzadro, dovuta al difetto della condizione legittimante, ma, eventualmente, solo precludere conseguenze pregiudizievoli al coltivatore, come la risoluzione per inadempimento.

Il contratto di affitto di fondi rustici, in quanto avente natura consensuale e fonte di rapporti obbligatori, spiega i suoi effetti indipendentemente dal diritto di proprietà della persona del concedente, purché questi abbia la disponibilità del bene, sì da essere in grado di trasferirne all'affittuario la detenzione e il godimento.

È valida la clausola, inserita in un contratto di affitto di fondo rustico, di rinunzia preventiva all'indennità per i miglioramenti fondiari di cui alla L. n. 203 del 1982, art. 17, se stipulata con l'assistenza delle organizzazioni professionali.

Il mero, eventuale pagamento di taluni oneri attinenti al fondo e di alcune spese accessorie, non costituendo lo scopo e l'oggetto del contratto di affitto, non vale di per sé a qualificare il rapporto giuridico in termini di contratto di affitto agrario, mentre, non assumendo natura sinallagmatica, è elemento compatibile con il contratto di comodato (modale), che trova la sua causa nel rapporto di conoscenza e di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... i contraenti e non vede tra i suoi effetti inderogabili l'esclusivo vantaggio del comodatario, non potendo lo stesso, per le sue caratteristiche (tra le quali, in principalità, la mancanza di stabilità e per la causa di esso, essere qualificato come contratto agrario.

È escluso che possa qualificarsi in termini di contratto di affitto agrario un rapporto che prevede soltanto la sporadica erogazione di prestazioni in natura, rimessa alla discrezione del coltivatore insediato sul fondo, in quanto ogni previsione includente il pagamento del corrispettivo per il godimento del fondo in natura deve ritenersi nulla, ai sensi della L. 12 giugno 1962, n. 567, art. 1, come modificato dalla L. 11 febbraio 1971, n. 11, art. 1.

In materia di contratti agrari, il diritto all'indennità riconosciuto all'affittuario, ai sensi della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 17, presuppone il preventivo consenso del concedente (o, in difetto, l'autorizzazione dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura), consenso che deve sostanziarsi in una manifestazione di volontà che specifichi la natura, le caratteristiche e le finalità degli interventi migliorativi, non essendo sufficiente un'autorizzazione meramente generica per tipi e/o catego... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e.

La L. n. 606 del 1966, art. 3, dispone che il contratto di affitto di fondi rustici a conduttore non coltivatore diretto deve essere provato per iscritto. Ne consegue che la relativa prova non è necessaria per il contratto a coltivatore diretto.

Perchè un contratto sia causalmente qualificabile come affitto di fondo agricolo è necessario non solo che esso abbia ad oggetto una cosa potenzialmente produttiva, ma anche che la disponibilità del bene sia concessa al fine di consentire all'affittuario la gestione produttiva dello stesso, dovendosi, quindi, all'occorrenza valutare se nell'economia del contratto abbia prevalenza la finalità di coltivazione del fondo o, invece, quella di godimento del fabbricato, il cui uso costituisca congiuntamente oggetto del contratto.

La L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 346, (legge finanziaria 2005) non si applica ai contratti di affitto a coltivatore diretto, aventi ad oggetto terreni e fabbricati rurali, pur se soggetti all'obbligo della registrazione. Questi, perciò, sono validi ed hanno effetto riguardo ai terzi, a prescindere dall'adempimento dell'obbligo fiscale, anche se verbali o non trascritti, ai sensi della L. n. 203 del 1982, art. 4... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> La L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 41 che stabilisce la validità ed efficacia anche nei confronti dei terzi dei contratti ultranovennali di affitto di fondi rustici a coltivatore diretto, pur se stipulati in forma verbale o non trascritti, deroga alla disciplina di cui all'art. 1350 c.c., n. 8 e art. 2643 c.c., n. 8, secondo cui tutti i contratti di locazione immobiliari ultranovennali (e quindi anche quelli agrari) debbono farsi a pena di nullità per atto pubblico o scrittura privata, ma non all'art. 2923 cod. civ., sicché, in caso di pignoramento del bene oggetto del rapporto agrario, il contratto ultranovennale è opponibile all'aggiudicatario solo se recante data certa anteriore al pignoramento, e, se non trascritto, solo nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione.

Anche in caso di fallimento, cui pure è riferibile la disposizione dell'art. 2923 cod. civ., il contratto ultranovennale di affitto di fondo rustico stipulato dal fallito è opponibile alla massa se recante data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento ma, se non trascritto, solo nei limiti del novennio dall'inizio della locazione.

In tema di contratti agrari, in caso di realizzazione sul fondo, da parte de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rio, di una costruzione abusiva non autorizzata dal concedente, il conseguimento della concessione edilizia in sanatoria non fa venire meno l'inadempimento agli obblighi nascenti dal contratto di affitto agrario, qualora il concedente abbia chiesto, ma non ottenuto, l'eliminazione dell'opera abusiva con la contestazione e diffida di cui all'art. 5, comma 3, della l. n. 203 del 1982, fatta sempre salva la valutazione della gravità dell'inadempimento in sede giudiziale.

L'art. 1591 cod. civ. è norma applicabile non solo alle locazioni di immobili urbani, ma anche all'affitto di fondi rustici e in tale eventualità la condanna dell'affittuario di fondo rustico in mora nella restituzione dello stesso al risarcimento del maggior danno esige la prova specifica, il cui onere incombe sul concedente, dell'esistenza di tale danno e del suo concreto ammontare, atteso che l'obbligo risarcitorio in questione non sorge automaticamente per effetto del ritardo, ma va accertato in relazione ad effettive possibilità di impiego del fondo e a concreti propositi di utilizzazione, sicché il concedente non può limitarsi a dedurre, genericamente, il maggior utile, rispetto al canone, che avrebbe potuto percepire utilizzando direttamente il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
L'apparente contrasto fra la L. n. 203 del 1982, art. 39 - secondo cui "ai fini della presente legge l'annata agraria ha inizio l'11 novembre" - e l'art. 2 - a stregua del quale la durata dei contratti di affitto a coltivatore diretto in corso decorre dall'entrata in vigore della legge, cioè dal 6 maggio 1982 - va risolto privilegiando l'art. 39, che ha portata di carattere generale.

Posto che, già in relazione al regime di cui alla L. n. 11 del 1971, antecedente quello attuale, nel contratto di affitto di fondo rustico ad meliorandum il miglioramento costituisce il corrispettivo del godimento del fondo, con conseguente esclusione del diritto dell'affittuario alla percezione dell'indennità per tali miglioramenti, tale principio va confermato e ribadito anche in riferimento al regime vigente, di cui alla L. n. 203 del 1982, artt. 16 e 17.

In materia di locazione, esteso per identità di situazioni alla materia agraria, ove la parte concedente, nella comunicazione della disdetta, abbia indicato una erronea data di cessazione del rapporto, ben può la domanda di rilascio essere accolta per la data di scadenza effettiva del rapporto.

Una volta intimata la disdetta dal contratto d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di fondi rustici, ai sensi della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 4, essa, in quanto atto negoziale unilaterale recettizio, produce i propri effetti fin dal momento in cui perviene nella sfera di normale conoscibilità del conduttore.

È valida la clausola, inserita in un contratto di affitto di fondo rustico, di rinuncia preventiva alla indennità per i miglioramenti fondiari di cui alla L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 17 purché essa sia stata stipulata con l'assistenza delle organizzazioni professionali, ai sensi dell'art. 45 della suddetta legge. In mancanza di tale presupposto, la rinunzia preventiva è nulla, poiché essa è diretta a regolamentare un diritto dell'affittuario in maniera diversa da quanto stabilito dal citato art. 17, L. 203/1982.

Deve escludersi che la disciplina di cui alla L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 16 - relativa a miglioramenti, addizioni e trasformazioni dei fondi rustici - possa trovare applicazione anche nell'ipotesi in cui l'affittuario o il titolare di un diritto di godimento consimile (come il colono parziario in ipotesi di mancata conversione) esegua riparazioni straordinarie che sarebbero spettate al concedente, ricadendo tale ipotesi nell'ambito di operativit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 1577 cod. civ., richiamato dal successivo art. 1621.

Il diritto dell'affittuario di un fondo rustico all'indennità per miglioramenti apportati prima dell'entrata in vigore della L. n. 11 del 1971 e L. n. 203 del 1982, è disciplinato dalle norme codicistiche, ossia, per i miglioramenti apportati con il consenso del concedente, dalle norme di cui agli artt. 1591, 1632 e 1633 c.c., riferibili tanto al contratto di affitto a non coltivatore diretto, quanto a quello di affitto a coltivatore diretto e, per quelli che non siano stati autorizzati né concordati con il locatore, in forza dell'art. 1651 c.c.

Nessun indennizzo può essere preteso dall'affittuario di fondo rustico che abbia realizzato, sul fondo altrui, opere in violazione della normativa edilizia, in quanto quell'indennizzo sarebbe in contrasto con i principi generali dell'ordinamento ed in particolare con la funzione dell'amministrazione della giustizia, tanto più che le opere non sanabili non sono idonee ad integrare un effettivo aumento di valore del fondo.

In tema di contratti agrari, l'affittuario che abbia eseguito, sul fondo del locatore, opere non conformi alle norme edilizie e insuscettibili di sanatoria, non ha diritto ad alcun i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i sensi degli artt. 16 e 17 della legge 3 maggio 1982, n. 203, la cui attribuzione sarebbe in contrasto con la funzione dell'amministrazione della giustizia, in quanto l'agente verrebbe a conseguire indirettamente, ma pur sempre in via giudiziaria, un vantaggio da attività illecita, che, in via diretta, è precluso dagli artt. 1346 e 1418 cod. civ., tanto più che le opere - proprio perché non sanabili - non sono idonee a determinare un effettivo aumento di valore del fondo.

La locazione con un apposito contratto "per uso abitazione e alloggio per l'esercizio dell'attività di agriturismo" di immobili che si trovino all'interno di fondi rustici ad un soggetto conduttore che sia indicato come titolare di un'azienda agricola non evidenzia di per sé una configurabilità prima facie della natura agraria del contratto suddetto.

Poiché in materia di contratti conclusi dalla P.A. la stipulazione deve aver luogo, a pena di nullità, in forma scritta, con conseguente esclusione della possibilità di ipotizzare una rinnovazione tacita per facta concludentia del contratto, è escluso che, pur dopo l'entrata in vigore della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 41, la quale ha deformalizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tti di affitto a coltivatore diretto, anche se ultranovennali, rendendoli a forma libera, possa ritenersi concluso un contratto di affitto agrario con la P.A. in forza di un comportamento concludente, anche protrattosi per anni.

Sono ammissibili le conversioni in affitto dei contratti associativi agrari esistenti solo con riferimento a casi in cui la concessione della disponibilità di un fondo a un coltivatore diretto era avvenuta nell'ambito di accordi che prevedevano la gestione dell'impresa agricola da parte del concessionario, con oneri e rischi solo su di lui gravanti, verso il pagamento di un canone periodico al concedente, e senza alcuna ingerenza, tanto meno direttiva, del concedente medesimo nell'attività agricola del concessionario.

Non è ammissibile la conversione in affitto deii contratti associativi agrari esistenti laddove la detenzione di un fondo era avvenuta in forza di un titolo nullo, o senza titolo, o ancora per mera tolleranza, rispetto a un possesso precario del fondo stesso da parte dei presunti affittuari.

L'indennità spettante all'affittuario del fondo agricolo che ha eseguito i miglioramenti deve essere commisurata - sia alla stregua della normativa codicistica (art. 1633 cod. civ.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella speciale (L. n. 11 del 1971, art. 15, comma 2, e L. n. 203 del 1982, art. 17, comma 2) - all'aumento di valore conseguito dal fondo e sussistente al momento della cessazione del rapporto di affitto e postula, quindi, a carico dell'affittuario medesimo, la prova non solo dell'avvenuta effettuazione delle opere, ma anche dello stabile accrescimento derivato alla produttività del fondo e del conseguente incremento di valore.

A norma della L. n. 327 del 1963, art. 1, comma 2, affinché un rapporto a miglioria in uso nelle province del Lazio ultratrentennale possa essere considerato tale e dichiarato perpetuo, con conseguente diritto all'affrancazione è necessario che il coltivatore abbia impiantato nel terreno delle "colture arboree o arbustive", con o senza fabbricati rurali, o provvedendovi direttamente con propria spesa o pagandone il valore al precedente coltivatore, al quale sia subentrato. Non possono considerarsi idonee, al riguardo, le generiche attività di miglioramento quali il livellamento, lo scasso ed il dissodamento del terreno.

Per considerare tale a norma della L. n. 327 del 1963, art. 1, comma 2 e dichiarare perpetuo un rapporto ultratrentennale a miglioria in uso nelle province del Lazio, il fo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sere stato concesso incolto e nudo, cioè privo di soprassuoli, affinché il coltivatore vi immetta le colture necessarie ad accrescere la produttività del bene.

I miglioramenti apportati ad un fondo agrario eseguiti prima dell'entrata in vigore della L. 11 febbraio 1971, n. 11 sono indennizzabili alternativamente o dalle norme di cui agli artt. 1592, 1632 e 1633 cod. civ., qualora eseguiti con il consenso del concedente ovvero, in forza dell'art. 1651 cod. civ., ove eseguiti senza l'autorizzazione del concedente. In tale ultimo caso la disciplina applicabile è solo quella dell'art. 1651 cod. civ. e, pertanto, il diritto all'indennizzo è soggetto alla prescrizione decennale decorrente dalla fine dell'annata agraria in cui i miglioramenti stessi sono stati eseguiti, considerato che da tale data il diritto può essere fatto valere nei confronti del concedente.

Una volta accertati i miglioramenti del fondo agrario di cui alla L. 11 febbraio 1971, n. 11, è rimesso, poi, alla scelta del coltivatore chiedere subito il pagamento dell'indennità o rimandare la richiesta ad un momento successivo; il diritto all'indennità sorge, tuttavia, alla fine dell'annata agraria ed è da questo momento che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... termine prescrizionale.

Nessuna indennità è dovuta per i miglioramenti che l'affittuario non si sia dato cura di preservare nel periodo in cui ha legittimamente continuato a detenere l'immobile nell'esercizio del diritto di ritenzione a lui riconosciuto dall'art. 17 della L. 3 maggio 1982, n. 203, criterio quest'ultimo che armonizza la disciplina specifica della materia con i principi generali di cui all'art. 1150 cod. civ.

La mancata, corretta assistenza delle competenti organizzazioni professionali non determina la nullità tout court del contratto di affitto agrario, nel senso che questo debba considerarsi tamquam non esset, ma piuttosto l'automatica sostituzione, ai sensi dell'art. 1339 cod. civ., delle clausole pattuite dalle parti in difformità dal modello legale, con quelle legislativamente previste, ferma restando l'esistenza e la validità del contratto, ai sensi dell'art. 1419 c.c., comma 2.

La L. n. 203 del 1982, art. 27, nel disciplinare la conversione ope legis dei contratti agrari già in essere in contratti di affitto, non ha affatto previsto l'applicabilità degli artt. 1 e seguenti della stessa legge in tutte le fattispecie in cui comunque si realizzi, in linea di fatto, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., da parte di un soggetto, di un fondo rustico di proprietà di altri, ma ha disposto che le norme regolatrici dell'affitto siano applicabili ai contratti agrari aventi ad oggetto la concessione di fondi rustici, o tra le cui prestazioni vi sia il conferimento di fondi rustici.

Affinché possa invocarsi la disciplina di cui all'art. 27 della L. n. 203 del 1982, non è sufficiente che un fondo sia concesso in godimento a terzi in esecuzione di un contratto nullo, o che vi sia stata, da parte del proprietario, la tolleranza rispetto ad un possesso precario da parte dei presunti affittuari, essendo invece necessaria l'esistenza di un valido contratto avente ad oggetto la concessione in godimento del terreno.

In tema di affitto a coltivatore diretto, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1621 e 1577 cod. civ. (dettato con specifico riguardo al contratto di locazione, ma senz'altro applicabile anche a quello di affitto, di fondi rustici in particolare), in pendenza del rapporto il locatore è tenuto ad eseguire a sue spese le riparazioni straordinarie, mentre il conduttore è tenuto a dare avviso al locatore se la cosa necessita di riparazioni a carico di quest'ultimo, potendo eseguire direttamente le riparazioni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alvo il rimborso, purché ne dia contemporaneamente avviso al locatore.

Deve escludesi che la disciplina della L. n. 203 del 1982, art. 16 possa trovare applicazione all'ipotesi in cui l'affittuario o titolare di un diritto di godimento consimile, come il colono parziario in ipotesi di mancata conversione, esegua riparazioni straordinarie che sarebbero spettate al concedente, trovando la fattispecie disciplina nell'art. 1577 c.c., richiamato dall'art. 1621 c.c.

Per il perfezionamento dei contratti stipulati dalle Pubbliche Amministrazioni (compreso l'affitto di fondi rustici) è necessaria una manifestazione documentale della volontà negoziale da parte dell'organo rappresentativo abilitato a concludere, in nome e per conto dell'ente pubblico, negozi giuridici, per cui un contratto non potrà dirsi legittimamente perfezionato ove la volontà di addivenire alla sua stipula non sia, nei confronti della controparte, esternata, in nome e conto dell'ente pubblico, dall'unico organo autorizzato a rappresentarlo.

Poiché la L. n. 203 del 1982, art. 27 lungi dal prevedere l'applicabilità dell'art. 1 e segg. della legge stessa in tutte le fattispecie in cui si realizzi comunque in linea di fatt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto da parte di un soggetto di un fondo rustico di proprietà di altri, dispone che le norme regolatrici dell'affitto di fondi rustici sono applicabili ai "contratti agrari", "aventi ad oggetto la concessione di fondi rustici" o "tra le cui prestazioni vi sia il conferimento di fondi rustici", per l'applicabilità della norma citata, non è sufficiente che un fondo sia stato concesso in godimento a terzi in esecuzione di un contratto nullo o che vi sia stata, da parte del proprietario, la tolleranza rispetto ad un possesso precario del fondo stesso da parte di terzi, occorrendo invece l'esistenza di un valido contratto avente ad oggetto la concessione del fondo.

Le formalità e i termini di cui alla L. n. 203 del 1982, art. 25, commi 1 e 3, stabiliti per la conversione di un contratto associativo in affitto, al fine di salvaguardare le esigenze di certezza e i diritti del concedente, sono inderogabili soltanto se la richiesta di trasformazione è unilaterale, mentre, invece, se le parti raggiungono un accordo, prevale il principio di libertà della forma previsto dall'art. 1325 cod. civ., n. 4 e pertanto anche il negozio verbale è valido.

Pur dopo l'entrata in vigore del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gio 1982, n. 203, art. 41 che ha deformalizzato i contratti di affitto a coltivatore diretto, anche se ultranovennali, rendendoli a forma libera, non può ritenersi concluso un contratto di affitto agrario con la p.a. in forza di un comportamento concludente, anche protrattosi per anni.

Anche se con l'assistenza delle organizzazioni professionali di categoria le parti possono derogare al disposto della L. n. 203 del 1982, art. 4, che prevede la disdetta quale mezzo per impedire la rinnovazione tacita del contratto di affitto, va rilevato che, presupponendo la disdetta la scadenza del termine comunque fissato, per legge o per volontà delle parti, ai fini della deroga non basta la previsione di un termine di durata più breve di quello legale ed occorrono fatti ulteriori che dimostrino in modo non equivoco la volontà di deroga.

Costituisce contratto di affitto agrario, si sensi e per gli effetti della L. 15 settembre 1964, n. 756, L. 11 febbraio 1971, n. 11 e L. 3 maggio 1982, n. 203, l'affitto di un fondo da destinare a colture forestali da realizzare a cura del solo affittuario, ancorché, eventualmente, con la concessione di contributi in conto capitale a carico dello Stato.

La rinnovazione tacita del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i affitto "in deroga" alla L. n. 203 del 1982, art. 4, stipulato con l'assistenza delle associazioni professionali di categoria, non è neppur giuridicamente configurabile ove le parti abbiano pattuito l'estinzione del rapporto medesimo, senza necessità di disdetta, alla prima scadenza.

In base alla L. n. 203 del 1982, art. 4, ai fini della tacita rinnovazione nei contratti agrari di affitto, rileva unicamente l'omessa disdetta di una delle parti nei termini di cui all'art. 4, comma 2, a nulla rilevando il protrarsi o meno della permanenza del conduttore nel fondo, dato che la permanenza del conduttore nella detenzione della cosa locata - cui l'art. 1597 c.c., con riferimento ai contratti a tempo determinato, ricollega il presupposto della rinnovazione tacita - non è neppure contemplata dalla L. n. 203 del 1982, art. 4.

La regola posta dall'art. 4, L. 203/1982, secondo cui In mancanza di disdetta di una delle parti, il contratto di affitto a coltivatore diretto s'intende tacitamente rinnovato, alla scadenza, per il periodo minimo di legge - trova applicazione anche ai contratti indicati nel precedente art. 2, cioè ai contratti in corso alla data di entrata in vigore della legge, anche in regime di proroga, atteso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iste nel nostro ordinamento un principio generale per cui i contratti di locazione, con durata stabilita dalla legge, scadono alla data fissata dalla norma, senza che possa ravvisarsi la necessità di una espressa manifestazione del concedente diretta a impedire la rinnovazione tacita del rapporto.

In tema di contratti di affitto a coltivatore diretto, giusta la testuale previsione di cui agli artt. 1, 2 e 47 della legge n. 203 del 1982, deve distinguersi la data di scadenza della durata del rapporto dalla data di rilascio del fondo, poiché mentre la prima è quella indicata, rispettivamente, per i nuovi contratti e per quelli "in corso" alla data di entrata in vigore delle nuove norme, dai suddetti artt. 1 e 2, il rilascio, ove venga disposto a seguito di giudizio, può avvenire solo al termine dell'annata agraria durante la quale è stata emessa sentenza esecutiva, in applicazione del citato art. 47. Pertanto, se può considerarsi legittima la protrazione della detenzione del fondo da parte dell'affittuario, ancorché non qualificata dalla persistenza del contratto di affitto, fino alla maturazione della data prevista per il rilascio, nondimeno egli è tenuto - in conformità del disposto di cui al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... cod. civ. - al rispetto dell'obbligo di dare al concedente il corrispettivo convenuto fino all'effettiva riconsegna, salvo l'ulteriore obbligo di risarcire il maggior danno, il cui onere probatorio incombe sullo stesso concedente.

Perché il contratto di affittanza agricola si configuri, è necessario non solo che il contratto abbia ad oggetto una cosa potenzialmente produttiva, ma anche che la disponibilità del bene sia concessa al fine di consentire all'affittuario la gestione produttiva dello stesso, valutandosi così nella economia del contratto la prevalenza o meno del godimento del fabbricato, e l'accessorietà, o principalità del terreno coltivo.

Ricorrono gli estremi dell'affitto di fondi rustici solo quando si ha in godimento un terreno come tale, per ottenerne un reddito agricolo, cioè proveniente dalla coltivazione del fondo.

Le norme della legge 3 maggio 1982 n. 203 si riferiscono solo ai contratti di affitto (art. 1) o che hanno per oggetto il godimento di un fondo rustico (art. 27), intendendosi per tale quello destinato alla coltivazione per il suo sfruttamento agricolo, e non sono, quindi, applicabili ai contratti di godimento di costruzioni, terreni attrezzati non c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o strutture comunque destinate alla produzione agricola.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI