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Occupazione illegittima e tutela risarcitoria: l'istituto dell'accessione (art. 934 Cod. Civ.)

Non solo deve ritenersi che la proprietà dell’area illegittimamente trasformata dalla realizzazione dell’opera pubblica rimanga nella sfera giuridica del privato, ma che questi divenga proprietario, secondo la regola dell’accessione ex art. 934 Cod. Civ.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
pagine: 4019 in formato A4, equivalenti a 6832 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Per escludere l'applicazione dell'art. 936 cod. civ., non è sufficiente che l'opera sia stata realizzata da un soggetto legato al proprietario del suolo occupato da un qualsiasi rapporto giuridico di natura reale o personale che gli conferisca un diritto di costruire, occorrendo invece che tale rapporto si riferisca proprio all'area sulla quale la costruzione è stata realizzata, e conferisca all'occupante il diritto di costruire proprio su quell'area.

In ipotesi di occupazione illegittima dovrebbe ritenersi preclusa la tutela risarcitoria difettando – ai fini del riconoscimento del diritto al rivendicato controvalore venale del bene – il presupposto della perdita della proprietà. Un primo tentativo di soluzione del problema è stato offerto da quella giurisprudenza che ha ventilato l'applicazione della regola (ordinaria e tradizionale) dell'accessione ex art. 934 c.c., in forza della quale non solo (come è pacifico) il proprietario delle aree occupate non perde il proprio diritto in conseguenza dell'altrui ingerenza, ma diventa anche il proprietario degli immobili realizzati sul proprio suolo: con il che peraltro – del tutto paradossalmente – il privato sarebbe esposto anche ad un arricchimento "imposto" ed ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...enziale obbligazione indennitaria a suo danno.

La Corte di Strasburgo, in sede di interpretazione dell'art. 1 Prot. 1 della CEDU, ha ribadito che l'ingerenza dello Stato, nel caso di espropriazione e d'imposizione di servitù coattiva, deve sempre avvenire rispettando il "giusto equilibrio" tra le esigenze dell'interesse generale e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell'individuo, con la conseguenza che il privato ha diritto alla restituzione o alla reintegrazione nell'integrale possesso del bene. Non può pertanto sostenersi che la pretesa restitutoria del terreno sé inammissibile in quanto in violazione dell'art. 936 del codice civile.

La persistente mancanza di un titolo legittimo all'acquisto della proprietà in capo all'amministrazione delle aree illegittimamente ablate e destinate all'opera pubblica, comporta l'accertamento della perdurante proprietà in capo al privato, con applicazione alla fattispecie delle norme fissate dal codice civile in tema di accessione "ordinaria" di cui agli artt. 936 e segg.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, in mancanza di atti o fatti idonei alla definitiva estinzione del diritto di proprietà in capo ai suoi orig... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ari, questi devono ritenersi conservare i loro diritti dominicali, ferma restando la necessità di valutare se gli stessi possano dilatarsi, dal punto di vista oggettivo, fino a ricomprendere le res realizzate sul suolo dal soggetto occupante sine titulo.

Con la dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 43 del Testo unico delle espropriazioni non è divenuto applicabile l'istituto dell'accessione. Infatti, la realizzazione di un'opera pubblica o d'interesse pubblico, quando avvenga legittimamente, in esecuzione di atti di natura ablatoria solo successivamente annullati in sede di giustizia amministrativa, ha la propria peculiarità nell'avvenuta realizzazione di opere nell'interesse della collettività (e in esecuzione di provvedimenti) e comporta il verificarsi di situazioni irriducibili a quelle disciplinate dal codice civile, le cui disposizioni dunque non si applicano.

Non solo deve ritenersi che la proprietà dell'area illegittimamente trasformata dalla realizzazione dell'opera pubblica rimanga nella sfera giuridica del privato, ma che questi divenga proprietario, secondo la regola dell'accessione ex art. 934 c.c., di quanto realizzato sul suolo di sua proprietà, salvo l'obbligo di corrispondere al... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ll'opera realizzata il valore dei materiali, quando la separazione non sia chiesta dal proprietario dei materiali, ovvero non possa farsi senza che si rechi grave danno all'opera costruita.

In sede di individuazione della disciplina giuridica delle situazioni in cui sia stata realizzata l'opera pubblica in assenza del compimento nei termini della procedura espropriativa o in assenza di una valida procedura, piuttosto che ricorrere all'applicazione dell'istituto concepito per le cose mobili di cui all'art. 940 c.c., pare più coerente con i principi generali avere riguardo all'art.934 c.c., secondo il quale tutto ciò che viene edificato sul suolo accede di diritto alla proprietà di esso - omne quod inaedificatur solo cedit, nonché all'art. 936 c.c.

In ipotesi di occupazione illegittima, non solo la proprietà dell'area illegittimamente trasformata dalla realizzazione dell'opera pubblica rimane nella sfera giuridica del privato, ma questi diventa proprietario, secondo la regola dell'accessione ex art. 934 c.c., di quanto realizzato sul suolo di sua proprietà, salvo l'obbligo di corrispondere all'autore dell'opera realizzata il valore dei materiali, quando la separazione non sia chiesta dal proprietario dei mater... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o non possa farsi senza che si rechi grave danno all'opera costruita.

Nel vigente ordinamento la realizzazione senza titolo di opere e manufatti (di natura privata) su terreno altrui, pur se conformi agli strumenti urbanistici ed autorizzati dall'autorità comunale, è disciplinata dalla specifica disposizione dell'art. 934 cod. civ. Gli unici temperamenti a questo effetto traslativo, operante peraltro ipso iure, sono dati dalla facoltà dello ius tollendi concessa al proprietario dei manufatti alle condizioni previste dall'art. 935 c.c., comma 1 e art. 937 c.c., nonché dall'ipotesi eccezionale della cd. accessione invertita di cui al successivo art. 938 c.c.

Non solo deve ritenersi che la proprietà dell'area illegittimamente trasformata dalla realizzazione dell'opera pubblica rimanga nella sfera giuridica del privato, ma anche che questi divenga proprietario, secondo la regola dell'accessione ex art. 934 c.c., di quanto realizzato sul suolo di sua proprietà, salvo l'obbligo di corrispondere all'autore dell'opera realizzata il valore dei materiali, quando la separazione non sia chiesta dal proprietario dei materiali, ovvero non possa farsi senza che si rechi grave danno all'opera costruita.

La pr... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...da parte del danneggiato proprietario del bene irreversibile trasformato di una azione risarcitoria in forma specifica comporta, in mancanza dei requisiti di cui al combinato degli art.2058 e l'art.2933 c.c., la risoluzione della questione secondo le norme di cui all'art.934 e 936 c.c., per cui il danneggiato (ancora proprietario) è tenuto ad "indennizzare" l'autore dell'opera costruita e "ritenuta" sul proprio fondo secondo i criteri stabiliti dal comma 2 art. 936.

L'occupazione di un bene privato, divenuta sine titulo per effetto dell'invalidità a monte della stessa dichiarazione di pubblica utilità e dell'annullamento del decreto di occupazione d'urgenza, perdurando la proprietà del bene in capo al privato, è riconducibile alle ipotesi di accessione "ordinaria" previste dal Codice civile e dunque agli artt. 934 e segg.



 
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