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Il reato di distruzione o alterazione delle bellezze naturali di cui all'art. 734 cod. pen.


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TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> REATI --> ART. 734 C.P.

Il reato di distruzione o alterazione delle bellezze naturali, previsto dall'art. 734 cod. pen., ha natura permanente, ma la permanenza cessa, nell'ipotesi di costruzione o demolizione abusiva in luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, all'epoca di ultimazione dell'attività edilizia o del sequestro che la inibisce.

La contravvenzione di distruzione o deturpamento di bellezze naturali ex art. 734 c.p. è reato di danno che può essere integrato da qualunque sostanziale alterazione di bellezze naturali, pure se non di consistente gravità.

L'eventuale rilascio di autorizzazione amministrativa non esclude la sussistenza del reato di violazione delle bellezze naturali ex art. 734 c.p., potendo assumere, semmai, rilevanza in materia di valutazione dell'elemento psicologico o della gravità del reato, spettando unicamente al giudice penale l'accertamento del verificarsi dell'evento.

Per la realizzazione della contravvenzione di cui all'art. 734 c.p., non è necessaria l'irreparabile distruzione o alterazione della bellezza naturale di un determinato luogo soggetto a vincolo paesaggistico... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; sufficiente che, a causa delle nuove opere edilizie, siano in qualsiasi modo alterate o turbate le visioni di bellezza estetica e panoramica offerte dalla natura.

La contravvenzione di cui all'art. 734 c.p., in quanto reato a forma libera, è integrata da qualsiasi condotta, commissiva od omissiva, dolosa o colposa, che distrugga o alteri bellezze naturali; e, in quanto presuppone l'effettivo danneggiamento delle aree sottoposte a protezione, può concorrere con il reato, formale e di pericolo, previsto dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181.

In tema di tutela del patrimonio paesistico ed ambientale, ai fini della applicabilità della ipotesi contravvenzionale di cui all'art. 734 c.p., l'accertamento della sussistenza della distruzione o alterazione delle bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità è demandata al giudice penale, atteso che trattasi di reato di danno per il quale l'accertamento dell'evento concretante la contravvenzione spetta al giudice, e ciò indipendentemente da ogni valutazione effettuata dalla pubblica amministrazione,il cui provvedimento può assumere rilevanza nella valutazione dell'elemento psicologico del reato.

Posto che il reato di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t. 734 c.p., contempla due eventi diversi: la distruzione ovvero l'alterazione delle bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'Autorità, e considerato che una bellezza già alterata può esserlo ulteriormente da altri con successive condotte, l'ultima delle quali potrebbe anche comportarne la definitiva distruzione, per la sussistenza del reato stesso non è necessario che l'alterazione del luogo protetto abbia carattere primario, potendo anche l'opera abusiva seguire altre e così concorrere ad alterare la conformazione originaria del paesaggio.

Integra il reato previsto e punito dall'art. 734 c.p. la distruzione delle bellezze naturali dei luoghi palesatasi con il taglio degli alberi di castagno, la distruzione della vegetazione della macchia mediterranea e l'alterazione delle quote di declivio del fondo

La contravvenzione prevista dall'art. 734 c.p. può concorrere con il reato di cui all'art. 1-sexies legge 431/1985: nella prima il precetto è individuabile nel divieto di cagionare distruzione o deturpamento di bellezze naturali, nel secondo, invece, il precetto è quello di non porre in essere lavori o attività di modificazione ambientale in zone paesaggisticament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... senza l'autorizzazione amministrativa, sicché è sufficiente il semplice pericolo di alterazione dello stato naturale delle cose sottoposte a vincolo, le quali possono risultare anche non concretamente danneggiate dall'attività non autorizzata.



 
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