SOSPENSIONE

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Rapporto tra perequazione urbanistica, espropriazione per p.u. e zonizzazione

Lo strumento perequativo è più complesso ma decisamente meno oneroso per le finanze pubbliche rispetto alla procedura espropriativa, perché l’obiettivo di interesse pubblico è conseguito attraverso l’attività del privato, che restituisce alla collettività una parte dei vantaggi derivanti dalla pianificazione urbanistica.

Le norme tecniche di attuazione del P.R.G.

Le NTA, in quanto subordinate e meramente esecutive rispetto al PRG, non possono contraddire o modificare le destinazioni previste dal Piano, e quindi non possono modificare la qualificazione urbanistica della zona, limitandosi a rendere attuabili le relative prescrizioni.

Normativa regionale sulla perequazione urbanistica

La maggior parte delle nuove normative regionali hanno previsto direttamente o rimettendola agli strumenti urbanistici generali, l'adozione di sistemi perequativi, quali veri e propri criteri di giustizia distributiva attuabili con diverse tecniche, con i quali sono riconosciute più eque possibilità di valorizzazione economica delle proprietà fondiarie, ovvero misure alternative, come i c.d. ambiti di compensazione o le cessioni compensative invece del pagamento dell'indennizzo.

Approvazione e modifiche al P.R.G.

Il provvedimento finale di approvazione di uno strumento urbanistico costituisce un atto complesso ed ineguale alla cui formazione concorrono sia la volontà comunale che quella regionale e la partecipazione al procedimento della regione è giustificata dalla necessità di tutelare gli interessi pubblici affidati dall'ordinamento alla stessa.

Il provvedimento di stralcio del P.R.G.

Il cd. stralcio di un piano regolatore generale costituisce uno strumento alternativo alla non approvazione del piano, determinato dall'esigenza di economizzare l’attività amministrativa e di attribuire una regolamentazione urbanistica definitiva anche solo ad una parte, comunque prevalente, del territorio.

Condizioni di legittimità e contenuto del P.R.G.

Il piano regolatore è lo strumento attraverso cui trovano composizione i vari interessi espressi dal territorio e la sua stessa formazione consente l’emersione di quei motivi imperativi di interesse generale ai quali, secondo i principi comunitari, vanno ricondotti i limiti all’esercizio delle attività economiche.

Durata ed effetti del P.R.G.

Nella Regione Friuli Venezia Giulia, le direttive impartite dal Consiglio comunale nella predisposizione di un nuovo PRGC e delle varianti al PRGC in vigore, previste dall'art. 31 della l.r. 19 novembre 1991, n. 52, assumono le caratteristiche di linee guida a contenuto vincolante per quanto riguarda la zonizzazione del territorio.

Le indicazioni grafiche del piano regolatore generale e le prescrizioni normative

In base al principio generale di tutela dell’affidamento, in caso di contrasto tra tavole planimetriche allegate allo strumento urbanistico, il dubbio circa la disciplina di piano da applicare ad un determinata area va risolto nel senso meno oneroso per la proprietà.

La pubblicazione del P.R.G. quale condizione di efficacia normativa

Le prescrizioni del P.R.G., una volta approvate e pubblicate nelle forme previste, hanno valore di prescrizione di ordine generale di contenuto normativo, e come tali sono assistite da una presunzione legale di conoscenza da parte dei destinatari.

Rinnovazione della procedura di approvazione del P.R.G. e sua ripubblicazione

Qualora la nuova disciplina urbanistica dettata a seguito delle osservazioni dell'Ente preposto alla approvazione, non comporti una rielaborazione complessiva del piano, ovvero un mutamento delle sue caratteristiche essenziali e dei criteri che presiedono alla sua stessa impostazione, ma comporti modifiche con incidenza limitata ad una singola area di trasformazione, essa non è tale da stravolgere il piano e comportare nella sostanza una nuova adozione.

Pianificazione urbanistica e zonizzazione del territorio comunale

La c.d."zonizzazione" non postula e non presuppone solo l'individuazione di un territorio - ossia una operazione puramente ricognitiva - bensì la qualificazione di esso, e pertanto una valutazione, alla stregua delle categorie offerte dal legislatore; trattasi, pertanto, di una scelta che, se pur discrezionale, non può certamente operarsi sulla base di schemi casuali e indefiniti dovendo ricollegarsi ad una logica motivatoria predeterminata e conoscibile.

La classificazione di un'area come destinata ad uso agricolo (zona E)

La destinazione agricola contemplata dal regime urbanistico generale può essere volta a sottrarre parti del territorio comunale a nuove edificazioni, ovvero a garantire ai cittadini l’equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando loro quella quota di valori naturalistici e ambientali necessaria a compensare gli effetti dell’espansione urbana.

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