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Normativa regionale sulla perequazione urbanistica

Lo strumento della perequazione, sebbene non contemplato a livello di legislazione nazionale, è stato progressivamente introdotto dalle legislazioni regionali. Ad oggi, la maggior parte delle Regioni/Province prevede, direttamente o rimettendola agli strumenti urbanistici generali, l'adozione di sistemi perequativi attuati attraverso perequazioni c.d. di volumi, di valori, di comparti.

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PEREQUAZIONE --> REGIONI/PROVINCE

La maggior parte delle nuove normative regionali hanno previsto direttamente o rimettendola agli strumenti urbanistici generali, l'adozione di sistemi perequativi, quali veri e propri criteri di giustizia distributiva attuabili con diverse tecniche (perequazioni c.d. di volumi, di valori, di comparti ecc.), con i quali sono riconosciute più eque possibilità di valorizzazione economica delle proprietà fondiarie, ovvero misure alternative, come i c.d. ambiti di compensazione o le cessioni compensative (invece del pagamento dell'indennizzo), pur essi suddivisi in tipologie variegate e legittimati dalla nota decisione 179/1999 della Corte Costituzionale.

PEREQUAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

Lo strumento della perequazione, sebbene non contemplato a livello di legislazione nazionale, è stato progressivamente introdotto dalle legislazioni regionali – quale la l. r. Campania n. 16/2004 – cui è affidata la disciplina del territorio e persegue l'obiettivo di eliminare le disuguaglianze create dalla funzione pianificatoria, in particolare dalla zonizzazione e dalla localizzazione diretta degli standards, quanto meno all'interno di ambiti di trasfo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...reando le condizioni necessarie per agevolare l'accordo fra i privati proprietari delle aree incluse in essi e promuovere l'iniziativa privata.

Il meccanismo operativo, tipico della cosiddetta perequazione urbanistica intra-comparto, frutto di una precisa scelta del legislatore regionale campano (L.R. 16/2004) tra le molteplici varianti del metodo perequativo in materia urbanistica, comporta l'attribuzione a ciascun proprietario di una quota parte dell'edificabilità complessiva assegnata al comparto, liberamente commerciabile, a prescindere dal raggiungimento dell'accordo tra i proprietari medesimi; da tale circostanza è dato inferire, che la previsione urbanistica non comporta quello svuotamento tanto incisivo del diritto dominicale da consentire di configurare un vincolo di carattere espropriativo, in quanto tale soggiacente al regime giuridico ad esso riservato.

Alla luce dell'insegnamento giurisprudenziale non emergono profili di illegittimità della disciplina urbanistica regionale (Regione Campania) e comunale, che utilizzi un metodo perequativo peraltro blando, per operare all'interno del comparto e non con riferimento all'intera estensione territoriale, che attribuisca delle quote edificatorie rigidamente ancorate all'est... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le proprietà preesistenti, che preveda la cessione gratuita delle aree sempre su base convenzionale.

PEREQUAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

La legge regionale n. 12/2005, all'art. 11, comma 2, esclude la perequazione per le aree destinate all'agricoltura e quelle non soggette a trasformazione urbanistica; l'attribuzione di una capacità edificatoria ad un determinato ambito non può, in tale contesto normativo, che essere qualificata quale misura di compensazione disposta in conseguenza della previsione dell'obbligo della cessione gratuita al comune di aree destinate alla realizzazione di interventi di interesse pubblico o generale.

Il comma 3 dell'art. 11, l. reg. Lombardia, n. 12/2005, dispone che i diritti edificatori attribuiti, a compensazione della cessione gratuita al comune di aree destinate alla realizzazione di interventi di interesse pubblico o generale, siano "trasferibili su aree edificabili previste dagli atti di PGT anche non soggette a piano attuativo" ed al comma 4 che "i diritti edificatori attribuiti a titolo di perequazione e di compensazione sono commerciabili". Questi limiti certamente consentono all'amministrazione di prevedere una definizione delle aree su cui i diritti edifica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o essere trasferiti, senza che con ciò ne sia escluso il carattere della commerciabilità.

I modelli di perequazione previsti dalla legislazione lombarda sono due, disciplinati rispettivamente dal primo e dal secondo comma dell'articolo 11 L.R. 15 marzo 2005 n. 2005; il primo modello si identifica nella cosiddetta perequazione di comparto, in quanto incidente su aree limitate del territorio comunale inserite in un medesimo comparto, mentre il secondo comma dell'art. 11 disciplina la perequazione cd. "estesa" in quanto riferita all'intero territorio comunale.

I commi primo e secondo dell'art. 11 della l.r. n. 12 del 2005 prevedono che la perequazione operi solo per gli ambiti soggetti a trasformazione. Solamente quando le caratteristiche ontologiche dei suoli siano simili e tali da renderli tutti destinati all'edificazione, si rende necessario evitare che i diversi proprietari ricevano trattamenti differenziati. La legge esclude quindi che siano oggetto di perequazione i suoli agricoli e quelli inseriti in ambiti non soggetti a trasformazione (esplicito in tal senso è il cit. art. 11, comma 2). Per questi ultimi può entrare in gioco il diverso istituto della compensazione di cui al terzo comma dello stesso articolo 11.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...L'istituto della compensazione, a differenza di quello della perequazione, non ha quale precipua finalità quella di mitigare le disuguaglianze che si producono con la pianificazione urbanistica: esso semplicemente mira ad individuare una forma di remunerazione alternativa a quella pecuniaria per i proprietari dei suoli destinati all'espropriazione, consistente nell'attribuzione di diritti edificatori che potranno essere trasferiti, anche mediante cessione onerosa ai proprietari delle aree destinate all'edificazione (nel caso di specie ex comma 4 dell'art. 11 L.R. n. 12/2005).

La L.R. Regione Lombardia n. 12/2005 prevede due sistemi di cessione di aree al Comune in corrispettivo dell'attribuzione di diritti edificatori, diversi tra loro; la cessione perequativa, alternativa all'espropriazione, che si caratterizza per il fatto che il terreno che sarà oggetto di trasferimento in favore dell'amministrazione sviluppa volumetria propria da realizzarsi solo sulle aree su cui deve concentrarsi l'edificabilità e la cessione compensativa che, invece, prevede la corresponsione di un corrispettivo (per la cessione) in volumetria (diritto edificatorio) o in aree in permuta.

La L.R. Regione Lombardia n. 12/2005 prevede che la cessione perequa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...verificarsi solo in aree soggette a trasformazione; la perequazione c.d. limitata (art. 11 comma 1) riguarda gli immobili interessati dagli interventi, mentre la perequazione c.d. estesa (art. 11 comma 2) non può riguardare le aree destinate all'agricoltura e quelle non soggette a trasformazione urbanistica. Tali limiti spaziali non sono invece previsti per la cessione compensativa.

Nel sistema perequativo previsto dalla L.R. Regione Lombardia n. 12/2005, la partecipazione di tutti i proprietari alla rendita edilizia è necessaria; nel caso della perequazione c.d. limitata (art. 11 comma 1) tale partecipazione viene attuata mediante l'attribuzione di un identico indice di edificabilità territoriale ed l'obbligo del piano attuativo, mentre nell'ambito della perequazione generalizzata (art. 11 comma 2) mediante l'obbligo di prevedere per tutte le aree del territorio comunale un "identico indice di edificabilità territoriale, inferiore a quello minimo fondiario".

Nel sistema di cui alla L.R. Lombardia n. 12/2005, la partecipazione di tutti i proprietari alla rendita edilizia propria della cessione perequativa viene a scomparire nel caso di cessione compensativa. Infatti in tal caso i crediti volumetrici attribuiti dal Comune,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lizzo può essere limitato ad una parte del territorio comunale sono parametrati al valore del vincolo espropriativo apposto sull'area e quindi possono anche non essere indispensabili per l'edificazione.

PEREQUAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> MARCHE

Nella Regione Marche, la legge regionale n° 22 del 23-11-2011 contempla espressamente, all'art. 7, la perequazione urbanistica in funzione delle finalità di interesse pubblico ivi menzionate. Antecedentemente all'entrata in vigore della richiamata L.R., il principio della perequazione urbanistica doveva ritenersi già riconosciuto tra i principi della legislazione statale in materia di governo del territorio.

PEREQUAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> PUGLIA

La perequazione disciplinata dalla legge regionale Puglia n. 202001 n. 14, non opera come un principio conformante l'azione del Comune, ma rappresenta una delle modalità con le quali può essere esplicata la facoltà pianificatoria a questi attribuita e, pertanto, il principio perequativo si applicherà se ed in quanto previsto nello stesso strumento generale, venendo poi attuato tramite un piano urbanistico esecutivo.


 
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