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La classificazione di un'area come destinata ad uso agricolo (zona E)

La destinazione agricola di una determinata porzione di territorio può giustificarsi con la necessità di salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente, limitando l'attività edificatoria. Tale vincolo prescinde, dunque, dall’effettivo svolgimento dell’attività di impresa agricola, riguardando piuttosto il mantenimento di un equilibrio ottimale tra aree edificate ed aree libere.

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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
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PIANIFICAZIONE --> ZONIZZAZIONE --> ZONA E

L'intervento edificatorio avente ad oggetto la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva non può essere qualificato come volto alla realizzazione di mere attrezzature turistiche accessorie e strumentali all'attività agricola.

La destinazione a zona agricola, segnatamente quando riguardi aree libere e non sottratte ancora a tal primaria vocazione, ha già in sé una valenza conservativa dei vincoli naturalistici, sicché è corretto e non abbisogna di diffusa motivazione l'uso di una variante dichiaratamente destinata a tutelare l'ambiente, in quanto garantisce i valori sottesi all'art. 9 Cost. e secondo i noti canoni di ragionevolezza e proporzionalità, anche quando si risolva nell'imprimere ad un'area il connotato di zona agricola.

Costituisce una modalità legittima di programmazione dello sviluppo del territorio la variante al PRG che, al fine di meglio tutelare una parte del territorio comunale particolarmente rilevante per il suo pregio ambientale, storico o artistico, stabilisca talune restrizioni edificatorie e particolari salvaguardie della zona agricola: la funzione di questa è non solo di va... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'attività agricola vera e propria, ma anche di garantire ai cittadini l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, sì da assicurare loro quella quota di valori naturalistici necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano.

Sull'area classificata come zona agricola non è consentita in alcun modo la collocazione a destinazione stabile di roulotte da adibire ad abitazione.

Non vi è assoluta incompatibilità tra la destinazione agricola di un'area e l'attività estrattiva.

La classificazione di un'area ad uso agricolo ben può esorbitare dall'esigenza di promuovere un utilizzo ad attività agricole dell'area stessa ed essere strumentale all'esigenza di conservazione di valori ambientali, sicché anche questi aspetti specifici possono e debbono essere tenuti in considerazione dall'Autorità chiamata alla cogestione delle procedure di pianificazione.

La classificazione di una strada in zona agricola non determina l'immodificabilità della stessa.

La scelta dell'Amministrazione di destinare a zona E (agricola) aree già interessate dalla realizzazione di vari insediamenti è giu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n quanto tale destinazione possiede anche una valenza conservativa dei valori ambientali ed assolve ad una funzione di riequilibrio nel rapporto tra aree edificate e spazi liberi e, quindi, delle condizioni di vivibilità della popolazione.

La conferma della destinazione agricola di determinate aree non può essere ritenuta illogica per il solo fatto della loro contiguità a lotti edificati, sia perché tale ubicazione non giustifica da sé sola l'estensione dell'urbanizzazione, sia perché la contestata scelta urbanistica costituisce applicazione del principio ispiratore di interesse pubblico, espresso nel piano strutturale, preordinato al contenimento dell'ulteriore consumo del suolo.

Le normative comunali che ammettono una limitata possibilità di realizzare in zona agricola (E3) interventi edilizi devono sempre essere interpretate nel senso che si debba assicurare comunque la tutela del territorio agricolo e della sua concreta utilizzazione ai fini alimentari, dovendo al contrario ritenersi del tutto inconciliabili con le finalità di una zona agricola, la realizzazione di strutture che ne pregiudichino definitivamente la destinazione naturale del territorio.

Gli edific... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zona agricola devono avere destinazione strumentale all'esercizio dell'agricoltura e delle attività connesse: eventuali parabole argomentative volte ad interpretare le NTA in modo tale da svuotare il regime tipico di questi edifici si devono ritenere non persuasive.

E' legittima la scelta pianificatoria di differenziare le zone agricole sulla base di specifici tratti formali, di valore paesistico e storico-culturale (in termini ovviamente di paesaggio agrario), puntualmente individuati e ex se non contestati, con la finalità, né irragionevole né poco commendevole, di preservarli, conservandone l'assetto tradizionale assunto.

La scelta di classificare un'area come destinata ad uso agricolo risponde, nell'ambito di una pianificazione omogenea del territorio comunale da effettuarsi a mezzo di una razionale applicazione delle tipologie di zona previste dalla normativa urbanistica, all'esigenza di salvaguardare la vocazione agricola di specifici ambiti territoriali ai fini di conservazione delle aree stesse anche ai fini naturalistici.

Deve ritenersi legittima la variante di piano regolatore che, al fine di tutelare una parte del territorio comunale particolarmente rilevante per il suo pregio ambientale, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rtistico, dispone restrizioni edificatorie e particolari salvaguardie della zona agricola, la cui funzione non è solo quella di valorizzare l'attività agricola vera e propria, ma anche quella di garantire ai cittadini l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando loro quella quota di valori naturalistici necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano.

La realizzazione di una stretta ed estesa rete di edificazioni, tali da costituire una vera e propria "zona industriale", non può essere ritenuta compatibile con la Zona agricola, precipuamente destinata al mantenimento ed alla coltivazione della terra.

Nella divisione in zone del territorio comunale, operata dallo strumento urbanistico generale, la destinazione agricola di una zona non coincide con l'effettiva coltivazione dei fondi, ma ha spesso la finalità di evitare ulteriori espansioni degli insediamenti.

Nella pianificazione urbanistica, la destinazione a verde agricolo è comunque preordinata al mantenimento di un equilibrio ottimale tra aree edificate ed aree libere in modo da preservare il territorio da un'eccessiva espansione edilizia.

L'individuazione delle zone agricole nell'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ontesto pianificatorio svolge anche una funzione ambientale, potendo la loro individuazione essere utilizzata pure a salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente; essa non presuppone necessariamente che l'area stessa venga utilizzata per colture tipiche, o possieda già tutte le caratteristiche previste dalla legge per tale utilizzazione.

La destinazione agricola di una determinata porzione di territorio ben può giustificarsi per necessità di salvaguardia ambientale, prescindendo dall'effettivo svolgimento dell'attività di impresa agricola.

Il fatto che la legislazione regionale consenta particolari tipi di interventi in zona agricola non preclude al comune di prevedere particolari divieti di edificazione in talune zone.

È irragionevole e contrastante col principio di proporzionalità la previsione di P.R.G. che vieta in modo assoluto la realizzazione di vivai o di colture arboree in zona agricola.

Le restrizioni edificatorie nella zona agricola hanno lo scopo non solo di valorizzare l'attività agricola vera a propria, ma altresì quella di garantire ai cittadini l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, nonché di assicurare loro qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di valori naturalistici necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano.

L'art. 44 della l. reg. Veneto n. 11/2004 consente in zona agricola esclusivamente interventi edilizi funzionali all'attività agricola, rimessi, sulla base di un piano aziendale, ai soli imprenditori agricoli titolari di azienda agricola.

L'attribuzione di una destinazione agricola ad un determinato terreno è volta non tanto e non solo a garantire il suo effettivo utilizzo a scopi agricoli, quanto piuttosto a preservarne le caratteristiche attuali di zona di salvaguardia da ogni possibile nuova edificazione, anche in funzione conservativa di valori naturalistici, nonché a favorire il recupero di aree dismesse o congestionate.

La destinazione a zona agricola non introduce alcun vincolo ambientale in senso proprio e quindi non richiede sotto tale aspetto alcuna specifica motivazione in ordine ai valori paesistico-naturalistici da tutelare, ancorché possa assolvere legittimamente ad una più generale funzione di garanzia della conservazione di condizioni di vivibilità e sostenibilità ambientale, assicurando una quota di valori naturalistici "compensativa" dell'espansione dei tess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

In ipotesi di destinazione a verde privato, la motivazione della scelta (necessità di salvaguardare un "polmone verde"), evoca chiaramente una esigenza di tutela ambientale sulla quale la giurisprudenza ha ripetutamente affermato che non è richiesta una motivazione particolarmente ampia, avuto riguardo al valore costituzionale dell'ambiente, come presidiato dall'art. 9 Cost.

Nessun elemento si ricava dall'art. 7 della legge n. 1150/1942, a sostegno dell'assunto per cui la destinazione a verde privato richiederebbe la presenza di edifici attigui atti a configurare una sorta di vincolo di pertinenzialità.

Le scelte urbanistiche dichiaratamente destinate a tutelare l'ambiente, anche quando si risolvono nell'imprimere ad un'area il connotato di zona agricola o parco privato o verde pubblico, comunque non necessitano di una motivazione particolarmente ampia, avuto riguardo al valore fondamentale della tutela dell'ambiente enunciato dall'art. 9 Cost.

La destinazione a zona agricola di una determinata area non presuppone necessariamente che essa sia utilizzata per colture tipiche o possegga le caratteristiche per una simile utilizzazione, trattandosi di una scelta, tipicamente e ampiamente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le, con la quale l'Amministrazione comunale ben può avere interesse a tutelare e salvaguardare il paesaggio o a conservare valori naturalistici ovvero a decongestionare o contenere l'espansione dell'aggregato urbano ben potendo quindi perseguire anche lo scopo di mitigazione ambientale.

La destinazione agricola di un suolo non deve rispondere necessariamente all'esigenza di promuovere specifiche attività di coltivazione, e quindi essere funzionale ad un uso strettamente agricolo del terreno, potendo essere concretamente volta a sottrarre parti del territorio comunale a nuove edificazioni, ovvero a garantire ai cittadini l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando loro quella quota di valori naturalistici e ambientali necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano

Lo strumento urbanistico generale non presuppone inderogabilmente tendenze espansive edilizie e demografiche, ma, al contrario, una moderna e realistica concezione dell'urbanistica appare incentrata sulla necessità di tener conto della fortissima antropizzazione del territorio nazionale concentrata in specifiche aree, del calo demografico generale, dell'ineludibile bisogno di tutela delle ormai rare zone non edificate.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...La scelta di destinare un'area ad uso agricolo risponde, nell'ambito di un pianificazione omogenea del territorio comunale, all'esigenza di salvaguardare la vocazione agricola delle aree stesse anche ai soli fini naturalistici.

La destinazione agricola impressa ad un suolo non risponde necessariamente all'esigenza di promuovere specifiche attività di coltivazione, dal momento che ben può essere concretamente volta a sottrarre parti del territorio comunale a nuove edificazioni.

L'impianto di lavaggio e selezione di inerti, in ragione delle sue caratteristiche strutturali e alla sua concreta utilizzazione, si appalesa del tutto inconciliabile con le finalità di una zona agricola.

Le previsioni di piano con le quali terreni di proprietà di privati sono imposti vincoli conformativi (nel caso di specie destinazione a zona E2 "aree agricole sottoposte a vincolo di tutela"), rappresentano il frutto di scelte afferenti al merito amministrativo, come tali insindacabili in sede giurisdizionale, in assenza di un'espressa attribuzione al giudice amministrativo di una sfera di giurisdizione di merito sulla pianificazione dello sviluppo urbanistico del territorio comunale.

La destinazione agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssa ad aree di proprietà privata deve ritenersi congruamente giustificata dall'obiettivo di piano di salvaguardare le potenzialità naturalistiche delle aree rispetto ad un'espansione urbanistica incontrollata, per l'attuazione dell'interesse pubblico perseguito, nella specie individuato nella conservazione e rivitalizzazione della vocazione e delle caratteristiche agro-ambientali del territorio.

La destinazione di un'area a zona agricola non dipende necessariamente dalla relativa vocazione, ma può essere sorretta dalla scelta discrezionale, e motivata sul piano generale, di orientare gli insediamenti urbani e produttivi in date direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale tra zone edificate e non, al fine di impedire addensamenti edilizi che possano risultare pregiudizievoli per le condizioni di vivibilità delle popolazioni insediate.

La costruzione di un impianto di frantumazione di sfridi edilizi e stoccaggio di inerti non è ammissibile in zona agricola.

La prevista destinazione agricola di un suolo non deve rispondere necessariamente all'esigenza di promuovere specifiche attività di coltivazione (e quindi non essere funzionale ad un uso strett... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...colo del terreno) mentre siffatta destinazione risulta concretamente volta a sottrarre parti del territorio comunale a nuove edificazioni.

Se considera che uno degli scopi per cui non si ammette l'edificazione di tipo residenziale in aree agricole ( se non in determinate eccezioni ) è quello di evitare la cementificazione del territorio, a maggior ragione non si può consentire la realizzazione di un'opus che, quanto alle sue caratteristiche costruttive e di utilizzazione introduce un impatto negativo sul territorio ancor più marcato e devastante in ragione vuoi della tipologia edilizia vuoi dell'attività dell'opus vuoi dell'attività in esso esercitata.

L'art. 2 della legge Regione Lombardia 7 giugno 1980 n. 93 prevede che nelle aree destinate dallo strumento urbanistico generale a zona agricola sono ammesse esclusivamente opere realizzate in funzione della conduzione del fondo e destinate alla residenza dell'imprenditore agricolo e dei dipendenti, risultando ammesse anche strutture produttive come silos, serre, stalle, locali per la lavorazione di prodotti agricoli.

La classificazione di un'area ad uso agricolo non deve rispondere necessariamente all'esigenza di promuovere l'insediamento di sp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tività agricole, una siffatta destinazione potendo trovare la sua ragion d'essere nella discrezionale volontà dell'amministrazione locale di sottrarre parte del territorio comunale a nuove edificazioni. Così, la destinazione di piano regolatore a verde agricolo di un'area ben può essere funzionale all'esigenza di conservazione dei valori naturalistici e di contenimento del fenomeno di espansione edilizia, di per sé idoneo, quest'ultimo, a compromettere i valori paesaggistici della zona.

La destinazione di piano regolatore a verde agricolo di un'area ben può essere funzionale ad un uso non strettamente agricolo della stessa, ma all'esigenza di conservazione dei valori naturalistici e di contenimento del fenomeno di espansione edilizia, di per sé idoneo, quest'ultimo, a compromettere i valori paesaggistici della zona.

Non è abnorme né irrazionale la scelta di classificare un'area come agricola boscata, in linea con gli obiettivi dell'amministrazione di assicurare all'ambiente naturale dei luoghi in questione, quale bene pubblico di rango costituzionale una più adeguata tutela; e ciò a maggior ragione allorché i luoghi siano già contrassegnati da fenomeni di sign... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rbanizzazione.

E' satisfattivo sotto il profilo del pubblico interesse quel provvedimento pianificatorio che indica a motivazione ed obiettivo una tutela del paesaggio e dell'ambiente attraverso la conservazione del verde agricolo, presentando quest'ultimo caratteristiche in piena sintonia col paesaggio, in quanto componente oggettiva del medesimo.

La destinazione agricola dell'area esclude concettualmente qualsiasi attività esercitata in forma inquinante, nella quale non può certo collocarsi l'allevamento del bestiame non praticato a livelli industriali.

La destinazione agricola possiede anche una valenza conservativa dei valori ambientali ed assolve pure ad una funzione di riequilibrio nel rapporto tra aree edificate e spazi liberi e, quindi, delle condizioni di vivibilità della popolazione.

La destinazione a verde agricolo può considerarsi pur sempre rispondente ad apprezzabili esigenze funzionali di sviluppo equilibrato e sostenibile dell'agglomerato, nonché di salvaguardia della vivibilità urbana, della salubrità e della qualità ambientale.

La destinazione a verde agricolo di un'area, che rientra nell'ampia discrezionalità del comune di o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i insediamenti urbani in determinate direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale, può legittimamente anche essere preordinata ad un uso non strettamente agricolo, ma alla finalità di conservazione dei valori naturalistici ed ambientali e di contenimento del fenomeno di espansione dell'aggregato urbano, con una finalità che non è preclusa in radice dall'esecuzione di attività costruttive sull'area medesima, ma, anzi, concretizzabile nell'arresto di tali attività.

Rientrano nell'ampia discrezionalità dell'Amministrazione le scelte di azzonamento, in particolare quelle concernenti gli indici di edificabilità, l'individuazione delle aree di espansione o, all'inverso, il mantenimento della destinazione agricola, la quale, come noto, non è finalizzata alla sola salvaguardia di attività agricole in atto, ma assume valenza conservativa dell'ambiente, quale argine all'espansione urbanizzativa e al consumo di territorio.

La funzione della zona agricola non è solo quella di valorizzare l'attività agricola vera a propria, ma altresì quella di garantire ai cittadini l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando lo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uota di valori naturalistici necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano.

La destinazione residenziale di un immobile dimostra la cessazione del collegamento dell'edificio con l'attività agricola produttiva.

Nonostante la realizzazione di interventi edilizi sul suolo, la destinazione a verde agricolo può considerarsi pur sempre rispondente ad apprezzabili esigenze funzionali di sviluppo equilibrato e sostenibile dell'agglomerato, nonché di salvaguardia della vivibilità urbana, della salubrità e della qualità ambientale.

I piani regolatori possano dettare norme a tutela dell'ambiente, rientrando nell'ampia discrezionalità del Comune la facoltà di orientare gli insediamenti urbani e produttivi in determinate direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale.

La presenza di un diffuso fenomeno di abusivismo edilizio giustifica la previsione del P.R.G. che destina a zona E un'area dove sarebbero stati realizzati insediamenti produttivi che ne avrebbero compromesso l'originaria vocazione agricola.

La destinazione agricola possiede una valenza conservativa dei valori ambientali ed assolve ad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne di riequilibrio nel rapporto tra aree edificate e spazi liberi e, quindi, delle condizioni di vivibilità della popolazione.

È legittima la localizzazione in zona E di un parcheggio qualora esso sia collocato immediatamente a ridosso di una zona di completamento B3 per far fronte ad uno sviluppo urbanistico della stessa.

La destinazione a verde agricolo di un'area, che rientra nell'ampia discrezionalità del Comune di orientare gli insediamenti urbani in determinate direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale, può, quindi, legittimamente anche essere preordinata ad un uso non strettamente agricolo, ma alla finalità di conservazione dei valori naturalistici ed ambientali e di contenimento del fenomeno di espansione dell'aggregato urbano, con una finalità che non è preclusa in radice dall'esecuzione di attività costruttive sull'area medesima, ma, anzi, concretizzabile nell'arresto di tali attività.

La classificazione a verde agricolo di un'area non presuppone necessariamente che il terreno ivi inserito sia effettivamente tutto destinato ad un'attività agricola, potendo insistere sulla predetta area anche manufatti aventi altr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one.

Le scelte in merito alla zonizzazione del territorio (nel caso di specie individuazione di zona E2), sono insindacabili in sede giurisdizionale, in assenza di un'espressa attribuzione al giudice amministrativo di una sfera di giurisdizione di merito.

Ragioni di tutela ambientale ben giustificano la scelta di imprimere una destinazione agricola.

Lo scopo di contenere ulteriori interventi edificatori, può essere legittimamente perseguito imprimendo a determinate zone una vocazione di carattere agricolo, anche con valenza lato sensu ambientale e paesaggistica; ai fini della qualificazione delle aree, non occorre infatti l'effettiva praticabilità di attività agricole.

E' tautologica, e per questo insufficiente, la motivazione in base alla quale si afferma che un'area non può essere qualificata "edificabile" perché il vecchio PRG e la sua revisione in itinere la qualificano "verde agricolo".

In un contesto nel quale alcune aree sono state qualificate edificabili attraverso l'autorizzazione di una lottizzazione ed altre sono state indennizzate, dopo l'espropriazione, come "area edificabile", la previsione di servizi o di verde pubblico attrezzato è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... accettabile della previsione di un verde agricolo, che non appare rispettosa della vocazione complessivamente edificatoria della zona.

E' certamente immotivata la previsione di un "verde agricolo" in una zona urbanizzata e dotata di infrastrutture primarie e secondarie.

A differenza di altre scelte urbanistiche caratterizzate generalmente da ampia discrezionalità, il caso della diminuzione dell'estensione delle aree agricole primarie è stato disciplinato dal legislatore della Provincia Autonoma di Trento tramite l'introduzione di un vincolo in capo al pianificatore comunale ad una motivazione articolata in ragione dell'importanza strategica che le stesse rivestono per il territorio provinciale.

L'individuazione delle zone agricole può essere utilizzata anche a salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente e non presuppone necessariamente che l'area stessa venga utilizzata per colture tipiche o sia già in possesso di tutte le caratteristiche previste dalla legge per tale utilizzazione.

Non sussiste alcun impedimento a che il Comune destini una determinata area del territorio a zona agricola, indipendentemente dalla reale utilizzazione agraria, avendo detta destinazione più generali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; di tutela ambientale, di conservazione dei valori naturalistici, venendo a costituire il polmone dell'insediamento urbano, di decongestionare e di contenere l'espansione dello stesso, di provvedere, mediante il divieto di edificazione, ad orientare l'insediamento urbano e produttivo in altre direzioni ed ancora, più universalmente, di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale.

La destinazione a zona agricola, impressa dal piano regolatore ad un'area ha la finalità di provvedere, mediante il divieto di edificazione ovvero la possibilità di edificazione in termini estremamente limitati, ad orientare gli insediamenti urbani e produttivi in determinate direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale.

Il D.M. 1444/1968 permette di conformare le zone agricole (E), anche mediante la creazione di sottoaree che valorizzino singoli aspetti del paesaggio rurale, ammettendo quindi una disciplina differenziata delle aree agricole.

La presenza di un vincolo ai sensi della legge 1497/1939 non impedisce che l'area su cui esso è apposto venga destinata in sede di pianificazione urbanistica a zona agricola.

Il potere di pianificazione del terri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uò precludere insediamenti industriali in zone a destinazione agricola se non in via eccezionale, e cioè nei casi di ambiti agricoli di particolare pregio.

La destinazione di un' area da parte dello strumento urbanistico a verde agricolo non va subordinata all'accertamento che la destinazione agricola consenta una reale e proficua utilizzazione agraria, essendo ammesso che essa venga stabilita quale mezzo di utilizzazione urbanistica del terreno allo scopo di evitare pregiudizievoli addensamenti ed espansioni edilizie. In sostanza, la destinazione a zona agricola ha la più generale finalità di provvedere, mediante il divieto di edificazione ovvero la possibilità di edificazione in termini estremamente limitati, ad orientare gli insediamenti urbani e produttivi in determinate direzioni.

La destinazione delle aree a zona agricola, lungi dal rivelare a livello sintomatico l'intendimento del Comune di sottrarsi agli obblighi indennitari discendenti dalla possibile reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio, trova piuttosto ampia e ragionevole giustificazione nelle linee di fondo che ispirano la variante, finalizzate a salvaguardare le residue aree verdi della città nel rispetto di criteri d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dia ambientale.

L'individuazione di spazi adibiti a "verde" (nelle sue varie possibili forme, quali la localizzazione di "bosco urbano"), nell'ottica di una tutela conservativa dei valori naturalistici del territorio, sottende l'ampia discrezionalità dell'Amministrazione comunale quanto al potere di orientare secondo certe direttrici lo sviluppo urbano; suddetta scelta operata non presenta profili di manifesta illogicità o di travisamento di fatto.

La destinazione di una determinata area del territorio a zona agricola prescinde dalla reale utilizzazione agraria; ciò in quanto tale destinazione ha più generali finalità di tutela ambientale, di conservazione dei valori naturalistici, venendo a costituire il polmone dell'insediamento urbano, di decongestionare e di contenere l'espansione dello stesso, di provvedere, mediante il divieto di edificazione, ad orientare l'insediamento urbano e produttivo in altre direzioni ed ancora, più universalmente, di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale.

Le destinazioni a " parco di campagna urbano-pcu" ed "aree agricole urbane di elevato valore paesaggistico ambientale-Epau", che risultano espressamente giustificate dalla necessit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rigorosa conservazione di quel poco che ancora rimane dell'identità rurale preesistente al fine della tutela dei superiori valori pubblici di carattere ambientale e paesaggistico, non sono palesemente viziate da errori di fatto e da evidenti illogicità; le relative previsioni non richiedono,infatti, argomenti motivazionali specifici e più incisivi per giustificare le scelte medesime rispetto ai criteri generali fissati dallo strumento urbanistico.

La destinazione a zona agricola può essere utilizzata a salvaguardia del paesaggio o dell'ambiente, e non presuppone necessariamente che l'area stessa venga utilizzata per colture tipiche o sia già in possesso di tutte le caratteristiche previste dalla legge per tale utilizzazione, rientrando nell'ampia discrezionalità del Comune di orientare gli insediamenti urbani e produttivi in determinate direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale.

La destinazione agricola può anche avere una valenza essenzialmente conservativa dei valori naturalistici, assumendo quindi una funzione decongestionante o di contenimento dell'espansione dell'aggregato urbano. Va al riguardo riconosciuta ampia discrezionalità dell'Amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...adozione di variante parziale diretta a preservare – nelle more dell'adozione del nuovo P.R.G. – alcune zone da una incontrollata espansione edilizia tale da comprometterne irrimediabilmente i valori ambientali.

La scelta urbanistica che imponga su area privata la destinazione a "Verde con valore storico-ambientale e paesistico urbano" non richiede apposita motivazione oltre a quella che si può evincere dai criteri generali seguiti nell'impostazione del piano, risultanti dalla relazione illustrativa che evidenzi come suddetta destinazione assolva ad una funzione di riequilibrio nel rapporto tra aree edificate e spazi liberi e, quindi, delle condizioni di vivibilità della popolazione e, quale sottospecie della zona agricola, possieda anche una valenza conservativa dei valori naturalistici, con la funzione decongestionante e di contenimento dell'espansione dell'aggregato urbano.

La destinazione agricola di un'area non edificata, assolve ad uno scopo conservativo dei valori naturalistici e di contenimento dell'indiscriminata espansione edilizia. L'inserzione di tale destinazione, all'interno d'una variante che persegua specificamente la tutela ambientale, non abbisogna d'una specifica istruttoria, essendo coerente con i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tesi all'art. 9 Cost.

La classificazione a zona agricola possiede anche una valenza conservativa dei valori naturalistici, venendo a costituire il polmone dell'insediamento urbano ed assumendo, per tale via, la funzione decongestionante e di contenimento dell'espansione dell'aggregato urbano.

La destinazione a zona agricola di un'area non postula necessariamente l'esistenza dell'effettiva vocazione agricola della stessa, dato che siffatta classificazione ha una più generale finalità di provvedere, mediante il divieto o limitazioni della possibilità di edificazione, ad orientare gli insediamenti urbani e produttivi in determinate direzioni, ovvero di salvaguardare precisi equilibri dell'assetto territoriale.

Considerato che la zona agricola possiede anche una valenza conservativa dei valori naturalistici, la destinazione agricola è del tutto compatibile con le finalità di tutela ambientale.

La scelta urbanistica dichiaratamente destinata a tutelare l'ambiente, anche laddove si risolva nell'imprimere ad un'area il connotato di zona agricola o parco privato o verde pubblico, determinando una modificazione in pejus, non necessita di una motivazione particolarmen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vuto riguardo al valore costituzionale, ex art. 9 Cost., della tutela dell'ambiente.

La scelta urbanistica destinata a tutelare l' ambiente, anche quando si risolve nell'imprimere ad un'area il connotato di zona agricola o parco privato o verde pubblico, non richiede una diffusa motivazione, con riguardo al valore del paesaggio, a mente dell'art. 9 Cost.

Sul piano dell'istruttoria e della motivazione di una variante che si risolva nell'imprimere ad un'area il connotato di zona agricola, non si richiede una diffusa analisi argomentativa, avuto riguardo ai valori dell'ambiente e del paesaggio, beni fondamentali a mente della nostra Carta Costituzionale.


 
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