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Il ruolo del professionista nel contenzioso tributario catastale

Nell’ambito dell’assistenza tecnica, le disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato assicurano ai non abbienti il diritto, garantito dall'art. 24 della Costituzione, di agire e difendersi avanti alle Commissioni Tributarie. Ai fini del raggiungimento dei limit economici previsti dalla legge, si devono considerare anche i redditi dei familiari, aggiungendo a quello del richiedente i redditi posseduti dai conviventi. L'istanza va presentata presso le Segreterie delle Commissioni Tributarie

Il processo tributario catastale: il procedimento dinanzi alle Commissioni

Il processo prende avvio con il ricorso del contribuente alla Commissione tributaria provinciale contro l'atto dell’Amministrazione finanziaria, dell’Ente locale o del Concessionario della riscossione, consistente: in un avviso di accertamento o liquidazione del tributo, nell’avviso di mora, nella revoca di agevolazioni. Tra le ipotesi di controversie catastali quella concernente il ricorso contro l’attribuzione della rendita catastale all’unità immobiliare urbana è senza altro la più ricorrente

Il contenzioso tributario catastale: la conclusione del processo

La decisione della controversia assume la connotazione della sentenza, che è pronunciata nelle forme tipiche previste dal sistema processuale (art. 132 c.p.c.) cioè in nome del popolo italiano ed è intestata alla Repubblica Italiano e deve contenere: l’indicazione della composizione del collegio, delle parti e dei loro difensori (se vi sono); la concisa esposizione dello svolgimento del processo; le richieste delle parti; la succinta esposizione dei motivi in fatto e diritto; il dispositivo.

Impugnazione, appello ed esecuzione delle sentenze nel contenzioso tributario catastale

Il termine per proporre sia le impugnazioni ordinarie (appello, ricorso per Cassazione) sia quella straordinaria (revocazione) è di 60 giorni. Tale termine decorre dalla notificazione della sentenza stessa effettuata ad istanza della parte interessata. Se nessuna delle parti provvede alla notificazione della sentenza, questa passa in giudicato dopo il decorso di sei mesi, decorrente dal deposito della sentenza in segreteria senza che la parte soccombente abbia proposto impugnazione

La mediazione tributaria nel contenzioso tributario catastale

L'articolo 17-bis D.Lgs.546/1992, che ha inserito la mediazione, prevede che per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative ad atti emanati dall'Agenzia delle entrate, chi intende proporre ricorso è tenuto preliminarmente a presentare reclamo, a pena di inammissibilità del ricorso stesso. È chiaramente uno strumento deflativo del contenzioso tributario per prevenire ed evitare le controversie accedendo al giudice, solo dopo un esame preliminare della vicenda.

Il contenzioso tributario catastale e il contributo unificato

Con l’avvento del contributo unificato, muta radicalmente la tassazione degli atti del contenzioso tributario. Nel sistema dell’imposta di bollo, occorreva, in linea generale, applicare un bollo per ogni atto processuale, dal ricorso sino alla richiesta di copia della sentenza ad uso notifica, mentre nel sistema del contributo unificato occorre pagare detto contributo una sola volta per ciascun grado di giudizio.

Accertamento catastale ed avviso di classamento nel contenzioso tributario

I reclami sull’applicazione della categoria e della classe devono indicare le unità immobiliari della stessa zona censuaria che risultino, nei confronti con quella del ricorrente, collocate in una categoria e classe diverse, sebbene abbiano la stessa destinazione. In mancanza di tali indicazioni il reclamo non può essere esaminato. Si è dibattuto a lungo intorno al difetto di motivazione o meno di un ricorso di parte o di un avviso di accertamento dell’ufficio che non contenesse tale elencazione

Il contenzioso tributario catastale: casistiche principali

In molti ricorsi, sempre più frequenti per effetto dell’intervenuta assoggettabilità all’ICI anche della prima abitazione, se censita in catasto in categoria A/1 “Abitazione di tipo signorile”, viene invocata la non pertinenza dell’attribuzione di tale categoria, non rivestendo l’immobile caratteristiche di lusso. Tale assunzione è erronea: l’attribuzione della categoria catastale occorre riferirsi soltanto alla tipologia immobiliare e caratteristiche dell’unità immobiliare

Contenzioso tributario: ruralità ed iscrizione catastale

È stato ed è attualmente oggetto di molteplice contenzioso tributario il riconoscimento di ruralità per i fabbricati strumentali all’esercizio dell’attività agricola, anche in relazione alla recente normativa intervenuta e alla sua applicazione retroattiva. L’accertamento dei requisiti di ruralità ai fini fiscali dei fabbricati, ha subito una radicale rivisitazione nell’operatività in relazione all’introduzione dell’articolo 9 del D.L. 30 dicembre 1993, n. 557.

Il contenzioso tributario: disposizioni sanzionatorie ed aggiornamento degli atti catastali

Nell’applicazione della disposizione ex art.1, comma 3, D.M. 701/1994, che prevede un termine di dodici mesi da parte dell’Agenzia del Territorio per verificare ed eventualmente rettificare la rendita catastale proposta per le unità immobiliari urbane di nuova costruzione o variazione, si è instaurato un contenzioso tributario in rapporto a interventi degli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio con i quali tale rendita è stata rettificata oltre i 12 mesi dalla sua iscrizione in catasto

Attribuzione della cittadinanza italiana agli apolidi

Per quel che riguarda l’acquisto della cittadinanza, una situazione molto delicata è quella degli apolidi, la cui condizione di grande criticità deriva dal fatto che si tratta di persone che “nessuno Stato, in base al proprio ordinamento giuridico”, considera come propri cittadini. Ciò comporta sia che la condizione degli apolidi abbia una specifica regolamentazione, sia che la disciplina interna dell’apolidia sia estremamente problematica da un punto di vista sostanziale e processuale

I procedimenti per l’acquisto della cittadinanza italiana e per l'acquisizione dello status di apolide

Il trattamento giuridico riservato all’apolide è quello di uno straniero extracomunitario, salvo che sia previsto un trattamento diverso o migliore da leggi o da Convenzioni internazionali in vigore in Italia e, in particolare, dalla Convenzione ONU sullo statuto degli apolidi (1954). Ogni apolide riceve dunque un trattamento giuridico che per alcuni aspetti è identico a quello previsto nelle medesime condizioni per il cittadino e per altri aspetti è identico a quello previsto per lo straniero

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