Provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> CIRCOLAZIONE

Ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 1, in tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore e natanti, le relative norme sono applicabili allorché i veicoli siano in circolazione su strade o aree ad uso pubblico oppure a queste equiparate, per tali intendendosi quelle aree che, ancorché di proprietà privata, sono accessibili ad una molteplicità indifferenziata di persone.

È legittimo il provvedimento che inibisce l’accesso dei S.U.V. nella Z.T.L., che sia motivato sulla base delle dimensioni particolarmente ridotte delle strade e dei marciapiedi, della loro inidoneità a sopportare il transito e la sosta di questa catego... _OMISSIS_ ...e del fatto che i S.U.V. provocherebbero pericolo per la circolazione e danneggiamenti alla pavimentazione stradale.

Non vi è alcuna ragione per ritenere che le «categorie» cui ha riguardo l’art. 7 D. Lgs. 285/1992 debbano necessariamente corrispondere alle classi ufficiali di omologazione; il richiamo legislativo va inteso, invero, in modo più elastico, dovendo essere funzionale agli interessi pubblici perseguiti di volta in volta dalla P.A. in concreto nel momento in cui applica la norma.

Il requisito della «categoria» di cui all’art. 7 D. Lgs. 285/1992 postula in primo luogo che la P.A. si riferisca a parametri oggettivi, univoci e concretamente identificabili, riflettenti obiettive caratteristiche dei veic... _OMISSIS_ ...ssere la dimensione del pneumatico; in secondo luogo, è necessario che l’individuazione della categoria da valorizzare in concreto da parte della P.A. abbia luogo in modo logicamente coerente con gli specifici interessi pubblici da tutelare.

Non è necessario che le «categorie» veicolari da considerare ai sensi dell’art. 7 D. Lgs. 285/1992 debbano costituire un mero riflesso automatico delle caratteristiche delle strade cui la P.A. ha riguardo nel momento in cui emana il provvedimento di limitazione del traffico.

L’art. 6, co. 4, lett. b), D. Lgs. 285/1992 consente limitazioni alla circolazione sia «di carattere temporaneo» che «permanente», e, inoltre, che esso, nel far riferimento a «c... _OMISSIS_ ...o parte di essa», non osta a che la P.A. possa avere riguardo, agli stessi fini, anche a un ambito spaziale più ampio, purché oggettivamente delimitato, quale appunto quello di una Z.T.L..

Le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione e dell’integrità della pavimentazione di strade e marciapiedi poste a fondamento di provvedimenti limitativi del traffico nei centri storici non abbisognano di specifica e apposita istruttoria tecnica laddove scaturiscano da circostanze suscettibili, nello specifico contesto municipale, di essere considerate come di manifesta evidenza e, soprattutto, di dominio comune.

E' illegittimo il provvedimento di pedonalizzazione di un'area se non sono percepibili dalla lettura del medesimo, nonc... _OMISSIS_ ...n esso richiamati, le ragioni che hanno condotto alla concreta individuazione dell’area tra quelle da ricomprendere nel perimetro della pedonalizzazione, risultando quindi tale scelta del tutto avulsa da quel necessario contesto istruttorio e motivazionale che deve presidiare l’esercizio della potestà discrezionale riconosciuta all’Amministrazione Comunale.

I comuni hanno indubbiamente la potestà di limitare il traffico per ragioni di tutela di quegli interessi indicati dall’art. 7 del Codice della Strada, avendo la Corte costituzionale da tempo rilevato che il precetto relativo alla libertà di circolazione non preclude al legislatore la possibilità di adottare, per ragioni di pubblico interesse, misure che influiscano sul movimento del... _OMISSIS_ ... potendo l'uso delle strade essere regolato, attraverso l’introduzione di limiti di vario tipo, sulla base di esigenze che, sebbene trascendano il campo della sicurezza e della sanità, attengono al buon regime della cosa pubblica, alla sua conservazione, alla disciplina che gli utenti debbono osservare ed alle eventuali prestazioni che essi sono tenuti a compiere, nell’ottica di una disciplina funzionale ad una pluralità di interessi pubblici meritevoli di tutela e a diverse esigenze, la quale tuttavia deve pur sempre risultare rispondente a criteri di ragionevolezza.

Le limitazioni della libertà di locomozione possono trovare giustificazione nel valore primario ed assoluto riconosciuto dalla Costituzione all’ambiente, al paesaggio ed alla sa... _OMISSIS_ ..., nell’esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali ed ambientali di rilievo.

I provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati sono espressione di scelte latamente discrezionali, devolute alla esclusiva competenza decisionale dell’autorità amministrativa, che coprono un arco molto esteso di soluzioni possibili, incidenti su valori costituzionali spesso contrapposti, che devono essere contemperati secondo criteri di ragionevolezza.

Se tra le ragioni che possono legittimare l’adozione di interventi limitativi della libertà di circolazione vengono individuate, dall'art. 7 del Nuovo Codice della Strada, le esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e ... _OMISSIS_ ...essa norma impone espressamente che tali esigenze siano “accertate e motivate”, dovendo pertanto le relative determinazioni indicare compiutamente a quale specifica finalità, tra quelle in astratto perseguibili, rispondano le concrete misure adottate, al contempo dando atto degli accertamenti svolti e delle motivazioni della scelta, che rendano conto della idoneità di tali misure rispetto agli scopi perseguiti.

La natura di atto di programmazione della delibera di pedonalizzazione di un'area non ne elide il carattere provvedimentale e la necessità – peraltro imposta dall'art. 7 del D.Lgs. n. 285 del 1992 - che anche tali atti siano adottati sulla scorta di una congrua istruttoria dalle cui risultanze evincere i presupposti sottesi alla scelta... _OMISSIS_ ...l principio che mitiga l’obbligo di motivazione per tale tipologia di atti risolversi nella possibilità di prescindere dall’esternazione delle ragioni che li giustificano e dallo svolgimento di un adeguato iter istruttorio che ne individui i presupposti nella loro correlazione tra i fini perseguiti ed i mezzi adottati secondo un rapporto di adeguatezza, ragionevolezza e congruità.

È invalida la delibera comunale che regoli il traffico su una strada che abbia natura esclusivamente privata.

Il comune può disciplinare la circolazione delle aree ubicate nel territorio di riferimento anche quando non si tratta di beni di proprietà comunale, ma solo assoggettati ad uso pubblico.

Il Comune può disciplinare la circolazione e l... _OMISSIS_ ...re su un'area che il proprietario abbia messo a disposizione dell'uso collettivo, non essendo necessaria nemmeno l'adozione di atti di natura ablatoria.

I provvedimenti che disciplinano la circolazione stradale sono riconducibili alla categoria degli atti amministrativi generali, sicché sono sottratti all'obbligo di motivazione ai sensi dell'art. 3 legge 241/1990.

Le strade di proprietà privata ricadenti all'interno del centro abitato sono assoggettate dall'art. 7 D. Lgs. 285/1992 agli ordinari poteri di regolame...


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