Determinazione dell'indennità definitiva: il collegio dei tecnici

Sulla base delle disposizioni richiamate il collegio di cui all’art. 21 è dunque composto, a regime, da tre tecnici, di cui due nominati dall’Autorità espropriante (tra cui è compreso il tecnico designato dal proprietario) e uno dal Presidente del Tribunale. Occorre aggiungere che, ai sensi dell’art. 21.11, in caso di dissenso di uno dei tecnici, la relazione è adottata a maggioranza. Quest’ultima disposizione induce ad una riflessione in ordine alla composizione del collegio.

E’ cioè necessario, ai fini della riconducibilità della fattispecie alla procedura di cui all’art. 21, che il collegio sia composto da tre tecnici o viceversa, la presenza di due tecnici (il riferimento va a quelli di parte), sussistendo determinati c... _OMISSIS_ ...à sufficiente a tal fine ? Il dubbio sorge proprio in relazione alla disposizione di cui all’art. 21.11, ragionando oltre l’apparenza (e cioè che la maggioranza implica un numero dispari).

Supponendo che i tecnici di parte addivengono ad un accordo in ordine alla quantificazione dell’indennità, l’eventuale dissenso del tecnico designato dal Presidente del Tribunale non assumerebbe, infatti, alcuna rilevanza, poiché in ogni caso la decisione dovrebbe essere assunta a maggioranza, e la maggioranza è già configurata; quale sarebbe dunque l’utilità di addivenire, in tale evenienza, alla nomina del terzo tecnico, che peraltro comporterebbe un rilevante onere aggiuntivo ?

Vero è che la nomina del terzo assume rileva... _OMISSIS_ ...la decorrenza del termine per presentare la stima. Ai sensi, infatti, dell’art. 21.3 il termine (massimo) di 90 giorni decorre dalla nomina del terzo tecnico. Ciò tuttavia, non sembra essere elemento inconciliabile con l’eventualità che un accordo possa essere raggiunto prima della nomina del terzo tecnico, circostanza quest’ultima legata semmai proprio alla mancata conclusione di tentativi di accordo tra le parti.

La nomina di un tecnico il cui apporto è irrilevante sarebbe viceversa in contrasto con i principi di semplificazione ed economicità dell’azione amministrativa.

Le ragioni suddette e sotto meglio analizzate inducono a concludere che l’ipotesi di nomina di soli due tecnici e di sopraggiunto accordo t... _OMISSIS_ ...non sia estranea alla procedura di cui all’art. 21 con le relative conseguenze in ordine alla ripartizione delle spese nonché all’applicabilità delle disposizioni di cui ai commi 7 e segg. dell’art. 21.

Il fatto che l’articolo 21 non imponga l’obbligo di nominare immediatamente un collegio “perfetto” di tre tecnici, può dedursi dalle seguenti considerazioni.
Proprio perché il comma 11 stabilisce che “in caso di dissenso di uno dei tecnici, la relazione è adottata a maggioranza”, questo significa che può non esservi dissenso di due dei tre tecnici, e che se non vi è dissenso non sussiste né la condizione giuridica, né la possibilità materiale che una relazione di diverso contenuto venga adottata... _OMISSIS_ ... la maggioranza, o meglio la sua non necessità, da cui deriva la determinazione dell’indennità, scatta con l’accordo dei primi due, e la nomina del terzo sarebbe a quel punto inutile, perché del tutto irrilevante sarebbe qualunque suo parere, non avendo il legislatore ad esso attribuito una valenza particolare e qualificata rispetto a quello dei tecnici di parte.
E’ contrario al buon andamento della pubblica amministrazione pagare (in base alle tariffe professionali) un terzo perito il cui apporto è inutile in partenza, in quanto gli altri due sono già d’accordo e la maggioranza esiste già.
L’inciso “su istanza di chi vi abbia interesse” significa che la nomina del terzo è solo eventuale, dipendendo... _OMISSIS_ ...orgenza di uno specifico interesse alla stessa; se l’interesse fosse indefettibile, il legislatore si sarebbe espresso in maniera affatto diversa, precisando chi e quando dovrebbe, senz’altro, procedervi. Evidentemente, in caso di accordo tra le parti, nessuna delle due ha interesse a chiedere la nomina del terzo tecnico (così come, per contro, non si capisce chi non abbia interesse alla nomina del terzo in caso di dissenso).
E’ vero che il termine per la consegna della relazione non può essere superiore a novanta giorni dalla nomina del terzo, ma tale termine può ritenersi riferito all’ipotesi di costituzione del collegio perfetto; ciò non preclude all’Autorità espropriante di stabilire un termine anche in caso di nomina... _OMISSIS_ ..., per una verifica preliminare circa le possibilità dell’accordo.
I commi 7 e 10 dell’articolo 21, sulle procedure di formazione della perizia, sono compatibili con un collegio comporto da due soli professionisti.
L’interpretazione logica della norma induce dunque a ritenere che i tecnici, in prima battuta, non debbano essere necessariamente tre. Sennonché, se non è obbligatorio nominare subito tre tecnici, non è nemmeno obbligatorio nominarne subito due: si tratta, come si dirà, di valutare caso per caso quale sia la scelta più opportuna.

La procedura collegiale dell’articolo 21 solleva alcuni dubbi di fondo.

Per quanto riguarda il terzo tecnico, va escluso che egli assuma il ruolo di garante... _OMISSIS_ ...arzialità della stima collegiale, ovvero di mediatore, perché non ha alcuna possibilità di impedire un eventuale accordo tra gli altri due, né, al contrario, ha alcun potere di dirimere il disaccordo. Diciamo che l’autorità espropriante o l’espropriato potrebbero – forse – mantenere interesse, a scopo valutativo e comparativo, ad una terza perizia, ancorché superflua stante l’accordo degli altri due tecnici, solo in qualche raro caso di particolare e peculiare complessità della stima, fermo restando che il dissenso del perito del Tribunale non comporta, di per sé, che l’accordo degli altri due non sia congruo; d’altra parte, potrebbero essere nominati anche dieci tecnici, e ottenersi dieci pareri discordanti.

Sotto un ... _OMISSIS_ ...viene da chiedersi fino a che punto i tecnici di parte dispongano di effettivi margini di discussione, con conseguente possibilità di “accordo”, in relazione alle precedenti ufficiali prese di posizione delle parti, tanto più se si tratta delle stesse persone che in precedenza hanno quantificato l’indennità provvisoria, per l’espropriante, o abbiano prodotto perizie scritte per l’espropriato.

Il dubbio, a ben vedere, più che riguardare l’ipotesi di “accordo” tra i due periti di parte, investe la stessa funzione del collegio. Se infatti si ritenesse la determinazione dell’indennità provvisoria vincolante per il tecnico dell’espropriante, il funzionamento del collegio diventerebbe irrazionale e pressoch... _OMISSIS_ ...CRLF|
Diventerebbe irrazionale perché, se i tecnici di parte fossero tenuti a riconfermare le precedenti prese di posizione, non avrebbe alcun senso la loro partecipazione ad un organo collegiale, e, in definitiva, troverebbe giustificazione la sola nomina del perito del Tribunale, al quale dovrebbe competere...


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