Le linee di fondo del sistema sanzionatorio in edilizia; caratteri del potere sanzionatorio; i soggetti attivi

Se si vuole iniziare con l’individuare una linea di fondo del sistema sanzionatorio degli interventi edilizi abusivi delineato dal T.U., si può prendere le mosse dal principio per cui il tipo di sanzione non è agganciato al dato formale della scelta del tipo di titolo abilitativo, ma al dato sostanziale del tipo di intervento che si è posto in essere.

Come si è già detto per gli interventi sottoposti a permesso di costruire, il regime sanzionatorio resta lo stesso, anche se l’interessato decide di avvalersi della facoltà di eseguirli tramite «super d.i.a.» ai sensi dell’art. 22, co. 3, T.U., e per gli interventi realizzabili con s.c.i.a., le sanzioni applicabili sono sempre quelle dell’art. 37 T.U., anche se il privato deci... _OMISSIS_ ...e, per una sua sicurezza personale, il rilascio del permesso di costruire «facoltativo» ex art. 22, co. 7, T.U..

Costituisce, infatti, un principio generale a cui la legislazione regionale deve attenersi nel delineare le sanzioni amministrative quello per cui la tipologia della sanzione deve essere agganciata all’incidenza dell’intervento sul territorio.

Si può pertanto affermare che, per quanto concerne gli interventi di trasformazione del territorio, vi dovrà essere la prevalenza del principio ripristinatorio su quello afflittivo: l’intervento sanzionatorio, cioè, dovrà tendere sempre ad assicurare il ripristino dell’ordine urbanistico violato attraverso la demolizione o la rimozione degli usi non consentiti... _OMISSIS_ ... il ripristino dello stato dei luoghi non sia motivatamente possibile, la sanzione irrogabile potrà avere natura pecuniaria.

Il contrario, invece, dovrà valere per quegli interventi che siano invece espressione dello ius utendi, per i quali l’applicazione di sanzioni pecuniarie dovrà costituire la regola, e quelle ripristinatorie l’eccezione, altrimenti una soluzione contraria violerebbe il principio di proporzionalità, il quale a sua volta costituisce una direttiva che il legislatore regionale è certamente chiamato a rispettare.

D’altronde, la necessità di diversificare le sanzioni in ragione dell’incidenza dell’intervento sul territorio costituisce espressione del più generale principio di ragionevolezza e di ugua... _OMISSIS_ ...eta di trattare in modo simile situazioni tra loro diverse: irragionevole sarebbe, così, sottoporre alla demolizione, tanto l’intervento di nuova costruzione quanto la semplice installazione di un impianto tecnologico.

Emerge, poi, dall’analisi dell’art. 37 T.U., che il fatto che l’abuso sia eseguito su un immobile vincolato può giustificare la sottoposizione a sanzione ripristinatoria anche di interventi edilizi di minore entità.

È appena il caso di precisare, inoltre, che, ai fini dell’individuazione della fattispecie sanzionatoria in cui sussumere le opere abusive, occorre procedere ad una valutazione unitaria delle stesse, non essendo possibile procedere ad una scomposizione di quello che va considerato u... _OMISSIS_ ...ilizio unitario in una pluralità di abusi «minori», al fine di sottrarli alla sanzione ripristinatoria: il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio, infatti, deriva non da ciascun intervento a sé stante, ma dell’insieme delle opere nel loro contestuale impatto edilizio e nelle reciproche interazioni.

Non si può, ad ogni buon conto, fare a meno di rilevare che le recenti riforme hanno messo in discussione il disegno originario del T.U. che vedeva gli interventi espressione dello jus aedificandi tendenzialmente sottoposti a sanzioni ripristinatorie e le opere espressione dello jus utendi perseguite di regola con sanzioni pecuniarie, giacché il legislatore ha ricondotto alla categoria degli interventi edilizi assentibili con s.c.... _OMISSIS_ ...re che possono avere un impatto rilevante sul territorio, come è accaduto con riferimento al frazionamento e all’accorpamento di unità immobiliari, spostati dalla «ristrutturazione edilizia» alla «manutenzione straordinaria» con conseguente sopravvenuta inapplicabilità della sanzione ripristinatoria (eccezionalmente pecuniaria) dell’art. 33 T.U., e perseguibilità di eventuali abusi soltanto con la misura repressiva pecuniaria di cui all’art. 37 T.U., nonostante il potenziale aumento del carico urbanistico che potrebbe derivare dalla realizzazione dei lavori.

Un altro principio fondamentale a cui il legislatore regionale deve attenersi è il carattere doveroso e vincolato della funzione di controllo e di repressione degl... _OMISSIS_ ..., da cui si ricava che il Comune ha l’obbligo di provvedere sulle richieste dei cittadini che chiedono l’eliminazione di abusi edilizi o, comunque il rispetto della normativa edilizia, allorché abbiano a trovarsi in rapporto diretto (proprietà o stabile dimora) con l’area sulla quale si realizza l’intervento e che l’esposto sia sufficientemente preciso e circostanziato; detto obbligo, peraltro, non viene meno né in caso di pendenza di un contenzioso civilistico tra gli interessati né qualora il responsabile delle opere che si assumono essere abusive abbia medio tempore presentato una domanda di sanatoria, giacché in questo caso la P.A. ha pur sempre il dovere di notiziare i soggetti che hanno sollecitato l’esercizio dei poteri sanzionatori... _OMISSIS_ ...enuta presentazione dell’istanza di regolarizzazione, né in caso di abuso risalente nel tempo.

Coloro che hanno sollecitato l’adozione di misure repressive, a fronte dell’inerzia della P.A., potranno agire in giudizio col rimedio del rito avverso il silenzio, di cui agli artt. 31 e 117 c.p.a., ma il G.A. potrà soltanto ordinare alla P.A. di provvedere sul contenuto dell’istanza, senza fissare anche il contenuto del provvedimento sanzionatorio che dovrà essere adottato, poiché resta riservata alla P.A. la valutazione relativa alla sussistenza delle condizioni per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36 T.U..

Naturalmente, gli interessati che hanno presentato l’istanza di attiva... _OMISSIS_ ...i officiosi di controllo e repressione potranno altresì impugnare l’atto con cui la P.A. ha provveduto espressamente, negando la sussistenza dei presupposti per l’esercizio del potere sanzionatorio.

Da questo carattere doveroso deriva che l’omessa adozione delle dovute misure repressive comporta la configurabilità a carico dei soggetti competenti di una responsabilità per danno erariale nonché – sussistendone i presupposti – per il reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) o di omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.), e costituisce un’ipotesi di grave e persistente violazione di legge che legittima l’adozione da parte del Ministero dell’Interno di un provvedimento di sospensione o rimozione ... _OMISSIS_ ...rico del Sindaco ai sensi dell’articolo 142 del D. Lgs. n. 267/2000.

Ulteriore conseguenza del carattere doveroso e vincolato della potestà sanzionatoria della P.A. in materia edilizia è la sua indisponibilità, ovvero l’impossibilità che essa possa essere oggetto di negoziazioni transattive: di conseguenza, non è ipotizzabile che l’autore dell’abuso possa chiedere alla P.A. di applicare una sanzione pecuniaria in luogo dell’ordin...<


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