Indennizzo espropriativo: le regole del giudice di Strasburgo

In linea con le coordinate di base già esposte, mette conto rilevare il percorso che ha condotto il legislatore italiano a modificare radicalmente il sistema di indennizzo espropriativo.

Per far ciò è necessario muovere dalle pronunzie della Corte dei diritti dell’uomo, al fine di misurarne, in chiave comparativa, la portata rispetto ai canoni interni.

Sul punto, si ricorderà che il principio di proporzionalità insito nell’art.1 prot.n.1. cit. è stato nel tempo considerato dalla giurisprudenza di Strasburgo con riferimento all’esistenza di un ragionevole indennizzo [1] spettante in caso di perdita della proprietà.

E' stata la Corte dei diritti dell’uomo, con la sua giurisprudenza, ad individuare progressi... _OMISSIS_ ...canoni generali in materia.

In prima approssimazione, il giudice di Strasburgo ha per un verso escluso, se non per ipotesi eccezionali, che la proprietà possa essere espropriata senza indennizzo [2].

In linea con tale affermazione, si è poi ritenuto che il pagamento di un indennizzo ragionevole all’espropriato garantisca il giusto equilibrio fra i contrapposti interessi [3], poiché mancando completamente ogni forma di ristoro – e semprechè non si versi in ipotesi eccezionali [4], la protezione accordata dalla norma sovranazionale finirebbe con l’essere illusoria ed inefficace [5].

Il riferimento, infatti, alla ragionevolezza sembrava dimostrare l’ampio margine di apprezzamento ancora una volta riservato ai ... _OMISSIS_ ...ella quantificazione del ristoro, tanto da far dire in dottrina che “il criterio della «ragionevolezza» può assumere dei contorni talmente elastici da consentire alla Corte un atteggiamento di estrema flessibilità al momento di valutare la congruità dell’indennizzo”.

L’unico limite che risultava incontestabilmente emergere dal diritto vivente del giudice europeo era rappresentato dall'impossibilità di accampare, fra le circostanza eccezionali idonee a ridurre fino ad annientarlo detto indennizzo, le conseguenze finanziarie enormi che sarebbero derivate dal pagamento del ristoro, avendo la Corte sempre negato la possibilità di giustificare una legislazione avente efficacia retroattiva fondata su ragioni di bilancio [6].
... _OMISSIS_ ...il resto, sembrava pacifico che proprio l’esistenza dell’obiettivo della pubblica utilità sotteso alla privazione della proprietà legittimamente compiuta potesse giustificare un indennizzo non uguale al valore integrale del bene, soprattutto se la privazione del dominio fosse connessa a progetti di nazionalizzazione [7] e non a singoli provvedimenti di esproprio [8].

Peraltro, la Corte dei diritti umani aveva tradizionalmente riservato particolare attenzione alle concrete modalità di pagamento dell’indennizzo richiedendo, anche in assenza di un’espressa previsione sul punto, che l’indennizzo fosse corrisposto in un tempo ragionevole [9].

La giurisprudenza della Corte europea in materia d’indennizzo espropriati... _OMISSIS_ ... sottolineato come accanto al canone del c.d. margine di apprezzamento spettante ai singoli Stati nell’individuazione del “ragionevole indennizzo” dovuto al proprietario occorre considerare, allo stesso tempo, il rispetto del principio di proporzionalità della misura riduttiva, proprio al fine di evitare che nella situazione concreta l’applicazione del diritto interno vulneri le prerogative proprietarie.

In questa prospettiva la Corte è pervenuta all’accertamento della violazione a carico dello Stato per avere indennizzato il proprietario colpito da un’espropriazione legittima con un valore uguale a quello del fondo espropriato, ritenendo che, nella situazione concreta, quell’indennizzo, pur parametrato all’int... _OMISSIS_ ...del pregiudizio patito per effetto dell’atto ablatorio, non poteva comunque apparire adeguato al caso concreto, dovendo il proprietario - privato del fondo sul quale esercitava l’attività agricola - sopportare un peso superiore per riprendere l’attività originariamente espletata [10].

Nel caso sopra ricordato, ampiamente esaminato dalla dottrina [11], la vicenda, originata in Francia, aveva riguardato un compendio immobiliare adibito da un agricoltore francese alla produzione del latte.

Va detto che il sistema transalpino di tutela prevede in tali casi il pagamento del valore venale dei beni espropriati al quale si “aggiunge”, in caso di esproprio parziale, il riconoscimento di un’ulteriore somma per il man... _OMISSIS_ ...onnesso al periodo necessario alla riorganizzazione dell’attività agricola oltre al pagamento delle spese necessarie per tale riorganizzazione.

Come ulteriore possibilità il sistema francese riconosce al proprietario la facoltà di cedere “l’intera azienda” allo Stato nel caso in cui l’esproprio determinava una frammentazione di tale rilevanza da impedire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

Ora, nel rivolgersi alla Corte di Strasburgo il proprietario lamentava che l’importo riconosciuto dall’autorità francese a titolo di indennizzo, pur superiore al prezzo di mercato, non era stato sufficiente a ristorarlo in maniera integrale, non avendo trovato nella zona terreni che gli permettesser... _OMISSIS_ ...naloga attività.

La Corte dei diritti umani aveva accolto il ricorso, rilevando che l’indennizzo liquidato non era in grado di coprire, nel caso concreto, la perdita specifica rappresentata dallo “strumento di lavoro” , dovendo l’indennizzo espressamente ristorare qualunque utilità che il bene ablato contemplava -v.par.18 sent. Lallement -.

In questa circostanza, la Corte dei diritti umani osservò, in particolare, che la CEDU intende proteggere diritti non teorici o illusori, ma concreti ed efficaci [12], pure chiarendo che "l'oggetto e lo scopo della Convenzione, come strumento per la protezione degli esseri umani, chiamati a comprendere e applicare le sue disposizioni in modo che le richieste e rende efficac... _OMISSIS_ ...F| Tali premesse sono state necessarie per ritenere che, nel caso di specie, l’indennizzo riconosciuto al proprietario fosse in concreto inidoneo a ristorare il predetto del pregiudizio sofferto alla propria azienda che, privata di un fondo che risultava essenziale per la vita stessa dell’attività imprenditoriale.

Come perspicuamente colto dalla dottrina (Padelletti) che più approfonditamente si è occupata di tale ultima pronunzia, non può sottacersi che tale precedente, pur senza tralasciarne le peculiarità correlate alla vicenda concreta, è espressivo di principi assolutamente generali che, appunto, sono direttamente ed univocamente orientati a garantire al proprietario espropriato un indennizzo rapportato al valore complessivo delle utilità ... _OMISSIS_ ...ato rappresenta in concreto per il proprietario stesso [13].

Una conferma delle considerazioni appena espresse sembra costituita da altro precedente della corte europea, ancora una volta relativa ad un esproprio operato da un’autorità amministrativa francese.

Nel caso concreto il provvedimento ablatorio aveva riguardato non solo un’area in edificabile, ma anche un edif...


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