Sviluppi della giurisprudenza di legittimità e CEDU: l'indennità d'esproprio

Per le espropriazioni di aree edificatorie (finalizzate ad attuare interventi di riforma economico-sociale) in corso da diversi decenni si profilava dunque una situazione veramente paradossale ed idonea ad innescare l’ennesima reazione della Corte europea contro lo Stato italiano: i proprietari, già destinatari dei criteri provvisori di cui alla legge 385/1980, avevano finalmente conseguito con la pronuncia 223/1983 della Corte Costituzionale il diritto al controvalore dell’immobile stimato quale area edificabile; per poi veder drasticamente ridotto il relativo importo per il sopravvenire dell’art.5 bis, ad una frazione compresa tra il 33% ed il 50% di detto valore; quindi ottenerne la riespansione al prezzo di mercato pieno nell’ottobre 2007 per effe... _OMISSIS_ ...nza 348, che tuttavia aveva una durata effimera posto che appena due mesi dopo ne veniva operata la riduzione al 75% dalla legge finanziaria del 2007!

D) Ma dopo iniziali esitazioni, l’interpretazione adeguatrice della Corte di legittimità è riuscita ad aver ragione anche del nuovo ostacolo –sicuramente il più insidioso- alla completa applicazione del parametro privilegiato dalla Corte europea, e ad evitare nel contempo il rinvio della questione alla Consulta per denunciare una nuova violazione degli art.111 e 117 Costit.

La soluzione è stata in realtà facilitata dalle stesse ordinanze di rimessione 11887 e 12810/2006, avendo entrambe denunciato due profili di incostituzionalità dei criteri riduttivi introdotti dal menzionato art.5 b... _OMISSIS_ ...dei quali delineava un contrasto di ciascuno di essi con l’art. 111, primo e secondo comma, Cost., anche alla luce dell’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nella parte in cui, disponendo l’applicabilità ai giudizi in corso delle regole di determinazione degli indennizzi suddetti in esso contenute, violava i principi del giusto processo: in particolare le condizioni di parità delle parti davanti al giudice, che risultano lese dall’intromissione del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia allo scopo di influire sulla risoluzione di una circoscritta e determinata categoria di controversie.

Il 6° comma dell’art.5 bis disponeva, infatti, che «Le disp... _OMISSIS_ ... al presente articolo si applicano in tutti i casi in cui non sono stati ancora determinati in via definitiva il prezzo, l’entità dell’indennizzo e/o del risarcimento del danno, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto»; per cui l’ ordinanza 12810 aveva rilevato (al pari dell’altra) l’evidente collisione tra questa applicazione retroattiva ed i principi enunciati al riguardo dalla CEDU «sì da incorrere anche nella violazione dell’art. 6, § 1, della Convenzione, per il mutamento delle regole “in corsa”: posto che la Corte europea,pur non escludendo in materia civile che una nuova normativa possa avere efficacia retroattiva,aveva ripetutamente considerato lecit... _OMISSIS_ ...ne dello ius superveniens in causa soltanto in presenza di “impérieux motifs d’intérèt général”; ed affermato che in ogni altro caso essa si concreta nella violazione del principio di legalità nonché del diritto ad un processo equo perché consente al potere legislativo di introdurre nuove disposizioni specificamente dirette ad influire sull’esito di un giudizio già in corso (in cui è parte un’amministrazione pubblica), ed induce il giudice a decisioni su base diversa da quella alla quale la controparte poteva legittimamente aspirare al momento di introduzione della lite (cfr. sentenza della Grande Chambre, 28 ottobre 1999, Zielinski; nonché fra le più recenti Forrer-Niedenthal, 20 febbraio 2003, proprio in materia di espropriazione per p.u.; O... _OMISSIS_ ...2004; e la stessa Scordino, 29 luglio 2004, § 78)».

Entrambe le decisioni 348 e 349 hanno omesso di affrontare la questione ritenendola assorbita nella pronuncia di incostituzionalità dei criteri riduttivi introdotti dall’art.5 bis e poi recepiti anche dal T.U. 327 del 2001; ma nel contempo si sono premurate di avvertire, come si è già detto, che la rimessione costituisce una sorta di estrema ratio, invocabile soltanto se effettivamente vi sia contrasto non risolvibile in via interpretativa tra la norma censurata e le norme della CEDU, come interpretate dalla Corte europea: dovendo, per converso, qualunque giudice di ogni stato e grado accertare anzitutto se il contrasto sia risolvibile per via interpretativa tra la norma censurata e le norm... _OMISSIS_ ...terpretate dalla Corte europea.

Il che può avvenire attribuendo alla norma nazionale un significato quanto più possibile conforme alla Convenzione europea, secondo l’interpretazione recepita dalla Corte europea anche per garantire la tendenziale coincidenza ed integrazione delle garanzie stabilite dalla CEDU e dalla Costituzione, che il legislatore ordinario è tenuto a rispettare e realizzare.

Imboccata, quindi, ancora una volta quest’ultima strada, le Sezioni Unite (sent. 5265/2008), hanno ridotto l’ambito di applicazione della norma intertemporale di cui al menzionato comma 90 ai soli “procedimenti” espropriativi in corso – tali qualificando quelli la cui fase amministrativa è ancora in via di svolgimento;... _OMISSIS_ ...dendola con riferimento ai giudizi in corso.

Il sottile distinguo diviene d’altra parte inattaccabile ove lo si ancori alla giurisprudenza della CEDU per la quale «il principio di preminenza del diritto e la nozione dell’equo processo introdotti dall’art. 6 della Convenzione si oppongono, salvi imperiosi motivi di interesse generale all’ingerenza del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia con lo scopo di influenzare la risoluzione giudiziaria della lite»; ed alla stregua della quale dunque una interpretazione della nuova norma come estensibile anche ai “procedimenti giudiziari in corso” si sarebbe tradotta secondo la Corte europea in un nuovo addebito di ingerenza del legislatore nel funzio... _OMISSIS_ ...ere giudiziario in relazione alla decisione della controversia.

Questo argomento è stato quindi esplicitato dalla successiva Cass. 11480/2008, la quale ha dichiarato di aderire all’interpretazione offerta dalle Sezioni Unite, anche perchè «maggiormente rispondente alle indicazioni della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza della Grande Chambre 29.3.2006, Scordino) e di cui alla recente pronuncia della Corte Costituzionale sent. n. 348 del 2007»: con ciò rendendo ancor più palese il collegamento tra l’una e l’altra e la ragione per la quale i giudici di legittimità più non hanno insistito nello scrutinio di costituzionalità già richiesto alla Consulta in merito all’applicabilità dei criteri... _OMISSIS_ ...tivi dell’indennità di espropriazione ai giudizi in corso.

E proprio su detto collegamento si incentra quasi per intero la motivazione della successiva Cass. 24862 del 2008, ancor più esplicita e scoperta nel propugnare l’interpretazione adeguatrice delle Sezioni Unite, per la quale il criterio del valore ridotto al 75% (sempre per le sole espropriazioni finalizzate ad attuare interventi di riforma economico-sociale) è sostanzialmente applicabile soltanto ai nuovi procedime...


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Autore

Salvago, Salvatore

già Presidente della Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione