La riforma del sistema indennitario italiano e le reazioni di Strasburgo: regime transitorio ed indennizzo espropriativo

Il regime transitorio appena introdotto è giusto? Non meno agevole risulterà il ruolo del giudice nell’esaminare la compatibilità del regime transitorio introdotto dal legislatore del 2007 sempre a proposito dell’indennità di esproprio.

Infatti, il comma 90 dell’art.2 l.n.244/2007 ha previsto che “le disposizioni di cui all'articolo 37, commi 1 e 2, e quelle di cui all'articolo 45, comma 2, lettera a), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, come modificati dal comma 89 del presente articolo, si applicano a tutti i procedimenti espropriativi in corso, salvo che la determinazione dell'indennita' di espropriazione sia stata condivisa,ovvero accettata, o sia comunqu... _OMISSIS_ ...vocabile.”

Ci si dovrà, allora, chiedere se tale disciplina, impedendo il riconoscimento dell’indennizzo espropriativo introdotto dal comma 89 cit. ai soggetti espropriati che hanno omesso di impugnare la determinazione dell’indennità operata dall’amministrazione espropriante confidando nella successiva caducazione della norma o comunque nella contrarietà a monte del sistema interno ai parametri della CEDU, possa dirsi in linea in linea con le indicazioni offerte dal giudice di Strasburgo.

La strada, sul punto, sembrerebbe sbarrata dalle argomentazioni espresse nella Relazione dell’Ufficio del Massimario che si è occupato del tema immediatamente dopo le sentenze della Corte costituzionale- e più di recente da Cass... _OMISSIS_ ...

Peraltro, la tesi che esclude la possibilità di porre in discussione- giudiziamente- la determinazione amministrativa divenuta irrevocabile- come anche l’accordo sull’indennità- poggia sulla ormai avvenuta definizione della fase amministrativa che, come tale, dovrebbe risultare insensibile rispetto ai mutamenti normativi successivi.

Tesi rispetto alla quale, tuttavia, occorrerà valutare se il comportamento dell’espropriante- che dopo le sentenze della corte europea (e segnatamente dopo il 29 marzo 2006- epoca della pronunzia Scordino c.Italia della Corte di Strasburgo-) ha continuato ad applicare il 5 bis -possa esporre lo Stato a responsabilità per violazione degli artt.1 CEDU e 1 prot.n.1 alla CEDU.

In questa... _OMISSIS_ ... giudice dovrà pertanto valutare se una rinnovata lettura dei principi giurisprudenziali interni- ivi compresi quelli del giudicato e dei c.d.rapporti esauriti- possa indurre ad una loro parziale rivisitazione in ragione del rischio di nuove condanne dello Stato, al quale dovrà attribuirsi la condotta del funzionario che ha dato applicazione ad una norma in palese contrasto con l’art.1 Prot.n.1 alla CEDU, in tal modo determinando la perpetuazione di un vulnus del principio che giustifica la limitazione al diritto di proprietà purchè prevista dalla legge.

Ed è appena il caso di notare che il principio di legalità, per come inteso dal giudice di Strasburgo, guarda non alla mera esistenza di una legge- o di un principio giurisprudenziale- ma alla qualità ... _OMISSIS_ ...], e cioè alla sua chiarezza, prevedibilità ed accessibilità. Canoni che difficilmente sembrano potersi riconoscere se l’amministratore ha applicato un criterio “legale” in contrasto l’art.1 Prot.n.1 cit.quanto meno a partire dall’epoca in cui venne emessa la sentenza del 29 marzo 2006 più volte ricordata. [2].

D’altra parte, è appena il caso di sottolineare che denegare la tutela giurisdizionale in casi di tal genere porrebbe , altresì, non implausibili problemi di compatibilità del sistema interno con i principi in tema di processo equo, elidendo la possibilità di attivare il controllo giurisdizionale sull’attività amministrativa palesemente svoltasi in contrasto con gli obblighi nascenti dal diritto vivente ... _OMISSIS_ ...come si è visto non soltanto rivolti a contestare il sistema indennitario interno, ma anche a garantire l’adozione di misure, dotate eventualmente anche del carattere retroattivo, che potessero impedire per il futuro il perpetuarsi delle riscontrate violazioni.

Sarà dunque necessario verificare se il meccanismo previsto dalla legge finanziaria o anche solo i principi in tema di c.d. rapporti esauriti siano in tutto o in parte dissonanti rispetto a quanto testè affermato profilandosi, in tal caso i rimedi interpretativi o quelli più radicali del controllo di costituzionalità.

In ogni caso, a ben considerare, occorrerà compiere un’attività di “bilanciamento” tra istanze parimenti dotate di “caratura” fondament... _OMISSIS_ ...i adottare soluzioni “ragionevoli” rispetto al caso concreto.

Il punto è, semmai, che questi esigenze di ragionevolezza sottese ad una delicata attività di bilanciamento sembrano, allo stato essere state demandate alla stessa autorità espropriante la quale, nella determinazione dell’indennità di esproprio o ancor prima nell’atto di varare una procedura espropriativa, sarà essa stessa chiamata, prima di ogni altra, a ponderare la sussistenza dei presupposti per inquadrare o meno l’esproprio nel canone previsto dal legislatore e così farne scaturire le conseguenze in tema di indennizzo.

Si tratta, all’evidenza, di un compito assai complesso che richiede anche nell’amministratore pubblico una pie... _OMISSIS_ ... dei principi giurisprudenziali della Corte europea e,dunque, un’adeguata formazione in materia.

L’ultima pronunzia della Corte europea sull’indennizzo espropriativo (Corte dir.uomo, 10 giugno 2008, Bortesi c.Italia) E’ in questo contesto, ricco di zone grigie, che si inserisce la recente pronunzia della Corte europea resa il 10 giugno 2008 nella causa Bortesi c.Italia, ancora una volta investita da un proprietario espropriato che, rivolgendosi all’autorità giudiziaria nazionale, aveva ottenuto un indennizzo parametrato all’art.5 bis della legge n.359/1992 che era stato ritenuto applicabile alla fattispecie nella quale l’amministrazione espropriante, nell’ambito di un progetto volto alla realizzazione di un ce... _OMISSIS_ ... e di una strada, aveva inizialmente determinato un indennizzo provvisorio in favore dell’espropriato sulla base della legge n.385/1980 in attesa del varo di una legge che avesse fissato i nuovi criteri indennitari per le zone edificabili- legge successivamente dichiarata incostituzionale dalla sentenza n.223 del 1983- facendo rivivere il criterio del valore venale poi retroattivamente superato dall’art.5 bis l.cit.introdotto successivamente.

Bene, il percorso argomentativo e motivazionale della Corte europea potrebbe sembrare, all’apparenza, identico a quello che caratterizza i precedenti resi in materia, soprattutto quando esso delinea le coordinate in tema di irretroattività della norma incidente sul diritto dominicale quando esse dovess... _OMISSIS_ ...essivamente oppressiva rispetto al diritto fondamentale del titolare.

Vi sono, tuttavia, due varianti di non scarso rilievo, appunto costituite dalla parte relativa all’individuazione del quadro normativo di riferimento nazionale e, poi, da quello più squisitamente rivolto ad individuare le ragioni della violazione e la quantificazione dell’equa soddisfazione.

Orbene, va osservato che nel par.21 della sentenza è stato introdo...


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Autore

Conti, Roberto

Magistrato della Corte di Cassazione