Occupazione acquisitiva: ragionare per principi

Tornando ora al fenomeno dell’occupazione acquisitiva, appare così chiaro che per lo Stato l’equazione “perdita acquisizione con ristoro integrale” sottesa al fenomeno dell’occupazione acquisitiva era da ritenere la più equa, la più giuridicamente e politicamente corretta, consentendo di non sprecare risorse pubbliche e, comunque, di salvaguardare il proprietario.

E se, poi, la stessa Corte costituzionale, garante ultima della legalità interna, aveva assecondato tale sistema – normativo e giurisdizionale - ciò significava che la proprietà, lo statuto della proprietà, tanto tollerava ed ammetteva in vista del perseguimento di quel limite costituzionale al valore proprietà.

Limite essenza, quello della fu... _OMISSIS_ ... che assurgeva, questo sì, a vero e fondamentale parametro di conformità a Costituzione della legislazione e dell’opera giurisprudenziale compiuta attraverso l’occupazione acquisitiva nei confronti (rectius in danno) del proprietario, titolare sì di un diritto che, tuttavia, cedeva rispetto all’opera pubblica ancorché realizzata sine titulo, in forza di un componimento di interessi tutto orientato verso la funzione sociale, verso il perseguimento di scopi socialmente apprezzabili.

A ben considerare, quello sotteso all’occupazione acquisitiva, era un ragionare per princìpi generali dell’ordinamento, scritti e non scritti, ma pur sempre, dicevano i giudici di legittimità, pienamente cogenti, immanenti al sistema... _OMISSIS_ ...izionare la proprietà ed il proprietario.

In questo contesto la funzione sociale della proprietà evocava una clausola aperta, elastica, generale, straordinariamente votata ad essere “interpretata” o, forse meglio, ad essere esplicitata nei suoi contenuti attraverso la voce del giudice delle leggi.

Il legislatore costituente, in quell’occasione come in altre, aveva inteso manifestare un princìpio che non poteva né voleva essere espressivo di una regola e che, semmai, era diretto ad orientare le “regole” precettive che il legislatore avrebbe dovuto fissare.

Nell’individuazione del significato della funzione sociale è stata, così, l’interpretazione giurisprudenziale-della Corte ... _OMISSIS_ ...e della Corte di Cassazione- a giocare un ruolo essenziale.

In questa prospettiva - e con la lente rivolta esclusivamente al fenomeno qui esaminato - si ritenne che in vista del perseguimento della funzione sociale l’esistenza della dichiarazione di p.u. potesse giustificare la prevalenza dell’interesse pubblico realizzato con l’esecuzione dell’opera, senza tuttavia adeguatamente soffermarsi sulla netta diversità di effetti e di contenuto fra dichiarazione di p.u. e decreto di esproprio.

L’avere, infatti, sostanzialmente ricondotto alla dichiarazione di p.u. il contenuto tipico del decreto ablatorio finì con lo snaturare la finalità reale della dichiarazione di p.u., arricchendola di contenuti che l’ord... _OMISSIS_ ... aveva inteso conferire e, tra queste, quello di stabilire la prevalenza dell’interesse pubblico finalizzato all’espropriazione.

Quel che qui dunque rileva è il cammino che ha condotto a tali conclusioni - condivisibili o meno che siano - appunto correlato ad un processo ermeneutico rivolto a dare senso e significato ad una formula contenuta nel testo costituzionale, ritenendola idonea a giustificare un atto illecito che andava a colpire la proprietà.

Mai però, nell’analisi che condusse alla creazione di quell’istituto, si ritenne di considerare la proprietà come valore meritevole di una tutela adeguata al rango spettante a tale diritto, capace di gareggiare alla pari con l’interesse pubblico e di imporsi a questo ... _OMISSIS_ ...rretto uso delle regole di legge e dunque, di “abuso”.

L’idea stessa del bilanciamento di cui si è detto, a ben considerare, solo apparentemente partiva da una considerazione paritaria fra i due interessi, in realtà stemperando il dato di partenza, rappresentato dal mancato rispetto delle regole da parte dello Stato nei confronti del cittadino che, già titolare del diritto dominicale, subiva un torto proprio dal soggetto che quel diritto avrebbe dovuto garantire e preservare dalle invasioni altrui.

L’asfitticità di quel ragionare, dunque, non stava certo nella straordinaria valenza giuridica dell’opera interpretativa delle Corti interne, che appunto intendevano offrire una chiave di lettura di un istituto conforme a... _OMISSIS_ ...ali, quanto nell’avere riconosciuto ed attuato un bilanciamento divenuto poi, per effetto della contrazione del risarcimento del danno, sbilanciato o diseguale se si vuole, che appunto non era in equilibrio nè quando il proprietario aveva diritto al risarcimento del danno integrale né tanto meno dopo l’entrata in vigore del comma 7 bis dell’art.5 bis l.n.359/1992.

Ciò perché quel bilanciamento, fortemente condizionato, talvolta, anche da contingenze finanziarie, pendeva pericolosamente e palesemente da una parte più che dall’altra e non si dimostrava autenticamente mediano e “ragionevole” producendo, così, vincitori e vinti [1] e tralasciando, in definitiva, di considerare l’interesse del titolare di un diritto... _OMISSIS_ ... solo e soltanto funzione [2].

Non si nega, infatti, che il legislatore possa e debba modulare il diritto dominicale anche in ragione dell’interesse pubblico. Tale principio è talmente radicato nelle coscienze degli uomini, dei giudici e dei legislatori europei da apparire assolutamente inutile una precisazione di tal fatta.

Discutibile era, invece, il fatto che si fosse scelto di far prevalere la sovranità degli Stati anche quando essa stessa si esprimeva al di fuori delle regole o attraverso regole difficilmente comprensibili ed accessibili, così da depotenziare la “forza” di un diritto fondamentale quale è il diritto di proprietà connessa alla dignità che lo contraddistingue proprio in ragione della sua inerenza al p... _OMISSIS_ ... persona umana.

Fatto, questo, che appare assolutamente distante da quei concetti fondamentali che relegano l’arbitrio ai margini del diritto e che trovano, anche a proposito della proprietà, un mirabile esempio nell’art.17 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, laddove accanto al principio che « [o]gni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri», è fondamentale l’affermazione per cui « [n]essun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà» come anche nell’art.17 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 1798, alla quale ri... _OMISSIS_ ...lo della Costituzione del 4 ottobre 1958 :« La propriété étant un droit inviolable et sacré, nul ne peut en être privé, si ce n'est lorsque la nécessité publique, légalement constatée, l'exige évidemment, et sous la condition d'une juste et préalable indemnité. »...


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