Art. 2051 c.c. e responsabilità della P.A.: marciapiedi e circolazione pedonale

Numerosi, come visto sopra, gli aspetti problematici relativi all’uso delle strade comunali, alla loro manutenzione e alle insidie che su di esse possono sorgere. Altrettanto rilevanti - e numericamente quasi paragonabili - sono, però, gli episodi di danno a carico di pedoni, verificatisi sui marciapiedi. Nel presente paragrafo, si tratterà della giurisprudenza meglio esemplificativa delle problematiche sottese agli incidenti avvenuti in tali ambiti “pedonali”.

La Corte di Cassazione ha sancito, in merito all’applicabilità dell’art. 2051 c.c. per i danni patiti da una donna - e dal figlioletto che portava in braccio - a seguito di una caduta avvenuta su di un marciapiede a causa di alcune buche, che «a prescindere dalla cons... _OMISSIS_ ...squo;orientamento interpretativo richiamato dal Comune se ne contrappone un altro, secondo cui il dovere di controllo e di custodia posto dall’art. 2051 c.c., sussiste anche in relazione alle cose inerti e prive di un proprio dinamismo, ben potendo anche esse essere idonee, in concorso di altri fattori causali, a cagionare danni (...), è sufficiente qui rilevare che i danni derivati dalle non perfette condizioni di una strada varino considerati come cagionati dalla stessa, come è implicitamente presupposto da tutto il dibattito giurisprudenziale sopra ricordato e come è ribadito dalla stessa pronunzia della Corte Cost. n. 156/99.

La sentenza impugnata va, pertanto, cassata e la causa va rinviata per una nuova decisione sulla applicabilità, nel caso ... _OMISSIS_ ...o;art. 2051 c.c., sulla base del seguente principio di diritto: “L’art. 2051 c.c. non è applicabile nel caso di danni cagionati da una strada pubblica solo quando sia oggettivamente impossibile, da parte dell’ente pubblico che ne è proprietario, l’esercizio di un continuo ed efficace controllo idoneo ad impedire situazioni di pericolo per gli utenti”» [1].

Chiamato a pronunziarsi su una richiesta di risarcimento danni avanzata da un’anziana caduta su di un marciapiede sconnesso - anzi, notoriamente sconnesso, come risultante dagli atti di causa - il Tribunale di Monza ha così delineato fatti e diritto nella fattispecie rilevanti: «In punto di fatto l’attrice ha provato attraverso le deposizioni ... _OMISSIS_ .....) che il giorno 23/9/07, mentre stava rientrando a casa dalla chiesa, è inciampata in una sconnessione presente sul marciapiede che la faceva sbilanciare e cadere a terra.

Lo stato dei luoghi è altresì comprovato dalle fotografie scattate nell’immediatezza del fatto che evidenziano la presenza sul marciapiede di numerose sconnessioni e avvallamenti. Risulta quindi provato il nesso di causalità tra le lesioni conseguenti alla caduta dell’attrice e la presenza di sconnessioni sul marciapiede percorso da Am.Sp. e sito all’interno del centro abitato di Cologno Monzese. L’ente convenuto non ha contestato il verificarsi del fatto con le modalità descritte, ma ha contestato la propria responsabilità evidenziando che il fatto dannoso ... _OMISSIS_ ...dalla cattiva manutenzione del marciapiede, ma dalla condotta disattenta dell’attrice che non aveva prestato sufficiente attenzione mentre camminava lungo il marciapiede» [2].

Posto che alla fattispecie si applichi l’art. 2051 c.c., a maggior ragione per l’ubicazione del marciapiede all’interno del centro abitato, in merito alla prova liberatoria il giudice rileva che «tale prova non è stata offerta dal convenuto nel presente giudizio. Non può certo essere considerata circostanza imprevedibile, tale da interrompere il nesso di causalità, l’utilizzo del marciapiede da parte di persone anziane con capacità fisico - motorie ridotte. Deve essere invece ravvisato nel caso di specie, un concorso di responsabilità della perso... _OMISSIS_ ...ex art. 1227 c.c., essendo emerso che l’incidente si è verificato in un tratto di marciapiede che l’attrice percorreva abitualmente ed in un orario in cui la visibilità era buona e avrebbe consentito, con un normale grado di attenzione di accorgersi della presenza delle sconnessioni ed evitarle. In ragione di ciò si ritiene equo quantificare il concorso di responsabilità colposa della persona danneggiata nella misura del 30% e diminuire nella misura corrispondente il risarcimento del danno alla stessa spettante» [3].

In una coeva sentenza, il Tribunale di Milano, chiamato a pronunziarsi su una fattispecie del tutto simile di quella poco sopra trattata, dopo aver sancito che il marciapiede posto in territorio comunale, come la strada, è sottop... _OMISSIS_ ...dia del Comune ai sensi dell’art. 14 del Codice della Strada (D. Lgs. n. 285 del 1992, già più volte citato), approfondisce ancor più la questione delle cautele richieste ai pedoni, la cosiddetta “autoresponsabilità” richiesta all’utente che si rapporta al bene pubblico.

In tal senso, qui di seguito le rilevanti riflessioni: «Il giudizio sull’autonoma idoneità causale del fattore esterno, estraneo alla cosa, deve essere adeguato alla natura della cosa ed alla sua pericolosità. Quanto più la cosa è priva di una intrinseca pericolosità e la situazione di possibile pericolo suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione delle normali cautele da parte del danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi... _OMISSIS_ ...enza causale del comportamento imprudente del danneggiato nel dinamismo causale del danno.

Un comportamento imprudente che arriva ad interrompere il nesso eziologico tra cosa e danno e ad escludere la responsabilità del custode ai sensi dell’art. 2051 c.c. (...) Nel caso in esame la parte attrice sostiene di essere caduta a causa di una larga fenditura tra le lastre della sede stradale (...). Imperfezioni quali quelle fotografate ben possono essere qualificate assolutamente normali e prevedibili in un contesto quale quello di una grande città.

Di tali tristemente comuni imperfezioni i pedoni, è nozione di comune esperienza, sono certamente consapevoli con la conseguenza che per evitare che esse causino un danno deve essere prestata una n... _OMISSIS_ ...ne che consenta di rilevarle. I pedoni non possono cioè pretendere di essere esonerati da qualsiasi minima attenzione facendo affidamento sul fatto che la p.a. debba garantire loro una pavimentazione priva di imperfezioni e ciò anche in realtà urbane non di recente costituzione. Una tale attenzione, nel generico contesto dell’incidente come sinteticamente descritto dalla parte attrice, non sembra sia stata posta in essere» [4].

Il giudice afferma, quindi, che le imperfezioni dei marciapiedi, le buche ivi esistenti, gli avvallamenti e, in generale, la cattiva manutenzione loro caratteristica, seppur non tollerabile, deve comunque essere prevista e prevedibile da parte dell’utente che, in sostanza, “deve badare bene a dove mette i pi... _OMISSIS_ ...CRLF| Il Tribunale di Milano va oltre, ed afferma che «devono poi svolgersi alcune conclusive considerazioni conseguenti alla non più giovane età della parte attrice (78 anni al momento del fatto). Tali considerazioni confortano la decisione che qui si assume quali nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza (art. 115, 2° comma, c.p.c.). È noto che con il progredire dell’età il sistema motorio e quello sensoriale perdono parte della propria efficienza. In...


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