L’elemento soggettivo nella responsabilità erariale

1. Il dolo e la colpa



Ai fini del configurarsi della responsabilità erariale è necessaria la presenza, oltre agli altri elementi costitutivi della stessa, anche dell’elemento soggettivo, psichicamente inteso, rappresentato dal dolo o dalla colpa.

Quest’ultima, come si vedrà in seguito, deve essere connotata dal requisito della gravità.

Il dolo, come è noto, ai sensi dell’art. 43 c. p., si manifesta quando «l’evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione o dell’omissione e da cui la legge fa dipendere l’esistenza del delitto, è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione».

Altrettanto nota... _OMISSIS_ ...ne legislativa della colpa, la quale, sempre secondo l’art. 43 c. p., si manifesta allorché l’evento dannoso è «contro l’intenzione».

Vale a dire che, anche se l’evento è preveduto, «non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline»[1].

La colpa, quindi, deve essere intesa quale scarto della condotta dallo standard di diligenza richiesto al soggetto cui viene imputato il danno[2].

Analizzando gli elementi psicologici dal punto di vista dell’analisi economica del diritto «si ha colpa quando gli investimenti in sicurezza sono stati insufficienti; si ha dolo non sol... _OMISSIS_ ... sono usate abbastanza risorse per evitare il danno, ma quando addirittura si sono usate risorse (tempo, denaro, attività ecc.) per cagionare il danno, cioè quando l’investimento in sicurezza è addirittura negativo»[3].




2. L’elemento psicologico nella responsabilità erariale



Nell’ambito della responsabilità erariale quella richiesta non è la diligenza dell’amministratore o del dipendente pubblico eccezionalmente prudente e accorto (colpa c.d. lievissima), e neppure la diligenza propria dell’uomo medio (colpa c.d. lieve), bensì, semplicemente, la diligenza minima propria della maggioranza delle persone (colpa c.d. Grave).

Ciò avviene in modo analog... _OMISSIS_ ...bilità prevista dal c.c. per il prestatore d’opera in caso di prestazioni che presentino particolari difficoltà tecniche di esecuzione[4].

L’art. 1, comma 1, della l. n. 20/1994, prevede, infatti, che la responsabilità erariale operi solo limitatamente «ai fatti commessi con dolo o colpa grave».

L’elemento psicologico del dolo o della colpa grave è richiesto anche dall’art. 17, comma 30 ter, del d.l. n. 78/2009.

In precedenza, la responsabilità amministrativa era prevista in presenza della sola colpa, senza, quindi, il requisito della gravità.

Il comma primo dell’art. 82 del R.D. n. 2440/1923 prevedeva, al riguardo, la responsabilità del pubblico dipendente per le azioni od ... _OMISSIS_ ... solo colpose, e in senso analogo disponeva anche il comma primo dell’art. 52 del R.D. n. 1214/1934.

In realtà, l’elemento soggettivo della colpa grave era già stato previsto dall’art. 22, comma 2, del d.P.R. n. 3/1957, in ipotesi di rivalsa della pubblica amministrazione sui propri dipendenti, limitatamente, però, ai soli impiegati addetti alla «conduzione di autoveicoli o di altri mezzi meccanici».

Riferendoci ancora all’analisi economica del diritto, è possibile cogliere la differenza esistente tra il concetto di colpa grave e quello di dolo eventuale: «la colpa grave è un investimento minimo in sicurezza, mentre il dolo eventuale si pone come un investimento pari a zero in prevenzione»[5].
... _OMISSIS_ ...SS.RR. della Corte dei conti hanno, infatti, identificato l’elemento soggettivo della colpa grave con l’«intensa negligenza», la «sprezzante trascuratezza dei propri doveri», l’«atteggiamento di grave disinteresse nell’espletamento delle proprie funzioni», la «macroscopica violazione delle norme», il «comportamento che denoti dispregio delle comuni regole di prudenza»[6].

La giurisprudenza contabile ha posto l’accento anche sulla prevedibilità dell’evento dannoso e delle sue conseguenze, con conseguente possibile “sconfinamento” nel terreno del dolo eventuale qualora l’agente abbia accettato i rischi, facilmente prevedibili in base ad un giudizio ... _OMISSIS_ ...nte, conseguenti al proprio comportamento[7].

Tutto ciò vale, ovviamente, anche per ciò che concerne l’espropriazione per pubblica utilità, dove i giudici contabili della prima Sezione d’Appello hanno recentemente ribadito, in un caso riguardante la responsabilità di alcuni Sindaci che non avevano posto in essere gli atti necessari alla definizione della procedura espropriativa, che la colpa grave consiste «in un comportamento non consono a quel minimo di diligenza richiesto nel caso concreto ed improntato ad evidente imperizia, superficialità, trascuratezza ed inosservanza degli obblighi di servizio, che non risulta giustificato dalla presenza di situazioni eccezionali ed oggettivamente verificabili, tali da impedire all’agente il corr... _OMISSIS_ ...o delle funzioni volte alla tutela degli interessi pubblici a lui affidati»[8].

Per ciò che concerne, poi, il dolo, secondo la giurisprudenza della Corte dei conti la responsabilità amministrativa «deve essere imputata a titolo di dolo all’autore dell’illecito ogni qual volta la condotta di questi sia intenzionalmente e consapevolmente indirizzata alla violazione degli obblighi inerenti al rapporto di servizio intercorrente con la pubblica amministrazione, a prescindere dalla consapevolezza […] che l’agente abbia avuto del danno conseguente»[9].

La giurisprudenza contabile ritiene, circa la sussistenza del dolo, che essa non possa essere desunta, ai fini della responsabilità erariale, dall’applica... _OMISSIS_ ...a su richiesta delle parti (il c.d. patteggiamento), intervenuta in sede penale per la stessa vicenda.

Da tale procedimento speciale, infatti, deriva «una presunzione soltanto relativa (ma non assoluta) di responsabilità dell’interessato, potendo questi in sede di giudizio contabile giustificarsi adducendo i motivi per cui avrebbe ritenuto conveniente chiedere l’applicazione di una condanna penale, malgrado la propria innocenza»[10].

Occorre poi segnalare, in fine, quanto disposto dall’ultima parte del comma 1 dell’art. 1 della l. n. 20/1994 secondo il quale la gravità della colpa deve essere esclusa nel caso in cui «il fatto dannoso tragga origine dall’emanazione di un atto vistato e registrato in... _OMISSIS_ ...llo preventivo di legittimità, limitatamente ai profili presi in considerazione nell’esercizio del controllo».

Secondo la Corte dei conti «detta formulazione vale, in altri termini, ad escludere che la norma operi come generale clausola di esenzione, ancorandone il funzionamento a procedimenti di controllo che si concludano con giudizi argomentati, e nei limiti delle argomentazioni prospettate»[11].




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