prospettive del “tertium genus” e della vocazione edificatoria

I. Anche in occasione di questa storica pronuncia che ha finalmente restituito dignità ai terreni inedificabili, la sola preoccupazione dei nostalgici della ipotizzata equazione valore del fondo=suscettività edificatoria, delusi dalla precedente sentenza 348/2007,che non ha fornito spunti utili al riguardo, è stata quella di chiedersi se tra le righe della decisione sia possibile leggervi un ritorno anche per via indiretta alla nozione dell’edificabilità di fatto, naturalmente intesa come era stata elaborata dalla giurisprudenza degli anni 60’ di semplice presenza nella zona delle principali opere di urbanizzazione primaria, o di vicinanza a terreni edificabili (o edificati); e quindi considerata sinonimo di edificabilità reale in contrapposizione a quella di e... _OMISSIS_ ...gale relegata, invece ai soli terreni gravati da vincoli idrogeologici, paesistici o da alcune tipologie di limitazioni legali. Anche perché a sostegno di questo irreale obbiettivo da circa un decennio è sistematicamente invocata la giurisprudenza della CEDU che avrebbe decretato l’incostituzionalità di qualsiasi criterio diverso, costringendo l’interprete a leggere la prima proposizione dell’art. 32 del T.U. appr. con d.p.r. 327/2001 (e l’art. 39 della legge 2359 del 1865) “l’indennità di espropriazione è determinata sulla base delle caratteristiche del bene… alla data dell’emanazione del decreto di esproprio” come se il suo prezzo di mercato per risultare conforme al disposto dell’art. 117 Costit. dovesse essere ... _OMISSIS_ ...pre in base al criterio della stima comprensoriale o a meccanismi affini che ne ricavino comunque una vocazione edificatoria anche solo virtuale o futura, al limite da trarre attraverso sofisticati espedienti da quella delle zone prossime.



II. Piuttosto che polemizzare con questi percorsi, o rilevarne le numerose incongruenze, spesso frutto di confusioni concettuali, è utile esporre a coloro che ascoltano i problemi effettivi in ordine logico che si pongono all’interprete dopo la pronuncia di incostituzionalità per la stima delle indennità di espropriazione, inducendo nel contempo ad escludere con fermezza ed in radice che la stessa abbia comunque avuto una ripercussione di qualsiasi genere sul regime binario dell’indennizzo sudd... _OMISSIS_ ...lla nozione di edificabilità.

A) Il primo, a monte consiste nella classificazione della tipologia dei terreni prescelta dal legislatore, più volte modificata negli scorsi decenni, fino a quando l’art. 5 bis della legge 359/1992 ha introdotto un sistema che li suddivide in due sole categorie (edificabili e non edificabili); ed ha prescelto quale unico criterio per individuarne l’appartenenza all’una o all’altra (3° comma) quello dell’edificabilità legale, riconosciuta cioè direttamente ed esclusivamente dalla legge e/o dagli strumenti urbanistici generale: in conformità del resto alle indicazioni ed ai suggerimenti via via formulati dalla Corte Costituzionale, a partire dalla nota decisione 55 del 1968. Questo sistema fonda... _OMISSIS_ ...azione (o azzonamento) dell’intero territorio da parte degli strumenti suddetti, è stato recepito e reso irreversibile dagli art. 32 e 37 del T.U., rigorosamente applicato dalla giurisprudenza di merito (con pochissime, marginali eccezioni) e da quella di legittimità, e giudicato non “irragionevole né arbitrario” dalla Corte Costituzionale (sent. 261/1997 e 444/2000), la quale ha osservato che rientra nelle competenze del solo legislatore modificarlo, o sostituirlo. E nessun’altra pronuncia della Consulta lo ha riesaminato o ne ha ravvisato profili di illegittimità, così come di esso non si è mai occupata neanche indirettamente la CEDU: pur nelle notissime decisioni Scordino, ove proprio sul presupposto del suddetto sistema ancorato esclusivam... _OMISSIS_ ...edificabilità legale ed attribuito alla competenza dei singoli Stati, ha semmai giudicato della compatibilità o meno con i precetti della Convenzione europea del parametro riduttivo di calcolo che i primi due commi dell’art. 5 bis avevano introdotto (in sostituzione di quello dell’art. 39 della legge fondamentale 2359), questo soltanto ritenendo in contrasto con essi.

Nella stessa ottica si sono mosse le sentenze 348/2007 e 349/2007 (per le espropriazioni illegittime) che proprio in conseguenza di queste decisioni della Corte europea, lo hanno dichiarato in contrasto con gli art. 42 e 117 Costit., inducendo la Corte di Cassazione a ripristinare ancora una volta il criterio del valore venale del bene di cui al menzionato art. 39, e subito dopo il le... _OMISSIS_ ...trodurlo anche per le espropriazioni soggette al T.U. attraverso la legge finanziaria 244 del 2007: con la sola eccezione “delle espropriazioni finalizzate ad attuare interventi di riforma economico-sociale” in cui è consentita una riduzione del 25%.

Nessuna di queste pronunce, né tanto meno la Corte di Strasburgo hanno messo in discussione la legittimità e l’efficacia del 3° comma dell’art. 5 bis, interamente riprodotto dall’art. 37, 3° comma del T.U. sull’obbligo della ricognizione legale dei terreni espropriati alla data del decreto ablativo, nuovamente ribadito ed esemplificato nei commi successivi; e men che mai la sentenza 181, la quale anzi ha opportunamente troncato ogni dubbio al riguardo, osservando (dopo a... _OMISSIS_ ... il 3° comma dell’art. 5 bis): “Pertanto la Corte rimettente non deve fare applicazione della norma suddetta, in ordine alla quale, del resto, non si rinviene nell’ordinanza una specifica motivazione diretta a spiegare le ragioni della sua evocazione” (§ 3).

L’indiscussa vigenza del sistema dell’edificabilità legale non significa che non possano essere denunciate le sperequazioni che lo stesso ingenera fra proprietari di terreni che la zonizzazione comunale abbia danneggiato assoggettandoli ad utilizzazione pubblicistiche, ed i proprietari di immobili invece inclusi in zone qualificate edificatorie dai medesimi strumenti urbanistici che per effetto di questa scelta in luogo di quella opposta si trovano ad essere be... _OMISSIS_ ...lori e rendite assai più elevati di quelli sacrificati. Ma come ha avvertito Corte Costit. 179/1999 i rimedi agli effetti ingiusti di tale potere discrezionale di ripartizione riservato alla pianificazione urbanistica devono provenire esclusivamente dal legislatore e svilupparsi attraverso variegati livelli di giustizia retributiva.

Il che ha cominciato ad essere di recente recepito ed attuato dalle Regioni, ormai titolari di competenza esclusiva nella materia: alcune di esse, infatti, “ai fini della determinazione dell’indennità di espropriazione” hanno attribuito il requisito dell’edificabilità legale “a tutte le aree oggetto della pianificazione comunale” (art. 17 legge Reg. Lomb. 3/2009), ovvero a quelle “ricadenti... _OMISSIS_ ...rno del perimetro del territorio urbanizzato individuato dal Piano” (art. 20 legge Reg.emilia 19/2007). Altre hanno introdotto più appropriati meccanismi di calcolo, come l’art. 14, 2° comma della legge 10/1993 della Provincia di Trento (come modificato dalla successiva legge reg. 10/1998) e l’art.4 della legge della Provincia di Bolzano 9 del 2009 che per le aree destinate a servizi e attrezzature di interesse generale hanno disposto che se ne deve determinare il valore venale tenendo conto delle caratteristiche dei terr...


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