TERTIUM GENUS

Stai vedendo 1-12 di 5 risultati

Indennità di occupazione e di esproprio per beni assoggettati a vincolo storico, archeologico, artistico

L’occupazione a fini di ricerca archeologica costituisce attività lecita della pubblica amministrazione, mirante a realizzare l'interesse pubblico alla conservazione del patrimonio storico-culturale e alla promozione della cultura e della ricerca (art. 9 cost.), essendo d'altro canto giustificato, per ragioni d'interesse culturale, anche il sacrificio definitivo della proprietà privata.

Indennità di esproprio: tertium genus

La stima dell'indennità di esproprio dev'essere effettuata in base al criterio del valore venale pieno, previsto in via generale dalla L. 2359/1865, art. 39, con la possibilità di dimostrare che, pur senza raggiungere il livello dell'edificatorietà, il fondo presenta caratteristiche che ne consentono lo sfruttamento per fini ulteriori e diversi da quello agricolo, e quindi di attribuire allo stesso una valutazione di mercato adeguata all'utilizzazione intermedia agricola-edificatoria.

Tertium genus e vocazione edificatoria

Fino ad oggi la rigidità del VAM, che attribuiva rilevanza solo alla tipologia di colture praticate sul terreno o nella zona, aveva fatto sì che la predetta categoria di aree, non potendo considerarsi edificabile, fosse indennizzabile solo mediante i criteri tabellari con conseguente soffocamento ai fini indennitari di ogni plusvalore derivante dalle potenzialità di sfruttamento diverse da quelle agricole.

Tertium genus e vocazione edificatoria dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 181 del 2011

La ragione di tale discrasia fra il valore agricolo medio e quello effettivo dipende in primo luogo dal cattivo funzionamento delle Commissioni provinciali che, spesso, non procedono ad un effettivo aggiornamento dei valori medi di mercato in relazione alle colture praticate nella zona in cui esse operano.

prospettive del “tertium genus” e della vocazione edificatoria

Anche in occasione di questa storica pronuncia che ha finalmente restituito dignità ai terreni inedificabili, la sola preoccupazione dei nostalgici della ipotizzata equazione valore del fondo=suscettività edificatoria, delusi dalla precedente sentenza 348/2007,che non ha fornito spunti utili al riguardo, è stata quella di chiedersi se tra le righe della decisione sia possibile leggervi un ritorno anche per via indiretta alla nozione dell’edificabilità di fatto