La fruzione e la valorizzazione dei beni culturali

1. Le fonti normative. Nozioni di «fruizione» e «valorizzazione» dei beni culturali.

Ai sensi dell’art. 101, commi 3 e 4 del Codice dei beni culturali, «gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale».

Orbene, una generale definizione di «fruizione dei beni culturali» non può che rimandare all’utilizzo e alla conoscenza dei beni predetti da parte dell’intera collettività, sempre nell’o... _OMISSIS_ ...e di attuazione dell’art. 9 Cost.

Passando alla c.d. «valorizzazione» dei beni culturali, ai sensi dell’art. 6 del Codice, «la valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio, la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi... _OMISSIS_ ...vvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale».

Già nelle disposizioni generali, dunque, il legislatore ha inteso dedicare ampio spazio alla funzione della valorizzazione del patrimonio culturale: ciò, a parere di chi scrive, sempre in un’ottica di attuazione (e financo di attualizzazione) di quanto postulato dall’art. 9 Cost. in materia di tutela del «patrimonio storico e artistico della Nazione».

Peraltro, il Consiglio di Stato ritiene che... _OMISSIS_ ...fruibilità di un bene culturale, attenendo alla sua valorizzazione, è finalità non prevalente, ma subordinata alla conservazione, cioè alle esigenze di tutela, come vuole la previsione di chiusura dell’art. 6, comma 2, del Codice dei beni culturali: invertire questo rapporto realizza sia una violazione della stessa regola generale, sia uno sconfinamento nella discrezionalità che in ipotesi (e ferma la regola medesima) spetterebbe comunque all’Amministrazione».

Più nello specifico, l’art. 111 cod. b. c. afferma che «le attività di valorizzazione dei beni culturali consistono nella costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti, ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie o str... _OMISSIS_ ...izzate all’esercizio delle funzioni ed al perseguimento delle finalità indicate all’articolo 6. A tali attività possono concorrere, cooperare o partecipare soggetti privati. La valorizzazione è ad iniziativa pubblica o privata. La valorizzazione ad iniziativa pubblica si conforma ai principi di libertà di partecipazione, pluralità dei soggetti, continuità di esercizio, parità di trattamento, economicità e trasparenza della gestione. La valorizzazione ad iniziativa privata è attività socialmente utile e ne è riconosciuta la finalità di solidarietà sociale». In altre parole, assistiamo – ancora una volta – alla salvaguardia dei beni culturali, la cui attività di valorizzazione – intesa nel senso di divulgazione oltre che di fruizione pubblic... _OMISSIS_ ...urali – può essere rimessa sia all’iniziativa di soggetti pubblici (che dovranno uniformarsi ai principi di trasparenza, economicità, parità di trattamento: tutti i principi eurounitari in materia di beni pubblici), sia all’iniziativa di soggetti privati.



2. La concessione (rectius, l’uso) dei beni culturali.

Facciamo ora un breve passo indietro.

Ai sensi dell’art. 53 del D.lgs. n. 42/2004, «i beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate all’articolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale. I beni del demanio culturale non possono essere alienati, né formare oggetto di di... _OMISSIS_ ...di terzi, se non nei limiti e con le modalità previsti dal presente codice».

Orbene, possiamo immediatamente operare un parallelismo tra quanto stabilito dal Codice dei beni culturali e quanto stabilito dal Codice Civile in tema di beni demaniali in generale. Così infatti dispone l’art. 823, primo comma c.c. per la generalità dei beni demaniali: «i beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano».

I beni culturali sono quindi del tutto parificati ai beni demaniali: in entrambi i casi, infatti, i predetti beni non possono essere alienati, né usucapiti e – parimenti &ndash... _OMISSIS_ ...ssere oggetto di diritti a favore di terzi se non nei limiti e nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Nel nostro ordinamento, al fine di poter affermare l’esistenza di un diritto a favore di un terzo soggetto su un bene culturale o demaniale occorre un provvedimento formale, adottato dalla Pubblica Amministrazione proprietaria del bene medesimo, che prende il nome di concessione.

Attraverso la parola «concessione», nell’ambito del diritto amministrativo, intendiamo un provvedimento amministrativo con il quale vengono conferiti a una o più persone capacità, potestà o diritti, sia mediante trasferimento a individui privati o a società commerciali di poteri e funzioni propri dello Stato o di altra amministrazione ... _OMISSIS_ ...tione di ferrovie, sfruttamento di miniere, esercizio di servizi telefonici o di altri pubblici esercizi, esazione di tributi, ecc.), sia creando diritti derivanti dall’ordinamento giuridico, con il rilascio di licenze, autorizzazioni, permessi.

Recentemente il Consiglio di Stato ha invero sostenuto che «è nel potere unilaterale di affidamento dell’uso del bene pubblico spettante all’amministrazione che va individuata la genesi della concessione, con regolamentazione dei profili di carattere patrimoniale, in funzione accessiva del presupposto provvedimento di concessione, mediante lo strumento contrattuale. Quest’ultimo è dunque dipendente sul piano logico-giuridico all’atto autoritativo di concessione. In secondo luogo, anc... _OMISSIS_ ...l rapporto concessorio all’amministrazione stessa sono riservati i poteri autoritativi necessari ad assicurare che la gestione privata del bene rimanga coerente con il superiore interesse pubblico ed a ricondurla ad esso ogniqualvolta se ne sia verificata una deviazione, sino al punto di porre termine all’uso speciale e così riacquisire il bene alla sfera pubblica. Alla posizione di supremazia così mantenuta dall’amministrazione fa riscontro la soggezione del privato co...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 15208 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 6,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo
Nuovo

L’articolo sopra riportato è composto da contenuti tratti da questo prodotto (in formato PDF) acquistabile e scaricabile con pochi click. Attenzione: ove l'articolo contenga NOTE, esse NON sono riportate nell'articolo stesso ma solamente nel prodotto da cui esso è tratto.

pdf 92 pagine in formato A4

20,00 €