BENI CULTURALI ARCHEOLOGICI

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La tutela storico-artistica dei beni culturali ed archeologici

La tutela storico-artistica di un bene culturale non protegge un’opera dell’ingegno dell’autore, ma un’oggettiva testimonianza materiale di civiltà, la quale, nella sua consistenza effettiva e attuale, ben può risultare da interventi successivi e sedimentati nel tempo, tali da dar luogo ad un manufatto storicamente complesso e comunque parzialmente diverso da quello originario.

L’imposizione di un vincolo indiretto sui beni culturali ai sensi dell’art. 45 del D.Lgs. 42/2004

L’imposizione di un vincolo indiretto ai sensi dell’art. 45 del D.Lgs. 42/2004 (con le modalità procedimentali di cui ai successivi articoli 46 e 47), pur essendo rimesso alla discrezionalità dell’Amministrazione, soggiace ai limiti rappresentati dalla razionalità e dalla logicità dell’azione amministrativa.

L'individuazione dei beni da sottoporre all'imposizione di un vincolo artistico, storico, archeologico o etnoantropologico

La valutazione in ordine all'esistenza di un interesse culturale (artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) particolarmente importante, tale da giustificare l'imposizione del relativo vincolo ai sensi degli artt. 13, comma 1, e 10, comma 3, lett. a), del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, è prerogativa esclusiva dell'Amministrazione preposta alla gestione del vincolo.

Esercizio del potere espropriativo nel caso dei beni culturali

Nel caso di bene culturale, la pubblica finalità che giustifica l’esercizio del potere ablatorio è rappresentato dalla migliore fruizione del bene vincolato medesimo. Ai sensi dell’articolo 95, comma 1, D.Lgs. n. 42/2004, i beni culturali vincolati possono essere espropriati «quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi».

Beni di interesse culturale

Ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D. Lgs. n. 42 del 2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli artt. 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.

Circolazione dei beni di interesse artistico, storico o archeologico

Anche se i beni di interesse artistico, storico o archeologico – sottoposti alla legislazione speciale - possono risultare di proprietà pubblica o privata, va senz’altro rilevato l’acquisto ipso iure della proprietà del bene da parte dell’Amministrazione statale quando siano «ritrovate nel sottosuolo» cose immobili (come parti di edifici, tombe, ricoveri, mura di città, tratti viari, opere realizzate per manum hominis, ecc.) o anche le cose mobili, aventi un tale interesse.

Presunzione di culturalità di beni mobili e immobili pubblici

I beni mobili e immobili, cui fa riferimento l’art. 10, comma 1 D.lgs. n. 42/2004, che appartengono ai soggetti pubblici e che non sono indicati nel comma 2 dello stesso articolo sono considerati beni culturali, con una presunzione di interesse culturale, fino a quando non sia stata effettuata la verifica dell'interesse culturale, disciplinata dall’art. 12, che è effettuata, d'ufficio o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono, da parte dei competenti organi del MIBACT.

Beni oggetto di tutela culturale e responsabilità amministrativa, civile e penale

La responsabilità da omessa custodia di un bene destinato all'attività di culto, anche se per consuetudine asservito a un uso pubblico, grava sul proprietario del bene e non sull'ente territoriale su cui insiste il bene, a meno che non sia dimostrata una detenzione o un potere di fatto dell'ente territoriale sulla cosa.

Verifica e dichiarazione dell'interesse culturale

La norma dell'art. 14 D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali) prevede che il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dell'interesse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto.

L'imposizione della tutela vincolistica sui beni archeologici e storico-artistici

L’atto d'imposizione di un vincolo archeologico, in rapporto al principio fondamentale dell’art. 9 Cost., è caratterizzato da un giudizio di ordine tecnico, che si sottrae al sindacato giurisdizionale, salvo sia basato su un percorso argomentativo travisante o incongruo rispetto alle tecnica stessa, o comunque risulti oggettivamente inattendibile.

Beni culturali e archeologici facenti parte del demanio e patrimonio dello Stato

Le norme della l. 1089/1939 e quelle conformi del T.U. 490/1999 hanno registrato un’interpretazione non uniforme quanto all’esatta individuazione dei criteri in base ai quali i beni di proprietà di un ente pubblico vanno ritenuti sottoposti a tutela come beni di interesse culturale.

La tutela penale dei beni culturali e archeologici nel D.Lgs. 42/2004

Nel caso di illecito trasferimento all'estero di cose di interesse storico o artistico, deve essere obbligatoriamente disposta la confisca prevista dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 174, indipendentemente dal fatto che, sui beni oggetto di esportazione clandestina, sia stata effettuata la dichiarazione di interesse culturale.

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