Il regime legale del patrimonio pubblico

''I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi", così l’art. 823 c.c. introduce in maniera abbastanza esplicita quella che è la condizione giuridica di trattamento e conservazione della tipologia di beni ascritta nel suddetto gruppo.

L’affermazione è perentoria e non lascia ombra di dubbio, i beni demaniali sono inalienabili, inespropriabili, impignorabili, in una sola parola sono incommerciabili in senso assoluto, o almeno prima facie questo apparentemente così potrebbe sembrare.

Ciò deriva dalla caratteristica principale che li accomuna nella loro essenza fisiologica, che vede nella destinazione di scopo l’unica forma di gestione a... _OMISSIS_ ...isfacimento dell’interesse collettivo, ossia lo scopo sociale, a cui sono conformati per genesi “naturale” o “artificiale”, stabilisce il rigore del trattamento.

In poche parole, il divieto assoluto a cui devono soggiacere è dettato non tanto dalla titolarità a carattere pubblico, che costituisce uno dei due presupposti formali essenziali di connotazione, quanto e soprattutto perché oggettivamente esplicano necessariamente una funzione a beneficio collettivo.

In giurisprudenza, tale condizione viene esaltata quando si parla di “proprietà-funzione”, locuzione usata dal giudice di legittimità dal significato ben diverso da quella di “proprietà-vita” afferente al diritto dominicale privato, e ... _OMISSIS_ ...egislatore comunitario nella corretta esecuzione della procedura espropriativa, ovvero di una proprietà pubblica “unidirezionale”.

La seconda parte della norma citata corrobora questa fattispecie aprendo apparentemente una riserva a favore di casi e modi tassativamente indicati dalla legislazione ratione materiae che, invero, non dettano una deroga al principio di rigore negazionista, ma dispongono in merito ad eventuali diritti in favore di terzi tramite provvedimenti di concessione.

La sola possibilità di concedere un diritto di godimento tramite l’insorgere di un rapporto negoziale di tipo concessorio è un teorema abbastanza consolidato sia in dottrina, sia nella tracciabilità giurisprudenziale, e fa oramai parte di un dir... _OMISSIS_ ...ostantemente applicato nel rispetto e secondo le direttive europee spesso imposte all’ordinamento statalista nazionale.

L’art. 828, comma 2 c.c., per il tramite dell’art. 826, accomuna alla medesima disciplina i beni patrimoniali indisponibili dello Stato, delle province e dei comuni, tuttavia, e di questo ci si accorge immediatamente, usa una formulazione linguistica non solo semplicemente differente da quella dell’art. 823 c.c. prima esaminato, ma dal contenuto marcatamente “positivo” all’eventualità che il bene indisponibile possa essere sottratto alla propria destinazione vincolata secondo le modalità già previste dalle leggi che lo riguardano.

La chiave di lettura orientata volutamente è giustific... _OMISSIS_ ...sa semantica delle parole impiegate, significando in caso contrario, come è appunto quello dell’art. 823 c.c., un’interpretazione maggiormente severa e di completa chiusura.

Lo strumento di cui l’art. 828 c.c. costituisce il “bacino di varo” è meglio noto con la denominazione di “sdemanializzazione”, tecnicamente già definito in altra sede come “perdita d’esercizio”.

In questo modo, la sottrazione alla destinazione condizionata non è necessariamente inquadrabile nella fattispecie di illegittimità, che genera la nullità del negozio giuridico di diritto privato posto in violazione, ma diventa lecita se prodotta garantendo un corretto iter procedimentale.

Il cambiamento de... _OMISSIS_ ...ca di un bene indisponibile comporta la sua affiliazione alle condizioni generali del diritto privato, quindi se ne deduce che lo stesso possa perdere la “corazza” di protezione e diventi gestibile secondo una disponibilità iure privatorum.

Affinché ciò possa avvenire è necessaria come parametro primario la manifestazione di volontà amministrativa con effetto costitutivo dell’Ente gestore, che radicalmente statuisca la cessazione della destinazione pubblica del bene, perché non esistente più un apprezzabile interesse sociale, e devolva il cespite all’uso commerciale del libero mercato.

Il bene perde in questo modo le sue caratteristiche di inalienabilità, inespropriabilità ed incommerciabilità nella sua accezione più pr... _OMISSIS_ ...CRLF| Considerata l’esplicita modalità di esternazione della volontà pubblica affinché lo status possa mutare, si discute in dottrina ed in giurisprudenza se possa ammettersi come regola ordinaria la sdemanializzazione tacita, ossia prodotta da un comportamento di fatto univoco nella direzione della dismissione immobiliare.

La querelle è abbastanza controversa, e sebbene venga bocciata in alcune particolari condizioni e tipologie di demanio, in generale pare possa ammettersi anche se con i dovuti distinguo e sempre relazionata con la realtà del caso concreto.

L’attività d’impulso oltre che autonoma per l’ente gestore, che può includere volontariamente un bene in un piano di alienazione e valorizzazione immobiliare, pu... _OMISSIS_ ...indotta dall’istanza del privato che, motivando i propri scopi, anche di profitto, mira ad appropriarsi dell’unità immobiliare appartenente ad un soggetto pubblico attraverso una prodromica attività negoziale.

In questo caso, pur non essendo obbligata a contrattare, la P.A. coinvolta assume però su di sé il dovere di comportamento implicito ex art. 2 della legge n. 241/1990, dando così legittimazione all’azione sull’inadempimento di cui all’art. 117 del codice del processo amministrativo.

La competenza del procedimento amministrativo è conferita dalla legislazione in vigore all’Ente territoriale a cui appartiene il bene, tuttavia laddove dovesse sorgere un eventuale conflitto in merito sarà cura cogni... _OMISSIS_ ...e naturale dirimerne gli esiti.

A questo proposito, non è raro che si verifichi un accavallamento legislativo di competenze territoriali, stante la previsione che un dato novero di beni pubblici possa essere oggetto di una molteplice azione manageriale di più autorità coinvolte, per cui l’intervento giudiziale non solo diventa “abitudinario”, ma sicuramente necessario per stabilire quale sia il soggetto curatore a cui, tra l’altro, andrà il profitto dell’operazione futura.

Non essendo un’attività vincolata, la sdemanializzazione risente della discrezionalità amministrativa che non prevede “intromissioni e forzature”, né dal singolo che, come abbiamo visto, può solo ottenere una risposta, né tanto... _OMISSIS_ ... giudiziario che non può sostituirsi all’azione amministrativa quando questa non è tipicamente prevista.

Ad ogni buon fine, una volta realizzata, la procedura di sdemanializzazione comporta la cessazione del regime vincolato, il bene pertanto diventa commerciabile secondo le condizioni del diritto comune, cessa lo status privilegiato di patrimonio pubblico e si co...


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