Primi profili di illegittimità costituzionale dell'art. 42 bis T.U.Es.: la pronuncia della Corte costituzionale n. 71/2015

A soli quattro anni dal suo inserimento nel sistema legislativo racchiuso nel T.U.Es. di cui al d.P.R. 327/2001, tramite il D.L. n. 98/2011, convertito con legge n. 111/2011, l’art. 42 bis “soffre” già di patologica incertezza per il suo profilo costituzionale che non convince affatto i giudici di legittimità.



Diverse le pronunce che lo colpiscono in questo breve arco di tempo conducendolo velocemente al “patibolo” della non manifesta infondatezza di matrice costituzionale per cui occorre sottoporlo al vaglio della Corte costituzionale.
Le conclusioni del Giudice di legittimità ripercorrono quelle offerte alla Consulta per la precedente caducazione in merito alla sanatoria di cui all’art. 43 ed abbracci... _OMISSIS_ ...fili di censura.

Principalmente ancora una volta si osserva l’eccezionalità della potestà concessa alla Pubblica Amministrazione che supera surrettiziamente quella ordinaria disciplinata dal Testo Unico nel pieno rispetto dei Principi ordinamentali di rango costituzionale e delle norme di fonte subordinata di cui al Codice civile.

La violazione è palese e suffraga qualsiasi occupazione abusiva astrattamente sulla tautologica indicazione delle possibili ragioni che hanno condotto a quella occupazione.

Pur se vengono richiamati i principi di difesa e del contradditorio presupponendo una comparazione degli interessi contrapposti, in realtà la disparità tra le due contrapposte posizioni privata e pubblica aumenta essendo salvagu... _OMISSIS_ ...amente il criterio della discrezionalità insito tra i fondamentali assunti in seno ai poteri della pubblica Autorità.
L’ontologia delle forze contestatrici risiede nell’apparente simulazione dell’esproprio larvato o, se si preferisce, del decreto tardivo in voga nella prassi degli anni ’80, che torna ad echeggiare in aperto contrasto con i vincoli comunitari, fonte sovranazionale della potestà legislativa dello Stato, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Il circolo vizioso per cui la nemesi del passato ricade anche sul legislatore del 2011 è però destinato ad infrangersi spezzandosi contro una vera e propria “levata di scudi” della Consulta che, con la sentenza n. 71 del 30/04/2015, dichiara &ldquo... _OMISSIS_ ...quo; oppure “inammissibile” ogni questione sollevata in merito a qualsiasi profilo di censura , concedendo un passaporto irrevocabile all’art. 42 bis che può così essere applicato liberamente in confini neanche troppo ristretti dalla giurisprudenza chiamata a giudicarne la corretta applicazione, ma soprattutto dall’operatore pratico (la P.A.) chiamato a farne uso.

Ben quattro sono le ordinanze di rimessione alla Consulta della pregiudiziale in riferimento agli artt. 3, 24, 42, 97, 111, primo e secondo comma, 113 e 117, primo comma, della Costituzione, sull’art. 42 bis del d.P.R. 327/2001 appartenenti alle Sezioni unite della Cassazione ed al Tribunale amministrativo regionale del Lazio.

Segnatamente, in rif... _OMISSIS_ ...rtt. 3 e 24 Cost. i dubbi del Giudice a quo sono da imputarsi alla disparità di trattamento del Soggetto pubblico rispetto a quello privato di fronte la legge, per cui al primo sarebbe concesso di avvalersi di uno strumento tipico di natura eccezionale impositivo sui diritti patrimoniali del secondo.

È una conseguenza dell’invadenza nella sfera patrimoniale da parte della P.A., grazie alla norma censurata, la limitazione delle azioni poste a tutela del proprietario, il quale non può più avvalersi del regime privatistico delle norme civilistiche proprio in virtù del mutamento della sua posizione dovuto alla fattispecie richiamata.

La disparità di trattamento verrebbe pure osservata da altre prospettive e secondo diversi altri presupposti ... _OMISSIS_ ...nitaria, in tal senso ciò che non è precluso al proprietario il cui bene è oggetto di una procedura ordinaria, lo sarebbe per quello il cui bene è invero stato oggetto di un’occupazione arbitraria.

Tra le tante contestazioni, ciò che si oppone fermamente è il mutamento dell’obbligazione economica di contenuto traslativo: non più risarcitoria, infatti, ma indennitaria, cioè un compenso dovuto da “atto lecito”, quindi non soggetto a rivalutazione monetaria come quello risarcitorio perché visto quale obbligazione di valuta.

Anche il risarcimento per il mancato godimento stabilito nella misura del 5% annuo (pari ad 1/20) dal terzo comma della norma censurata sarebbe inferiore nella sua corrispondenza a quello stabilito ... _OMISSIS_ ...el T.U.Es. nei casi di occupazione legittima che, in analogia con l’art. 20 della legge 865/71, prevede un’indennità pari ad un dodicesimo annuo di quanto sarebbe dovuto nel caso di esproprio dell’area pari in termini percentuali all’8.33% del valore venale dell’immobile, ben superiore dunque a quello appena affermato.

La violazione asserita viene contestata anche in riferimento ai principi costituzionali espressi negli artt. 42, 97 e 113 Cost.
L’art. 42 della nostra Carta costituzionale, dopo avere dichiarato che la proprietà è sia pubblica che privata, afferma al suo terzo comma che quella privata può essere espropriata per motivi di interesse generale quale limite dovuto per la funzione sociale che essa esplica.
... _OMISSIS_ ...o;art. 1 del I Protocollo addizionale CEDU, firmata a Roma il 4 novembre 1950 e ratificata con legge n. 848 del 4 agosto 1955, dichiara che la proprietà può essere espropriata per causa di pubblica utilità.

Per l’assolvimento dei Principi di proporzionalità e trasparenza insiti nell’art. 97 Cost. è necessario che l’Autorità espropriante dichiari preliminarmente l’interesse pubblico alla base dell’esproprio e ne renda edotta sia la collettività sia il singolo privato destinatario della spoliazione coattiva affinché questi possa interagire per la tutela dei propri diritti patrimoniali con notifiche mirate.

È altresì necessario che l’Autorità titolare del potere pubblico dichiari preliminarmente le re... _OMISSIS_ ...ono ai modi, ai tempi ed all’esercizio di detta potestà mediante la stesura di adeguati programmi e la compilazione di idonea progettazione.
Orbene il Giudice rimettente non contempla l’art. 42 bis nel rispetto di tutte queste regole, come invece assolto dai procedimenti indicati nell’ablazione originaria di cui al T.U.Es., più segnatamente i motivi di interesse generale e le cause di pubblica utilità, pur se valutati in comparazione con gli interessi (privati) contrapposti, non sarebbero considerati autonomamente, ma simulerebbero una valutazione ex post per giustificare la condotta illegittima ed evitare la restituzione, quale regola madre stabilita dal legislatore europeo e da quello costituzionale italiano, foriera di un maggior aggravio del debi... _OMISSIS_ ...quindi, di un proporzionale danno erariale.

Richiamati i principi contenuti nella norma europea, il Giudice rimettente non ritiene possa sussistere la conformità neanche con quanto ribadito dal Costituente nell’art. 117, che afferma la linea diretta tra la potestà legislativa nazionale ed i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e, più genericamente, da qualsivoglia obbligo internazionale secondo un sistema gerarchico...


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