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PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO - comunicazioni, osservazioni, controdeduzioni e contraddittorio

Il decorso di un lasso di tempo di soli sette giorni fra la notifica della comunicazione di avvio del procedimento e l’adozione dell’ordine di demolizione può assumere carattere in concreto non viziante, qualora il destinatario abbia già precedentemente ricevuto il diniego di sanatoria edilizia.

I ritardi interni, le segmentazioni delle competenze, le disfunzioni organizzative di un comune non giustificano il ritardo nel rilascio di un provvedimento e non possono essere opposti al cittadino.

Il termine di 5 giorni fissato nella comunicazione di avvio del procedimento per l’espletamento del procedimento amministrativo è già, di per sé, un termine molto breve, la cui ridotta durata potrebbe eventualmente trovare ragione in motivazioni di urgenza: la rilevanza della vicenda, unita alla assenza di motivazioni in ordine alla urgenza, può rendere il termine, già di per sé molto breve, così breve da essere irragionevole.

In tema di partecipazione al procedimento, la legge n. 241/1990 non introduce termini né prescrive di avanzare prospettazioni in un’unica soluzione, per cui l’attività istruttoria si svolge in assenza di regole rigide e formali e le sollecitazioni ed integrazioni possono anche essere formulate in più occasioni fino a quando l’iter non è ultimato.

La comunicazione dell’inizio del procedimento deve essere inviata in tempo utile al soggetto interessato, così da permettergli di presentare le proprie osservazioni in una fase tuttora preparatoria, nella quale, cioè, siano potenzialmente aperte tutte le possibile opzioni.

È contraddittorio e viola gli artt. 7 e segg. L. 241/1990 il comportamento consistente nella notifica dell’avviso di avvio del procedimento e del provvedimento conclusivo dello stesso, nella medesima giornata.

La comunicazione di avvio del procedimento adempie al sostanziale scopo di far partecipare la parte interessata al procedimento medesimo sin dal suo concreto inizio, oppure perlomeno da una fase non avanzata, affinché non siano escluse le finalità partecipative e di trasparenza dell'azione amministrativa; illegittimo è pertanto d'avvio comunicato subito prima dell'emanazione del provvedimento finale.

La violazione delle garanzie partecipative è conseguenza di una comunicazione data tardivamente, quando viene preclusa ogni possibilità di interloquire con l’Amministrazione; non sussiste viceversa violazione nel caso inverso, in cui la comunicazione sia stata effettuata con anticipo, in cui, anzi, i tempi dilatati offrono più possibilità di dialogo con il sogget... _OMISSIS_ ...