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La «smaterializzazione» del prodotto pornografico. Distribuzione, divulgazione, diffusione e pubblicizzazione attraverso i canali telematici


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Laureata in Giurisprudenza e Specialista per le Professioni Legali presso l'Università degli Studi di Firenze; Master di II Livello in Scienze Criminologico-Forensi, conseguito presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

Dopo aver delineato i tratti caratteristici dello sfruttamento del minore a fini pornografici ed aver tratteggiato i confini della condotta di commercializzazione del materiale così prodotto, è necessario analizzare dettagliatamente una norma di particolare interesse e valore interpretativo: l'art. 600 ter, terzo comma, del codice penale.

Tale comma tipizza due distinte fattispecie: quella di distribuzione, divulgazione, diffusione e pubblicizzazione del materiale pornografico e quella di distribuzione e divulgazione di notizie o informazioni finalizzate all'adescamento e allo sfruttamento sessuale dei minori [72]. Si tratta di una fattispecie delittuosa di grande attualità ed importanza attraverso la quale si reprime l'attività di diffusione del prodotto pornografico o di notizie che possano favorire il reclutamento di minorenni per scopi sessuali.

La disposizione si apre con una clausola di sussidiarietà [73] con la conseguenza di escluderne l'applicabilità al soggetto che realizzi le ipotesi delittuose di cui ai commi primo e secondo dell'articolo dell'art. 600 ter, c. p.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, infatti, dette condotte assorbono anche il disvalore stigmatizzato con la fattispecie di divulgazione del materiale pornografico [74].

Il delitto in commento trova il suo naturale sviluppo attraverso i sempre più diffusi traffici telematici dove la smaterializzazione del materiale pornografico consente una rapida e celere diffusione delle immagini, dei filmati e delle foto ad un numero potenzialmente indefinito di destinatari che non trova eguali in alcun altro canale di diffusione.

Sono note purtroppo le attività dei pedofili (e non solo) che utilizzano internet per favorire lo scambio di materiale pedopornografico garantendosi l'anonimato grazie alle chat-line, ai forum o alle applicazioni della rete sempre più diffuse ed in continua evoluzione. Spesso, infatti, il pedofilo si nasconde sotto mentite spoglie utilizzando nickname di fortuna, con i quali sfugge ad un tempestivo riconoscimento della sua identità personale.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...noltre, tale attività di divulgazione del materiale pedopornografico si cela anche dietro la fitta rete costituita dal sottobosco telematico dove l'uso di password e l'esistenza di siti di copertura rendono difficoltosa l'individuazione dei responsabili anche alle Forze dell'Ordine. Come sottolineato in dottrina «oggi si parla di uno spazio virtuale, cd. cyberspace, che superando i confini territoriali, costituisce una nuova frontiera globale e aperta per lo svolgersi dei rapporti sociali, ivi compresi quelli illeciti» [75].

Alla luce di tale finalità repressiva, dunque, appare chiaro come il legislatore abbia privilegiato una tecnica di redazione analitica della fattispecie che sottolinea l'intento di evitare la creazione di lacunose zone grigie ove si possano annidare sacche di impunità [76].

È proprio nell'ottica di una maggior tutela dei minori dalle insidie del mondo telematico che si inserisce l'intervento legislativo effettuato con la Legge n. 38 del 2006. La novella, infatti, ha integrato la fattispecie di cui al terzo comma dell'art. 600 ter, c. p., introducendo, accanto alle altre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condotta di diffusione del materiale pornografico [77].

Fatta questa breve premessa si rende ora necessario approfondire le singole condotte tipizzate dalla fattispecie incriminatrice.

In primo luogo viene in rilievo il concetto di «divulgazione» [78], implicante la generale attività di propagazione del materiale pedopornografico ad un numero di individui non previamente determinato. Per divulgazione deve intendersi quell'attività diretta a mettere a disposizione di una molteplicità di destinatari il prodotto erotico in precedenza realizzato per mezzo dello sfruttamento dei minori. Non è sufficiente, dunque, la mera messa a disposizione del materiale ad un solo destinatario; occorre, invece, che esso sia potenzialmente accessibile ad un numero indeterminato di persone. Detta attività, pertanto, richiede anche l'impiego di un mezzo di diffusione in grado di raggiungere un'indefinita pluralità di utenti. Internet, all'uopo, sembra essere il veicolo privilegiato per l'attuazione di una tale attività.

Anche la giurisprudenza mette costantemente in evidenza co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tta di divulgazione non possa prescindere dai due requisiti della indeterminatezza dei destinatari e della concreta idoneità ed accessibilità del mezzo diffusivo.

Ai fini della sussistenza del delitto di divulgazione di materiale pornografico, infatti, occorre che il prodotto sia inserito in un sito accessibile a tutti al di fuori di un canale privilegiato o sia, comunque, propagato ad una pluralità di utenti. Di conseguenza, quando la cessione avviene attraverso un canale di discussione (cd. chat-line) [79] è necessario verificare se il programma consenta a chiunque si colleghi la condivisione di cartelle, archivi, documenti contenenti le foto pornografiche in questione, in modo da essere accessibile a chiunque e da poter essere preso direttamente senza formalità rilevatrici di una volontà specifica e positiva.

Laddove, invece, il prelievo del materiale suddetto avvenga solo a seguito della manifestazione di volontà dichiarata nel corso di una conversazione privata, si versa nella più lieve ipotesi di cui al quarto comma dell'art. 600 ter, c. p [80].

Inoltre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il delitto di divulgazione via internet di materiale pedopornografico previsto dal terzo comma dell'art. 600 ter, c. p. e non quello di mera cessione dello stesso, prevista dal quarto comma del medesimo articolo, non solo chi utilizzi programmi di file-sharing peer to peer, ma anche chi impieghi una chat-line, nella quale un solo nickname, necessario ad accedere alla cartella immagini o video, venga utilizzato da più persone alle quali siano state rese note l'username e la password [81]. Tale sistema, infatti, rende possibile il trasferimento di materiale pedopornografico ad una molteplicità di destinatari.

La particolarità di una chat-line, pertanto, è quella di mettere in contatto chiunque vi si colleghi generando una miriade di relazioni telematiche spesso perverse. L'accesso ad un canale chat dedicato ad argomenti pedopornografici pone l'utente in contatto con una pluralità di soggetti potenzialmente interessati allo scambio di immagini o filmati raffiguranti minorenni in pose erotiche. In tal modo, dunque, si instaura una comunicazione allargata a tutti coloro che vogliono intervenire aumentando esponenzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...capacità diffusiva del suddetto materiale [82].

Veniamo ora ad analizzare la diversa condotta di «distribuzione». Secondo parte della dottrina [83] tale condotta deve essere rivolta ad un numero ampio di soggetti ma non necessariamente indeterminato [84]. A tal fine, infatti, è indispensabile che l'attività di trasmissione sia rivolta a più di una persona. Qualora lo scambio di materiale sia indirizzato ad un singolo individuo, invece, il fatto è sussumibile nell'ambito di operatività dell'art. 600 ter, quarto comma, c. p [85].

La giurisprudenza più recente, però, afferma la necessità che tutte le condotte di cui al terzo comma dell'art. 600 ter, indistintamente, siano caratterizzate dal requisito della potenzialità diffusiva ad un numero indeterminato di soggetti. Il delitto di distribuzione, infatti, sussiste quando il materiale sia propagato ad un numero indeterminato di utenti, come avviene con l'inserimento nella rete mediante il modello di comunicazione peer to peer di filmati aventi come oggetto esibizioni pornografiche da parte di minori [86].

Esaminiamo, ora, la condotta di «[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lor: rgb(128, 0, 0);">diffusione» introdotta nel terzo comma dell'art. 600 ter, c. p. a seguito dell'intervento legislativo del 2006 [87]. Tale nozione consiste nell'attività volta a portare a conoscenza di terzi il prodotto pornografico realizzato attraverso l'utilizzo di minori [88].

La diffusione, a differenza della condotta di distribuzione di cui al medesimo comma, si caratterizza per il carattere sempre indeterminato dei soggetti destinatari ai quali è rivolta [89]. Tale delitto, inoltre, per pacifica giurisprudenza, è stato individuato anche in una iniziale attività di diffusione rivolta a più soggetti specificamente individuati, passibile poi di espansione illimitata.

È innegabile che la condotta così descritta trovi il suo naturale sviluppo attraverso sia nuovi che tradizionali canali di diffusione.

In particolare, viene subito in rilievo la copiosa giurisprudenza elaborata in tema di chat-line cd. aperte, nelle quali il soggetto agente interagisce con una pluralità di altri utenti [90]. Ai fini dell'integrazione del delitto in commento, infatti, non è sufficiente il mero utilizzo della rete internet, ma occorre accertare [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...(128, 0, 0);">quale tipo di connessione telematica sia utilizzata al momento della commissione del reato. Ciò in quanto qualora si accerti che si sia trattato di una connessione aperta sussiste il più grave reato di cui al terzo comma dell'art. 600 ter, c. p. Al contrario, nell'ipotesi di connessione riservata è integrata la più lieve fattispecie di cui al quarto comma del medesimo articolo [91].

Il giudice, pertanto, dovrà accertare il sistema di funzionamento del canale di discussione utilizzato dal soggetto agente, concludendo per la concreta idoneità del mezzo utilizzato a favorire una diffusione illimitata del materiale pornografico solo a fronte di una platea indefinita di destinatari.

Un ulteriore ma tradizionale mezzo idoneo a favorire la diffusione del materiale pornografico è il telefono cellulare, le cui nuove tipologie sono dotate dei più sofisticati dispositivi in grado di trasmettere in rete immagini, fotografie e filmati di ogni genere. Anche qui la giurisprudenza si allinea c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ià affermato in precedenza. La trasmissione di una videoripresa di contenuto pornografico a più persone attraverso il telefono cellulare, infatti, potenzia il carattere diffusivo della propagazione facilmente moltiplicabile da ciascun soggetto destinatario [92].

Infine, veniamo al concetto di «pubblicizzazione».

Per tale deve intendersi un'attività diretta alla promozione e all'acquisto del materiale pornografico diretta ad una cerchia indeterminata di persone. Tale condotta mira a far conoscere il prodotto ai potenziali consumatori nell'ottica di un futuro acquisto e al fine di accrescerne la domanda nel mercato.

Occorre sottolineare che la pubblicizzazione del materiale pedopornografico deve essere posta in essere da un soggetto diverso dal produttore del relativo materiale o da colui che lo commercia, così come si evince dalla clausola di riserva di cui al terzo comma dell'art. 600 ter, c. p. [93]. Diversamente, infatti, la condotta di pubblicizzazione risu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., essere assorbita all'interno della stessa attività di produzione o commercializzazione [94].

La pubblicizzazione, infine, integra il reato anche a prescindere dall'effettiva conoscenza del messaggio pubblicitario da parte dei potenziali acquirenti [95]. La finalità che anima tale fattispecie, infatti, è quella di contrastare qualsiasi forma di circolazione del materiale pedopornografico colpendo ad ampio spettro tutte le condotte che si concretizzano in un effettivo e reale pericolo di diffusione. È richiesta, pertanto, la concreta idoneità dello strumento pubblicitario utilizzato allo scopo avuto di mira dal soggetto agente [96].

Come detto in precedenza l'art. 600 ter, terzo comma, c. p., sanziona, nel secondo periodo, le condotte di distribuzione o divulgazione di informazioni o notizie finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto.

Per i concetti di distribuzione e divulgazione possiamo richiamare quanto già esposto in relazione alla fattispecie di cui al primo periodo dello stesso art. 600 ter, c. p [97]. Per quanto riguarda, invece, le notizie o le informazioni in parola la giurisprudenza ha precisato che non devono rivestire, in generale, n&ea... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rattere della verità né quello della novità. È sufficiente, infatti, che le stesse abbiano una concreta potenzialità a consentire il verificarsi di episodi di sfruttamento sessuale o adescamento di minori [98].

L'attività di adescamento consiste nel porre in essere un comportamento diretto ad allettare ed attirare il minore verso il compimento di atti sessuali, attraverso la prospettazione di un facile guadagno anche non economico [99]. Non è necessario, infatti, che la contropartita sia costituita da un ritorno in termini di denaro potendo al contrario essere ben rappresentata da un'offerta di qualsiasi genere o specie [100]. Tale stato di condizionamento, inoltre, deve essere tale da far ingenerare in capo al minore il proposito sessuale.

La fattispecie in questione ha natura di reato a consumazione anticipata laddove incrimina tutta una serie di condotte prodromiche rispetto a quelle sanzionate ai sensi dell'art. 600 ter, terzo comma, prima parte, c. p.

Per scongiurare il pericolo di una interpretazione eccessivamente rigorosa della norma de qua armonizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... principi di materialità ed offensività del reato, dottrina e giurisprudenza richiedono, anche in questa sede, la concreta idoneità delle notizie o informazioni alla realizzazione dello sfruttamento o dell'adescamento minorile [101]. La finalità avuta di mira dal legislatore in sede di incriminazione, infatti, è stata quella di condannare e sanzionare tutti i comportamenti in grado di ampliare ed accrescere la capacità diffusiva della pornografia minorile avendo soprattutto riguardo alla particolare delicatezza e al rango del bene giuridico tutelato.

Conclusivamente, tornando ad analizzare l'art. 600 ter, terzo comma, c. p., nel suo complesso, occorre rilevare come tutte le condotte ivi descritte si perfezionano quando il materiale pedopornografico o le notizie finalizzate allo sfruttamento escono dalla disponibilità dell'agente e sono immesse nella disponibilità di un numero indeterminato di persone [102].

Il reato di pornografia minorile commessa per via telematica, infatti, si consuma nel momento in cui i dati pedopornografici vengono immessi nella rete, atteso che tale immissione, pur collocandosi in un momento antecedente all'effettiva diffusione tra il pubblico del materiale vietato, &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iente ad integrare il reato, con natura di reato di pericolo concreto, stante la possibilità di accesso ai dati ad un numero indeterminato di soggetti [103].

Inoltre, il luogo di consumazione del reato coincide con il luogo nel quale è stato digitato il comando di invio delle foto attraverso internet. Tale momento corrisponde, infatti, al momento di perfezionamento della fattispecie, ossia all'immissione nella rete del materiale fotografico illecito, messo così a disposizione dei potenziali destinatari [104]. Il reato commesso attraverso l'invio di immagini vietate ai sensi dell'art. 600 ter, terzo comma, c. p., tramite la rete internet è, dunque, un reato istantaneo in quanto il legislatore ha inteso anticipare il momento di tutela giuridica accordata al bene protetto. Ciò comporta che il locus commissi delicti deve essere individuato per l'appunto nel luogo in cui si assume che l'indagato abbia digitato il comando di invio del computer [105].

In ultima analisi, occorre sottol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la giurisprudenza ammetta nella specie anche la configurabilità astratta del delitto associativo.

In tema di associazione per delinquere finalizzata allo scambio di materiale pedopornografico, infatti, sussiste l'elemento oggettivo della fattispecie nel caso in cui vi sia una «comunità virtuale in internet», stabile ed organizzata, regolata dalle disposizioni dettate dal promotore e dal gestore, volta allo scambio e alla divulgazione, tra gli attuali membri ed i futuri aderenti, di foto pornografiche di bambini di età minore. Sussiste, inoltre, l'elemento soggettivo quando tutti gli aderenti al consortium sceleris siano stati resi edotti dello scopo e delle finalità del gruppo, consistenti nello scambio virtuale di tali immagini, condizione per l'ammissione alla comunità virtuale, unitamente all'impegno di inviare periodicamente altre foto pedopornografiche [106].

Alla luce di quanto esaminato si può evidenziare come risulti lodevole l'intento del legislatore di predisporre una speciale tutela nei confronti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., spesso vulnerabili e malleabili, sanzionando non solo le condotte «principe» dello sfruttamento minorile, quali la realizzazione o la produzione del materiale pornografico, ma anche e soprattutto le condotte satellite di diffusione dello stesso prodotto che, spesso, ne rappresentano la linfa vitale.

Lo stesso legislatore, inoltre, consapevole delle insidie che si celano dietro la rete internet ha specificato che tutte le condotte di cui al terzo comma dell'art. 600 ter, c. p., possono essere realizzate «con qualsiasi mezzo, anche per via telematica». Detta locuzione, infatti, è idonea a ricomprendere tutte le forme di esibizionismo sessuale minorile, come immagini, fotografie, filmati o quant'altro [107]. L'espresso riferimento allo strumento telematico assume, pertanto, un forte valore simbolico.

Appare chiaro come la fitta rete di internet rappresenti il naturale habitat della pedopornografia minorile che, grazie al celere e immediato scambio di dati attraverso i vari modelli di comunicazione esistenti, consente la distribuzione, divulgazione e pubblicizzazione del materiale pornografico con una velocità ed occultabilità che non ha eguali in nessun altro mezzo di diffusione.

È pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...verso l'utilizzo del meccanismo telematico, infatti, che si sviluppano sempre nuove forme di mercificazione e sfruttamento sessuale minorile. Lo scambio di offerte, le nuove tecniche di adescamento e la creazione continua di siti dedicati consentono il fiorire e il dilagare della criminalità soprattutto in un settore, come quello della pedopornografia, che purtroppo è in continuo e costante divenire.

 
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