Il valore della CEDU nell'ordinamento italiano

uo;immediata applicabilità della Convenzione europea L’aspetto centrale della problematica relativa al valore della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’ordinamento italiano risiede oggi, anche in considerazione delle recenti sentenze della Corte costituzionale del 24 ottobre 2007 n. 348 e n. 349 [1], nel rango della stessa in rapporto, da un lato, alle leggi ordinarie, dall’altro, alla nostra Costituzione. Questo aspetto, peraltro, non esaurisce la tematica concernente il ruolo della Convenzione in Italia; essa presenta anche altri profili, in parte legati al rango della Convenzione di Roma, in parte indipendenti da tale questione.

In primo luogo, infatti, occorre esaminare se le disposizioni della Convenzione siano su... _OMISSIS_ ...icevere immediata applicazione nel nostro ordinamento (con conseguente possibilità di essere invocate in giudizio dagli individui), ovvero se, a questo fine, si renda necessario un intervento legislativo dello Stato [2].

Questa seconda alternativa si collega ad una concezione in base alla quale lo Stato parte, aderendo alla Convenzione europea, assumerebbe un obbligo nei riguardi degli altri Stati parti, non già nei confronti dell’individuo.

Di conseguenza lo Stato sarebbe tenuto ad adempiere tale obbligo, introducendo all’interno del proprio ordinamento le norme necessarie a dare attuazione e riconoscimento ai diritti contenuti nelle Convenzioni; ma, in assenza di tali norme, le disposizioni della Convenzione non potreb­bero ... _OMISSIS_ ...zione, né gli individui potrebbero invocarle a tutela dei propri diritti. Il riconoscimento di una immediata applicazione, al contrario, comporta che le disposizioni della Convenzione, in virtù della sola legge di esecuzione nello Stato parte, siano idonee a produrre tutti i loro effetti giuridici nell’ordinamento interno e, quindi, a conferire agli individui un diritto “giustiziabile”, cioè tutelabile anche in giudizio.

In proposito vari argomenti inducono a ritenere che, di regola, la Convenzione europea sia immediatamente applicabile nel nostro ordinamento, a prescindere da misure statali di attuazione [3]. In questo senso depone, anzitutto, la formulazione dell’art. 1, il quale dichiara che le Parti contraenti “riconosco... _OMISSIS_ ...connaissent”, “shall secure”) i diritti elencati nel testo. Tale formulazione esprime un obbligo immediato e precettivo di rispettare i diritti enunciati nella Convenzione.

Essa risulta ancor più eloquente se raffrontata con la formulazione che, in un primo momento, era stata proposta per tale disposizione, la quale prevedeva che gli Stati parti “undertake to secure” i diritti in questione, così dando la sensazione di una norma “programmatica”, destinata ad essere attuata da misure statali, in adempimento dell’impegno assunto.

La sostituzione di tale formula con quella presente nell’art. 1 è prova della volontà degli Stati parti di assumere, in virtù della stessa partecipazione alla C... _OMISSIS_ ...ella sua esecuzione nel proprio ordinamento), l’obbligo immediato di rispettare i diritti ivi contemplati. Sul punto la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sentenza del 27 marzo 2003, Scordino c. Italia [4], ha osservato che, «en substituant le mot ‘reconnaissent’ au mot ‘s’engagent à reconnaître’ dans le libellé de l’article 1, les rédacteurs de la Convention ont voulu indiquer de surcroît que les droits et les libertés du Titre I seraient directement reconnus à quiconque relèverait de la juridiction des Etats contractants».

Un ulteriore argomento a sostegno della immediata applicabilità delle disposizioni della Convenzione europea può ricavarsi dall’art. 13, il quale... _OMISSIS_ ...stabilisce che ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella stessa Convenzione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo davanti ad una istanza nazionale.

Merita poi di essere sottolineato che la legge italiana che dispone l’autorizzazione alla ratifica della Convenzione europea (legge 4 agosto 1955 n. 848) contiene altresì l’ordine di esecuzione, il quale, nel provvedere all’adattamento del diritto italiano alla Convenzione stessa, comporta il riconoscimento nel nostro ordinamento dei diritti in essa previsti ed esprime la volontà del legislatore di dare “piena ed intera esecuzione” alla stessa, non di … rinviare tale esecuzione all’emanazione di ulteriori, successive misure legis... _OMISSIS_ ...
Né va trascurato, da ultimo, che, tra le diverse interpretazioni possibili delle disposizioni della Convenzione, va preferita quella che tutela nella maniera più efficace i diritti da esse riconosciuti, in conformità del criterio ermeneutico, enunciato dall’art. 31 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 23 maggio 1969 (corrispondente al diritto internazionale consuetudinario), secondo il quale i trattati devono essere interpretati alla luce del loro oggetto e del loro scopo. Tenuto conto che la Convenzione di Roma è evidentemente diretta ad assicurare la protezione dei diritti umani ivi riconosciuti, l’interpretazione qui sostenuta appare infatti informata ad un favor per tali diritti.

Il riconoscimento della immediata app... _OMISSIS_ ...e disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo presuppone, peraltro, che esse siano self-executing, cioè abbiano un contenuto completo, autosufficiente, idoneo a consentire che esse siano effettivamente applicabili pur in assenza di norme statali di integrazione.

Va precisato, inoltre, che l’indicato carattere della Convenzione europea non esclude che possano risultare opportune, o persino necessarie, norme statali dirette ad assicurare un pieno godimento dei diritti contemplati dalle disposizioni della Convenzione e una loro più efficace tutela, per esempio, nei confronti di violazioni provenienti da privati, o predisponendo procedimenti di riparazione in caso di mancato rispetto (come con la c.d. legge Pinto del 24 marzo 2001 n. ... _OMISSIS_ ... elevando certi diritti a rango costituzionale (come con la legge costituzionale del 23 novembre 1999 n. 2 che ha integrato l’art. 111 Cost. con disposizioni sul giusto processo).

Legata all’immediata applicabilità della Convenzione di Roma è l’idoneità delle sue disposizioni, a prescindere da un eventuale rango superiore alle leggi ordinarie, a determinare l’abrogazione (o la modificazione) di tali leggi, se anteriori all’entrata in vigore in Italia della Convenzione stessa, in caso d’incompatibilità tra il loro rispettivo contenuto. Il carattere immediatamente precettivo delle disposizioni della Convenzione si esplica, infatti, anche nell’effetto di un’abrogazione (o modificazione) tacita delle leggi anteriori ... _OMISSIS_ ...alla luce dei consueti principi relativi alla successione delle leggi nel tempo (art. 15 delle preleggi al codice civile).

Tale effetto abrogativo, già riconosciuto dalla Corte costituzionale riguardo a norme internazionali generali sopravvenute, immesse nell’ordinamento italiano in virtù dell’art. 10, 1° comma, Cost. [5], è stato affermato dalla Corte di cassazione, sezioni unite, nella sentenza del 10 luglio 1991 n. 7662. In questa sentenza la Corte ha dichiarato l’avvenuta abrogazione dell’art. 34, 2...


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Autore

Villani, Ugo

Professore di diritto internazionale presso l'Università Luiss Guido Carli