Carrello
Carrello vuoto



L'usucapione del bene da parte della Pubblica Amministrazione

Affinché possa prodursi usucapione del bene da parte della P.A. devono verificarsi i presupposti ex art.1158 Cod. Civ. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio). In altre parole, vi deve essere un uso protratto nel tempo del bene da parte della collettività indifferenziata, di talchè il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2019
pagine: 2455 in formato A4, equivalenti a 4174 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA

Come è noto, con l'espressione "usucapione pubblica" si intende far riferimento non ad un distinto istituto acquisitivo di matrice pubblicistica, che non esiste, ma alla ordinaria usucapione civilistica il cui beneficiario sia un soggetto pubblico, che semmai presenta alcune particolarità derivanti dalla natura pubblica dell'usucapente.

L'adibizione a uso pubblico di un'area può avvenire con l'uso del bene da parte della collettività indifferenziata protratto nel tempo, di talchè il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale. A tal fine rileva essenzialmente il decorso di venti anni per l'acquisto della servitù di uso pubblico o della proprietà per usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> AMMISSIBILITÀ

Si deve escludere la possibilità che la pubblica amministrazione acquisti il bene illegittimamente occupato per usucapione, per contrasto con la previsione di cui all'articolo 42 bis del t.u. espropriazione che descrive le modalit&agra... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...con cui la pubblica amministrazione può acquistare un bene occupato illegittimamente contro la volontà del legittimo proprietario. Ipotizzare che l'amministrazione che occupi illegittimamente un bene immobile privato possa usucapirlo appare del tutto incompatibile con i principi enunciati dalla ben nota giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che esclude qualsiasi forma di espropriazione indiretta derivante da una condotta illecita protrattasi nel tempo.

La prescrizione acquisitiva di terreni abusivamente occupasti dalla p.a. può iniziare a decorrere soltanto dalla data di entrata in vigore del DPR n. 327/2001, cioè dal 30.6.2003, in quanto solo il previgente art. 43 di tale DPR, dichiarato costituzionalmente illegittimo per eccesso di delega dalla Corte Costituzionale con Sentenza n. 293 dell'8.10.2010, aveva sancito il superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva e perciò solo da quel momento poteva ritenersi individuato, ai sensi dell'art. 2935 C.C., il giorno in cui il diritto poteva essere fatto valere.

La condotta illecita dell'Amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ompiuta usucapione può intervenire solo a condizione che sia effettivamente configurabile il carattere non violento della condotta, si possa individuare il momento esatto della interversio possesionis,si faccia decorrere la prescrizione acquisitiva dalla data di entrata in vigore del T.U. espropriazioni (30 giugno 2003) perché solo l'art. 43 del medesimo testo unico ha sancito il superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva e dunque solo da questo momento potrebbe ritenersi individuato, ex art. 2935 c.c., il "giorno in cui il diritto può essere fatto valere".

L'usucapione di un bene illegittimamente occupato è possibile: I) sia effettivamente configurabile il carattere non violento della condotta; II) si possa individuare il momento esatto della interversio possesionis; III) si faccia decorrere la prescrizione acquisitiva dalla data di entrata in vigore del t.u. espr. (30 giugno 2003) perché solo l'art. 43 del medesimo t.u. aveva sancito il superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva e dunque solo da questo momento potrebbe ritenersi individuato, ex art. 2935 c.c., il «….giorno in cui il diritto può essere fatto valere».

Deve al riguardo rigettarsi l'eccezion... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ione proposta dagli Enti occupanti, posto che difetta con tutta evidenza una situazione di possesso utile ad usucapionem e che quando anche esso, in ipotesi esistesse, non risulterebbe comunque trascorso il termine di legge, posto che il decorso non potrebbe che principiare dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 327/2001 (cfr. CdS Ad. Plen. 2/2016) e che non possono ravvisarsi gli estremi per individuare termini acquisitivi abbreviati.

In ipotesi di area da lustri dedicata all'uso pubblico (nel caso di specie verde pubblico), la P.A. può instaurare un giudizio per fare valere comunque l'usucapione a seguito del possesso ultraventennale dell'area.

L'occupazione usurpativa di un fondo da parte della P.A. è comunque compatibile con l'usucapione del fondo medesimo da parte dell'ente occupante, in quanto la totale assenza dei presupposti di esercizio del potere ablativo, che connota detta occupazione, lascia intatta la facoltà del proprietario di rivendicare il bene, col limite di diritto comune dell'intervenuta usucapione.

E' assai dubbia l'applicabilità dell'istituto della usucapione alla procedura espropriativa nata o divenuta illegittima.

Il barrage "possibile" per ravvisare l'usucapion... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...quello dell'entrata in vigore del DPR n. 327/2001 (sempre a volere muovere dal presupposto che la usucapione "pubblica" abbia diritto di cittadinanza nel sistema e non sia invece impedita da superiori principii di coerenza ordinamentale).

L'acquisto del diritto di proprietà della P.A. per usucapione avviene, ai sensi dell'art. 1158 del Codice Civile (in forza di un tradizionale istituto di diritto privato), in conseguenza del mero possesso ultraventennale del bene immobile occupato, senza che abbia alcun rilievo in proposito la potestà autoritativa ablatoria spettante alla P.A., sicché non sussiste affatto il paventato "rischio di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata" o di violazione dell'art. 1 del Protocollo Addizionale della C.E.D.U.

L'usucapione è istituto costituisce una modalità di acquisizione del diritto di proprietà che la giurisprudenza, pur con opinioni dissenzienti, in maggioranza ritiene operante anche nell'ambito dei rapporti tra pubblica amministrazione e privati.

La modalità di acquisto per usucapione è prevista dal codice civile che costituisce diritto comune, e non vi è quindi ragione di escluderne l'applicabil... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...all'ipotesi in cui, a seguito della scadenza dei termini di validità della dichiarazione di pubblica utilità e del provvedimento autorizzativo dell'occupazione d'urgenza, venga meno il potere ablatorio dell'amministrazione e la vicenda acquisisca il carattere della fattualità. In tale ipotesi i rapporti tra autorità espropriante e privato escono dall'ambito pubblicistico per rientrare in quello del diritto comune.

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illecitamente occupato, anche se non è un titolo idoneo per il trasferimento della proprietà del terreno dal soggetto all'Amministrazione espropriante, fa sempre salvi gli effetti dell'usucapione. Le pronunce giurisdizionali amministrative più recenti, al di là dell'esito dei singoli casi concreti in cui è stata sollevata eccezione di usucapione, riconoscono l'operatività di questo istituto e le conseguenze sulla domanda dei proprietari volta a costringere l'amministrazione -rimasta inerte sulla diffida presentata- a pronunciarsi sulla richiesta di restituzione dei terreni trasformati ovvero di adozione d'un provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis DPR 327/2001.

In caso di occupazione illegittima deve ritenersi possibile ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e da parte della Pubblica Amministrazione in presenza dei presupposti di cui all'art. 1158 c.c. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio) ed alle condizioni di cui al D.Lgs 28 del 2010, con possibilità di un risparmio di spesa dovendosi corrispondere solo danno non patrimoniale e da mancato utilizzo.

Deve ammettersi l'istituto dell'usucapione anche in ipotesi di acquisto del possesso sine titulo (e per ciò idoneo ad usucapire un bene immobile nel termine ventennale) a far data dalla scadenza dell'occupazione legittima, determinata (nel caso di specie), dalla scadenza del decreto di occupazione di urgenza. Ciò per la fondamentale -quanto dirimente- ragione per cui non sono rinvenibili, nell'ordinamento, ragioni di deroga all'istituto dell'usucapione, laddove questa avvenga a favore della mano pubblica ed in presenza di tutti i requisiti di legge.

Secondo precedenti giurisprudenziali l'usucapione, anche se derivante da occupazione illecita, impedisce sia la restituzione dell'immobile sia il risarcimento per occupazione acquisitiva o usurpativa.

Secondo la prevalente tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa che ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applica... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche laddove vi sia possesso protrattosi ininterrottamente per venti anni, quale "valvola di chiusura del sistema", dovendosi altrimenti riconoscere la perpetuità di azione di restitutio in integrum o risarcitoria da parte del soggetto privato vittima dell'occupazione. Così opinando, il possesso da parte dell'Amministrazione non sarebbe né violento né clandestino (1163 c.c.) e sarebbe pertanto utile ai fini del perfezionamento dell'usucapione.

Secondo una tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa sia ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche, fermo restando la problematica della corretta individuazione del momento della "interversio possessionis", che la giurisprudenza identifica, non senza incertezze, nell'immissione in possesso oppure ancora alla data di entrata in vigore del D.p.r. 8 giugno 2001 n. 327.

Poichè la distinzione tra i beni pubblici ed i beni privati non discrimina due categorie concettuali di proprietà, ma soltanto due categorie giuridiche di beni, la prima delle quali presenta un... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...regime giuridico, la Pubblica Amministrazione può usucapire il bene privato del quale per oltre un ventennio, nella erronea convinzione che fosse demaniale, abbia disposto la concessione in uso a terzi, atteso che, mentre l'errata supposizione di demanialità del bene non incide sulla volontà della P.A. di gestirlo "uti dominus", risolvendosi in un errore sul regime giuridico del bene irrilevante ai fini dell'usucapione, la concessione in uso a terzi costituisce uno dei modi di disposizione del bene e quindi di possesso dello stesso da parte dell'ente pubblico.

Deve ritenersi possibile l'usucapione da parte della pubblica amministrazione in presenza dei presupposti di cui all'art. 1158 c.c. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio) ed alle condizioni di cui al d.lgs n. 28 del 2010, con possibilità di un risparmio di spesa dovendosi corrispondere solo danno non patrimoniale e da mancato utilizzo.

Deve ammettersi l'istituto dell'usucapione anche in ipotesi di acquisto del possesso sine titulo (e per ciò idoneo ad usucapire un bene immobile nel termine ventennale) a far data dalla scadenza dell'occupazione legittima (determinata dalla scadenza del decreto di occupazione di ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...elle relative proroghe). Ciò per la fondamentale -quanto dirimente- ragione per cui non sono rinvenibili, nell'ordinamento, ragioni di deroga all'istituto dell'usucapione, laddove questa avvenga a favore della mano pubblica ed in presenza di tutti i requisiti di legge.

Deve ritenersi possibile l'usucapione da parte della Pubblica Amministrazione in presenza dei presupposti di cui all'art.1158 c.c. (possesso ininterrotto, non violento, non clandestino, da oltre un ventennio) ed alle condizioni di cui al D. Lgs. n.28/2010, con possibilità di un risparmio di spesa dovendosi corrispondere solo danno non patrimoniale e da mancato utilizzo.

Secondo la prevalente tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa che ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche laddove vi sia possesso protrattosi ininterrottamente per venti anni, quale "valvola di chiusura del sistema", dovendosi altrimenti riconoscere la perpetuità di azione di restitutio in integrum o risarcitoria da parte del soggetto privato vittima dell'occupazione. Così opinando, il possesso da parte dell'Amministrazione non sarebbe né violento né ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... (1163 c.c.) e sarebbe pertanto utile ai fini del perfezionamento dell'usucapione.

Secondo la prevalente tesi oggi invalsa sia presso la giurisprudenza amministrativa sia ordinaria, l'usucapione sarebbe pienamente applicabile in favore della PA anche alle occupazioni preordinate alla realizzazione di opere pubbliche, fermo restando la problematica della corretta individuazione del momento della "interversio possessionis", che la giurisprudenza identifica, non senza incertezze, nell'immissione in possesso oppure ancora alla data di entrata in vigore del D.p.r. 8 giugno 2001 n. 327.

L'illecita occupazione permane fino al momento della realizzazione di una delle due fattispecie legalmente idonee all'acquisto della proprietà individuabili nel contratto – tramite l'acquisizione del consenso della controparte– o nell'adozione di un provvedimento ex articolo 42 bis D.P.R. 327/2001. In questo contesto sia in ragione della natura permanente dell'illecito sia in considerazione della possibilità riconosciuta al privato di richiedere la restituzione del bene anche a distanza di anni, gioca un ruolo importante l'istituto dell'usucapione definito dalla dottrina come "il mezzo in virtù del quale, per effetto del possesso ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...er un certo tempo e, talora, di altri requisiti, si produce l'acquisto della proprietà e dei diritti reali di godimento".

Sia in ragione del chiaro disposto dell'articolo 948, comma 3, c.c. – ove espressamente si stabilisce che l'azione di rivendicazione non si prescrive ma si fanno salvi gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione – sia per l'esigenza di 'disciplinare' l'uso del bene privato compiuto dall'amministrazione per lunghi periodi di tempo, si è posta la necessità di comprendere in che termini possa operare l'usucapione acquisitiva in favore dell'amministrazione considerata dalla giurisprudenza di primo grado quale "valvola di sicurezza" del sistema.

E' del tutto escluso, ormai, che la proprietà di un bene privato possa transitare in capo alla p.a. in difetto di un provvedimento acquisitivo emanato nelle forme di legge, salvo, ovviamente, l'acquisto della proprietà per usucapione

Quanto all'acquisto della proprietà o di una servitù di uso pubblico, rilevano il decorso di venti anni per l'acquisto della servitù di uso pubblico o della proprietà per usucapione.

L'operatività dell'usucapione di ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...cupato illegittimamente dalla p.a. (per scadenza dei termini fissati negli atti finalizzati all'espropriazione), ma senza violenza o clandestinità (cfr. art. 1163 cod. civ.), consente di ricondurre al sistema degli artt. 922 ss. cod. civ. una vicenda connotata diversamente da permanente illiceità ed incertezza.

Deve ammettersi, con riguardo all'apprensione "sine titulo", da parte della pubblica amministrazione o di concessionario di essa, del fondo del privato per la realizzazione di un'opera di pubblica utilità, la possibilità di invocare l'acquisto del diritto di servitù per usucapione ventennale, ove - s'intenda - ricorrano i requisiti costituiti dall'esercizio con animus possidendi, del potere di fatto non clandestino, ininterrotto e continuo, sulla cosa.

La condotta dell'ente pubblico che occupa sine titulo il suolo privato, è qualificabile come illecito permanente che non produce effetto acquisitivo della proprietà del bene a proprio favore ma, soltanto, quello di sottrarre illegittimamente il possesso del bene al proprietario; l'unico limite temporale che in tale fattispecie può essere individuato è quello derivante dall'acquisto per usucapione ventennale del bene, event... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...turato dall'ente pubblico.

Secondo precedenti giurisprudenziali l'usucapione, anche se derivante da occupazione illecita, impedisce sia la restituzione dell'immobile sia il risarcimento per occupazione acquisitiva o usurpativa.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> ASSERVIMENTI

L'occupazione sine titulo di un fondo e l'installazione su di esso di un elettrodotto, da parte della p.a., comporta l'acquisizione in favore di questa di una servitù a titolo originario, per effetto della permanenza dell'opera pubblica e dell'inerzia del proprietario del fondo fino alla scadenza del termine ventennale per l'usucapione. Pertanto, al proprietario di detto fondo non spetta l'indennità di cui al comma 1 dell'art. 123 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, da corrispondere "prima che siano intrapresi i lavori di imposizione della servitù" e perciò prevista per la costituzione coattiva o convenzionale di essa.

Anche i diritti demaniali in re aliena (nella specie, diritti di transito su strade non pubbliche), possono esser acquisiti dall'ente locale attraverso l'usucapione.

Per l'usucapione della servitù di uso pubb... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ferenza dell'usucapione della proprietà del bene, sono sufficienti i cosiddetti uso ab immemorabili (uso pubblico risalente nel tempo) e dicatio ad patriam (tolleranza o espliciti atti di assegnazione del bene).

Le procedure pur previste dalle leggi speciali per la costituzione del diritto di servitù (art. 119 e seguenti del r.d. n. 1775 del 1933 per quella di elettrodotto e art. 233 D.P.R. 156/1973 per quella relativa ad impianti di telecomunicazione), non sono esclusive né inderogabili in tema di servitù, ma rappresentano solo il paradigma normale sul quale si modella detta servitù e non esclud(ono) pertanto che questa possa essere costituita anche per libera convenzione o negli altri modi previsti dall'ordinamento giuridico in questi compresa l'usucapione.

Resta salva la facoltà per l'amministrazione convenuta dal proprietario del fondo sul quale insistono le opere installate sine titulo con azione reale e di risarcimento dei danni, di invocare - in via di domanda o eccezione riconvenzionale - l'acquisto per usucapione ventennale del diritto di servitù (nella specie servitù disciplinata dall'art. 233 D.P.R. 156/1973, applicabile ratione temporis, in materia di impianti di reti di comunicazio... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ativa servitù di passaggio con appoggio dei fili, cavi e impianti), il quale impedisce la restituzione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> CONDIZIONI

Le (sole) condizioni per potere procedere all'usucapione di beni privati per ragioni di pubblica utilità sono: la condotta non violenta; l'esatta individuazione del momento della interversio possessionis; la decorrenza della prescrizione acquisitiva dalla data di entrata in vigore del testo unico dell'espropriazione (30 giugno 2003).

Le persone giuridiche pubbliche, titolari di tutti i poteri privatistici propri delle persone giuridiche ad eccezione di quelli esclusi dalla legge, possono usucapire mediante gli organi del loro apparato amministrativo, oppure, il possesso ad usucapionem sia esercitato da una indifferenziata comunità di persone alla quale sia riconducibile tanto il corpus (la signoria di fatto sul bene), quanto l'animus possidendi (l'intenzione di esercitare uti cives sul bene l'attività corrispondente a quello di proprietario o di titolare di un ius in re aliena.

Aspetti peculiari dell'usucapione pubblica sono: a) l'idoneità del bene all'uso pubblico; l... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...za dell'uso a una utilità pubblica e non al soddisfacimento dell'interesse privato di alcuni singoli; b) l'esercizio della signoria sul bene, corrispondente ad un diritto di proprietà o ad un diritto reale di godimento, da parte dell'ente o di una collettività di persone agenti uti cives e non uti singuli c) il disconoscimento, anche implicito, di ogni contrario diritto del proprietario; d) la continuità nell'esercizio dell'uso per la durata stabilita dal codice civile ai fini dell'usucapione.

L'acquisto per usucapione da parte di un soggetto occupante è inibito da una transazione, la quale esclude di per sé e in radice, per incompatibilità logica (sempre che sia mai esistito) un "animus" in capo all'occupante.

Quale che sia la sua forma di manifestazione (vie di fatto, occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva), la condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà può venire a cessare in conseguenza di una compiuta usucapione, ma solo nei ristretti limiti perspicuamente individuati dal Consiglio di Stato (cfr. Cons. Stato, sez. IV n. 3988 del 2015 e n. 3346 del 2014, che all'uopo richiede che sia effettivamente configurabile il carattere non viole... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ondotta; che si possa individuare il momento esatto della interversio possessionis; che si faccia decorrere la prescrizione acquisitiva dalla data di entrata in vigore del t.u. espropriazione, avvenuta il 30 giugno 2003).

Non è invocabile l'usucapione da parte della P.A. qualora il ventennio utile non si sia ancora compiuto e il periodo di possesso continuato sia stato comunque interrotto ex art. 1167 c.c. con la domanda avente ad oggetto la restituzione del suolo in alternativa al risarcimento del danno.

L'usucapione del bene occupato illegittimamente da parte dell'Amministrazione può operare solo nei ristretti limiti perspicuamente individuati dal Consiglio di Stato allo scopo di evitare che sotto mentite spoglie (i.e. alleviare gli oneri finanziari altrimenti gravanti sull'Amministrazione responsabile), si reintroduca una forma surrettizia di espropriazione indiretta in violazione dell'art. 1 del Protocollo addizionale della Cedu (Sez. IV, n. 3988 del 2015 e n. 3346 del 2014); dunque a condizione che: I) sia effettivamente configurabile il carattere non violento della condotta; II) si possa individuare il momento esatto della interversio possesionis; III) si faccia decorrere la prescrizione acquisitiva dalla data di entrata in vigor... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...espr. (30 giugno 2003).

L'usucapione pubblica presuppone: l'idoneità del bene all'uso pubblico; la rispondenza dell'uso a una utilità pubblica e non al soddisfacimento dell'interesse privato di alcuni singoli; l'esercizio della signoria sul bene, corrispondente ad un diritto reale di godimento, da parte dell'ente o di una collettività di persone agenti uti cives e non uti singuli, il disconoscimento anche implicito di ogni contrario diritto del proprietario, la non riscontrabilità nel proprietario di un atteggiamento di mera tolleranza; la continuità nell'esercizio dell'uso per la durata stabilita dal codice civile ai fini dell'usucapione. Si tratta di requisiti piuttosto severi, tanto che gli stessi spesso vengono opposti dall'ente che ha avviato una procedura espropriativa non portata a conclusione alla richiesta di restituzione del bene, mentre sono piuttosto rari, in giurisprudenza, i casi in cui l'usucapione viene dichiarata in via principale.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO

Ai fini della valutazione della compatibilità dell'art. 1158 c.c. a favore della P.A. in ipotesi di ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... illegittima con l'art. 1 del Protocollo Addizionale della C.E.D.U.,sarebbe rilevante e opportuno ai fini della decisione, il "rinvio pregiudiziale" alla Corte EDU, recentemente introdotto dall'art. 1 del Protocollo n. 16 alla Convenzione E.D.U., approvato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 10 luglio 2013 ma non ancora entrato in vigore, pur trattandosi - a differenza del rinvio alla Corte di Giustizia di cui all'art. 267 Trattato UE - di parere consultivo non vincolante (art. 5 Protocollo n. 16 alla Convenzione E.D.U.).

Le censure e i principi desumibili dalle sentenze della Corte di Strasburgo attengono all'incompatibilità tra occupazione acquisitiva ed usurpativa da un lato e tutela, garantita dall'art. 1 prot. 1 Cedu, del diritto di proprietà dall'altro, che può essere sacrificato solo "alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale"; esse non possono quindi estendersi a un istituto, del tutto diverso, quale l'usucapione, compiutamente disciplinata - nei suoi presupposti - dalla legge, costituente un modo di acquisto a titolo originario dei diritti reali avente portata generale, il quale, con la funzione di rendere certa e stabile la proprietà, favorisce sul piano g... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...i occupa un bene e lo rende socialmente utile.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> DETENZIONE

La mera detenzione, conferita dal proprietario alla P.a. per effetto di accordo bonario con cui è stata autorizzata l'occupazione dei terreni, pur tuttavia senza conferimento del possesso del bene, trasferito solo con la successiva cessione volontaria, non rileva ai fini dell'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> EFFETTI

L'acquisizione, a titolo di usucapione, dei terreni occupati illegittimamente da parte dell'Amministrazione, paralizza la domanda dei proprietari volta a costringere l'amministrazione -rimasta inerte sulla diffida presentata- a pronunciarsi sulla richiesta di restituzione dei terreni trasformati ovvero di adozione d'un provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis DPR 327/2001.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> FORMALITÀ

Non può essere messo in dubbio che un ente pubblico possa dichiarare l'usucapione di un'area di sedime, relativa a una strada,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...te a privati, qualora si siano verificati i presupposti di legge.

L'ottemperanza alla sentenza con cui è stata riconosciuta all'Amministrazione la facoltà di procedere, in alternativa alla restituzione e all'acquisto ex art. 42 bis DPR 327/2001, all'acquisto mediante usucapione, non legittima la P.A. ad adottare un provvedimento traslativo della proprietà, atipico e privo del necessario presupposto normativo legittimante, ma a verificare la sussistenza di una alternativa all'acquisto sulla scorta dell'art. 42 bis e fondato sull'art. 1158 cod.civ, facendo ricorso al procedimento giudiziario espressamente a tal fine disciplinato dal codice civile, mediante azione avanti il giudice ordinario.

Qualora l'Amministrazione abbia già manifestato la volontà di acquisire i beni occupati mediante il riconoscimento dell'usucapione, la stessa deve tempestivamente provvedere a proporre l'azione di usucapione avanti al giudice ordinario.

L'usucapione ha bisogno delle garanzie processuali di un accertamento giudiziale e non può essere accertata dall'autorità amministrativa, peraltro senza alcuna forma di garanzia per l'espropriando sotto il profilo del contraddittorio, espressione del diritto alla difes... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o di comunicare l'avvio della procedura ablativa è funzionale a tale diritto).

L'avvenuto acquisto della proprietà di beni immobili per intervenuta usucapione, non può che essere stabilito, dichiarato ed accertato da una pronuncia giudiziale. Allo stesso modo deve essere accertata, dichiarata la sussistenza delle condizioni per avvenuto acquisto della proprietà; il provvedimento dell'Amministrazione che dà atto dell'avvenuta acquisizione del bene privato per effetto dell'intervenuta usucapione è pertanto del tutto inidoneo a trasferire la proprietà.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> INCLUSIONE IN PIANO PARTICELLARE DI ESPROPRIO, COMPATIBILITÀ

L'esplicito riconoscimento del diritto dominicale altrui, per essere i terreni inclusi in piano particellare di esproprio, è chiaramente incompatibile con l'eccepito perfezionamento dell'acquisto del diritto di proprietà per usucapione da parte della P.A.

L'esplicito riconoscimento del diritto dominicale altrui, per essere i terreni inclusi in piano particellare di esproprio è chiaramente incompatibile con l'eccepito perfezionamento d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o del diritto di proprietà per usucapione da parte della P.A.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> LIMITI --> ACQUISIZIONE GIÀ INTERVENUTA

Qualora il trasferimento del bene sia già intervenuto in forza di decreto di esproprio legittimamente ed efficacemente emesso, non v'è alcun motivo per ritenere che la proprietà possa essere in ogni caso passata alla mano pubblica con il decorso del termine per l'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> NON AMMISSIBILITÀ

Se la disponibilità del bene in mano pubblica ha avuto inizio secundum legem, l'eventuale suo protrarsi oltre i termini consentiti consegue, non già ad un'azione usurpativa, ma alla mera inerzia nel dare seguito alla sequenza procedimentale da parte dell'ente pubblico, che continuerà pertanto a detenere alle condizioni originarie seppur in carenza di potere in concreto. Conseguentemente, ai fini del riparto della giurisdizione, la controversia resta attratta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 117 del codice del proces... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rativo.

Si deve escludere che i beni illecitamente occupati dall'amministrazione siano dalla stessa usucapibili, rischiando altrimenti di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvate, peraltro non onerose per l'amministrazione dal momento che la retroattività dell'usucapione estinguerebbe anche ogni pretesa risarcitoria.

Se il bene è occupato illegittimamente, l'usucapione da parte della P.A. non avviene. Infatti: - con l'occupazione illegittima si perfeziona un "illecito permanente", assimilabile ad uno spoglio violento, e fino a quando esso perdura, il termine per l'usucapione (a favore dell'occupante) non inizia a decorrere; - l'usucapione di aree irreversibilmente trasformate, finisce per risolversi in una ingiusta neutralizzazione dell'azione restitutoria e/o risarcitoria del proprietario, e in un'espropriazione larvata contraria alla CEDU; - il possesso finalizzato all'esproprio non è idoneo ad usucapire; - finché trovava applicazione l'istituto pretorio dell'occupazione acquisitiva non era configurabile il decorso del tempo utile ad usucapire, non potendo il proprietario far valere il suo diritto.

La doverosa esegesi secundum constitutionem delle norme dettate in ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ba armonizzarsi con la C.E.D.U, parametro interposto di costituzionalità ai sensi dell'art. 117 Cost., impone di riconoscere che l'ablazione autoritativa del diritto di proprietà non può predicarsi al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante.

L'inserimento di un'area all'interno d'un piano particolareggiato di recupero, che ai sensi dell'art. 12 del D.P.R. 327/2001 equivale a dichiarazione di Pubblica utilità, è incompatibile con il possesso utile ad usucapire.

L'avviso ai sensi dell'art. 15 del DPR 327/2001 cit., per l'acceso ai terreni al fine della redazione degli elaborati espropriativi inerenti il progetto dell'opera, comporta riconoscimento della proprietà privata ed è incompatibile con il possesso ad usucapionem.

Secondo la giurisprudenza amministrativa prevalente non ricorrono, nelle ipotesi in cui il procedimento espropriativo non si sia concluso con la tempestiva emanazione né dell'atto di cessione, né decreto di esproprio, i requisiti per l'usucapione.

A sostegno della tesi della non usucapibilità in favore dell'amministrazione delle aree da essa abusivamente occupate e irreversibilmente trasformate con... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...azione di opere pubbliche, sono addotte plurime ragioni, la principale delle quali è rappresentata dall'incompatibilità dell'usucapione al cospetto dell'art. 1 del protocollo addizionale alla CEDU, che non tollera alternative all'acquisizione in proprietà che non siano rappresentate dal perfezionamento di una legittima procedura espropriativa, di un procedimento "sanante" ai sensi dell'art. 42-bis D.P.R. n. 327/2001, ovvero dal contratto tra le parti.

I beni occupati dalla P.A. non sono dalla stessa usucapibili, poiché l'apprensione materiale di beni altrui, al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (ex art. 42-bis del DPR 327/2001) ed al fine d'integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, peraltro non onerose per la P.A. stessa, visto che la cd. "retroattività reale" dell'usucapione estinguerebbe in pratica anche ogni pretesa risarcitoria.

L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della Pubblica Amministrazione (e conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato), integrando un illecito permanente, non è utile ai fini dell'us... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...el diritto di proprietà e/o del diritto di servitù), atteso che diversamente si rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata. Occorre infatti tenere presente che l'apprensione materiale del bene da parte della Pubblica Amministrazione, al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante, non può essere qualificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini de quibus.

L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della p.a. (con conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato), integrando un illecito permanente, non è utile ai fini dell'usucapione e conseguente prescrizione del diritto. La giurisprudenza ha avuto più volte modo di chiarire, infatti, che diversamente opinando si rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata e che l'apprensione materiale del bene da parte della p.a. al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento di acquisizione sanante non è idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'usucapione.

La matrice civilistica dell'usucapione, comporta in primo luogo che di essa possa ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...cazione solo in presenza di tutti gli elementi, indicati dal codice civile. In ipotesi di occupazione non seguita dalla conclusione del procedimento, è oggettivamente fuor di dubbio che manchi il titolo, vale a dire l'esistenza di una legittima causa giuridica che ha determinato l'occupazione del bene privato, integrante il possesso del bene; tale non è e non può essere infatti nessun decreto di occupazione che, come tutti gli atti del procedimento, risulti scaduto per mancata emissione del decreto di esproprio nel quinquennio previsto dalla legge, in quel momento determinandosi a carico dell'Amministrazione il passaggio da una situazione di occupazione legittima ad una occupazione illecita e quindi suscettibile di conseguenze risarcitorie.

L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della p.a. (e conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato), integrando un illecito permanente, non è utile ai fini dell'usucapione, atteso che diversamente si rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, tenendo anche presente che l'apprensione materiale del bene da parte della p.a. al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante non può... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...lificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini de quibus.

Non risulta essere supportata da sufficienti elementi di prova l'asserita natura pacifica del possesso utile ai fini dell'usucapione, qualora, al contrario, risulti che l'acquisto e il mantenimento del possesso da parte dell'Amministrazione, sia avvenuto in modo violento per atto autoritativo dell'amministrazione e contro l'espressa volontà dei proprietari (che hanno agito in giudizio proprio per contrastare l'azione unilaterale di acquisizione coatta del bene).

Non si può negare che l'Amministrazione (art. 42 della Costituzione), può validamente usufruire di tutti i modi di acquisto della proprietà, e può divenire proprietaria di un bene al pari del privato; tuttavia l'Amministrazione, per espropriare un bene in mano a privati, esercita una potestà di imperio pubblicistica, "affievolisce" (per usare un termine ormai quasi desueto), la posizione soggettiva attiva del privato; si giova di poteri –che devono essere esercitati legittimamente- ad essa sola consentiti. Opera iure imperii, quindi, e non iure privatorum. Sarebbe incongruo, in carenza di alcun espresso referente normativo, che dall'esercizio illegittimo di poteri d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ssa possa ricavare un utile riposante nel divenire proprietaria del bene (per intervenuta usucapione), senza erogare al privato spogliato alcunché.

Negare la facoltà in capo alla P.A. di usucapire un bene occupato illegittimamente, non comporta che la stessa riceva un trattamento "discriminatorio" rispetto al privato (che può invece giovarsi dell'istituto dell'usucapione per divenire proprietario di beni). Non v'è alcuna "par condicio" da garantire, perché la posizione della P.A. (che si avvale di poteri di imperio) e quella del privato proprietario sono quanto di più disomogeneo si possa immaginare, giovandosi la p.a. di prerogative di cui certamente non può giovarsi il privato. Semmai non si vede come ritenere compatibile con l'art. 97 della Costituzione la fattispecie in cui un soggetto pubblico "iure imperii" sottragga il bene ad un privato e ciò faccia in forza di atti illegittimi; e per giunta divenga poi proprietaria iure privatorum e non indennizzi il privato del pregiudizio subito.

Il riconoscimento dell'usucapione per effetto dell'occupazione illegittima scaturita da una procedura espropriativa non conclusasi ritualmente (con la cessione bonaria ovvero con il decreto di esproprio), ra... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iò che è stato definito un esercizio di "equilibrismo interpretativo" dal quale debbono essere prese le distanze.

E' assai discutibile la usucapibilità di beni illecitamente occupati dall'Amministrazione. Lo impediscono invero plurime ragioni. La prima delle quali fa capo all'orientamento secondo il quale "In tema di tutela possessoria, ricorre spoglio violento anche in ipotesi di privazione dell'altrui possesso mediante alterazione dello stato di fatto in cui si trovi il possessore, eseguita contro la volontà, sia pure soltanto presunta, di quest'ultimo, sussistendo la presunzione di volontà contraria del possessore ove manchi la prova di una manifestazione univoca di consenso, e senza che rilevi in senso contrario il semplice silenzio, in quanto circostanza di per sé equivoca, e non interpretabile come espressione di acquiescenza, alla luce dell'ampia nozione di violenza del possesso elaborata dalla giurisprudenza (ex multis Cass. civ., Sez. II, 7 dicembre 2012 n. 22174). Cosi escludendosi che la detenzione possa essere mutata in possesso.

E' assai discutibile la usucapibilità di beni illecitamente occupati dall'Amministrazione in ragione della sua incompatibilità con l'art. 1 del Protocollo ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... della CEDU e della Corte EDU, la cui costante giurisprudenza ha più volte affermato la non conformità alla Convenzione (in particolare, al citato Protocollo addizionale n. 1), che ha valore di "norma costituzionale interposta", dell'istituto della cosiddetta "espropriazione indiretta o larvata" e quindi di alternative all'acquisizione in proprietà che non siano rappresentate dal decreto di espropriazione, ovvero dal contratto tra le parti. Non consente quindi la C.E.D.U. che l'apprensione materiale del bene da parte dell'Amministrazione possa considerarsi legittima al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (art. 42 bis D.P.R. n. 327 del 2001).

Predicare che l'apprensione materiale del bene da parte della P.A. al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante ex art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001, possa essere qualificata idonea a integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'acquisto per usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, nonché non onerose per l'amministrazione dal momento che la c.d. retroattività reale dell'usucapione estinguerebbe anche ogni pretesa risarcitori... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Deve escludersi l'applicazione dell'istituto dell'usucapione nelle fattispecie di espropriazione illegittima.

Secondo il Consiglio di Stato (sent. IV Sezione, n. 3346/2014), appare assai discutibile la teorizzata usucapibilità di beni illecitamente occupati dall'Amministrazione: ciò sia alla luce dell'ampia nozione di violenza del possesso elaborata dalla giurisprudenza, laddove si è sostenuta la presunzione di volontà contraria del possessore ove manchi la prova di una manifestazione univoca di consenso, quanto soprattutto in relazione alla assai dubbia compatibilità con l'art. 1 del Protocollo Addizionale della CEDU.

Secondo il Consiglio di Stato (sent. IV Sezione, n. 3346/2014), predicare che l'apprensione materiale del bene da parte dell'Amministrazione al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (art. 42 bis D.P.R. n. 327 del 2001), possa essere qualificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'acquisto per usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento interno forme di espropriazione indiretta o larvata, per di più non onerose per l'Amministrazione, dal momento che la c.d. retroattività reale dell'usucapione estin... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...che ogni pretesa risarcitoria.

A sostegno dell'opinabilità dell'operatività dell'istituto dell'usucapione in ipotesi di occupazione illegittima del fondo privato da parte della P.A. può essere invocata anche la specialità della disciplina pubblicistica in materia di espropriazione per pubblica utilità e di incisione da parte del potere autoritativo sul diritto di proprietà, con il correlato specifico apparato strumentale di tutela, che mal si concilia rispetto ad un approccio puramente privatistico, presupponente l'intervento dell'Amministrazione sul fondo iure privatorum ovvero come semplice soggetto privato. Emblematico è il decisivo superamento dei numerosi tentativi volti a negare o a limitare fortemente la tutela restitutoria di trasposizione degli istituti civilistici di cui agli artt. 940 c.c.

In base ad una doverosa interpretazione costituzionalmente orientata (art. 117 c. 1 Cost. e art. 1 Prot. Add. C.E.D.U.), è assai opinabile l'operatività dell'istituto dell'usucapione a favore della P.A. in ipotesi di occupazione illegittima del fondo privato, introducendo la stessa, seppur normativamente prevista, una forma di acquisto a titolo originario da parte dell'Amministrazione respon... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...'illecito.

Acclarata l'illegittimità dell'istituto della occupazione acquisitiva e in difetto di utilizzo di strumenti legittimi di acquisizione della proprietà alla mano pubblica (negozi giuridici, procedure espropriative ed oggi art. 42-bis DPR 327 del 2001), la proprietà di un'area ancorché occupata dall'Amministrazione e dalla stessa irreversibilmente trasformata attraverso la realizzazione di un'opera pubblica rimane in capo al privato titolare ab initio del titolo dominicale, configurandosi tuttavia, contemporaneamente, un illecito permanente della p.a. che continua ad occupare illegittimamente l'area. Essendo in presenza di un illecito permanente, non è neppure ipotizzabile che il possesso dell'area da parte dell'Amministrazione sia valutabile come presupposto per usucapire l'area stessa, con conseguente infondatezza della avanzata eccezione.

In ipotesi di occupazione illegittima di area di proprietà privata, protratta oltre i termini previsti dalla legge e con conseguente realizzazione sulla stessa di un'opera pubblica al di fuori degli schemi di legittimo esercizio del potere pubblico, si è in presenza di un illecito permanente; non è pertanto ipotizzabile che il possesso dell'area da ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...Amministrazione sia valutabile come presupposto per usucapire l'area stessa.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> PROVA
Ai fini della dichiarazione dell'usucapione pubblica, riguardo alla prova dell'effettivo esercizio del potere del proprietario da parte della P.A. per vent'anni, privo di interruzioni, la scansione temporale del possesso deve essere precisa, dovendosi esplicitare quando è iniziato e quando è maturato il termine ventennale.
Qualora, pur a fronte dell'eccezione di usucapione sollevata dall'amministrazione resistente, il proprietario del bene illegittimamente occupato che abbia agito per la tutela risarcitoria, non abbia fornito la prova dell'interruzione del rapporto possessorio intrapreso da parte della p.a. a seguito dell'immissione in possesso risultante da relativo verbale e risulti che la stessa p.a. continui ad avere il possesso dell'immobile sul quale ha realizzato l'opera pubblica, trova applicazione l'art. 1142 c.c., a norma del quale "Il possessore attuale che ha posseduto in tempo più remoto si presume che abbia posseduto anche nel tempo intermedio".
L'usucapio... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... richiede una prova rigorosa dell'interversione del possesso e del costante utilizzo pubblicistico.
La mera dichiarazione circa il possesso ultraventennale del suolo occupato non è sufficiente se non è sorretta dalla necessaria dimostrazione di tutti i presupposti richiesti dalla disciplina civilistica in tema di usucapione.
Il possesso ventennale dell'immobile da parte dell'Amministrazione deve avere riscontro probatorio, essendo la mera dichiarazione circa il possesso ultraventennale del suolo occupato non sufficiente se non sorretta dalla necessaria dimostrazione di tutti i presupposti richiesti dalla disciplina civilistica in tema di usucapione. L'insussistenza di prove a sostegno della pretesa avanzata dall'Amministrazione comporta, pertanto, il rigetto del relativo motivo di gravame.
L'Amministrazione, che afferma di avere usucapito i beni occupati illegittimamente, deve fornire la prova di tutti gli elementi costitutivi della dedotta fattispecie acquisitiva: il corpus, ossia l'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà, l'animus rem sibi habendi, vale a dire la volontà di comportarsi e farsi considerare come proprietario della res ed i requi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ssesso, tra i quali anche la durata del possesso medesimo per il periodo prescritto dalla legge, tanto in applicazione della regola generale sull'onere probatorio fissata dall'art 2697 c.c. e dall'art. 64 del c.p.a.
Rientra nella disponibilità dell'Amministrazione che a fronte di domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato, assume, sotto il profilo strettamente processuale, la veste di attore quanto alla richiesta dell'accertamento della usucapione, la prova del possesso del bene utile all'usucapione.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> RISARCIMENTO DA ILLECITO, COMPATIBILITÀ
In situazione di occupazione usurpativa, l'usucapione fa venir meno l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria, consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto, stabilita per garantire, alla scadenza del termine necessario, la piena realizzazione dell'interesse all'adeguamento della situazione di fatto a quella di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...div>
In ipotesi di occupazione divenuta illegittima per mancata adozione nei termini del decreto di esproprio, non può invocarsi, ad improprio sostegno dell'usucapione, una prescrizione del diritto al risarcimento, atteso che la fattispecie in esame costituisce un illecito permanente, come affermato in più occasioni dalla Corte europea dei diritti umani e, di recente, dalla giurisprudenza amministrativa.
L'accertamento dell'avvenuta usucapione esclude il presupposto del risarcimento da illecito, retroagendo gli effetti dell'usucapione, quale acquisto del diritto reale a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, togliendo "ab origine" il connotato di illiceità al comportamento di chi abbia usucapito.
Qualora sia matura l'usucapione (per effetto del decorso del ventennio), a favore dell'Amministrazione, al proprietario del bene non spetta né la tutela reale né quella obbligatoria, essendo venuta meno l'azionabilità dei rimedi corrispondenti all'eventuale attività illecita amministrativa. L'accertamento dell'avvenuta usucapione esclude il presupposto del risarcimento da illecito, retroagendo gli ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l'usucapione, quale acquisto a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, e togliendo ab origine il connotato di illiceità al comportamento di chi abbia usucapito.
L'accertamento (in via incidentale) dell'eccepito acquisto per usucapione da parte dell'Amministrazione determina l'estinzione dei diritti azionati dal proprietario ricorrente (l'invocata tutela reale e obbligatoria) e fa venir meno "ab origine" l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria, consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine ventennale, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto a titolo originario per usucapione.
Solo l'accertamento (in via incidentale) dell'acquisto per usucapione da parte della P.A. della proprietà delle aree occupate determina l'estinzione dei diritti azionati dal proprietario e far venir meno "ab origine" l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria, consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo s... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l decorso del termine ventennale, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto a titolo originario del diritto di proprietà per usucapione.
L'intervenuta usucapione, da parte dell'Amministrazione, del bene occupato senza titolo, determina l'estinzione "ab origine" dell'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria, consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine ventennale, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto a titolo originario per usucapione.
Accertata la sussistenza dei requisiti per il maturarsi dell'usucapione, la P.A.va considerata proprietaria a titolo originario; avendo gli effetti dell'usucapione natura retroattiva, non può essersi verificato "ab origine" alcun illecito che possa causare danni risarcibili a favore dei privati.
L'accertamento (in via incidentale) dell'eccepito acquisto per usucapione da parte della P.A. della proprietà di area privata, determina l'estinzione dei diritti azionati dal proprietario ricorrente (tu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e obbligatoria) e fa venir meno ab origine l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria, consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine ventennale, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto a titolo originario per usucapione.
L'avvenuta usucapione estingue non solo ogni sorta di tutela reale spettante al proprietario del fondo ma anche quelle obbligatorie tese al risarcimento dei danni subiti poiché, retroagendo gli effetti dell'usucapione - quale acquisto a titolo originario – al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, "viene meno ab origine" il connotato di illiceità del comportamento della PA che occupava "sine titulo" il bene poi usucapito.
Per comune intendimento, la maturata usucapione fa venir meno (non soltanto, come è ovvio, la facoltà di esperire le tutele reali e recuperatorie, stante la correlativa perdita della situazione dominicale, ma anche) l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria (nonché, deve ritenersi, di quella indennitaria), consistente ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto.
L'accertata usucapione ventennale del bene espropriato illegittimamente, è dalla giurisprudenza amministrativa costantemente indicato quale limite temporale alla possibilità di intraprendere un'azione di risarcimento del danno da parte del privato, precisando anche che il possesso ventennale ininterrotto estingue non solo ogni sorta di tutela reale spettante al proprietario del fondo, ma anche quelle obbligatorie tese al risarcimento dei danni subiti poiché retroagendo gli effetti della usucapione quale acquisto a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, viene meno "ab origine" il connotato di illiceità del comportamento della P.A. che occupava "sine titulo" il bene poi usucapito.
L'accertamento dell'eccepito acquisto per usucapione da parte dell'Amministrazione dell'area occupata illegittimamente, determina l'estinzione dei diritti azionati dal proprietario (tutela reale e obbligatori... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...enir meno "ab origine" l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria, consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine ventennale, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto a titolo originario per usucapione.
L'avvenuta usucapione ventennale del bene espropriato illegittimamente, è individuato quale limite temporale alla possibilità di intraprendere un'azione di risarcimento del danno da parte del privato; il possesso ventennale ininterrotto estingue non solo ogni sorta di tutela reale spettante al proprietario del fondo ma anche quelle obbligatorie tese al risarcimento dei danni subiti poiché retroagendo gli effetti della usucapione, quale acquisto a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, «viene meno "ab origine" il connotato di illiceità del comportamento della P.A. che occupava "sine titulo" il bene poi usucapito.
Retroagendo gli effetti della usucapione, quale acquisto del diritto reale a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o con il fondo altrui, togliendo "ab origine" il connotato d'illiceità al comportamento di chi abbia usucapito, deve essere esclusa la verificazione di alcun danno ingiusto.
La maturata usucapione fa venir meno l'elemento costitutivo della fattispecie risarcitoria (nonché, deve ritenersi, di quella indennitaria), consistente nell'illiceità della condotta lesiva della situazione giuridica soggettiva dedotta, non solo per il periodo successivo al decorso del termine, ma anche per quello anteriore, in virtù della retroattività degli effetti dell'acquisto.
Il compimento dell'usucapione estingue non solo le forme di tutela reale spettanti al proprietario del fondo ma anche quelle obbligatorie tese al ristoro dei danni subiti, poiché retroagendo gli effetti dell'usucapione, quale acquisto del diritto reale a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, viene meno "ab origine" il connotato d'illiceità del comportamento dell'amministrazione che occupava "sine titulo" il bene poi usucapito.
Il compimento dell'usucapione estingue anche la tutela obbligatoria tesa al risarcimento del da... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...
La fondatezza della domanda di usucapione comporta, per il suo carattere pregiudiziale, il rigetto non solo della pretesa di restitutio in integrum formulata dall'attrice, ma pure di quelle aventi a oggetto il risarcimento dei danni e il pagamento di indennità, retroagendo gli effetti dell'usucapione, quale acquisto del diritto reale a titolo originario, al momento dell'iniziale esercizio della relazione di fatto con il fondo altrui, e togliendo ab origine il connotato di illiceità al comportamento di chi abbia usucapito.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> SERVITÙ DI USO PUBBLICO
Ad integrare gli estremi di una fattispecie di possesso ad usucapionem dell'uso pubblico di passaggio non è sufficiente l'utilizzo esercitato soltanto dalle persone che si trovino in una posizione qualificata rispetto al bene, quali ad esempio i proprietari frontisti: l'uso deve rispondere all'utilità di un insieme di soggetti agenti come esponenti della collettività ed essere esercitato continuativamente per la durata prescritta dalla legge, con l'intenzione di agire uti cives, disconoscendo, anche implicitamente, ogni ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iritto del proprietario.
Ai fini dell'assoggettamento per usucapione di un'area privata ad una servitù di uso pubblico, è necessario che l'uso risponda alla necessità ed utilità di un insieme di persone, agenti come componenti della collettività, e che sia stato esercitato continuativamente per oltre un ventennio con l'intenzione di agire "uti cives" e disconoscendo il diritto del proprietario.
Le servitù di uso pubblico possono essere acquistate mediante il possesso protrattosi per il tempo necessario all'usucapione anche se manchino opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio, essendo il requisito dell'apparenza prescritto dall'art. 1061 c.c., soltanto per le servitù prediali.
La servitù di uso pubblico costituita con la destinazione di un bene privato all'uso di una comunità si perfeziona con l'inizio dell'impiego, per il cui rilievo ai fini pubblicistici è necessario trascorra un tempo di almeno vent'anni.
Non è ipotizzabile alcuna usucapione di uso pubblico di parcheggio mediante il posteggio delle singole auto private per mera tolleranza.
Il requis... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...parenza della servitù, necessario per l'acquisto per usucapione, non è richiesto per le servitù di uso pubblico, essendo l'art. 1061 c.c. dettato per le servitù prediali.
L'accertamento della servitù di uso pubblico in luogo della richiesta proprietà non rappresenta una violazione del principio tra il chiesto ed il pronunziato, rappresentando un minus rispetto all'eccezione di usucapione sollevata, ma in essa certamente rientrante.
Vi è una differenza ontologica tra la servitù come disciplinata dall'art. 1027 cod. civ., e segg. e le c.d. servitù pubbliche che invece sono riconducibili alle limitazioni legali della proprietà, non essendo configurabile un fondo dominante che se ne avvantaggi.
Le servitù pubbliche, soprattutto la servitù di elettrodotto, costituiscono il tipico esempio di ius in re aliena.
Anche i diritti di natura demaniale possono essere acquistati per usucapione; l'Amministrazione è tenuta a dimostrare di aver effettivamente posseduto, per un periodo almeno ventennale, e quindi usucapito, il suddetto immobile.
Affinché su di un'area possa... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ituita una servitù di uso pubblico, devono sussistere i tre requisiti del passaggio esercitato iure servitutis publicae da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad una comunità territoriale, della concreta idoneità dell'area a soddisfare esigenze di interesse generale e di un titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico.
Per dimostrare il titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico si rende necessaria la prova specifica di un effettivo e pacifico uso dell'area da parte della generalità dei cittadini e dell'acquiescenza del proprietario, per non essere sufficiente che le singole utilizzazioni dedotte a prova dell'esistenza della servitù si risolvano in sporadici episodi svoltisi in maniera discontinua e per tolleranza del legittimo proprietario.
Una strada privata può essere ritenuta soggetta a servitù di uso pubblico nel caso in cui l'uso pubblico (che si verifica allorché la collettività ne faccia autonomamente uso per la circolazione), si sia protratto per il tempo necessario ai fini dell'acquisto per usucapione.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI -->... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...gt; USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> SUCCESSIONE TRA ENTI
Il possesso che vale ai fini dell'usucapione è quello dal quale emerge una signoria di fatto sul bene, non potendosene dedurre l'esistenza da una mera relazione amministrativa, quale quella scaturente dal rapporto di successione tra gli Enti. Ne consegue che in ipotesi in cui il bene sia nel possesso di un soggetto per essergli stato trasferito formalmente da altro Ente, è il primo che potrebbe avvalersi dell'usucapione unendo eventualmente il proprio possesso a quello del dante causa.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI