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Termine utile per l'usucapione di un bene da parte della P.A.


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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2019
pagine: 2455 in formato A4, equivalenti a 4174 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE
Si ha usucapione quando il possesso sia protratto per certo periodo di tempo, che varia a seconda del tipo di bene oggetto del diritto e della caratterizzazione del possesso cioè che sia di buona o di male fede, ferma la possibilità di avvalersi della successione o della accessione (art. 1146 cc). Riguardo ad un bene immobile (nel caso di specie occupato dalla p.a.), per maturare l'usucapione è necessario il decorso di un ventennio (art. 1160 cc).
Qualora dal momento in cui l'occupazione è divenuta illegittima siano trascorsi venti anni di possesso continuato (non interrotto, pacifico, pubblico e non equivoco), emergenti "per tabulas", si può concludere nel senso dell'avvenuto perfezionamento dell'acquisto per usucapione in favore della Pubblica Amministrazione della proprietà del bene immobile (ex art. 1158 Codice Civile), utilizzato per la costruzione dell'opera pubblica.
L'unica forma di usucapione realizzabile nell'ambito di una procedura espropriativa non conclusa con il decreto di esproprio é quella ventennale, poiché la buo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ggettiva) dell'autorità espropriante deve ritenersi esclusa dall'emanazione del provvedimento autorizzatorio all'occupazione, il quale dimostra che l'autorità era ben conscia di occupare un terreno appartenente ad un terzo proprietario.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> DPR 327/2001
Sino all'entrata in vigore del d.p.r. 8 giugno 2001 n. 327 risultava radicalmente preclusa, da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, risultando l'occupazione acquisitiva più che un mero fatto illecito, una vera e propria "fattispecie ablatoria seppur atipica". Conseguentemente, "a tutto concedere", alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere" - il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, il cui non più vigente art. 43, ivi contenuto, aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva.
Il dies a quo di un possibile ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, in quanto l'art. 43 ivi contenuto aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, incompatibile con l'usucapione.
Il termine per l'usucapione da parte dell'Amministrazione dei beni illegittimamente occupati decorre solamente dalla data di entrata in vigore del D.P.R. n. 327/2001.
Il termine ventennale per il compimento dell'usucapione decorre pertanto dalla data di entrata in vigore del T.U. n. 327/2001.
Alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere", il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione del bene occupato illegittimamente dalla p.a., non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 (l'art. 43 ivi contenuto, come è noto, aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva).
Per tutte le occupazioni avviate in epoca antecedente alla entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ossia in un'epoca in cui il privato proprietario ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... potuto fare valere il proprio diritto alla restituzione, opera il principio ricavabile dall'art. 2935 del codice civile. Pertanto è del tutto logico che il tempo decorso durante il quale l'Amministrazione ha, anche ininterrottamente ed alla luce del sole detenuto il bene prima di tale data, non si computi ai fini della maturata usucapione.
In disparte i problematici rapporti fra usucapione e tutela della proprietà assicurata dalla CEDU, si osserva, condivisibilmente, che il dies a quo di un possibile possesso ad usucapionem non potrebbe che essere posticipato – in conformità all'art. 2935 c.c. – all'entrata in vigore del D.P.R. n. 327/2001, giacché, qualificandosi antecedentemente l'occupazione acquisitiva come fattispecie ablatoria, al proprietario del bene abusivamente occupato era precluso l'esercizio dell'azione restitutoria, vale a dire dell'unica iniziativa del proprietario idonea ad interrompere il corso dell'usucapione in favore del possessore.
Alla stregua dell'art. 2935 c.c. —in virtù del quale la prescrizione decorre «... dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere…»—, il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...non potrebbe esser individuato se non a partire dall'entrata in vigore dell'art. 43 del DPR 327/2001 che, com'è noto, a suo tempo aveva determinato il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva.
Non può condividersi l'asserzione per cui, in applicazione della disposizione di cui all'art. 2935 c.c., un eventuale possesso utile ai fini dell'usucapione, potrebbe decorrere solo dalla data di entrata in vigore del DPR n.327/2001 che avrebbe fatto venir meno la preclusione alla proponibilità dell'azione di restituzione, espungendo l'istituto dell'occupazione appropriativa o acquisitiva. L'occupazione acquisitiva è stata superata dall'elaborazione giurisprudenziale che ha rivisitato in modo critico il proprio precedente orientamento alla luce sia delle disposizioni del DPR 327/2001, sia della giurisprudenza della CEDU. In ragione di ciò, non può individuarsi dall'entrata in vigore del DPR citato il termine a partire dal quale è consentita l'azione di restituzione, difettando una espressa previsione che la precludesse prima della sua entrata in vigore ovvero la abbia ammessa dopo.
Il tempo durante il quale l'Amministrazione ha esercitato un potere materiale sul bene... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e medio tempore trasformato, eventualmente), antecedentemente alla entrata in vigore del d.P.R. n. 327/2001 è inutiliter datum, in chiave di computo del medesimo ai fini di dedurre la usucapione dell'area; ciò in quanto sino alla data di entrata in vigore del citato decreto, costituiva approdo consolidato in giurisprudenza quello per cui la trasformazione dell'area implicasse acquisto automatico della proprietà per accessione invertita, ex art. 938 CC) in capo all'Amministrazione. Il privato spossessato, quindi, non avrebbe potuto validamente esercitare alcuna opzione reintegratoria specifica, e non avrebbe potuto conseguire la restituzione dell'area, in quanto già passata in proprietà dell'Amministrazione.
Se è vero che la usucapio risponde ad una esigenza di certezza giuridica, "premia" il possesso ininterrotto dell'area e "sanziona" l'inerzia del proprietario dell'area medesima, è evidente che tale sanzione può operare soltanto laddove il privato possa esercitare i diritti posti a presidio della propria posizione (principio, questo, scolpito sub art. 2935 cc - contra non valentem agere non currit praescriptio). Posto che, antecedentemente alla entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 il... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...oprietario non avrebbe potuto fare valere il proprio diritto alla restituzione (per effetto dell'operatività dell'occupazione acquisitiva), è del tutto logico che il tempo decorso (durante il quale l'Amministrazione ha, anche ininterrottamente ed alla luce del sole detenuto il bene), prima di tale data non si computi ai fini della maturata usucapione.
Secondo il più recente orientamento l'istituto dell'usucapione risulterebbe incompatibile con l'acquisizione di aree nell'ambito di procedure espropriativa nate o divenute illegittime, dato che a tutto concedere il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, (l'art. 43 ivi contenuto, come è noto, aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva).
A tutto concedere (alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere"), il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327/2001 (l'art. 43 ivi contenuto, come è noto, ave... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva).
L'interruzione dell'usucapione può avvenire oltre che con la perdita materiale del possesso soltanto con la proposizione di apposita domanda giudiziale, cosicché quantomeno sino all'entrata in vigore del D.P.R. n. 327 del 2001, qualificandosi antecedentemente l'occupazione acquisitiva come "fattispecie ablatoria", era preclusa da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, onde, trovando necessariamente applicazione l'art. 2935 Cod. civ., il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.
Sino all'entrata in vigore del d.P.R. 327/2001, risultava radicalmente preclusa, da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, qualificando l'occupazione acquisitiva più che un mero fatto illecito, una vera e propria "fattispecie ablatoria seppur atipica". Ne consegue che, a tutto concedere, il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...001 n. 327, atteso che l'art. 43 ivi contenuto ha sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva.
Non sembra possibile far decorrere il "dies a quo" del possesso utile ai fini dell'usucapione solo dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 8 Giugno 2001 n. 327, mancando nel predetto Testo Unico disposizioni normative che consentano "ex novo" l'esperimento dell'azione restitutoria al privato proprietario del bene immobile occupato dalla P.A..
Non può condividersi l'assunto secondo cui il dies a quo, ai fini del computo del possesso ad usucapionem, dovrebbe decorrere dall'entrata in vigore del d.p.r. n. 327/2001, non potendosi esercitare in data antecedente l'azione di restitutio in intergrum, con conseguente assenza di strumento per interrompere il possesso della P.A.; ciò in quanto gli strumenti giudiziali a difesa della proprietà sono sicuramente preesistenti al d.p.r. n. 327/2001.
Quantomeno sino all'entrata in vigore del d.P.R. 327/2001, risultava radicalmente preclusa, da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, qualificando l'occupazione acquisitiva più che un mero fatto illecito, una ve... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a "fattispecie ablatoria seppur atipica"; ne consegue che, a tutto concedere, (alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere") il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.
Agli effetti del decorso del ventennio di possesso continuato prescritto dall'art. 1158 del codice civile, deve ritenersi che il "dies a quo" della prescrizione del diritto ad ottenere la restituzione del bene rilevante agli effetti interruttivi dell'usucapione, vada individuato nella data di entrata in vigore del DPR 327/2001, da intendersi come la data nella quale è stato introdotto l'istituto dell'acquisizione sanante ed è stato superato l'istituto dell'occupazione appropriativa, in tal modo rendendosi oggettivamente possibile, agli effetti dell'art. 2935 c.c , per gli interessati, la tutela restitutoria del diritto di proprietà sul bene.
Alla stregua "diritto vivente" anteriore alle modifiche introdotte dal DPR n. 327/2001 era pacifico che i proprietari non avevano alcun diritto alla restituzione in natura del bene illegittimamente occu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...andosi di un caso tipico e pacifico di occupazione appropriativa; ne conseguiva l'impossibilità di esercitare la domanda restitutoria in natura e quindi di far valere il relativo diritto ai sensi dell'art. 2935 c.c. rilevante ai fini dell'interruzione dell'usucapione.
Non è esatto l'assunto per cui il termine utile per usucapire decorrerebbe solo dalla entrate in vigore del T.U. n. 327/2001, e quindi, dal 30 giugno 2003. La regola contra non valentem agere non currit preaescriptio, si riferisce, per pacifico intendimento, ad impedimenti giuridici all'esercizio della tutela recuperatoria, essendo a tal fine irrilevanti gli orientamenti giurisprudenziali all'epoca dominanti.
Per giurisprudenza pacifica quantomeno sino all'entrata in vigore del D.p.r. 327/2001, risultava radicalmente preclusa, da parte della vittima dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, qualificando l'occupazione acquisitiva una vera e propria "fattispecie ablatoria seppur atipica". Tale preclusione rende evidente la problematicità dell'estensione sic et simpliciter dell'istituto civilistico dell'usucapione alle occupazioni materiali da parte della PA, potendo qualificarsi non quali "impedimenti di fat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i veri e propri "impedimenti legali" all'esercizio del diritto del proprietario di compiere atti interruttivi del possesso utili all'usucapione, e come tale sarebbe giustificata l'applicazione dell'art 2935 c.c. con conseguente individuazione del dies a quo dall'entrata in vigore del D.p.r. 8 giugno 2001 n. 327, il cui art. 43 ha sancito il superamento normativo.
Agli effetti del decorso del ventennio di possesso continuato prescritto dall'art. 1158 del codice civile, deve ritenersi che il "dies a quo" della prescrizione del diritto ad ottenere la restituzione del bene rilevante agli effetti interruttivi dell'usucapione, vada individuato nella data di entrata in vigore del DPR 327/2001, da intendersi come la data nella quale è stato introdotto l'istituto dell'acquisizione sanante ed è stato superato l'istituto dell'occupazione appropriativa, in tal modo rendendosi oggettivamente possibile, agli effetti dell'art. 2935 c.c , per gli interessati, la tutela restitutoria del diritto di proprietà sul bene.
Alla stregua "diritto vivente" anteriore alle modifiche introdotte dal DPR n. 327/2001 era pacifico che i proprietari non avevano alcun diritto alla restituzione in natura del bene illegittimamente occupato, tr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i un caso tipico e pacifico di occupazione appropriativa; ne conseguiva l'impossibilità di esercitare la domanda restitutoria in natura e quindi di far valere il relativo diritto ai sensi dell'art. 2935 c.c. rilevante ai fini dell'interruzione dell'usucapione.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> INTERRUZIONE
La domanda risarcitoria per equivalente è idonea ad interrompere il termine ventennale di usucapione.
Il proprietario di un'area illegittimamente occupata il quale agisce in giudizio (propone domanda stragiudiziale nei confronti dell'Ente occupante), vanta un'unica pretesa (quella, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ex art. 832 cc), articolabile nel petitum reipersecutorio e/o risarcitorio, che in ogni caso interrompe il termine di maturazione dell'usucapione, escludendo il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale ex art. 1158 cc..
In tema di possesso ad usucapione, con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c., la legge elenca tassativamente gli atti interruttivi, cosicché non è... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma da ultimo citata, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacche la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti; non può riconoscersi efficacia interruttiva del possesso ai giudizi che non mirino necessariamente a ottenere nuovamente il possesso del bene, bensì a caducarne il relativo titolo, dispiegandosi, all'esito, una pluralità di alternative, tutte tra loro ugualmente compatibili e percorribili (con valutazione rimessa alternativamente al ricorrente o alla p.a. o congiunta: restituzione; cessione volontaria o acquisizione sanante), ma non necessariamente conducenti alla perdita del possesso da parte dell'Amministrazione.
Non può sostenersi che l'Amministrazione abbia acquistato la proprietà del suolo occupato senza titolo per usucapione qualora sia intervenuta una transazione (ancorché poi risolta di diritto), che vale come riconoscimento da parte dell'Amministrazione dell'altrui diritto e quindi interrompe il possesso ad usucapionem.
Il possesso ventennale utile ad usucapire è interrotto quantomeno dal... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione del ricorso con cui i privati proprietari del terreno occupato senza titolo formulano domanda risarcitoria (la cui pendenza implica altresì la sospensione del termine).
Perché maturi la usucapione è necessario –tra l'altro–che ricorra il presupposto dell'inerzia del privato proprietario. Non ricorre tale presupposto laddove il privato abbia richiesto "semplicemente" la tutela risarcitoria. Anche la "semplice" proposizione dell'azione risarcitoria implica atto interruttivo del possessio ad usucapionem.
Sostenere che la (mera) azione risarcitoria (ancorché intrapresa in tempo utile per interrompere il possesso ventennale ad usucapionem), non costituisce ex se atto validamente interruttivo della prescrizione, in quanto idoneo a dimostrare la volontà del privato di opporsi validamente a che altri detenga il proprio bene, appare una non condivisibile forzatura; ciò in quanto una tale costruzione reggerebbe soltanto laddove si predicasse la permanente attualità del principio per cui l'avvenuta proposizione dell'azione risarcitoria implica opzione abdicativa della domanda restitutoria (e, quindi, l'Amministrazione possa divenire, in forza di ciò titolare del bene... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grave;, come è noto, non è.
Sostenere che la (mera) azione risarcitoria (ancorché intrapresa in tempo per interrompere il possesso ventennale ad usucapionem) non costituisce ex se atto validamente interruttivo della prescrizione, in quanto idoneo a dimostrare la volontà del privato di opporsi validamente a che altri detenga il proprio bene, appare una non condivisibile forzatura; tanto più che (questo è incontroverso) la retroattività dell'acquisto per usucapione implicherebbe che il privato si vedrebbe privato (non solo della tutela reipersecutoria ma, anche) della tutela risarcitoria. In sintesi, quindi, si ipotizzerebbe che il privato abbia scientemente proposto una domanda senza alcuna pratica possibilità ci accoglimento.
Il pagamento dell'I.C.I. prima e dell'I.M.U., poi, ha efficacia interruttiva del possesso ad usucapionem.
Il termine ventennale (o quello breve, decennale, in presenza di un titolo astrattamente idoneo), per il perfezionamento dell'acquisto a titolo originario del terreno illecitamente occupato dall'amministrazione si interrompe in caso di notifica, da parte del proprietario, dell'atto di citazione in giudizio con il quale &e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sta la condanna al risarcimento del danno derivante dall'occupazione illecita perpetrata dall'amministrazione stessa.
La domanda risarcitoria è idonea ad interrompere il termine ad usucapionem in presenza di un'occupazione abusiva per la realizzazione di opere di pubblica utilità.
Qualora, cessata l'efficacia del decreto di occupazione d'urgenza, decorsi 5 anni dall'immissione nel possesso, i proprietari (ricorrenti) e i loro aventi causa si siano, in vario modo, attivati per ottenere l'esecuzione del preliminare di cessione volontaria concordato con gli enti (resistenti), deve ritenersi interrotto l'eventuale maturarsi, senza opposizione, dell'acquisto a titolo originario per usucapione da parte dell'Amministrazione.
Qualora, nel corso del periodo utile ai fini dell'usucapione, nessuna richiesta (risarcitoria, restitutoria ovvero di adozione di un provvedimento di acquisizione sanante), sia stata proposta dai proprietari dei beni fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione dello stesso da parte della P.A., non può escludersi il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale prevista dall'art. 1158 c.c., non sussistendo atti utili ad int... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'usucapione.
La domanda risarcitoria è idonea a interrompere il termine ad usucapionem in presenza di un'occupazione abusiva per la realizzazione di opere di pubblica utilità.
Il combinato disposto degli articoli 1165 c.c. e 2943 c.c. impone che solo gli atti diretti ad ottenere una pronuncia giurisdizionale per il recupero del possesso sono idonei ad interromperlo.
Il proprietario di un area illegittimamente occupata che agisca in giudizio (o che proponga domanda stragiudiziale nei confronti dell'Ente occupante), vanta un'unica complessa pretesa, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ai sensi dell'art. 832 c.c., che può articolarsi nel petitum reipersecutorio e risarcitorio, ovvero soltanto in quello risarcitorio, laddove il bene sia stato irreversibilmente trasformato e l'Amministrazione intenda utilizzarlo per fini pubblicistici, ai sensi dell'art. 42bis del T.U. Espropriazione. Ne consegue che qualunque richiesta (risarcitoria, restitutoria ovvero di adozione di un provvedimento di acquisizione sanante), proposta in qualità di dominus del bene e fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione dello stesso da... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a P.A., vale ad escludere il presupposto applicativo dell'istituto dell'usucapione ventennale prevista dall'art. 1158 c.c..
Le richieste di adozione del provvedimento di acquisizione sanante inviate all'Amministrazione occupante senza titolo il bene, in cui l'istante si qualifichi proprietario del bene e nella predetta qualità richieda l'adozione del provvedimento traslativo della proprietà con contestuale pagamento dell'indennizzo, indubbiamente ha effetto di interrompere il decorso del possesso ad usucapionem.
La richiesta risarcitoria, in quanto fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione del bene da parte dell'amministrazione, e senza che l'ordinamento, in passato, apprestasse strumenti per venire (rectius: tornare) coattivamente in possesso dell'area illegittimamente occupata, rappresenta un valido fatto interruttivo del corso dell'usucapione.
Il proprietario di un area illegittimamente occupata che agisca in giudizio vanta un'unica pretesa (quella, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ex art. 832 cc). Tale pretesa, unica e complessa, a propria volta si può articolare nel petitum reipersecutorio e risarcitori... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lo risarcitorio; non v'è dubbio, comunque, che la richiesta risarcitoria, in quanto fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione del bene da parte dell'amministrazione, e senza che l'ordinamento, in passato, apprestasse strumenti per venire (rectius: tornare) coattivamente in possesso dell'area illegittimamente occupata, valesse ad escludere il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale ex art. 1158 cc..
La giurisprudenza è granitica nel richiedere, a fini interruttivi dell'ultraventennale possesso utile ai fini dell'usucapione, la domanda giudiziale. Non può pertanto riconoscersi tale effetto alla richiesta di pagamento dell'indennità di esproprio o il risarcimento del danno in ipotesi di accessione invertita, non avendo tale nota non solo natura di atto processuale di instaurazione di un giudizio, ma neppure venendo con la stessa richiesta la restituzione del bene, al fine di porre fine al possesso dell'Amministrazione.
Ai fini interruttivi del termine utile per usucapire, appaiono idonee (in virtù del combinato disposto degli artt. 1965 e 2943 c.c.), esclusivamente iniziative giudiziali in funzione recuperatoria del possesso, e non già ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... mera condanna al risarcimento del danno.
L'espresso ed inequivoco riconoscimento da parte dell'Amministrazione del diritto di proprietà del privato, insito (nel caso di specie) nelle trattative intercorse tra le parti e nella richiesta di cessione volontaria del bene occupato, vale ad escludere l'animus possidendi da parte del presunto possessore. Infatti, in tema di usucapione - per pacifica giurisprudenza civile - ai sensi dell'art. 1165 c.c. in relazione all'art. 2944 c.c., il riconoscimento del diritto altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene uti "dominus", interrompe il termine utile per l'usucapione.
Il ricorso introduttivo del giudizio, ancorché costruito in termini risarcitori in quanto proposto al tempo in cui vigeva indiscussa la giurisprudenza che riconosceva l'acquisizione della proprietà per c.d. accessione invertita, evidenzia chiaramente l'intento dei proprietari di esercitare le azioni disponibili di tutela della loro proprietà, non ricorrendo dunque nella specie quella sorta di "abbandono" del bene che costituisce il presupposto per il maturarsi del termine dell'usucapione.
Gli atti di citazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...te al Giudice ordinario e gli atti di richiesta di pagamento e di diffida tesi non al recupero del possesso dei terreni occupati dall'Amministrazione, ma ad ottenere un'integrazione sulla indennità di espropriazione, ovvero all'emanazione dell'atto di acquisizione alla proprietà comunale, non possono essere ritenuti diretti al recupero del possesso e pertanto devono essere ritenuti atti non in grado di interrompere l'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> OCCUPAZIONE CON IRREVERSIBILE TRASFORMAZIONE

In ipotesi di occupazione del fondo privato non seguita dalla conclusione del procedimento, deve ritenersi che alla scadenza dei vent'anni dalla esecuzione dei lavori con radicale trasformazione del bene, in assenza di alcun fatto o atto interruttivo, maturi il periodo di tempo indicato dall'art. 1158 cod. civ. ai fini dell'usucapione.

Il periodo di occupazione dei terreni durante il quale l'Amministrazione ha irreversibilmente trasformato il bene, estrinsecando così la volontà di comportarsi come proprietario dello stesso, è utile ai fini dell'usucapione, non potendo l'Amministrazione essere considerata in tale... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ale mero detentore; l'alterazione radicale è infatti atto incompatibile con la situazione di mera detenzione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA

A seguito di annullamento, con effetti retroattivi, del decreto di occupazione e conseguentemente in assenza di valido titolo, il possesso dei beni da parte dell'Amministrazione deve ritenersi ab origine privo di causa e quindi utile al decorso dell'usucapione.

Non sussiste la prolungata inerzia che giustifica l'acquisto a titolo originario da parte del possessore se al proprietario non sono contemporaneamente attribuite le azioni dirette a recuperare la piena disponibilità della cosa. Poiché l'ordinamento interno legittimava il permanere dell'illecita occupazione della P.A inibendo qualsiasi azione reale, deve ritenersi che quel possesso non giovi ai fini dell'usucapione. Il possesso utile deve ritenersi quindi iniziato a decorrere solo dal giorno in cui il proprietario è stato messo nelle condizioni di esercitare l'azione di restituzione, ossia di far valere il suo diritto di proprietà.

In ipotesi in cui l'Amministrazione occupi, co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ento di mero fatto, il fondo di proprietà del privato, in tale ipotesi non v'è dubbio che l'occupazione – a condizione che non sia violenta o clandestina ex articolo 1163 c.c. – determini l'inizio del possesso valido per il maturare dell'usucapione. L'occupazione usurpativa di un fondo da parte della P.A., infatti, è compatibile con l'usucapione del fondo medesimo da parte dell'ente occupante, in quanto la totale assenza dei presupposti di esercizio del potere ablativo, che connota detta occupazione, lascia intatta la facoltà del proprietario di rivendicare il bene, col limite di diritto comune dell'intervenuta usucapione.

In ipotesi in cui l'Amministrazione occupi, con comportamento di mero fatto, il fondo di proprietà del privato, in tale ipotesi non v'è dubbio che l'occupazione – a condizione che non sia violenta o clandestina ex articolo 1163 c.c. – determini l'inizio del possesso valido per il maturare dell'usucapione. L'occupazione usurpativa di un fondo da parte della P.A., infatti, è compatibile con l'usucapione del fondo medesimo da parte dell'ente occupante, in quanto la totale assenza dei presupposti di esercizio del potere ablativo, che connota detta occupazione, lascia intatta la... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; del proprietario di rivendicare il bene, col limite di diritto comune dell'intervenuta usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> OCCUPAZIONE LEGITTIMA

L'art. 1164 c.c. stabilisce che "il tempo necessario per l'usucapione decorre dalla data in cui il titolo del possesso è stato mutato". Il provvedimento di occupazione in forza del quale l'Amministrazione si è immessa nel possesso del bene presupponendo il riconoscimento della proprietà altrui, configura una mera detenzione, inidonea a far decorrere il termine per l'usucapione.

Nel caso in cui la P.A. occupi un fondo senza l'adozione del provvedimento di esproprio nei termini previsti dall'art. 22 bis comma 6 DPR 327/2001, per un primo periodo l'Amministrazione occupa legittimamente il fondo in qualità di detentore e conseguentemente tale rapporto di fatto con la cosa non è utile per far maturare l'usucapione.

Nel caso in cui la P.A. occupi, in via d'urgenza e in vista dell'espropriazione, un fondo senza far poi luogo all'adozione del provvedimento di esproprio nei termini, la detenzione del fondo - per un primo periodo - sarà legittim... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...onseguenza che tale rapporto di fatto con il bene non è utile per far maturare l'usucapione acquisitiva.

La pubblica amministrazione che occupa un fondo ai fini dell'esproprio detiene e non possiede lo stesso, e ciò vuoi perché, per legge, l'occupazione è finalizzata ad una apprensione del bene soltanto temporanea, in vista della futura emanazione del decreto di esproprio, vuoi, soprattutto, perché essa implica il riconoscimento della proprietà altrui, prevedendo la corresponsione di un'apposita indennità di occupazione ai proprietari.

Nell'ipotesi in cui sia mancata l'adozione del provvedimento di esproprio nei termini previsti (art. 22-bis, comma 6, D.P.R. 327 del 2001), non v'è dubbio che per un primo periodo l'amministrazione legittimamente occupa il fondo in qualità di detentore e conseguentemente tale rapporto di fatto con la cosa non è utile per far maturare l'usucapione, trattandosi di mera detenzione priva dell'animus possidendi.

In caso di mancata adozione del provvedimento di esproprio nei termini previsti, quando il fondo viene occupato in via d'urgenza e in vista dell'espropriazione ai sensi dell'articolo 22 bis d.P.R. 327/2001, non v'è dubbio ch... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...imo periodo l'amministrazione legittimamente occupa il fondo in qualità di detentore e conseguentemente tale rapporto di fatto con la cosa non è utile per far maturare l'usucapione trattandosi, si ripete, di detenzione e non anche di possesso.

I provvedimenti di occupazione di urgenza comportano la mera detenzione della cosa altrui, vuoi perché sono per legge finalizzati ad una apprensione del bene soltanto temporanea, in vista della futura emanazione del decreto di esproprio, vuoi - soprattutto - perché implicano il riconoscimento della proprietà altrui (contemplatio domini), prevedendo la corresponsione di un'apposita indennità di occupazione ai proprietari, cosicché in tal caso l'amministrazione occupante non ha l'animus possidendi che vale ai fini dell'usucapione.

Qualora l'Amministrazione abbia cominciato ad esercitare il suo potere di fatto sui terreni in base ad un provvedimento di occupazione temporanea in via di urgenza, tale atto comporta la mera detenzione della cosa, in quanto implica il riconoscimento della proprietà altrui (contemplatio domini), prevedendo la corresponsione di una apposita indennità di occupazione ai proprietari; in tale quadro, assume allora rilevanza il s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a dell'art. 1141 c.c.

La situazione del bene occupato in via di urgenza in vista della futura espropriazione appare assimilabile a quella in cui, nell'ambito di una compravendita immobiliare, prima della stipula del contratto definitivo, abbia luogo la consegna del bene immobile, sulla base di un contratto preliminare ad effetti anticipati: situazione nella quale il promissario acquirente, ancorché detentore qualificato, non ha l'animus possidendi che vale ai fini dell'usucapione.

Qualora l'Amministrazione abbia cominciato ad esercitare il suo potere di fatto sui terreni del privato, in base ad un provvedimento di occupazione temporanea in via di urgenza, tale atto comporta la mera detenzione della cosa altrui; ne consegue che in mancanza della prova di un valido titolo di interversione del possesso, in capo ad essa non si sia affatto compiuta l'usucapione.

Qualora il Comune abbia cominciato ad esercitare il suo potere di fatto sui terreni privati in base a provvedimenti di occupazione di urgenza, deve ritenersi che tali atti abbiano comportato la mera detenzione della cosa altrui; ne consegue che in mancanza della prova di un valido titolo di interversione del possesso, in capo ad esso non si sia compiuta l'usucapione.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pprensione del bene privato da parte dell'Amministrazione avvenuta a titolo di occupazione d'urgenza, prodromica al successivo perfezionamento della procedura espropriativa ed in forza di un titolo giuridico (provvedimento di occupazione), è incompatibile con forme di esercizio del possesso, assimilabili all'esercizio dei poteri dominicali, necessarie per il perfezionamento dell'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> OCCUPAZIONE LEGITTIMA DIVENUTA ILLEGITTIMA

In tema di possesso per usucapione, non può condividersi l'asserzione per cui, in applicazione delle norme di cui all'art. 1164 c.c., l'interversio possesionis si verificherebbe dopo la scadenza del decreto di occupazione di urgenza. Deve rilevarsi, infatti, che proprio a far data dall'immissione in possesso della P.A., questa ha posseduto uti dominus, essendo tale passesso evidentemente volto all'espropriazione ovverosia all'acquisto della proprietà.

Devono ritenersi abbondantemente usucapiti dall'Amministrazione i terreni posseduti pacificamente per oltre vent'anni decorrenti dalla data di cessazione dell'efficacia del provvedimento di occupazione.

... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla situazione giuridica utile per l'usucapione, ossia la trasformazione della (mera) detenzione in possesso, si verifica subito dopo la scadenza del termine massimo di occupazione legittima del terreno; durante il termine di occupazione legittima, invece, la prevista corresponsione dell'indennità di occupazione al proprietario implica il riconoscimento del diritto dominicale di quest'ultimo.

Ai fini del decorso del termine utile per usucapire, l'Amministrazione deve dimostrare di aver posto in essere degli atti o delle attività in grado di evidenziare l'avvenuta interversione del possesso; il venir meno dell'occupazione d'urgenza non concreta una valida interversione del possesso, ma soltanto un'ipotesi di abuso della situazione di vantaggio determinata dalla mera detenzione materiale del bene in forza del decreto di occupazione di urgenza, atteso che i meri atti di esercizio del possesso, consistenti nell'apprensione materiale di un terreno, nell'inizio e finanche nel compimento di un'attività edificatoria, non sono specificamente rivolti contro il possessore.

Il periodo ventennale utile per usucapire inizia a decorrere dalla scadenza del periodo di efficacia dell'occupazione legittima (solo allo scadere di detto periodo infat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ta restituzione del bene può ritenersi fatto idoneo a determinare l'interversione del possesso utile ai fini dell'usucapione).

Il termine ventennale utile ai fini dell'usucapione decorre quantomeno dal giorno successivo alla scadenza del periodo di occupazione legittima ovvero, secondo altra tesi, dal giorno successivo alla scadenza del termine quinquennale decorrente dalla data d'immissione in possesso. Non accoglibile è pertanto è l'eccezione di usucapione qualora il giudizio sia stata introdotto quando il termine ventennale non risulti ancora maturato.

L'usucapione ventennale decorre dalla scadenza dell'occupazione legittimamente autorizzata.

Dopo la scadenza del termine della dichiarazione di pubblica utilità senza che si sia perfezionato un atto traslativo della proprietà, l'occupazione del fondo da parte dell'Amministrazione diviene senz'altro sine titulo; predicare che l'apprensione del bene da parte dell'Amministrazione al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante (art.42 bis d.p.r. 327/2001), possa essere qualificata idonea ad integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'acquisto per usucapione, rischierebbe di reintrodurre nell'ordinamento inte... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i espropriazione indiretta o larvata.

Solo allo scadere del quinquennio di occupazione legittima la mancata restituzione del bene può ritenersi fatto idoneo a determinare l'interversione del possesso utile ai fini dell'usucapione, prima operando, in favore dell'amministrazione, la mera detenzione legale, inidonea ai fini della configurazione dell'animus rem sibi habendi.

Nella vicenda in cui sia avviato ma non concluso un procedimento espropriativo, l'inizio della situazione giuridica utile per l'usucapione, ossia la trasformazione della mera detenzione in possesso, si verifica subito dopo la scadenza del termine massimo di occupazione legittima del bene, atteso che l'apprensione e la detenzione dello stesso in virtù di provvedimento di occupazione di urgenza (che comporta la corresponsione di una indennità in favore del privato), implicando il riconoscimento del diritto dominicale di quest'ultimo, non integra l'elemento possessorio necessario per l'acquisto della proprietà.

Solo dopo la scadenza del termine di occupazione legittima decorre il possesso utile all'usucapione.

L'inizio della situazione utile per l'usucapione, ossia la trasformazione della detenzione in possesso, si verifica con ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... del termine massimo di occupazione legittima del terreno.

In caso occupazione originariamente valida non seguita, peraltro, da tempestiva adozione del decreto di esproprio, il decorso del termine ventennale utile ad usucapionem prende avvio solo dal momento in cui l'occupazione diventa contra legem, con il decorso del termine quinquennale.

L'inizio della situazione giuridica utile per l'usucapione del bene occupato da parte della P.A., ossia la trasformazione della (mera) detenzione in possesso, si verifica subito dopo la scadenza del termine massimo di occupazione legittima del terreno; durante il termine di occupazione legittima, la prevista corresponsione dell'indennità di occupazione al proprietario implica il riconoscimento del diritto dominicale di quest'ultimo.

La giurisprudenza afferma che l'usucapione può essere un valido modo di acquisito della proprietà di un bene illegittimamente ablato in capo all'Amministrazione, sussistendone i presupposti sostanziali e che, a tali fini, il compimento del periodo necessario ad usucapire decorre dalla scadenza dell'occupazione legittima, senza che abbia rilievo, ai fini della sussistenza del requisito dell'animus possidendi ex art. 1141 cod.civ., né l'apprens... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nto tale del terreno, né l'intervenuta trasformazione dei suoli.

La giurisprudenza ha riconosciuto che l'usucapione può essere un valido modo di acquisito della proprietà di un bene illegittimamente ablato in capo all'Amministrazione, sussistendone i presupposti sostanziali e che, a tali fini, il compimento del periodo necessario ad usucapire decorre dalla scadenza dell'occupazione legittima.

Scaduto il termine di occupazione legittima, in caso di mancata restituzione del fondo legittimamente occupato ma non (altrettanto legittimamente) espropriato, la protrazione dei lavori sul fondo per la realizzazione dell'opera pubblica o l'utilizzazione dell'opera ivi realizzata (sempre in assenza di decreto di esproprio), possono certamente qualificarsi come atti di opposizione nei confronti del proprietario-possessore, compiuti dall'amministrazione, ex articolo 1141, comma 2, c.c., per trasformare la (originaria) detenzione in possesso. Conseguentemente, verificandosi il mutamento della detenzione in possesso, inizierà a decorrere il termine utile per realizzare l'acquisto a titolo originario ai sensi dell'articolo 1158 c.c.

Il comportamento tenuto dall'Amministrazione che abbia realizzato opere sull'area occupata (... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... piantumazioni ed impianto di illuminazione), dalla scadenza del decreto di occupazione può essere valutato come una valida interversione nel possesso; deve in tal caso ritenersi avvenuto l'acquisto per usucapione, da parte dell'amministrazione, con lo spirare del ventennio.

Il diritto di proprietà riceve dal nostro ordinamento giuridico, nell'ambito della riserva di legge apprestata dalla norma costituzionale, adeguata protezione anche dalla clausola generale della sua non prescrittibilità (art. 2934 cod. civ.), salvi gli eventuali effetti dell'usucapione acquisitiva ventennale giudizialmente accertata (art. 1158 cod. civ.): istituto, quest'ultimo, peraltro ex se impraticabile nel caso di occupazione divenuta senza titolo e nella moltitudine di casi ad esso similari, posto che avendo riguardo all'art. 1141 cod. civ., l'occupazione temporanea e d'urgenza, fa conseguire all'Amministrazione occupante una mera detenzione della cosa altrui, insuscettibile quindi di tramutarsi in possesso.

E' a far data dal momento in cui l'occupazione diventa illegittima che si verifica un fatto idoneo a determinare l'interversione del possesso, prima operando in favore dell'Amministrazione una mera detenzione legale, inidonea ai fini della configur... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'animus rem sibi habendi, utile ai fini dell'usucapione.

Deve ritenersi applicabile, anche nell'ipotesi di utilizzazione sine titulo, l'istituto dell'usucapione, proprio per la sua ratio diretta a rendere certa e stabile la proprietà. In sostanza, a decorrere dalla data di scadenza dell'occupazione legittima, deve ritenersi che il possesso del bene è utile ai fini dell'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> OCCUPAZIONE LEGITTIMA DIVENUTA ILLEGITTIMA --> ANNULLAMENTO ATTI

I provvedimenti di occupazione d'urgenza comportano la mera detenzione della cosa altrui, vuoi perché sono per legge finalizzati ad una apprensione del bene soltanto temporanea, in vista della futura emanazione del decreto di espropriazione, vuoi soprattutto perché implicano il riconoscimento della proprietà altrui (contemplatio domini) con la previsione di una apposita indennità in favore dei proprietari, per cui l'Amministrazione occupante non ha in simili casi l'animus possidendi che vale ai fini dell'usucapione. Solo dal momento in cui si verifica il mutamento della detenzione in possesso, per effetto del successivo annullamen... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zionale degli atti della procedura espropriativa, decorre il termine utile per realizzare l'acquisto a titolo originario del diritto di proprietà ex art. 1158 cod.civ.

In ipotesi d'immissione in possesso, in esecuzione di un decreto di esproprio successivamente annullato dal giudice amministrativo, non v'è dubbio che il possesso (e non anche la proprietà in ragione dell'effetto retroattivo dell'annullamento giurisdizionale del decreto di esproprio), sia acquisito dall'amministrazione dal momento dell'immissione in possesso (articoli 23-24 d.P.R. 327/2001). Conseguentemente inizierà a decorrere il termine utile per realizzare l'acquisto a titolo originario ai sensi dell'articolo 1158 c.c.

In ipotesi di immissione in possesso in esecuzione di un decreto di esproprio successivamente annullato dal giudice amministrativo, non v'è dubbio che il possesso (e non anche la proprietà in ragione dell'effetto retroattivo dell'annullamento giurisdizionale del decreto di esproprio), sia acquisito dall'amministrazione dal momento dell'immissione in possesso (articoli 23-24 d.P.R. 327/2001). Conseguentemente inizierà a decorrere il termine utile per realizzare l'acquisto a titolo originario ai sensi dell'articolo 1158... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...

 
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