Carrello
Carrello vuoto



Termine utile per l'usucapione di un bene da parte della P.A.


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE

Si ha usucapione quando il possesso sia protratto per certo periodo di tempo, che varia a seconda del tipo di bene oggetto del diritto e della caratterizzazione del possesso cioè che sia di buona o di male fede, ferma la possibilità di avvalersi della successione o della accessione (art. 1146 cc). Riguardo ad un bene immobile (nel caso di specie occupato dalla p.a.), per maturare l'usucapione è necessario il decorso di un ventennio (art. 1160 cc).

Qualora dal momento in cui l'occupazione è divenuta illegittima siano trascorsi venti anni di possesso continuato (non interrotto, pacifico, pubblico e non equivoco), emergenti "per tabulas", si può concludere nel senso dell'avvenuto perfezionamento dell'acquisto per usucapione in favore della Pubblica Amministrazione della proprietà del bene immobile (ex art. 1158 Codice Civile), utilizzato per la costruzione dell'opera pubblica.

L'unica forma di usucapione realizzabile nell'ambito di una procedura espropriativa non conclusa con il decreto di esproprio é quella ventennale, poiché la buona fede (soggettiva) dell'autorit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riante deve ritenersi esclusa dall'emanazione del provvedimento autorizzatorio all'occupazione, il quale dimostra che l'autorità era ben conscia di occupare un terreno appartenente ad un terzo proprietario.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> DPR 327/2001

Il termine ventennale per il compimento dell'usucapione decorre pertanto dalla data di entrata in vigore del T.U. n. 327/2001.

Alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere", il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione del bene occupato illegittimamente dalla p.a., non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 (l'art. 43 ivi contenuto, come è noto, aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva).

Per tutte le occupazioni avviate in epoca antecedente alla entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ossia in un'epoca in cui il privato proprietario non avrebbe potuto fare valere il proprio diritto alla restituzione, opera il principio ricavabile dall'art. 2935 del codice civile.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; del tutto logico che il tempo decorso durante il quale l'Amministrazione ha, anche ininterrottamente ed alla luce del sole detenuto il bene prima di tale data, non si computi ai fini della maturata usucapione.

In disparte i problematici rapporti fra usucapione e tutela della proprietà assicurata dalla CEDU, si osserva, condivisibilmente, che il dies a quo di un possibile possesso ad usucapionem non potrebbe che essere posticipato – in conformità all'art. 2935 c.c. – all'entrata in vigore del D.P.R. n. 327/2001, giacché, qualificandosi antecedentemente l'occupazione acquisitiva come fattispecie ablatoria, al proprietario del bene abusivamente occupato era precluso l'esercizio dell'azione restitutoria, vale a dire dell'unica iniziativa del proprietario idonea ad interrompere il corso dell'usucapione in favore del possessore.

Alla stregua dell'art. 2935 c.c. —in virtù del quale la prescrizione decorre «... dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere…»—, il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe esser individuato se non a partire dall'entrata in vigore dell'art. 43 del DPR 327/2001 che, com'è noto, a suo tempo avev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva.

Non può condividersi l'asserzione per cui, in applicazione della disposizione di cui all'art. 2935 c.c., un eventuale possesso utile ai fini dell'usucapione, potrebbe decorrere solo dalla data di entrata in vigore del DPR n.327/2001 che avrebbe fatto venir meno la preclusione alla proponibilità dell'azione di restituzione, espungendo l'istituto dell'occupazione appropriativa o acquisitiva. L'occupazione acquisitiva è stata superata dall'elaborazione giurisprudenziale che ha rivisitato in modo critico il proprio precedente orientamento alla luce sia delle disposizioni del DPR 327/2001, sia della giurisprudenza della CEDU. In ragione di ciò, non può individuarsi dall'entrata in vigore del DPR citato il termine a partire dal quale è consentita l'azione di restituzione, difettando una espressa previsione che la precludesse prima della sua entrata in vigore ovvero la abbia ammessa dopo.

Il tempo durante il quale l'Amministrazione ha esercitato un potere materiale sul bene occupato (e medio tempore trasformato, eventualmente), antecedentemente alla entrata in vigore del d.P.R. n. 327/2001 è inutiliter datum, in chiave di computo del m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fini di dedurre la usucapione dell'area; ciò in quanto sino alla data di entrata in vigore del citato decreto, costituiva approdo consolidato in giurisprudenza quello per cui la trasformazione dell'area implicasse acquisto automatico della proprietà per accessione invertita, ex art. 938 CC) in capo all'Amministrazione. Il privato spossessato, quindi, non avrebbe potuto validamente esercitare alcuna opzione reintegratoria specifica, e non avrebbe potuto conseguire la restituzione dell'area, in quanto già passata in proprietà dell'Amministrazione.

Se è vero che la usucapio risponde ad una esigenza di certezza giuridica, "premia" il possesso ininterrotto dell'area e "sanziona" l'inerzia del proprietario dell'area medesima, è evidente che tale sanzione può operare soltanto laddove il privato possa esercitare i diritti posti a presidio della propria posizione (principio, questo, scolpito sub art. 2935 cc - contra non valentem agere non currit praescriptio). Posto che, antecedentemente alla entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 il privato proprietario non avrebbe potuto fare valere il proprio diritto alla restituzione (per effetto dell'operatività dell'occupazione acquisitiva), è del tutto lo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tempo decorso (durante il quale l'Amministrazione ha, anche ininterrottamente ed alla luce del sole detenuto il bene), prima di tale data non si computi ai fini della maturata usucapione.

Secondo il più recente orientamento l'istituto dell'usucapione risulterebbe incompatibile con l'acquisizione di aree nell'ambito di procedure espropriativa nate o divenute illegittime, dato che a tutto concedere il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, (l'art. 43 ivi contenuto, come è noto, aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva).

A tutto concedere (alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere"), il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327/2001 (l'art. 43 ivi contenuto, come è noto, aveva sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva).

L'interruzione dell'usucapione può avvenire oltre che con la perdita materiale del possesso soltan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roposizione di apposita domanda giudiziale, cosicché quantomeno sino all'entrata in vigore del D.P.R. n. 327 del 2001, qualificandosi antecedentemente l'occupazione acquisitiva come "fattispecie ablatoria", era preclusa da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, onde, trovando necessariamente applicazione l'art. 2935 Cod. civ., il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.

Sino all'entrata in vigore del d.P.R. 327/2001, risultava radicalmente preclusa, da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, qualificando l'occupazione acquisitiva più che un mero fatto illecito, una vera e propria "fattispecie ablatoria seppur atipica". Ne consegue che, a tutto concedere, il dies a quo di un possibile possesso utile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, atteso che l'art. 43 ivi contenuto ha sancito il superamento normativo dell'istituto dell'occupazione acquisitiva.

Non sembra possibile far decorrere il "dies a quo" del possesso utile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'usucapione solo dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 8 Giugno 2001 n. 327, mancando nel predetto Testo Unico disposizioni normative che consentano "ex novo" l'esperimento dell'azione restitutoria al privato proprietario del bene immobile occupato dalla P.A..

Non può condividersi l'assunto secondo cui il dies a quo, ai fini del computo del possesso ad usucapionem, dovrebbe decorrere dall'entrata in vigore del d.p.r. n. 327/2001, non potendosi esercitare in data antecedente l'azione di restitutio in intergrum, con conseguente assenza di strumento per interrompere il possesso della P.A.; ciò in quanto gli strumenti giudiziali a difesa della proprietà sono sicuramente preesistenti al d.p.r. n. 327/2001.

Quantomeno sino all'entrata in vigore del d.P.R. 327/2001, risultava radicalmente preclusa, da parte del destinatario dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, qualificando l'occupazione acquisitiva più che un mero fatto illecito, una vera e propria "fattispecie ablatoria seppur atipica"; ne consegue che, a tutto concedere, (alla stregua dell'art 2935 c.c. - secondo cui la prescrizione decorre "dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere") il dies a quo di un possibile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ile a fini di usucapione non potrebbe che individuarsi a partire dall'entrata in vigore del d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.

Agli effetti del decorso del ventennio di possesso continuato prescritto dall'art. 1158 del codice civile, deve ritenersi che il "dies a quo" della prescrizione del diritto ad ottenere la restituzione del bene rilevante agli effetti interruttivi dell'usucapione, vada individuato nella data di entrata in vigore del DPR 327/2001, da intendersi come la data nella quale è stato introdotto l'istituto dell'acquisizione sanante ed è stato superato l'istituto dell'occupazione appropriativa, in tal modo rendendosi oggettivamente possibile, agli effetti dell'art. 2935 c.c , per gli interessati, la tutela restitutoria del diritto di proprietà sul bene.

Alla stregua "diritto vivente" anteriore alle modifiche introdotte dal DPR n. 327/2001 era pacifico che i proprietari non avevano alcun diritto alla restituzione in natura del bene illegittimamente occupato, trattandosi di un caso tipico e pacifico di occupazione appropriativa; ne conseguiva l'impossibilità di esercitare la domanda restitutoria in natura e quindi di far valere il relativo diritto ai sensi dell'art. 2935 c.c. rilevante ai fini dell'interruzione dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

Non è esatto l'assunto per cui il termine utile per usucapire decorrerebbe solo dalla entrate in vigore del T.U. n. 327/2001, e quindi, dal 30 giugno 2003. La regola contra non valentem agere non currit preaescriptio, si riferisce, per pacifico intendimento, ad impedimenti giuridici all'esercizio della tutela recuperatoria, essendo a tal fine irrilevanti gli orientamenti giurisprudenziali all'epoca dominanti.

Per giurisprudenza pacifica quantomeno sino all'entrata in vigore del D.p.r. 327/2001, risultava radicalmente preclusa, da parte della vittima dell'occupazione preordinata all'esproprio, l'azione di restitutio in integrum, qualificando l'occupazione acquisitiva una vera e propria "fattispecie ablatoria seppur atipica". Tale preclusione rende evidente la problematicità dell'estensione sic et simpliciter dell'istituto civilistico dell'usucapione alle occupazioni materiali da parte della PA, potendo qualificarsi non quali "impedimenti di fatto" ma quali veri e propri "impedimenti legali" all'esercizio del diritto del proprietario di compiere atti interruttivi del possesso utili all'usucapione, e come tale sarebbe giustificata l'applicazione dell'art 2935 c.c. con conseguente individuazione del dies a quo dall'entrata in vigore del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iugno 2001 n. 327, il cui art. 43 ha sancito il superamento normativo.

Agli effetti del decorso del ventennio di possesso continuato prescritto dall'art. 1158 del codice civile, deve ritenersi che il "dies a quo" della prescrizione del diritto ad ottenere la restituzione del bene rilevante agli effetti interruttivi dell'usucapione, vada individuato nella data di entrata in vigore del DPR 327/2001, da intendersi come la data nella quale è stato introdotto l'istituto dell'acquisizione sanante ed è stato superato l'istituto dell'occupazione appropriativa, in tal modo rendendosi oggettivamente possibile, agli effetti dell'art. 2935 c.c , per gli interessati, la tutela restitutoria del diritto di proprietà sul bene.

Alla stregua "diritto vivente" anteriore alle modifiche introdotte dal DPR n. 327/2001 era pacifico che i proprietari non avevano alcun diritto alla restituzione in natura del bene illegittimamente occupato, trattandosi di un caso tipico e pacifico di occupazione appropriativa; ne conseguiva l'impossibilità di esercitare la domanda restitutoria in natura e quindi di far valere il relativo diritto ai sensi dell'art. 2935 c.c. rilevante ai fini dell'interruzione dell'usucapione.

TRASFERIMENTO E ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...I DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PARTE DELLA PA --> TERMINE --> INTERRUZIONE

La domanda risarcitoria per equivalente è idonea ad interrompere il termine ventennale di usucapione.

Il proprietario di un'area illegittimamente occupata il quale agisce in giudizio (propone domanda stragiudiziale nei confronti dell'Ente occupante), vanta un'unica pretesa (quella, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ex art. 832 cc), articolabile nel petitum reipersecutorio e/o risarcitorio, che in ogni caso interrompe il termine di maturazione dell'usucapione, escludendo il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale ex art. 1158 cc..

In tema di possesso ad usucapione, con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c., la legge elenca tassativamente gli atti interruttivi, cosicché non è consentito attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma da ultimo citata, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacche la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti; non può riconoscersi efficacia interruttiva de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ai giudizi che non mirino necessariamente a ottenere nuovamente il possesso del bene, bensì a caducarne il relativo titolo, dispiegandosi, all'esito, una pluralità di alternative, tutte tra loro ugualmente compatibili e percorribili (con valutazione rimessa alternativamente al ricorrente o alla p.a. o congiunta: restituzione; cessione volontaria o acquisizione sanante), ma non necessariamente conducenti alla perdita del possesso da parte dell'Amministrazione.

Non può sostenersi che l'Amministrazione abbia acquistato la proprietà del suolo occupato senza titolo per usucapione qualora sia intervenuta una transazione (ancorché poi risolta di diritto), che vale come riconoscimento da parte dell'Amministrazione dell'altrui diritto e quindi interrompe il possesso ad usucapionem.

Il possesso ventennale utile ad usucapire è interrotto quantomeno dalla proposizione del ricorso con cui i privati proprietari del terreno occupato senza titolo formulano domanda risarcitoria (la cui pendenza implica altresì la sospensione del termine).

Perché maturi la usucapione è necessario –tra l'altro–che ricorra il presupposto dell'inerzia del privato proprietario. Non ricorre ta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sto laddove il privato abbia richiesto "semplicemente" la tutela risarcitoria. Anche la "semplice" proposizione dell'azione risarcitoria implica atto interruttivo del possessio ad usucapionem.

Sostenere che la (mera) azione risarcitoria (ancorché intrapresa in tempo utile per interrompere il possesso ventennale ad usucapionem), non costituisce ex se atto validamente interruttivo della prescrizione, in quanto idoneo a dimostrare la volontà del privato di opporsi validamente a che altri detenga il proprio bene, appare una non condivisibile forzatura; ciò in quanto una tale costruzione reggerebbe soltanto laddove si predicasse la permanente attualità del principio per cui l'avvenuta proposizione dell'azione risarcitoria implica opzione abdicativa della domanda restitutoria (e, quindi, l'Amministrazione possa divenire, in forza di ciò titolare del bene). Ma così, come è noto, non è.

Sostenere che la (mera) azione risarcitoria (ancorché intrapresa in tempo per interrompere il possesso ventennale ad usucapionem) non costituisce ex se atto validamente interruttivo della prescrizione, in quanto idoneo a dimostrare la volontà del privato di opporsi validamente a che altri detenga il pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... appare una non condivisibile forzatura; tanto più che (questo è incontroverso) la retroattività dell'acquisto per usucapione implicherebbe che il privato si vedrebbe privato (non solo della tutela reipersecutoria ma, anche) della tutela risarcitoria. In sintesi, quindi, si ipotizzerebbe che il privato abbia scientemente proposto una domanda senza alcuna pratica possibilità ci accoglimento.

Il pagamento dell'I.C.I. prima e dell'I.M.U., poi, ha efficacia interruttiva del possesso ad usucapionem.

Il termine ventennale (o quello breve, decennale, in presenza di un titolo astrattamente idoneo), per il perfezionamento dell'acquisto a titolo originario del terreno illecitamente occupato dall'amministrazione si interrompe in caso di notifica, da parte del proprietario, dell'atto di citazione in giudizio con il quale è chiesta la condanna al risarcimento del danno derivante dall'occupazione illecita perpetrata dall'amministrazione stessa.

La domanda risarcitoria è idonea ad interrompere il termine ad usucapionem in presenza di un'occupazione abusiva per la realizzazione di opere di pubblica utilità.

Qualora, cessata l'efficacia del decreto di occupazione d'urgenza, decorsi 5 ann... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssione nel possesso, i proprietari (ricorrenti) e i loro aventi causa si siano, in vario modo, attivati per ottenere l'esecuzione del preliminare di cessione volontaria concordato con gli enti (resistenti), deve ritenersi interrotto l'eventuale maturarsi, senza opposizione, dell'acquisto a titolo originario per usucapione da parte dell'Amministrazione.

Qualora, nel corso del periodo utile ai fini dell'usucapione, nessuna richiesta (risarcitoria, restitutoria ovvero di adozione di un provvedimento di acquisizione sanante), sia stata proposta dai proprietari dei beni fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione dello stesso da parte della P.A., non può escludersi il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale prevista dall'art. 1158 c.c., non sussistendo atti utili ad interrompere l'usucapione.

La domanda risarcitoria è idonea a interrompere il termine ad usucapionem in presenza di un'occupazione abusiva per la realizzazione di opere di pubblica utilità.

Il combinato disposto degli articoli 1165 c.c. e 2943 c.c. impone che solo gli atti diretti ad ottenere una pronuncia giurisdizionale per il recupero del possesso sono idonei ad interromperlo.

Il propri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n area illegittimamente occupata che agisca in giudizio (o che proponga domanda stragiudiziale nei confronti dell'Ente occupante), vanta un'unica complessa pretesa, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ai sensi dell'art. 832 c.c., che può articolarsi nel petitum reipersecutorio e risarcitorio, ovvero soltanto in quello risarcitorio, laddove il bene sia stato irreversibilmente trasformato e l'Amministrazione intenda utilizzarlo per fini pubblicistici, ai sensi dell'art. 42bis del T.U. Espropriazione. Ne consegue che qualunque richiesta (risarcitoria, restitutoria ovvero di adozione di un provvedimento di acquisizione sanante), proposta in qualità di dominus del bene e fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione dello stesso da parte della P.A., vale ad escludere il presupposto applicativo dell'istituto dell'usucapione ventennale prevista dall'art. 1158 c.c..

Le richieste di adozione del provvedimento di acquisizione sanante inviate all'Amministrazione occupante senza titolo il bene, in cui l'istante si qualifichi proprietario del bene e nella predetta qualità richieda l'adozione del provvedimento traslativo della proprietà con contestuale pagamento dell'indennizzo, ind... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ha effetto di interrompere il decorso del possesso ad usucapionem.

La richiesta risarcitoria, in quanto fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione del bene da parte dell'amministrazione, e senza che l'ordinamento, in passato, apprestasse strumenti per venire (rectius: tornare) coattivamente in possesso dell'area illegittimamente occupata, rappresenta un valido fatto interruttivo del corso dell'usucapione.

Il proprietario di un area illegittimamente occupata che agisca in giudizio vanta un'unica pretesa (quella, fondata sullo ius omnes alios excludendi insito nel diritto di proprietà ex art. 832 cc). Tale pretesa, unica e complessa, a propria volta si può articolare nel petitum reipersecutorio e risarcitorio ovvero solo risarcitorio; non v'è dubbio, comunque, che la richiesta risarcitoria, in quanto fondata sul presupposto dell'illegittima protrazione della detenzione del bene da parte dell'amministrazione, e senza che l'ordinamento, in passato, apprestasse strumenti per venire (rectius: tornare) coattivamente in possesso dell'area illegittimamente occupata, valesse ad escludere il presupposto applicativo dell'istituto della usucapione ventennale ex art. 1158 cc..

La giurisprudenza &egra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ca nel richiedere, a fini interruttivi dell'ultraventennale possesso utile ai fini dell'usucapione, la domanda giudiziale. Non può pertanto riconoscersi tale effetto alla richiesta di pagamento dell'indennità di esproprio o il risarcimento del danno in ipotesi di accessione invertita, non avendo tale nota non solo natura di atto processuale di instaurazione di un giudizio, ma neppure venendo con la stessa richiesta la restituzione del bene, al fine di porre fine al possesso dell'Amministrazione.

Ai fini interruttivi del termine utile per usucapire, appaiono idonee (in virtù del combinato disposto degli artt. 1965 e 2943 c.c.), esclusivamente iniziative giudiziali in funzione recuperatoria del possesso, e non già intese alla mera condanna al risarcimento del danno.

L'espresso ed inequivoco riconoscimento da parte dell'Amministrazione del diritto di proprietà del privato, insito (nel caso di specie) nelle trattative intercorse tra le parti e nella richiesta di cessione volontaria del bene occupato, vale ad escludere l'animus possidendi da parte del presunto possessore. Infatti, in tema di usucapione - per pacifica giurisprudenza civile - ai sensi dell'art. 1165 c.c. in relazione all'art. 2944 c.c., il riconoscimento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene uti "dominus", interrompe il termine utile per l'usucapione.

Il ricorso introduttivo del giudizio, ancorché costruito in termini risarcitori in quanto proposto al tempo in cui vigeva indiscussa la giurisprudenza che riconosceva l'acquisizione della proprietà per c.d. accessione invertita, evidenzia chiaramente l'intento dei proprietari di esercitare le azioni disponibili di tutela della loro proprietà, non ricorrendo dunque nella specie quella sorta di "abbandono" del bene che costituisce il presupposto per il maturarsi del termine dell'usucapione.

Gli atti di citazione di fronte al Giudice ordinario e gli atti di richiesta di pagamento e di diffida tesi non al recupero del possesso dei terreni occupati dall'Amministrazione, ma ad ottenere un'integrazione sulla indennità di espropriazione, ovvero all'emanazione dell'atto di acquisizione alla proprietà comunale, non possono essere ritenuti diretti al recupero del possesso e pertanto devono essere ritenuti atti non in grado di interrompere l'usucapione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> DA PAR... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... --> TERMINE --> OCCUPAZIONE CON IRREVERSIBILE TRASFORMAZIONE

In ipotesi di occupazione del fondo privato non seguita dalla conclusione del procedimento, deve ritenersi che alla scadenza dei vent'anni dalla esecuzione dei lavori con radicale trasformazione del bene, in assenza di alcun fatto o atto interruttivo, maturi il periodo di tempo indicato dall'art. 1158 cod. civ. ai fini dell'usucapione.

Il periodo di occupazione dei terreni durante il quale l'Amministrazione ha irreversibilmente trasformato il bene, estrinsecando così la volontà di comportarsi come proprietario dello stesso, è utile ai fini dell'usucapione, non potendo l'Amministrazione essere considerata in tale periodo quale mero detentore; l'alterazione radicale è infatti atto incompatibile con la situazione di mera detenzione.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI