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Il silenzio della P.A. a fronte di un'istanza di sanatoria edilizia

Il silenzio della P.A. su un'istanza di sanatoria di abusi edilizi costituisce ipotesi di silenzio significativo; ad esso vanno dunque ricollegati tutti gli effetti propri di un provvedimento di esplicito diniego.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ --> SILENZIO RIGETTO

Il silenzio sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica presenta natura di atto tacito di reiezione dell'istanza.

Il silenzio dell'amministrazione protratto oltre il termine di sessanta giorni, a fronte di un'istanza di accertamento di conformità urbanistica presentata ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. 6 Giugno 2001 n° 380, costituisce un'ipotesi di silenzio significativo al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento di rigetto dell'istanza.

L'inutile decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza di accertamento di conformità ne comporta inesorabilmente, la reiezione e in mancanza di impugnativa del silenzio provvedimentale ovvero della prova di tale reazione processuale, l'atto tacito di rigetto della domanda di sanatoria si consolida e diviene inoppugnabile, con conseguente piena riespansione dell'efficacia dell'ingiunzione di demolizione, non occorrendo in alcun modo a tali effetti la reiterazione comunale dell'ordine demolitorio.

Il silenzio sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica ha natura di atto tacito ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e dell'istanza.

Il silenzio serbato sulla istanza di accertamento di conformità ex art. 36 T.U. n. 380/2001 (come quello di cui al previgente art. 13 l. n. 47/1985) ha valore provvedimentale di diniego di sanatoria.

Nel definire il silenzio serbato sulla istanza di accertamento di conformità, l'attuale art. 36 del t.u. edilizia, per il quale, non è detto più che trascorsi sessanta giorni "la richiesta s'intende respinta" (come nella previgente l. 47/1985), bensì "s'intende rifiutata", il legislatore ha adottato un mutamento lessicale che manifesta soltanto una più attenta valutazione delle caratteristiche della fattispecie disciplinata dalla stessa norma, nel senso che, se è vero che nell'ipotesi ordinaria l'interessato, prima di intraprendere l'attività edilizia chiede all'amministrazione comunale un provvedimento di assenso che costituisca titolo al suo legittimo esercizio, nell'ipotesi disciplinata dalle norma in esame l'attività edilizia, al contrario, si è abusivamente svolta in assenza del provvedimento positivo dell'Amministrazione, e proprio per questa ragione, la domanda di sanatoria dell'interessato non può essere altrimenti rivolta all'Amministrazione che per ott... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ovvedimento che sia di regolarizzazione di quanto abusivamente costruito.

La fattispecie di cui all'art. 13 l. 47/85, oggi sostituita dall'art. 36 Testo Unico Edilizia approvato con d.P.R. n. 380 del 2001, ha natura di atto tacito di reiezione dell'istanza e quindi di silenzio-significativo e non di silenzio-rifiuto.

Il silenzio-rigetto sull'istanza di accertamento di conformità, in quanto provvedimento tacito, esonera la PA dal fornire una risposta esplicita sull'istanza e dunque non è configurabile a suo carico un'omissione di pronuncia.

Il silenzio-rigetto sull'istanza di accertamento di conformità è di per sé privo di motivazione e quindi che è impugnabile non per difetto di motivazione, bensì per il suo contenuto di rigetto.

Ai sensi dell'art. 36, comma 3, del D.P.R. n. 380/01, il silenzio dell'amministrazione serbato sulla domanda di accertamento di conformità oltre il termine di sessanta giorni ha natura di silenzio-significativo per cui decorso inutilmente tale termine e in caso di perdurante inerzia dell'amministrazione, il provvedimento tacito di diniego di sanatoria si consolida, diviene inoppugnabile e determina la riespansione dell'efficacia dell'origi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nzione di demolizione.

Il decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza di accertamento di conformità determina la formazione di un provvedimento tacito di reiezione dell'istanza impugnabile nelle forme ordinarie.

Il silenzio dell'amministrazione a fronte di un'istanza di sanatoria costituisce una ipotesi di silenzio significativo, al quale vengono pertanto collegati gli effetti di un provvedimento di rigetto dell'istanza, così determinandosi una situazione del tutto simile a quella che si verificherebbe in caso di un provvedimento espresso; ne consegue che tale provvedimento, in quanto tacito, è già di per sé privo di motivazione ed è impugnabile non per difetto di motivazione, bensì per il contenuto reiettivo dell'atto.

Ai sensi dell'art. 13 della legge n. 47 del 1985, il silenzio serbato dall'Amministrazione comunale sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica non ha valore di silenzio-inadempimento, ma di silenzio-rigetto con la conseguenza che, all'atto della sua formazione per inutile decorso del relativo termine, non sussiste un obbligo di provvedere, dovendosi già ritenere formato il provvedimento negativo tacito, suscettibile d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...one con onere, in capo all'interessato, di dimostrare la compatibilità dell'opera realizzata sine titulo con la normativa primaria e secondaria sotto il cui imperio essa ricade.

Ove il Comune non si pronunci espressamente sull'istanza di accertamento di conformità entro sessanta giorni, la stessa si intende respinta: si forma, cioè, sulla domanda, una tipica fattispecie di silenzio-rigetto, che va impugnato mediante la proposizione di motivi aggiunti o ricorso autonomo.

Ai sensi dell'art. 13 L. 28 febbraio 1985, n. 47, il silenzio mantenuto dall'Amministrazione sull'istanza di sanatoria di abusi edilizi deve qualificarsi come provvedimento tacito avente contenuto negativo, sicché deve ritenersi che, decorso il termine di sessanta giorni dalla data di presentazione della concessione in sanatoria, la stessa si intenda respinta con onere di contestazione giurisdizionale del silenzio-diniego così formatosi.

Il silenzio dell'Amministrazione sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria ha un valore legale tipico di rigetto, vale a dire costituisce un'ipotesi di silenzio significativo al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento esplicito di diniego.

Nei casi in cui un ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si pronunci espressamente entro sessanta giorni sull'istanza di accertamento di conformità la stessa si intende respinta registrandosi quindi una tipica fattispecie di silenzio – rigetto impugnabile mediante la proposizione di motivi aggiunti o ricorso autonomo.

Il silenzio fatto formare sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica non ha valore di silenzio-inadempimento ma di silenzio-rigetto, con la conseguenza che, all'atto della sua formazione per inutile decorso del relativo termine, non sussiste un obbligo di provvedere, dovendosi già ritenere costituito il provvedimento negativo tacito da impugnare con onere, in capo all'interessato, di dimostrare la compatibilità dell'opera realizzata sine titulo con la normativa primaria e secondaria sotto il cui imperio essa ricade.

Il mancato riscontro dell'amministrazione ad un'istanza di accertamento di conformità non integra un'ipotesi di silenzio inadempimento bensì di silenzio significativo con valore di reiezione dell'istanza, per il quale non è configurabile un obbligo per l'amministrazione di emanare un atto scritto reiterativo degli effetti di diniego.

Laddove si formi il silenzio rigetto su un'istanza di sanatoria, l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dell'ordinanza di demolizione, solamente sospesa con la presentazione dell'istanza stessa, si riespande e i termini per la demolizione riprendono il loro corso, senza che sia necessario un nuovo ordine di demolizione.

A norma dell'art. 36, comma 3, D.P.R. n. 380/2001, ove il Comune non si pronunci espressamente sull'istanza di accertamento di conformità, la stessa si intende respinta, formandosi una tipica fattispecie di silenzio rigetto.

L'art. 36, comma 3, del t.u. edilizia configura a tutti gli effetti un'ipotesi di tipizzazione legale del silenzio serbato dall'amministrazione, con la conseguenza che, una volta inutilmente decorso il relaaivo termine, sulla domanda di sanatoria si forma a tutti gli effetti un atto tacito di diniego, in relazione al quale l'interessato può agire in sede impugnatoria nel termine di legge di sessanta giorni decorrente dalla data di formazione dell'atto negativo tacito.

Il diniego tacito di un'istanza di sanatoria non può sfuggire alle regole proprie degli atti amministrativi, né può ricevere una corsia privilegiata sì da ritenere che lo stesso non possa essere censurato per difetto di motivazione o istruttoria, dato che risulterebbe, sotto tali aspetti, sempre... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... sfuggendo quindi al sindacato del G.A..

Ai sensi dell' art. 13 della legge n. 47 del 1985 il silenzio serbato dall'Amministrazione comunale sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica non ha valore di silenzio-inadempimento, ma di silenzio-rigetto con la conseguenza che, all'atto della sua formazione per inutile decorso del relativo termine, non sussiste un obbligo di provvedere, dovendosi già ritenere costituito il provvedimento negativo tacito da impugnare, con onere, però, in capo all'interessato, di dimostrare la compatibilità dell'opera realizzata sine titulo con la normativa primaria e secondaria sotto il cui imperio essa ricade.

Il decorso del termine di cui all'art. 13 della l. n. 47 del 1985 non fa venir meno il potere dell'amministrazione di provvedere in merito all'istanza del privato: il silenzio rifiuto è, infatti, una mera fictio iuris avente il diverso fine di consentire all'interessato una sollecita tutela giurisdizionale a mezzo l'impugnazione di un silenzio giuridicamente significativo, per cui l'amministrazione attiva può adottare il provvedimento richiesto quand'anche sia decorso il suddetto termine.

L' art. 36, comma 3, del D.p.r. n. 380/2001, configura un'ipot... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zzazione legale del silenzio serbato dall'amministrazione, con la conseguenza che, una volta inutilmente decorso il termine di legge, sulla domanda di sanatoria si forma a tutti gli effetti un atto tacito di diniego, con il conseguente onere della parte interessata di agire in sede impugnatoria nel termine di legge di sessanta giorni decorrente dalla data di formazione dell'atto negativo tacito.

La scelta del legislatore nazionale effettuata nell'art. 36, Co. 3, D.p.r. n. 380/2001 di qualificare il silenzio come atto tacito negativo, esprime un principio fondamentale della materia urbanistica, come tale non derogabile dalla legislazione regionale.

L'Amministrazione conserva un potere di decisione postuma sulla domanda di sanatoria pur dopo scaduto e inutilmente trascorso il termine di legge e ancorché con ciò sia maturata la pronuncia negativa tacita.

Il silenzio serbato dall'Amministrazione sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica dell'abuso edilizio ha natura di atto tacito di reiezione dell'istanza e, quindi, di silenzio significativo di rigetto, concernendo una valutazione eminentemente doverosa e vincolata.

In presenza di una istanza ex art. 36 del DPR 380/01, sussiste l'obbligo d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i condurre tale accertamento anche laddove, decorsi i termini di legge, si sia formato un provvedimento di diniego tacito sull'istanza, poiché dovendo ad esso seguire il rinnovo dell'esercizio dei poteri repressivi e sanzionatori, la compatibilità o meno del manufatto con le previsioni dello strumento urbanistico si riproporrà al momento dell' emanazione del nuovo ordine di demolizione.

Il silenzio dell'Amministrazione su un'istanza di sanatoria di abusi edilizi costituisce ipotesi di silenzio significativo, al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento esplicito di diniego, con la conseguenza che si viene a determinare una situazione del tutto simile a quella che si verificherebbe in caso di provvedimento espresso. In virtù della previsione legale di implicito diniego, il silenzio tenuto dall'Amministrazione non può, infatti, essere inteso come mero fatto di inadempimento, ma abilita l'interessato alla proposizione di impugnazione, una volta decorso dal suo perfezionarsi il termine decadenziale di sessanta giorni.

La nomina di un commissario ad acta ex art. 21 D.P.R. 380/2001 non è immaginabile in caso di silenzio su istanza di accertamento di conformità presentata ex art. 36 D.P.R. cit.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... tale inerzia ha valore di rigetto.

Il silenzio serbato dall'Amministrazione sulla domanda di sanatoria ex art. 36 del d.P.R. n. 380 del 2001 è qualificabile come silenzio provvedimentale con contenuto di rigetto e non come silenzio inadempimento all'obbligo di provvedere.

Decorsi i sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza di accertamento di conformità, si forma un provvedimento tacito di rigetto.

Anche dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 380/2001, l'inerzia sull'istanza di accertamento di conformità integra un'ipotesi di silenzio significativo, con l'attribuzione, per legge, al comportamento omissivo della P.A. del significato di reiezione della richiesta avanzata dal privato.

Anche a seguito del formarsi del silenzio rigetto sulla domanda di accertamento di conformità, l'amministrazione conserva il potere di provvedere in via esplicita in ordine alla conformità delle opere e, in ipotesi di rigetto dell'istanza medesima, l'atto in quanto emesso a seguito di istruttoria e dotato di motivazione esplicita, non può intendersi come meramente confermativo del diniego formatosi in via tacita.

Trascorsi sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza di accertam... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...formità, si forma un tacito provvedimento di diniego.

La qualificazione, da parte dell'art. 36 D.P.R. 380/2001, del silenzio sull'istanza di accertamento di conformità come atto tacito di diniego esprime un principio fondamentale della materia urbanistica, come tale non derogabile dal legislatore regionale.

La statuizione dell'art. 36 D.P.R. 380/2001 da un lato risponde allo scopo di evitare il protrarsi di situazioni di incertezza suscettibili di incentivare l'abusivismo, dall'altro lato pone una presunzione relativa di difformità urbanistico-edilizia dei lavori realizzati senza titolo, accollando ragionevolmente al soggetto che ha violato la legge e versa in una condizione illecita l'onere di attivarsi prontamente, anche nelle sedi giudiziarie, affinché sia dimostrata la natura solo formale e non sostanziale dell'illecito.

L'ambito operativo del silenzio rigetto è riferito, nell'economia complessiva del modello normativo recepito dall'art. 36 del d.p.r. 380/2001, ai soli casi in cui l'istanza del privato non riceva alcun riscontro da parte dell'Amministrazione adita.

L'art. 36, comma 3, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, già art... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...legge 28 febbraio 1985, n. 47, configura a tutti gli effetti un'ipotesi di tipizzazione legale del silenzio serbato dall'amministrazione.

La scelta del legislatore nazionale di qualificare il silenzio sull'istanza di accertamento di conformità come atto tacito negativo, esprime un principio fondamentale della materia urbanistica, come tale non derogabile dalla legislazione regionale.

Il potere di pronuncia sulla domanda di accertamento di conformità non si consuma allorché sia scaduto e inutilmente trascorso il termine di legge e ancorché con ciò sia maturata la pronuncia negativa tacita.

E' legittima la legge regionale che prevede un potere sostitutivo nel caso in cui il sindaco omette di pronunciarsi entro sessanta giorni sulla domanda di accertamento di conformità.

Il silenzio tenuto sulla istanza di accertamento di conformità non è qualificabile come silenzio inadempimento o silenzio rifiuto, ma come silenzio diniego, giacché l'ordinamento ha previsto espressamente quale sia la conseguenza giuridica dell'inutile decorso del termine per provvedere.

Il silenzio sulla domanda di accertamento in conformità va qualificato come silenzio-r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tavia, essendo tale meccanismo in contrasto con gli obblighi di trasparenza, chiarezza e leale collaborazione tra P.A. e privato e con l'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, il privato può sempre pretendere che la P.A. si pronunci in modo espresso sulla sua istanza, esplicitando le ragioni che eventualmente ne determinino il rigetto, sì da consentire la piena tutela, anche giurisdizionale, delle situazioni soggettive a fondamento della richiesta del cittadino.

Il silenzio dell'Amministrazione sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria ha un valore legale tipico di rigetto, vale a dire costituisce un'ipotesi di silenzio significativo al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento esplicito di diniego.

L'art. 36, comma 3, del T.U. edilizia configura a tutti gli effetti un'ipotesi di tipizzazione legale del silenzio serbato dall'amministrazione, con la conseguenza che, una volta inutilmente decorso il suddetto termine, sulla domanda di sanatoria si forma a tutti gli effetti un atto tacito di diniego, con il conseguente onere della parte interessata di agire in sede impugnatoria nel termine di legge di sessanta giorni decorrente dalla data di formazione dell'atto negativo tacito.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l silenzio dell'amministrazione su un'istanza di sanatoria di abusi edilizi costituisce ipotesi di silenzio significativo, al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento esplicito di diniego; pertanto, si viene a determinare una situazione del tutto simile a quella che si verificherebbe in caso di provvedimento espresso, con la differenza che, in quanto tacito, è privo di motivazione, e il diniego derivante dal silenzio è quindi impugnabile non per carenza della stessa ma per il suo contenuto di rigetto .

Il silenzio che l'amministrazione abbia serbato in relazione alla richiesta di concessione edilizia in sanatoria ex art. 36, d.P.R n. 380 del 2001 ha natura di silenzio rigetto o rifiuto.

L'omessa pronuncia nei termini sull'istanza di accertamento di conformità comporta la formazione del silenzio rigetto.

Il silenzio tenuto dalla P.A. su un'istanza di accertamento di conformità deve configurarsi come silenzio provvedimentale con contenuto di rigetto.


 
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