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Ristrutturazione edilizia

 ABSTRACT: «Gli interventi edilizi che alterino, anche sotto il profilo della distribuzione interna, l'originaria consistenza fisica di un immobile e comportino l'inserimento di nuovi impianti e la modifica e ridistribuzione dei volumi, non si configurano né come manutenzione straordinaria, né come restauro o risanamento conservativo, ma rientrano nell'ambito della ristrutturazione edilizia».
 RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, PRESUPPOSTI, NOZIONE
 DISCIPLINA LOCALE, MODIFICA DELLA SAGOMA
 NATURA E DIFFERENZE DA ALTRI INTERVENTI
 STRUMENTI URBANISTICI SOPRAVVENUTI

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
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OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

È legittimo il diniego di ristrutturazione e cambio di destinazione d'uso basato sul rilievo dirimente della natura accessoria del manufatto e dell'impossibilità di considerarlo alla stregua di edificio principale se tale natura accessoria è accertata inter partes con efficacia di giudicato.

Devono essere qualificati come ristrutturazione edilizia tutti quegli interventi che riguardano gli elementi costitutivi di un edificio preesistente e/o impianti, ma che non comportino ampliamento del fabbricato mediante creazione di nuovi volumi.

In caso di ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione non possono essere aumentate la sagoma e la volumetria preesistenti ma possono essere modificate le quote di imposta dei solai.

Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, art. 30, (c.d."decreto del fare"), convertito con L. 9 agosto 2013, n. 98, ha mantenuto fermo il principio che costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati al permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportino un organismo edilizio in tutto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diverso dal precedente, un aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti e delle superfici.

La modificazione della distribuzione della superficie interna e dei volumi e dell'ordine in cui sono disposte le diverse porzioni dell'edificio anche per il solo fine di rendere più agevole la destinazione d'uso esistente configura un caso di ristrutturazione edilizia.

La ricostruzione ermeneutica della nozione di ristrutturazione edilizia va effettuata esclusivamente con riferimento alla normativa nazionale, cui la legge regionale fa rinvio, e cui in linea di principio è riservata in via esclusiva la definizione degli interventi edilizi.

La ristrutturazione si verifica quando gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un fabbricato le cui componenti essenziali, quali muri perimetrali, strutture orizzontali e copertura siano rimasti inalterati.

La «ristrutturazione con ampliamento» prescinde dalla demolizione dell'intero fabbricato ed implica evidentemente le sole demolizioni parziali che, senza alterazione degli elementi strutturali che qualificano l'immobile preesistente, consentano tuttavia le opere preor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uovo assetto del manufatto.

L'intervento di ristrutturazione edilizia che comporta l'aumento di superficie non è assentibile con d.i.a. ma con permesso di costruire e, pertanto, non è sanzionabile ex art. 37 D.P.R. 380/2001.

L'intervento che, pur conservando la sagoma e il numero di unità abitative, si risolve in un radicale mutamento della distribuzione degli spazi nelle singole unità e nel dotare ciascuna di esse di un servizio igienico eccede i limiti della mera manutenzione e restauro ed è inquadrabile nell'ambito della ristrutturazione edilizia.

Nella ristrutturazione edilizia rientrano anche ipotesi di trasformazione del manufatto con modifica di sagoma e volumetria.

Va configurato come intervento di ristrutturazione edilizia l'apposizione di una consistente tamponatura ad una tettoia.

La realizzazione di muri di perimetrazione e la posa di pilastrini sul terrazzo di copertura di un edificio è un intervento di ristrutturazione c.d. «pesante» che richiede il rilascio del permesso di costruire.

L'intervento di ristrutturazione di una costruzione originariamente abusiva costituisce ripresa del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; illecita, integrando un nuovo reato edilizio, in quanto allorché l'opera precedentemente realizzata perisce in tutto o in parte il proprietario non acquista il diritto di ricostruirla o comunque di ristrutturarla senza alcun titolo abilitativo anche se l'abuso non sia stato originariamente represso.

L'amministrazione non ha l'onere di provare la preesistenza del fabbricato da ristrutturare, poiché è onere del titolare della pratica edilizia fornire tutti gli elementi necessari alla qualificazione dell'intervento edilizio previsto descrivendo l'opera da realizzare e dando contezza dei suoi elementi costitutivi e dei presupposti propri della tipologia di intervento edilizio in progetto.

La modifica del prospetto dell'edificio (demolizione della muratura divisoria tra l'edificio e la superficie esterna) in zona vincolata concreta ai sensi dell'art. 10, co. 1, lett. c). D.P.R. 380/2001, una ristrutturazione edilizia per la quale occorre munirsi del permesso di costruire.

In materia edilizia sono realizzabili con d.i.a. gli interventi di ristrutturazione edilizia di portata minore, ovvero che comportano una semplice modifica dell'ordine in cui sono disposte le diverse parti dell'immobile, e con con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della consistenza urbanistica iniziale, classificabili diversamente dagli interventi di ristrutturazione edilizia descritti dall'art. 10, co. 1, lett. c) D.P.R. 380/2001, che portano ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente con aumento delle unità immobiliari o modifiche del volume, sagoma, prospetti o superfici e per i quali è necessario il preventivo permesso di costruire.

In qualunque ipotesi di ristrutturazione edilizia l'intervento, in quanto assoggettato al previo rilascio del permesso di costruire, è soggetto ad una valutazione di conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

In materia edilizia sono realizzabili con denuncia di inizio attività gli interventi di ristrutturazione edilizia di portata minore, ovvero che comportano una semplice modifica dell'ordine in cui sono disposte le diverse parti dell'immobile, e con conservazione della consistenza urbanistica iniziale, classificabili diversamente dagli interventi di ristrutturazione edilizia descritti dall'art. 10, co. 1, lett. c) D.P.R. 380/2001, che portano ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente con aumento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à immobiliari o modifiche del volume, sagoma, prospetti o superfici e per i quali è necessario il preventivo permesso di costruire.

La realizzazione di una unità immobiliare autonoma necessita di permesso di costruire.

È ristrutturazione edilizia il frazionamento di un'unità immobiliare in due unità, e considerando che la risultante dell'intervento consiste comunque nella creazione di un organismo edilizio diverso da quello precedente, serve il permesso di costruire.

La nozione di "ristrutturazione edilizia" di cui all'art. 3, co. 1, lett. e) D.P.R. 380/2001 non può essere derogata ad opera delle normative locali.

In ogni ipotesi di contrasto tra l'art. 3 D.P.R. 380/2001, nella parte in cui perimetra il contenuto tipico della categoria edilizia cd. della ristrutturazione, e la disciplina urbanistica locale deve prevalere, quale norma di rango primario, la prima, con conseguente effetto abrogativo di ogni diversa e precedente disposizione di forza ed efficacia inferiore.

Il frazionamento dell'originaria unità immobiliare per ricavarne un numero maggiore ciascuna autonomamente utilizzabile è da qualificare come ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione edilizia.

A seguito delle modifiche apportate dal D. Lgs. 301/2002 al D.P.R. 380/2001 il discrimine tra opere soggetto e non soggette a permesso di costruire non è più tra le lettere c) e d) dell'art. 3 D.P.R. cit. (nel senso che il permesso di costruire sarebbe necessario per tutti gli "interventi di ristrutturazione edilizia", ma non per gli "interventi di restauro e di risanamento conservativo") ma è tutto interno alla lettera d) dell'art. 3 cit. e si dovrà distinguere, tra gli "interventi di ristrutturazione edilizia" quelli che richiedono il permesso di costruire (art. 10 D.P.R. cit.) e quelli soggetti a regime semplificato (art. 22 D.P.R. cit.).

Anche in Sicilia, con effetto dall'entrata in vigore del D.P.R. 380/2001, il discrimine tra opere di ristrutturazione edilizia soggette e non soggette a concessione edilizia è quello previsto dall'art. 10 D.P.R. cit., così come modificato dal D. Lgs. 301/2002, e così deve essere interpretata ogni precedente disposizione che ancora faccia letterale riferimento al criterio discretivo anteriore all'entrata in vigore del D. Lgs. 301/2002.

Le opere implicanti diversa distribuzione interna e realizzazione di soppal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onsiderarsi, per la loro consistenza e portata, opere di ristrutturazione edilizia, di cui all'art. 10, comma 1, lett. c), del d.p.r. n. 380/2001. soggette al rilascio del permesso di costruire e non già a semplice denuncia di inizio attività, essendosi realizzata quanto meno una modificazione di superficie dell'edificio preesistente.

Gli interventi edilizi che incrementano la superficie utile, modificano la distribuzione della superficie interna, incidono sul preesistente carico urbanistico, mutano le aperture dei due edifici e, in parte, la destinazione d'uso degli stessi, e quindi non si limitano all'inserimento di nuovi elementi accessori propri del risanamento conservativo, si sostanziano in una vera e propria ristrutturazione edilizia, ovvero in lavori che danno vita ad organismi edilizi in parte diversi da quelli originari, con parziale cambio di destinazione d'uso.

Con il Piano Urbanistico Territoriale dell'Area sorrentino-amalfitana, approvato con legge della regione Campania 27 giugno 1987, n. 35 e qualificato "Piano Territoriale di coordinamento con specifica considerazione dei valori paesistici e ambientali", il legislatore regionale ha espressamente vietato la ristrutturazione edilizia in difetto della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grammazione pubblica.

Laddove la ristrutturazione edilizia sia subordinata alla redazione dello strumento attuativo, la ricostruzione delle parti crollate, nelle more di quest'ultimo, va preclusa ove meramente tesa alla creazione di volumi e superfici, ancorché preesistenti e diruti, ma non può essere vietata, quale che ne sia l'effetto indotto, ove e per quanto "si imponga" per far luogo alle operazioni di consolidamento.

Al fine di far comprendere, in concreto, le ragioni della irrealizzabilità dell'intervento programmato non è sufficiente limitarsi ad affermare in via apodittica che esso costituisce ristrutturazione ed è irrealizzabile in difetto della previa strumentazione pubblica esecutiva.

Le opere interne che comportino aumenti delle unità immobiliari e cambi di destinazione d'uso costituiscono variazioni essenziali al progetto e sono ascrivibili alla categoria della ristrutturazione.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> DISCIPLINA LOCALE

In presenza di aumenti aumenti della volumetria o delle superfici occupate in relazione alla originaria sagoma di ingombro si verte in ipotesi di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uzione, da considerare tale, ai fini del computo delle distanze rispetto agli edifici contigui come previste dagli strumenti urbanistici locali, nel suo complesso, ove io strumento urbanistico rechi una norma espressa con la quale le prescrizioni sulle maggiori distanze previste per le nuove costruzioni siano estese anche alle ricostruzioni, ovvero, ove una siffatta norma non esista, solo nelle parti eccedenti le dimensioni dell'edificio originario.

La legislazione regionale può configurare un'opera di ristrutturazione anche in presenza di un aumento di volumetria.

L'art. 9 comma 2 D.P.R. 380/01, attesa la forza cogente conseguente alla sua natura di norma legislativa di rango primario, integra in via automatica gli strumenti urbanistici generali già approvati alla data di entrata in vigore del testo unico, comportandone sostanzialmente la disapplicazione laddove essi prevedano l'obbligo dello strumento attuativo anche per dar corso ad interventi di ristrutturazione edilizia.

È illegittimo per contrasto con l'art. 3 del D.P.R. 380/01, e non può dunque trovare applicazione, il regolamento edilizio che qualifica come ristrutturazione interventi che comportano una diversa sagoma.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> MODIFICA DELLA SAGOMA

La chiusura di preesistenti finestre e la loro apertura in altre parti, l'apertura di balconi in luogo di finestre, così come l'allargamento del portone di ingresso, essendo relativi al prospetto, non afferiscono al concetto di sagoma. Pertanto un intervento di ristrutturazione edilizia che ha visto una parziale demolizione e successiva ricostruzione del manufatto, mantenendo le medesime dimensioni di quello preesistente (e quindi la sua sagoma), ma comportando lo spostamento di una finestra da un lato dove veniva chiusa ad un altro lato dove veniva aperta (e quindi modifica dei prospetti) necessita di permesso di costruire, ai sensi del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 10, comma 1, lett. c).

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> NATURA E DIFFERENZE DA ALTRI INTERVENTI

Gli interventi edilizi che alterino, anche sotto il profilo della distribuzione interna, l'originaria consistenza fisica di un immobile e comportino l'inserimento di nuovi impianti e la modifica e ridistribuzione dei volumi, non si configurano né come manutenzione straordinaria, né ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ro o risanamento conservativo, ma rientrano nell'ambito della ristrutturazione edilizia.

La nozione di ristrutturazione edilizia è compatibile con interventi volti al mutamento di destinazione d'uso dell'immobile.

La ristrutturazione edilizia consiste nel ripristino o la sostituzione di elementi costitutivi dell'edificio originario volti a trasformare l'organismo preesistente, a condizione che rimangano immutati sagoma, volume ed altezza dello stesso.

Nella nozione di ristrutturazione edilizia sono ricompresi interventi volti alla trasformazione dell'edificio preesistente mediante il ripristino e la sostituzione di alcuni elementi costitutivi, ma lo stesso deve rimanere inalterato per forma, volume ed altezza, onde è estranea a detta categoria la creazione di nuovi volumi sia in ampliamento sia in sopraelevazione, esclusi quelli tecnici.

Ancorchè senza aumento volumetrico, appartengono al novero delle ristrutturazioni (e non delle semplici manutenzioni) le opere anche solamente interne che alterano, anche sotto il semplice profilo della diversa distribuzione dei vani, l'originaria consistenza fisica di un immobile e comportano l'inserimento di nuovi impianti e la modifica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...buzione dei volumi.

L'elemento che, in linea generale, contraddistingue la ristrutturazione dalla nuova edificazione deve rinvenirsi nella già avvenuta trasformazione del territorio, mediante una edificazione di cui si conservi la struttura fisica (sia pure con la sovrapposizione di un "insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente": art. 3, comma 1, lett. d), t.u.) ovvero la cui stessa struttura fisica venga del tutto sostituita, ma - in quest'ultimo caso - con ricostruzione, se non "fedele" (per effetto della modifica apportata al testo unico dal decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 301), comunque rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

La semplice "ristrutturazione" si verifica ove gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano e rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura, mentre è ravvisabile la "ricostruzione" allorché dell'edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, dette comp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'intervento si traduca nell'esatto ripristino delle stesse operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell'edificio, e, in particolare, senza aumenti della volumetria. In presenza di tali aumenti, si verte, invece, in ipotesi di "nuova costruzione", come tale sottoposta alla disciplina in tema di distanze vigente al momento della medesima.

La modificazione, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, di una preesistente strada sterrata mediante innalzamento del piano e copertura del manto con massetto di cemento non rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, ma in quelli di ristrutturazione edilizia e deve quindi essere preceduta dal rilascio del permesso di costruire e dalla autorizzazione dell'autorità preposta alla tutela del vincolo, comportando una modificazione di carattere stabile ed incidente sull'assetto urbanistico stante il potenziale incremento del traffico veicolare.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia, la cui realizzazione senza il preventivo rilascio del permesso di costruire integra il reato di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 comprendono l'esecuzione di lavori consistenti nel ripristino o nella sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edific... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nella eliminazione, modificazione e inserimento di nuovi elementi ed impianti, e sono distinguibili dagli interventi di "risanamento conservativo", i quali si caratterizzano per il mancato apporto di modifiche sostanziali all'assetto edilizio preesistente, alla luce di una valutazione compiuta tenendo conto della globalità dei lavori eseguiti e delle finalità con questi perseguite.

Per effetto delle modifiche legislative introdotte dal D.L. n. 69 del 2013 al t.u. edilizia, il requisito del rispetto della identità di sagoma non è più elemento indefettibile onde operare la diagnosi differenziale fra gli interventi di ristrutturazione edilizia necessitanti di preventivo permesso a costruire e gli altri interventi minori di risanamento conservativo assentibili anche tramite la presentazione della SCIA; tuttavia, non va trascurato che anche in questi casi è pur sempre necessario, onde accertare che sia rimasta invariata anche la preesistente volumetria, che sia possibile operare la verifica della originaria consistenza in base a riscontri documentali od altri elementi certi e verificabili.

Solo nel caso in cui l'edificio ricostruito non esorbita dalle dimensioni di quello precedente si verte nell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i ristrutturazione di precedente fabbricato.

Con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata anche la medesima sagoma (non solo la volumetria) dell'edificio preesistente, e la preesistente consistenza deve essere verificata in modo certo e incontrovertibile, senza indulgere ad approssimazioni, verosimiglianze e o astratte possibilità, ed il relativo accertamento deve essere condotto in modo rigoroso, attraverso riscontri documentali o altri elementi certi e verificabili.

La modifica della destinazione d'uso che implichi variazione degli "standards" urbanistici previsti dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, quando effettuata con opere, qualifica l'intervento di ristrutturazione edilizia e lo caratterizza rispetto agli altri tipi di intervento descritti dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 3, comma 1, lett. a), b) e c), che non contemplano la modifica della destinazione d'uso (manutenzione ordinaria), oppure la escludono espressamente (manutenzione straordinaria) ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tono solo nell'ambito di quelle compatibili con gli standars stessi.

La modifica della destinazione d'uso del locale sottotetto in un vano abitabile non può essere considerata alla stregua di un intervento di manutenzione ordinaria perché si tratta di un intervento di ristrutturazione edilizia.

La demolizione di un manufatto ad uso residenziale di quattro piani e di due comodi rurali e la ricostruzione mediante edificazione di dieci unità immobiliari di circa 60 mq. ciascuna, disposte a schiera su tre livelli sfalsati, usufruendo del premio volumetrico della legge sul piano casa, è un intervento che non può essere qualificato di ristrutturazione edilizia, essendo invece una evidente edificazione ex novo.

Non è ammissibile un criterio distintivo fra "ristrutturazione" e "nuova costruzione", fondato sostanzialmente sull'elemento della "marginalità" dell'ampliamento della superficie lorda di pavimento: tale criterio infatti non solo è sconosciuto alle definizioni dell'art. 3 del DPR 380/2001, ma anche di difficile applicazione, in quanto non esistono elementi univoci per delimitare il presunto carattere marginale dell'ampliamento, tale da escludere che lo stesso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...una nuova costruzione, soprattutto nel caso in cui non vi siano né modifiche della sagoma né cambi di destinazione d'uso rilevanti sul piano urbanistico.

La ristrutturazione edilizia è ravvisabile nella modificazione della distribuzione della superficie interna e dei volumi e dell'ordine in cui sono disposte le diverse porzioni dell'edificio anche per il solo fine di rendere più agevole la destinazione d'uso esistente; infatti, anche in questi casi, si configura il rinnovo di elementi costitutivi dell'edificio ed un'alterazione dell'originaria fisionomia e consistenza fisica dell'immobile, incompatibili con i concetti di manutenzione ordinaria e straordinaria e risanamento conservativo, che invece presuppongono la realizzazione di opere che lascino inalterata la struttura dell'edificio e la distribuzione interna della sua superficie.

Il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio ed una alterazione dell'originaria fisionomia e consistenza fisica dell'immobile sono elementi incompatibili con i concetti di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo, che presuppongono la realizzazione di opere che lascino inalterata la struttura dell'edificio e la distribuzione interna della sua superficie, e va qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...me ristrutturazione edilizia.

Il solo ispessimento delle pareti perimetrali (nella specie, per circa 25 cm.) conseguente al nuovo rivestimento esterno con pietre e mattoni non risulta ex se sufficiente a qualificare l'intervento come "ristrutturazione edilizia" ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera d) del d.P.R. 380 del 2001.

Se è vero che l'attuale disciplina ex D.P.R. n. 380 del 2001 sulla "ricostruzione dei ruderi" sposta fattispecie che in passato sono state fatte rientrare negli interventi di "nuova edificazione" nell'ambito della "ristrutturazione edilizia", tuttavia ciò avviene a precise condizioni previste dalla norma, e cioè che dell'immobile crollato o demolito che si voglia ricostruire "sia possibile accertare la preesistente consistenza". Non è sufficiente, dunque, che si dimostri che un immobile è esistito e che attualmente risulta crollato per potere accedere alla sua ricostruzione come "ristrutturazione edilizia", ma è necessario che in concreto si dimostri non solo il profilo dell'an (che un certo immobile attualmente crollato è esistito), ma anche quello del quantum (che cioè si dimostr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...consistenza dell'immobile preesistente del quale si richiede la ricostruzione).

Mentre la ristrutturazione edilizia che non comporti la previa demolizione dell'edificio preesistente facoltizza alla realizzazione di limitati incrementi di superficie e volume ex art. 10 primo comma lett. c) D.P.R. n. 380 del 2001, la ristrutturazione attuata attraverso demolizione e ricostruzione dell'edificio preesistente impone il mantenimento delle medesime volumetria e sagoma, ai sensi dell'art. 3 primo comma lett. d) dello stesso D.P.R., diversamente dandosi luogo a nuova costruzione.

Un intervento edilizio che determina un aumento delle unità immobiliari, un incremento di volume, la modifica dei prospetti, un incremento delle superfici utili e il mutamento di destinazione d'uso, per di più in area sottoposta a vincolo, non può configurarsi come "manutenzione straordinaria", ma deve essere qualificato come "ristrutturazione edilizia".

In materia edilizia, la ristrutturazione postula necessariamente la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare, ossia di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura; pertanto, la ricostruzione su ruderi o su un edificio gi&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...po demolito, anche se soltanto in parte, costituisce una nuova opera e, come tale, è soggetta alle comuni regole edilizie e paesistico-ambientali vigenti al momento della riedificazione.

Secondo la nuova normativa introdotta del decreto-legge n. 69/2013 non è sufficiente che si dimostri che un immobile è esistito e che attualmente risulta crollato per potere accedere alla sua ricostruzione come "ristrutturazione edilizia", ma è necessario che in concreto si dimostri non solo il profilo dell'an (che un certo immobile attualmente crollato è esistito) ma anche quello del quantum (che cioè si dimostri l'esatta consistenza dell'immobile preesistente del quale si richiede la ricostruzione). Ne consegue che, nell'ipotesi in cui ci si limiti a dimostrare che in un certo luogo vi era in passato un immobile oggi demolito, senza fornire prove idonee sulla consistenza, la sua rinnovata edificazione deve essere inquadrata come "nuova costruzione".

L'intervento che modifica la sagoma dell'immobile e ne incrementa il volume (nella specie, attraverso la copertura del terrazzo esistente per circa 42 mq, con falde a prolungamento del tetto su struttura in muratura) eccede i limiti del restauro e risanamento conservativ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... nella ristrutturazione edilizia.

Rientrano infatti tra gli interventi di ristrutturazione edilizia quelli che possono in effetti portare alla realizzazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal preesistente, compresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quella preesistente nonché quelli con immutata, ma diversa distribuzione delle superfici occupate in relazione alla originaria sagoma d'ingombro.

Nell'ipotesi in cui esista un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura in stato di conservazione, tale da consentire la sua fedele ricostruzione, è possibile parlare di demolizione e fedele ricostruzione, e dunque di ristrutturazione; mentre nelle ipotesi in cui, invece, manchino elementi sufficienti a testimoniare le dimensioni e le caratteristiche dell'edificio da recuperare, si configura un intervento di nuova costruzione.

Costituisce intervento di ristrutturazione e non di manutenzione edilizia, ed è come tale soggetto a contribuzione, quello concretatosi in un insieme sistematico di opere con la conseguente realizzazione di un nuovo organismo del tutto diverso dal preceden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Un cambio di destinazione d'uso quale la trasformazione di un locale da uso non residenziale ad uso residenziale, che comporti un aumento delle superfici utili, risulta qualificabile quale intervento di ristrutturazione edilizia, ex art. 10, comma 1, lett. c), D.P.R. 380/01.

La categoria edilizia della ristrutturazione, pur comprendendo la demolizione e la fedele e integrale ricostruzione, impone di assicurare la piena conformità di volume, sagoma, e superficie tra vecchio e nuovo fabbricato.

Nell'ambito delle opere edilizie, la semplice ristrutturazione si verifica ove gli interventi abbiano interessato un edificio del quale rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura, mentre è ravvisabile la ricostruzione allorché dell'edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, dette componenti, e l'intervento si traduce nell'esatto ripristino delle stesse operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell'edificio, e, in particolare, senza aumenti della volumetria né delle superfici occupate in relazione alla originaria sagoma di ingombro.

Il concetto di [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione edilizia resta distinto dall'intervento di nuova costruzione per la necessità che la ricostruzione corrisponda (nella ristrutturazione), quanto meno nel volume e nella sagoma, al fabbricato demolito, in caso contrario l'opera va assoggettata al regime del permesso di costruire ex art. 10, comma 1, lett. c), D.P.R. 6-6-2001 n. 380.

Il concetto di ristrutturazione edilizia comprende anche la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, purché tale ricostruzione assicuri la piena conformità di sagoma, di volume e di superficie tra il vecchio ed il nuovo manufatto e venga, comunque, effettuata in un tempo ragionevolmente prossimo a quello della demolizione.

Ciò che contraddistingue la ristrutturazione dalla nuova edificazione è la già avvenuta trasformazione del territorio, attraverso una edificazione di cui si conservi la struttura fisica (sia pure con la sovrapposizione di un insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente), ovvero la cui stessa struttura fisica venga del tutto sostituita, ma - in quest'ultimo caso - con ricostruzione, se non "fedele" - termine espunto dall'attuale d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., comunque, rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

Nell'ambito delle opere edilizie, la ristrutturazione si verifica ove gli interventi abbiano interessato un edificio del quale rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura, mentre è ravvisabile la ricostruzione allorché dell'edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, dette componenti, e l'intervento si traduce nell'esatto ripristino delle stesse operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell'edificio, e, in particolare, senza aumenti della volumetria né delle superfici occupate in relazione alla originaria sagoma di ingombro.

Il concetto di ristrutturazione edilizia resta distinto dall'intervento di nuova costruzione per la necessità che la ricostruzione corrisponda (nella ristrutturazione), quanto meno nel volume e nella sagoma, al fabbricato demolito, con la conseguenza che l'opera si palesa assoggettata al regime del permesso di costruire, in quanto l'art. 10, comma 1, lett. c), D.P.R. 6-6-2001 n. 380, indica come interventi soggetti a tale titolo quelli di ristrutturazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izia che portino ad un organismo edilizio anche in parte diverso dal precedente, che comportino aumento o modifiche del volume, dei prospetti o delle superfici.

La ristrutturazione edilizia si configura come un intervento che, pur potendo comportare la realizzazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso da quello originario, non determina un incremento apprezzabile del carico insediativo, potendo anche essere posto in essere quando l'edificio abbia esaurito la capacità edificatoria prevista dallo strumento urbanistico generale.

Carattere distintivo della ristrutturazione edilizia è la trasformazione anche parziale dell'organismo edilizio, con un insieme sistematico di opere, potendo questo insieme consistere in un solo complessivo progetto di intervento o in più interventi puntuali e separati, ma correlati e convergenti al medesimo risultato di trasformazione. Per tale considerazione, è legittimo applicare le norme in materia di ristrutturazione edilizia nel caso di opere che, anche se realizzate singolarmente, sono tali da correlarsi in un palese effetto di pur parziale trasformazione dell'organismo edilizio esistente.

La nozione di "ristrutturazione" implica la c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e o il consolidamento dell'edificio così come è definito nelle sue dimensioni: per cui che anche se viene se demolito si deve far luogo alla sua tendenziale fedele ricostruzione.

La "demolizione e la ricostruzione" può essere ricompresa nella "ristrutturazione edilizia" qualora il nuovo organismo edilizio mantenga le linee architettoniche fondamentali, la stessa volumetria, le linee essenziali della sagoma originaria, la necessaria identità formale e, soprattutto, la medesima area di sedime utilizzata dal precedente edificio non compromette l'assetto preesistente

La ristrutturazione edilizia, per essere tale e per non coincidere con la nuova costruzione, deve conservare le caratteristiche fondamentali dell'edificio preesistente e la successiva ricostruzione dell'edificio deve riprodurne le precedenti linee fondamentali quanto a sagoma, superfici e volumi.

Il criterio discretivo tra ristrutturazione e nuova edificazione deve rinvenirsi nella già avvenuta trasformazione del territorio, mediante una edificazione di cui si conservi la struttura fisica ovvero la cui stessa struttura fisica venga del tutto sostituita ma con ricostruzione se non fedele comunque rispettosa della volumetr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sagoma della costruzione preesistente.

Il concetto di ristrutturazione edilizia, per quanto riguarda gli interventi di ricostruzione e demolizione ad essa riconducibili, resta distinto dall'intervento di nuova costruzione, per la necessità che la ricostruzione corrisponda, nella ristrutturazione, quanto meno nel volume e nella sagoma, al fabbricato demolito.

La differenza tra restauro e risanamento conservativo, da un lato, e ristrutturazione edilizia dall'altro, risiede essenzialmente nella conservazione formale e funzionale dell'organismo edilizio che connota il primo rispetto alla seconda.

Il risultato della ristrutturazione può ben essere un «organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente», purché tuttavia la diversità sia dovuta a interventi comprendenti il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi del manufatto, ovvero l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti, senza variazioni del volume, dell'altezza o della sagoma dell'edificio. Ove così non fosse, l'intervento si qualifica come nuova costruzione.

La realizzazione di un loggiato, di porte e finestre, di un volume aggiuntivo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i una precedente struttura precaria e di scale esterne in pietra con sbancamento di terreno è intervento di nuova costruzione e non di mera ristrutturazione edilizia.

Rispetto agli interventi minori (interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo) quelli di ristrutturazione edilizia si caratterizzano perché rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere con finalità di innovazione.

Gli interventi di ristrutturazione si distinguono dai lavori di manutenzione straordinaria, perché questi ultimi, pur comprendendo interventi di rinnovo e sostituzione di parti anche strutturali degli edifici, sono comunque diretti a conservare l'edificio e non a trasformarlo.

Gli interventi di ristrutturazione si distinguono dai lavori di restauro e di risanamento conservativo, che per legge comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, perché comunque gli interventi di restauro e di risanamento conservativo sono soggetti al rispetto della regola costi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo da ristrutturare, laddove la ristrutturazione edilizia in senso stretto possiede uno scopo non conservativo.

Se l'intervento porta ad un manufatto edilizio con caratteristiche tipologiche ben diverse da quelle originarie, l'intervento va ascritto quantomeno alla categoria della ristrutturazione edilizia e non a quella della manutenzione straordinaria.

In linea generale, l'elemento che contraddistingue la ristrutturazione dalla nuova edificazione deve rinvenirsi nella già avvenuta trasformazione del territorio, mediante una edificazione di cui si conservi la struttura fisica (sia pure con la sovrapposizione di un "insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente"), ovvero la cui stessa struttura fisica venga del tutto sostituita, ma - in quest'ultimo caso - con ricostruzione, se non "fedele", comunque rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

In caso di ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione, lo scostamento di volumetria non può ritenersi ammissibile, pena lo sconfinamento nella differente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla nuova costruzione laddove vada ad incidere sul requisito della identità di sagoma, superfici e volumi richiesto dall'art. 3, d.P.R. n. 380/2001.

Costituiscono interventi di ristrutturazione sia la trasformazione degli organismi edilizi con un insieme sistematico di opere che possono portare anche ad un organismo in tutto od in parte diverso dal precedente, sempre che detti interventi riguardino solo alcuni elementi dell'edificio (ripristino o sostituzione di alcuni elementi costituitivi dell'edificio; eliminazione, modifica e inserimento di nuovi elementi o nuovi impianti), sia la demolizione e ricostruzione, sempre che ciò avvenga con la stessa volumetria e sagoma. Laddove invece vi sia un mutamento della sagoma, debbono ravvisarsi gli estremi della nuova costruzione.

Nell'ambito delle opere edilizie, la semplice ristrutturazione si verifica ove gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano (e, all'esito degli stessi, rimangano inalterate) le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura.

La realizzazione di luci non modifica la sagoma né modifica apprezzabilmente il prospetto dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pertanto non può essere ritenuto intervento di ristrutturazione edilizia.

Dall'art. 3, co. 1, lett. d), D.P.R. 380/2001 si evince l'esistenza di due distinte tipologie di «ristrutturazione edilizia»: l'una «con demolizione e ricostruzione», che si connota per la conservazione di sagoma e volumi dell'edificio originario, l'altra «con ampliamento», che è soggetta al regime del premesso di costruire e che presenta carattere innovativo, pur entro limiti tali da non alterare gli elementi strutturali che qualificano il fabbricato preesistente.

Non danno luogo a ristrutturazione edilizia le opere che non siano di valenza e consistenza tale da provocare una concreta modifica del'edificio originariamente autorizzato.

La trasformazione di un pergolato ligneo sul terrazzo con funzione ombreggiante e coperto da stuoie di canne in una tettoia con copertura in legno e guaina impermeabilizzante costituisce intervento di ristrutturazione edilizia, determinando un aumento della superficie coperta.

La creazione di due unità immobiliari attraverso la posa in opera di divisori all'interno dell'immobile originario è un intervento che rientra nella c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla ristrutturazione edilizia; questo anche se l'esecuzione delle opere funzionali alla realizzazione di un maggior numero di unità immobiliari, sia stato compiuto in due tempi, prima la realizzazione delle opere interne, attraverso la costruzione della parete divisoria, e poi la divisione dell'unità immobiliare in due distinte.

La trasformazione integrale dell'edificio, con un'operazione di evidente imponenza quantitativa e qualitativa, che non lascia internamente ed esternamente alcunché di intatto rispetto alla struttura preesistente, costituisce ristrutturazione edilizia e non semplice manutenzione straordinaria.

Il concetto di ristrutturazione edilizia postula la conservazione di sagoma e volumi dell'edificio originario solo nella fattispecie della demolizione e ricostruzione, mentre la ristrutturazione senza previa demolizione può comportare integrazioni strutturali, e cioè modifiche non stravolgenti la sagoma nonché limitati incrementi di superficie e volume, qualora rimangano inalterati gli elementi strutturali che individuano e qualificano l'edificio preesistente.

Nell'ambito delle opere edilizie la semplice "ristrutturazione" si verifica o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano e rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali, la copertura, mentre è ravvisabile la "ricostruzione" allorché dell'edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, dette componenti, e l'intervento si traduca nell'esatto ripristino delle stesse, operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell'edificio, e, in particolare, senza aumenti della volumetria.

L'attività di ristrutturazione può attuarsi attraverso una serie di interventi che, singolarmente considerati, ben potrebbero ricondursi alla manutenzione straordinaria o al restauro e risanamento conservativo: l'elemento caratterizzante, però, è la connessione finalistica delle opere eseguite, che non devono essere riguardate analiticamente, ma valutate nel loro complesso al fine di individuare se esse siano o meno rivolte al recupero edilizio dello spazio attraverso la realizzazione di un edificio in tutto o in parte nuovo.

Gli intervento di ristrutturazione si caratterizzano per comportare una modifica tota... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le dell'edificio, che in positivo è rappresentata dalla creazione di un organismo "diverso" dal precedente, ed in negativo dal fatto che per effetto delle opere non vengono sensibilmente alterati i volumi, le superfici, le dimensioni o la tipologia del fabbricato.

La demolizione del tetto e la ricostruzione di una nuova copertura a doppia falda, col nuovo rivestimento delle pareti, e con la demolizione di una precedente veranda e la costruzione di una nuova veranda in muratura con parapetto in muratura e scalini di accesso, di dimensioni maggiori di quella preesistente non è qualificabile come intervento di manutenzione straordinaria, ma di ristrutturazione, poiché vi è un aumento della volumetria e, comunque, la modificazione della sagoma e dei prospetti dell'immobile.

I concetti di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo, a differenza della ristrutturazione, presuppongono la realizzazione di opere che lascino inalterata la struttura dell'edificio e la distribuzione interna della sua superficie.

La modifica del prospetto principale riguardante sporti e vano porta costituisce ristrutturazione edilizia di cui all'art. 22, comma 3, d.P.R. 380/2001.

Il ripri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ifici diruti (organismi edilizi dotati di sole mura perimetrali e privi di copertura e non totalmente da ricostruire) non rientra tra gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Il concetto di ristrutturazione postula necessariamente la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare, ossia di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura, con la conseguenza che la ricostruzione su ruderi o su un edificio già da tempo demolito, anche se soltanto in parte, costituisce una nuova opera e, come tale, è soggetta alle comuni regole edilizie e paesistico-ambientali vigenti al momento della riedificazione.

La ristrutturazione, se può spingersi fino all'estremo della demolizione e successiva ricostruzione del fabbricato, sconta però in tal caso il vincolo che il nuovo edificio deve essere del tutto fedele a quello preesistente.

La ristrutturazione edilizia, poiché non vincolata al rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, differisce sia dalla manutenzione straordinaria, che non può comportare aumento della superficie utile o del numero delle unità immobiliari, o, ancora, modifica della sagoma o mutam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...destinazione d'uso, sia dal restauro e risanamento conservativo, che non può modificare in modo sostanziale l'assetto edilizio preesistente e consente soltanto variazioni d'uso "compatibili" con l'edificio conservato.

La ristrutturazione edilizia è l'attività edilizia di riproduzione delle linee fondamentali dell'edificio, quanto a sagoma, prospetti ed altezze senza, però, incremento di nuove volumetrie.

L'intervento edilizio di ristrutturazione edilizia presuppone, come elemento indefettibile, la preesistenza, al momento in cui si chiede la concessione, di una fabbricato da ristrutturare, dotato di murature perimetrali, di strutture orizzontali e della copertura ritenendosi di conseguenza esclusa dal concetto di ristrutturazione la ricostruzione su ruderi la quale va invece assimilata a nuova edificazione.

La realizzazione di un immobile radicalmente differente dal preesistente per sagoma, superficie e volume, non può essere inquadrato nella categoria della ristrutturazione edilizia ma in quello delle nuove costruzioni.

La ristrutturazione esclude di per sé la possibilità di aumentare l'altezza dell'edificio o di apportare mod... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orma e volume, in modo da alterare l'originario aspetto esteriore e la conformazione strutturale.

Per effetto della normativa introdotta dall'art. 1 del d. lgs. 27 dicembre 2002, n. 301, il vincolo della fedele ricostruzione è venuto meno, così estendendosi ulteriormente il concetto della ristrutturazione edilizia, che, per quanto riguarda gli interventi di ricostruzione e demolizione ad essa riconducibili, resta distinta dall'intervento di nuova costruzione per la necessità che la ricostruzione corrisponda, quanto meno nel volume e nella sagoma, al fabbricato demolito.

La ristrutturazione edilizia esprime un progetto edilizio; la ristrutturazione urbanistica esprime un progetto urbanistico.

Dalla descrizione contenuta nell'art. 3, co. 1, lett. c) e d) D.P.R. 380/2001, i lavori attraverso i quali realizzare un intervento di restauro conservativo ovvero di ristrutturazione possono essere gli stessi, visto che, in entrambi i casi è consentito il ripristino ed il rinnovo di elementi costitutivi dell'edificio. La differenza tra le due tipologie di intervento si coglie, tuttavia: a) sul piano cd. "quantitativo", visto che nel restauro è ammesso unicamente l'inserimento di eleme... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccessori" (ovvero l'eliminazione di elementi estranei all'organismo edilizio), mentre la ristrutturazione edilizia consente l'inserimento di elementi "nuovi", a prescindere dal loro carattere di accessorietà; b) sul piano "qualitativo", ovvero finalistico e funzionale, atteso che il risanamento conservativo è volto a conservare l'organismo edilizio, mentre quello di ristrutturazione edilizia è diretto a trasformare l'organismo edilizio.

L'attività di ristrutturazione può attuarsi attraverso una serie di interventi che, singolarmente considerati, ben potrebbero ricondursi agli altri tipi della manutenzione straordinaria o del restauro conservativo; l'elemento caratterizzante, però, è la connessione finalistica delle opere eseguite, che non devono essere riguardate analiticamente, ma valutate nel loro complesso , al fine di individuare se esse siano o meno rivolte al recupero edilizio dello spazio attraverso la realizzazione di un edificio in tutto o in parte nuovo.

Allorquando la ristrutturazione sia preceduta dalla demolizione dell'esistente, non si può prescindere dal rispetto, nella successiva ricostruzione del manufatto, sia della volumetria, sia de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del precedente fabbricato: in caso contrario, la distinzione fra ristrutturazione e costruzione nuova svanirebbe di fatto, potendosi altrimenti definire ristrutturazione qualsiasi immobile nuovo sorto là dove preesisteva qualunque altro corpo di fabbrica dallo stesso volume.

L'attività di ristrutturazione può attuarsi attraverso una serie di interventi che, singolarmente considerati, ben potrebbero ricondursi agli altri tipi dianzi enunciati. L'elemento caratterizzante, però è la connessione finalistica delle opere eseguite, che non devono essere riguardate partitamente ma valutate nel loro complesso al fine di individuare se esse siano o meno rivolte al recupero edilizio dello spazio attraverso la realizzazione di un edificio in tutto o in parte nuovo.

L'elemento caratterizzante della ristrutturazione è la connessione finalistica ( "sistematica") delle opere eseguite che vanno quindi valutate non analiticamente ma nel loro complesso onde individuare se esse siano volte al recupero edilizio dello spazio attraverso la realizzazione di un edificio in tutto o in parte nuovo.

L'attività di ristrutturazione ben può consistere in una serie di interven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... singolarmente considerati, potrebbero invece ricondursi a diversa tipologia edilizia.

L'ampliamento di vano-finestra non rientra nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria, né di restauro o risanamento conservativo, ma nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, di cui alla lettera c) del comma primo dell'articolo 10 d.P.R. n. 380/01, dal momento che realizza un'oggettiva trasformazione della facciata del palazzo mediante la sostituzione e l'inserimento di elementi, nonché la modifica di altri.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia possono consistere anche nella realizzazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e implicanti aumento di unità immobiliari o modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici utili.

Nel caso di mancato rispetto delle elencate puntuali caratteristiche preesistenti, ossia quando non vi sia piena "fedeltà" per tali aspetti dell'intervento progettato al vecchio fabbricato, non può parlarsi di "ristrutturazione", bensì il medesimo intervento deve essere qualificato come di "nuova costruzione" e, in quanto tale, resta assoggettato alle ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... imposte dalle norme urbanistiche dettate in proposito.

In presenza di una normativa edilizia comunale che preveda espressamente, accanto a "interventi di ristrutturazione", anche "interventi di demolizione con ricostruzione" o "di nuova costruzione", non è possibile sostenere che la demolizione con contestuale ricostruzione possa o debba farsi necessariamente rientrare nel concetto più ampio di "ristrutturazione" così come delineato dall'art. 31, lett. d), legge 457/1978.

Il risultato della ristrutturazione può essere un organismo edilizio anche diverso dal precedente purché la diversità sia dovuta ad interventi comprendenti il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi del manufatto ovvero l'eliminazione, le modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti.

L'attività edilizia svolta può essere qualificata come ristrutturazione edilizia anche quando porti ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, purché il complesso edilizio interessato rimanga al termine dei lavori sostanzialmente il medesimo per forma, volume e altezza.

Ai sensi dell'art.31 lett.D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ge n.457/78 il concetto di ristrutturazione edilizia comprende anche la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, purché tale ricostruzione assicuri la piena conformità di sagoma, di volume e di superficie tra il vecchio e il nuovo manufatto e venga, comunque, effettuata in un tempo ragionevolmente prossimo a quello della demolizione.

La demolizione e la successiva ricostruzione di un fabbricato può essere qualificata come ristrutturazione a condizione che l'opera sia mantenuta nelle sue caratteristiche preesistenti, non soltanto dimensionali, ma anche architettoniche e stilistiche che lasciano inalterati i volumi e la sagoma, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica.

La realizzazione nella soffitta di un edificio di lavori preordinati all'abitabilità con innalzamento della copertura a falde e mutamento dell'inclinazione del tetto non è qualificabile come recupero o risanamento conservativo, ma come ristrutturazione, essendoci mutamento della sagoma dell'edificio.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia, ma anche di demolizione e di successiva ricostruzione, presuppongono sempre che i relativi lavori si... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i ad un edificio esistente: a tal fine è totalmente priva di utilità la prova della preesistenza dello stesso, essendo invece necessaria la sua fisica esistenza al momento dell'intervento richiesto.

La ristrutturazione edilizia di un edificio, ma anche la più incisiva forma di recupero consistente nella totale demolizione dello stesso per la sua successiva ricostruzione, sono ammissibili nei limiti dello stato fisionomico attuale del fabbricato, senza alcuna possibilità di recupero di parti strutturali che, anche se originariamente esistenti, sono successivamente venute meno.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> PRESUPPOSTI

Vi è ristrutturazione del precedente manufatto allorché di questo siano conservati la sagoma e i tratti riconoscitivi essenziali conferiti dai materiali di cui esso è composto.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche se soggetti a denuncia di inizio attività ai sensi del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 22, commi 1 e 2, non possono essere eseguiti su immobili originariamente abusivi.

La fattispecie di demolizione e ricostruzione di un fabbricat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ituisce uno delle tre tipologie della ristrutturazione edilizia, può rientrare in tale ambito nei soli casi in cui ricostruzione è sostanzialmente conforme alla precedente struttura oggetto di demolizione.

Vi è ristrutturazione edilizia in presenza di ogni intervento volto a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Gli interventi edilizi idonei a dar luogo ad una ristrutturazione edilizia comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi di un edificio nonché l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti.

La figura della ristrutturazione edilizia, disciplinata dall'art. 3 comma 1 - lett. d), t.u. edilizia - come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 301 - riguarda gli interventi "rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d impianti". Pertanto, la ristrutturazione edilizia non è vincolata al rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio esistente.

Il D.P.R. n. 380 del 2001, art. 3, comma 1, lett. d) definisce ristrutturazione edilizia gli interventi rivolti a trasformare i manufatti attraverso un insieme sistematico di opere che possono condurre ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi possono comportare il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio e la eliminazione, la modifica, l'inserimento di nuovi elementi o impianti.

La modifica della superficie utile di un appartamento con conseguente aggravio del carico urbanistico necessita del permesso di costruire dal momento che crea un'ulteriore superficie calpestabile con autonomi spazi e rientrando, quindi, nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, di cui alla lettera c) del comma primo dell'articolo 10 D.P.R. n. 380 del 2001.

A fronte di un agglomerato di strutture in ferro, travi e lamiere di copertura non qualificabile come 'costruzione' in senso proprio, la rimozione dei materiali che lo componevano e la sostituzione con un nuovo edificio in cemento non pu&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...carsi come intervento di ristrutturazione edilizia.

La realizzazione di una struttura, indipendentemente dalla sua eventuale natura pertinenziale, è configurabile come intervento di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 380/01, nella misura in cui realizza "l'inserimento di nuovi elementi ed impianti", ed è quindi subordinata al regime del permesso di costruire, ai sensi dell'articolo 10, comma primo, lettera c), dello stesso D.P.R. laddove comporti una modifica della sagoma o del prospetto del fabbricato cui accede.

Ai fini della qualificazione degli interventi realizzati come ristrutturazione edilizia ex art. 3 comma 1 lett. d), d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 occorre una considerazione complessiva e sistemica dei medesimi, senza che si possa effettuare una considerazione separata dei singoli interventi in ragione della loro specifica tipologia.

Pur nel silenzio sul punto da parte dell'articolo 3, comma 1, lettera d) del d.P.R. 380 del 2001, il riferimento ivi previsto all'incremento delle 'superfici' delle unità immobiliari sembra correttamente da riferire ai soli incrementi delle superfici utili interne e non anche al caso di incrementi de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oni esterne dei soli muri perimetrali.

Il concetto di "ristrutturazione edilizia" postula necessariamente la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare, ossia di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura.

Ai fini della ristrutturazione edilizia di ruderi, dimostrare la "preesistente consistenza" ex art. 3, comma 1, lett. d) del D.P.R. n. 380 del 2001 vuol dire dare contezza della destinazione d'uso e dell'ingombro planivolumetrico complessivo del fabbricato crollato, profilo quest'ultimo che richiede certezza in punto di murature perimetrali e di strutture orizzontali di copertura, ai fini del calcolo del volume preesistente occupato dal fabbricato crollato.

La ristrutturazione edilizia presuppone come elemento indispensabile la preesistenza del fabbricato nella consistenza e con le caratteristiche planivolumetriche ed architettoniche proprie del manufatto che si vuole ricostruire.

La facoltà di effettuare interventi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione senza il rispetto della sagoma, non contemplata dall'art. 3 del DPR 380/2001, è realizzabile solo in seguito all'art. 30 del DL 69/2013 converti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e 98/2013, seppure solo in assenza di vincolo culturale o paesistico.

La ristrutturazione edilizia presuppone come elemento indispensabile la preesistenza del fabbricato nella consistenza e con le caratteristiche planivolumetriche ed architettoniche proprie del manufatto che si vuole ricostruire.

La nozione di ristrutturazione edilizia ricomprende anche il caso dell'edificio demolito e poi ricostruito senza rispettare con assoluta fedeltà le caratteristiche plano-volumetriche e la posizione del sedime.

L'elemento proprio della ristrutturazione risiede nella già avvenuta trasformazione del territorio quindi in una edificazione che conserva l'esistente struttura o la sostituisce ma, in tal caso, con ricostruzione comunque rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

La ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione può essere effettuata soltanto nel caso di preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura, cioè di un immobile in stato di conservazione tale da consentire la sua fedele ricostruzione.

Dopo l'entrata in vigore del testo dell'art. 3, comma 1, le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 380/2001 come modificato dal D.L. n. 69/2013 conv. nella L. n. 98/2013, possono beneficiare dell'intervento di recupero della ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione anche gli immobili, che non hanno conservato le mura perimetrali, le strutture orizzontali e la copertura, cioè quegli elementi essenziali individuati anche dalla giurisprudenza anteriore alla modifica normativa in commento.

Per beneficiare dell'intervento di recupero della ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione ex art. 3, comma 1, lett. d), DPR n. 380/2001 come modificato dal D.L. n. 69/2013 conv. nella L. n. 98/2013, per gli immobili che non hanno conservato le mura perimetrali, le strutture orizzontali e la copertura, deve essere fornita idonea documentazione, che permetta un sicuro calcolo delle originarie dimensioni del preesistente fabbricato, in modo che ne siano ricostruite con certezza le esatte dimensioni.

Per una corretta interpretazione del vigente art. 3, comma 1, lett. d), DPR n. 380/2001, l'espresso riferimento agli "edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti" deve essere riferito a edifici, che risultano ancora integri per la maggior parte della loro struttura, che sono parzialmente crollati per cause ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pure in parte demoliti per intervento dell'uomo da non molto tempo, poiché non può essere definito "edificio" un rudere e/o un immobile crollato o demolito da lunghissimo tempo, di cui sono rimasti soltanto alcuni brandelli e/o rimanenze di mura, e/o che è stato abbandonato da moltissimi anni.

Quel che rileva ai fini dell'individuazione dell'elemento della trasformazione di un organismo edilizio preesistente (necessario affinché possa configurarsi una ristrutturazione edilizia) non è la destinazione funzionale delle opere sopravvenute, soggettiva ed operata di volta in volta dal proprietario, ma la concreta circostanza materiale che l'intervento di modifica operi fisicamente su immobili preesistenti.

Perché un intervento edilizio sia qualificabile quale ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione deve essere prevista la demolizione dell'intero fabbricato, o, comunque, di una sua parte rilevante.

L'identità della volumetria e della sagoma costituisce un limite solo per gli interventi di ristrutturazione che comportano la previa demolizione dell'edificio, e non anche per quelli di c.d. ristrutturazione ordinaria (cioè senza previa demolizione),... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vono mantenere inalterati solo gli elementi strutturali che individuano e qualificano l'edificio preesistente, potendo però comportare integrazioni strutturali, e cioè modifiche non stravolgenti alla sagoma nonché limitati incrementi di superficie e volume.

L'intervento di ristrutturazione edilizia postula l'esistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura in stato di conservazione tale da consentirne la fedele ricostruzione.

La ristrutturazione di un edificio mediante demolizione e ricostruzione è ammessa nei limiti dello stato fisionomico del medesimo, senza possibilità di recupero di parti strutturali che, pur originariamente esistenti, sono successivamente venute meno per abbandono o per qualsiasi altra evenienza.

Opere edilizie che implicano variazioni degli standards di cui al d.m. n. 1444/1968 e un correlativo aggravio del carico urbanistico, sono suscettibili di comportare un cambio tra categorie edilizie funzionalmente autonome, incompatibile con l'uso precedente: esse vanno, quindi, reputate dall'amministrazione comunale come ascrivibili alla categoria della ristrutturazione edilizia.

Nei casi di demolizione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... totale di un edificio è configurabile un intervento di ristrutturazione edilizia laddove la ricostruzione rispetta le linee essenziali della sagoma, l'identità della complessiva volumetria del fabbricato e la copertura dell'area di sedime.

La realizzazione di un organismo edilizio sostanzialmente diverso per caratteristiche morfologiche e plano-volumetriche rispetto al precedente impedisce di ricondurre l'opera alla categoria della ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione.

L'intervento di ristrutturazione previa demolizione richiede, quale condizione indispensabile, che il nuovo fabbricato resti sostanzialmente identico nella forma, nell'altezza, nella superficie e nel volume rispetto a quello preesistente.

Vi è ristrutturazione di opere edilizie quando gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, interessano un edificio nel quale rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture orizzontali e la copertura.

A seguito della modifica apportata dal D.L. n. 69 del 2013, art. 30 al t.u. edilizia, nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia vanno ricompresi anche quelli consiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emolizione e ricostruzione a condizione che venga mantenuta, però, nel novum la stessa volumetria del pregresso manufatto, pur nel mancato rispetto della sagoma originaria.

Il concetto di ristrutturazione edilizia comprende la demolizione e ricostruzione di un organismo edilizio con la stessa volumetria e sagoma, della quale ultima devono essere rispettate quantomeno le linee essenziali della sagoma. Inoltre è necessaria l'identità della complessiva volumetria del fabbricato e, per l'area di sedime, che il fabbricato occupi la stessa area e sorga sulla stessa superficie utilizzata dal precedente senza compromettere un territorio diverso.

Un intervento edilizio ricade nella definizione di "ristrutturazione edilizia", se il manufatto sul quale si svolgono gli interventi rimane il medesimo per forma, volume, superficie ed altezza.

La ristrutturazione postula necessariamente la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare, cioè di un organismo edilizio dotato delle murature perimetrali, strutture orizzontali e copertura. In mancanza di tali elementi strutturali, non è possibile valutare l'esistenza e la consistenza dell'edificio da consolidare.

Il concetto di rist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e edilizia comprende la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma, nel senso che debbano essere rispettate quantomeno le "linee essenziali" della sagoma: è dunque necessaria l'identità della complessiva volumetria del fabbricato e, per l'area di sedime, il fabbricato deve occupare la stessa area e sorgere sulla stessa superficie utilizzata dal precedente senza compromettere un territorio diverso, coerentemente con la ratio di recupero del patrimonio esistente.

L'organismo edilizio avente una ben determinata sagoma e un ben determinato volume non è un rudere e può essere pertanto oggetto di opere di ristrutturazione.

Si deve escludere che possa rientrare nella ristrutturazione cosiddetta leggera la realizzazione di due serti murari centrali ortogonali e soprattutto una serie di opere di tamponatura in muratura su uno dei lati, chiuso in parte sul lato opposto dall'installazione di un forno in muratura ed infine il tutto comportato il cambio di destinazione a stenditoio e a tavernetta.

Il concetto di ristrutturazione di un edificio preesistente presuppone che non si tratti di opere implicanti radicali interventi di adattamento delle strutture interne eseguite per c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... vani o volumi, in quanto l'aumento di questi ultimi determina un maggiore carico urbanistico di cui la P.A. non può non tenere conto in sede di approvazione del progetto stesso.

L'applicazione dell'art. 3 comma 1 lett. d) d.P.R. n. 380 del 2001 - con cui è stata estesa la nozione di "ristrutturazione edilizia" sì da ricomprendervi pure gli interventi ricostruttivi consistenti nella demolizione – resta condizionata al fatto in tali ipotesi che "volumetria" e "sagoma" debbano rimanere assolutamente identiche.

Gli elementi costitutivi della nozione di ristrutturazione sono rappresentati dalla molteplicità e sistematicità delle opere progettate, dalla diversità dello stato dei luoghi risultante dall'attività di trasformazione rispetto a quello preesistente, dall'inserimento infine, quale effetto dell'attività posta in essere, di nuovi elementi architettonici.

La semplice «ristrutturazione» si verifica ove gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edifìcio del quale sussistano e rimangano inalterate le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le strutture... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i, la copertura.

Posto che la legittima edificazione dell'immobile da ristrutturare e la sua consistenza costituiscono i presupposti indefettibili dell'assentibilità di un intervento d ristrutturazione, incombe certamente sulla Pubblica Amministrazione l'obbligo di verifica dell'effettivo stato dei luoghi e, nei limiti di quanto possibile, dell'epoca di realizzazione dell'immobile.

La ristrutturazione edilizia presuppone un organismo dotato di mura perimetrali (costituenti componenti essenziali del fabbricato), oltre che di copertura e strutture orizzontali.

Una ristrutturazione edilizia postula necessariamente la preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura.

Affinché sia ravvisabile un intervento di ristrutturazione edilizia è sufficiente che risultino modificati la distribuzione della superficie interna e dei volumi dell'edificio, ovvero l'ordine in cui risultavano disposte le diverse porzioni dell'edificio, per il solo fine di rendere più agevole la destinazione d'uso esistente, poiché anche in questi casi sussistono un rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, ed un'alterazione dell'originari... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a e consistenza fisica dell'immobile, incompatibili con i concetti di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo, che presuppongono la realizzazione di opere che lascino inalterata la struttura dell'edificio e la distribuzione interna della sua superficie.

La ristrutturazione, se può spingersi fino all'estremo della demolizione e successiva ricostruzione del fabbricato, sconta però in tal caso il vincolo che il nuovo edificio deve essere del tutto fedele a quello preesistente.

Possono definirsi di ristrutturazione edilizia quegli interventi che portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, ivi compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione, ma con la stessa volumetria, sagoma ed area di sedime preesistenti.

Quando si opera su un edificio preesistente, un intervento può qualificarsi di ristrutturazione edilizia anche quando porti ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, purché il complesso edilizio, sul quale si operano gli interventi, rimanga alla fine sostanzialmente il medesimo per forma, volume e altezza.

Con la ristrutturazione deve essere conservata la struttura fisica dell'immobile esiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re con la sovrapposizione di un insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, ovvero la struttura fisica può essere del tutto sostituita, ma - in quest'ultimo caso – attraverso una ricostruzione, se non "fedele" (termine espunto dal d. lgs. 301/2002), comunque rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

Vicende di traslazioni di sagoma o volumetria sono incompatibili con i limiti della demolizione e ricostruzione.

Laddove vi sia demolizione integrale seguita da ricostruzione, l'intervento in tanto è assimilabile ad una ristrutturazione in quanto la ricostruzione sia fedele, si mantenga cioè nei limiti dell'organismo originario, ex art. 3, primo comma, lettera d), testo unico.

L'intervento che comporta un aumento di superficie è qualificabile come intervento di ristrutturazione edilizia, di cui alla lettera c) del comma primo dell'articolo 10 D.P.R. n. 380/01.

L'intervento di ristrutturazione edilizia presuppone sempre l'esistenza di un organismo edilizio.

Un intervento di ristrutturazione edilizia (anche di demolizione e ricostruzione) presup... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura in stato di conservazione tale da consentire la sua fedele ricostruzione, per cui i ruderi, che non possiedono tali elementi, sono da considerarsi un'area non edificata.

Perché un intervento edilizio possa qualificarsi come ristrutturazione è necessario provare la preesistenza del manufatto su cui tale intervento è effettuato.

L'identità della volumetria e della sagoma tra i due manufatti (quello preesistente e quello attuale) e della non avvenuta alterazione degli elementi strutturali che individuano e qualificano l'edificio preesistente costituiscono condizioni imprescindibili per poter ritenere che si sia in presenza di un intervento di ristrutturazione edilizia.

Non ogni ampliamento di edifici preesistenti può essere ascritto alla fattispecie della ristrutturazione, anche se l'art. 10, co. 1, lett. c) D.P.R. 380/2001 prevede la possibilità di ristrutturazioni che comportino modifiche di volume, sagoma, prospetti o superfici (c.d. ristrutturazione pesante).

Le opere di portata limitata e riconducibili all'organismo preesistente non sono qualificabili come nuova costruzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; come interventi di ristrutturazione edilizia.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia devono assicurare la piena conformità di sagoma, volume e superficie, tra vecchio e nuovo edificio.

Nella nozione di sagoma rientra anche lo sviluppo in altezza dell'immobile.

Quando si opera su un edificio preesistente, un intervento può qualificarsi di ristrutturazione edilizia anche quando porti ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, purché il complesso edilizio, sul quale si operano gli interventi, rimanga alla fine sostanzialmente il medesimo per forma, volume e altezza.

Con la ristrutturazione deve essere conservata la struttura fisica dell'immobile esistente, sia pure con la sovrapposizione di un insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, ovvero la struttura fisica può essere del tutto sostituita, ma - in quest'ultimo caso - attraverso una ricostruzione, se non "fedele" (termine espunto dall'attuale disciplina), comunque rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

Quando, dopo la demolizione, si prevede la realizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... immobile radicalmente differente dal preesistente per sagoma, superficie e volume, tale intervento non può essere inquadrato nella categoria della ristrutturazione edilizia ma in quello delle nuove costruzioni, con la conseguente applicazione delle disposizioni che regolano le nuove costruzioni.

L'ampliamento di volumetria utile può conseguire ad un intervento di ristrutturazione edilizia, quando però esso risulti contenuto all'interno della sagoma dell'edificio preesistente, il quale non deve essere stato fatto oggetto, preliminarmente, di demolizione totale: in tale ultimo caso, infatti, il nuovo edificio deve rispecchiare fedelmente la sagoma e la volumetria del fabbricato preesistente onde potersi qualificare l'intervento di ricostruzione come ristrutturazione edilizia.

Tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche se soggetti alla c.d. d.i.a. semplice, ai sensi dell'art. 22, co. 1 e 2, D.P.R. 380/2001, in quanto non portano alla realizzazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, non possono essere eseguiti su immobili originariamente abusivi.

Non può configurarsi un intervento di ristrutturazione edilizia in caso di ricostru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ifici già da tempo diruti o demoliti, ma solo in caso di preesistenza di edifici dotati di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura.

Affinché possa discorrersi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione di un precedente manufatto edilizio, lo stesso oltre ad essere preesistente deve essere legittimamente realizzato, secondo la disciplina vigente al tempo della costruzione.

L'intervento di ristrutturazione edilizia presuppone ed esige un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura in stato di conservazione tale da consentire la sua fedele ricostruzione.

Non è ravvisabile la ristrutturazione edilizia nei confronti di ruderi o edifici da tempo demoliti, attesa la mancanza di elementi sufficienti a testimoniare le dimensioni e le caratteristiche dell'edificio da recuperare.

La realizzazione di una struttura comportante un aumento di superficie è qualificabile come intervento di ristrutturazione edilizia, ai sensi della lettera c) del comma primo dell'articolo 10 D.P.R. n. 380/01.

La ristrutturazione edilizia è tale se ed in quanto non comporti l'alterazione della tipologia edilizia e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etria preesistente.

Il concetto di ristrutturazione edilizia comprende anche la demolizione seguita dalla «fedele» ricostruzione del manufatto, ma tanto può ritenersi consentito alla precisa condizione che la riedificazione assicuri la piena conformità di sagoma, volume e superficie tra il vecchio e il nuovo manufatto.

Mediante la ristrutturazione edilizia è possibile pervenire ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, purché la diversità sia dovuta ad interventi comprendenti il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti, e non già la realizzazione di nuovi volumi o una diversa ubicazione.

A differenza della sostituzione dei materiali, l'incremento volumetrico non rientra nelle diversità ammesse dalla definizione di ristrutturazione.

È ristrutturazione edilizia ogni innovazione (anche di ordine strutturale) che rimane nell'ambito dell'identità tipologica del fabbricato originario, ripetendone sostanzialmente volume, superficie, sagoma ed altezza nonché la demolizione e la ricostruz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nufatto fedele alla preesistenza per sagoma, volume e superficie.

Al fine di qualificare come ristrutturazione edilizia un'opera, occorre che il complesso edilizio, sul quale si operano gli interventi, rimanga alla fine sostanzialmente il medesimo per forma, volume e altezza; il risultato della ristrutturazione può essere, infatti, un organismo edilizio anche diverso dal precedente purché però la diversità sia dovuta ad interventi comprendenti il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi del manufatto ovvero l'eliminazione, le modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti, in quanto la ristrutturazione edilizia mira, in definitiva, alla salvezza del complesso esistente.

Al fine di qualificare come ristrutturazione edilizia un'opera, alla luce dell'art. 31 legge 457/1978 occorre che il complesso edilizio, sul quale si operano gli interventi, rimanga alla fine sostanzialmente il medesimo per forma, volume e altezza.

Costituisce ristrutturazione edilizia l'intervento con cui si alteri, anche solo sotto il profilo della distribuzione interna, l'originaria consistenza fisica di un immobile.

Il concetto di ristrutturazione edilizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... anche la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, con l'unica condizione che la riedificazione assicuri la piena conformità di sagome, volume tra il vecchio e il nuovo manufatto.

La demolizione seguita da ricostruzione è inquadrabile nella ristrutturazione edilizia soltanto se l'immobile è ricostruito con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica.

La saturazione della capacità insediativa della zona, in assenza di apposita previsione del P.R.G., non può essere considerata un fattore preclusivo di interventi consistenti nel frazionamento di un unico appartamento in più unità abitative, riconducibili alla ristrutturazione.

Al fine di qualificare come ristrutturazione edilizia un'opera, alla luce dell'art. 31, lett. d), legge 457/1978, occorre che il complesso edilizio, sul quale si operano gli interventi, rimanga alla fine sostanzialmente il medesimo per forma, volume e altezza.

Lo strumento urbanistico non può dettare una disciplina più restrittiva nei confronti degli immobili condonati, escludendo per tali immobili la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à di poter procedere a ristrutturazione urbanistica o edilizia.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti con demolizione e ricostruzione possono comportare la realizzazione di un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, purché il complesso edilizio, sul quale si operano gli interventi, rimanga alla fine sostanzialmente il medesimo per forma, volume ed altezza.

A seguito della modifica introdotta dal D. Lvo 201/2002, per l'intervento ricostruttivo che si ricollega ad un intervento demolitorio non si richiede più il riferimento alla fedele ricostruzione ma che il risultato finale coincida, nella volumetria e nella sagoma, con il preesistente edificio demolito.

Se è vero che il D.Lgs.301/2002, per la ristrutturazione degli edifici esistenti mediante demolizione e ricostruzione, non menziona più il limite della " fedele ricostruzione", esso subordina pur sempre la qualificazione della ristrutturazione alla conservazione delle caratteristiche fondamentali dell'edificio preesistente. Pertanto, la ristrutturazione dell'edificio è tale se ed in quanto riproduca le precedenti linee fondamentali per sagoma e volumi.

La ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di un immobile può rientrare nel concetto di ristrutturazione solo quando sia seguita dalla fedele ricostruzione dell'immobile preesistente.

L'art. 1 comma 6 lett. b) della L. 443/2001, a mente del quale può essere assentito con la c.d. "superdia" l'intervento di ristrutturazione che non implichi modifiche a sagoma e volumetria, non è funzionale a fornire precisazioni in ordine al concetto di ristrutturazione, ma solo a precisare che gli interventi ivi contemplati non debbono essere assentiti con permesso di costruire.

In caso di demolizione e ricostruzione, il rispetto della sagoma previsto dall'art. 3 comma 1 lettera d) del D.P.R. 380/01 costituisce espressione di un principio generale che orienta anche l'interpretazione della legislazione regionale.

Il concetto di ristrutturazione previa demolizione come intervento che rispetta sia il volume sia la sagoma dell'edificio preesistente è ben fermo e ripetuto di frequente in giurisprudenza: se quindi la L.R. Lombardia 11 marzo 2005, n. 12 avesse voluto abbandonarlo, difficilmente lo avrebbe fatto per implicito, senza palesare con termini espressi tale intento.

In caso di demolizione e ricostruzione il rispetto della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...visto dall'art. 3, co. 1, lett. d) D.P.R. 380/2001 ai fini della qualificabilità dell'intervento come "ristrutturazione" costituisce espressione di un principio generale che orienta l'interpretazione della legge regionale.

Il D.P.R. 380/01 ha "positivizzato" la distinzione degli interventi di ristrutturazione edilizia in due tipologie principali, sottoposte a differente disciplina: a) le ristrutturazioni che non comportino demolizione e ricostruzione, per le quali sono ammesse anche modifiche di volumetria e di sagoma (c.d. intervento conservativo); b) le ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione, soggette al vincolo del rispetto delle precedenti volumetria e sagoma (c.d. intervento ricostruttivo). In questo secondo caso il rispetto della sagoma è richiesto perché, eliminati tutti gli elementi materiali dell'edificio preesistente, la sagoma è il solo elemento fisico che permette di individuare quel collegamento con l'edificio abbattuto che costituisce la ratio della qualificazione di un intervento come di ristrutturazione edilizia.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> REGIONI/PROVINCE

Il rispetto della sagoma dell'ed... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sistente previsto dall'art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., costituisce espressione di un principio generale che deve orientare anche l'interpretazione della legislazione regionale.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

L'art. 27, comma 1, lett. d) della L. reg. Lombardia 11 marzo 2005, n. 12 - che ricomprende tra gli interventi di ristrutturazione edilizia quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione parziale o totale nel rispetto della volumetria preesistente - deve interpretarsi nel senso di prescrivere anche il rispetto della sagoma dell'edificio preesistente.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> REGIONI/PROVINCE --> TOSCANA

Dall'art. 4 della l.r. Toscana 59/80 si desume nettamente l'esclusione degli interventi di ristrutturazione di tipo "pesante" nelle zone di tipo A e ciò quindi comporta da sé l'inammissibilità della demolizione e della ricostruzione successiva con translazione dei volumi, o comunque con l'utilizzo di materiali del tutto differenti.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTE... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t; RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> REGIONI/PROVINCE --> VENETO

L'art. 10 l.r. Veneto 14/2009 che afferisce alle "procedure autorizzative relative alle ristrutturazioni edilizie", introduce non già una distinta definizione di queste (rientrante nella potestà legislativa statale, quale norma di principio), bensì un diverso regime, ai fini della assentibilità, per quelle parti che, non comportando aumento volumetrico e modificazione di sagoma, rientrano nella nozione di ristrutturazione edilizia (anche ai fini dei limiti edilizio-urbanistici di assentibilità), rispetto a quelle ulteriori edificazioni che, prescindendo da ciò, sono ovviamente assoggettate a concessione edilizia.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA --> STRUMENTI URBANISTICI SOPRAVVENUTI

Ove la ristrutturazione mantenga inalterati i parametri urbanistici ed edilizi preesistenti, l'intervento non è subordinato al rispetto dei vincoli posti dagli strumenti urbanistici sopravvenuti, giacché la legittimazione urbanistica del manufatto da demolire si trasferisce su quello ricostruito.

L'inapplicabilità delle nuove prescrizioni sopravv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...interventi di ristrutturazione si riferisce alle ipotesi in cui, in assenza di espresse prescrizioni, sopravvengano all'esecuzione di lavori di ristrutturazione disposizioni che dettano una nuova e contrastante disciplina, non invece alle ipotesi in cui le nuove prescrizioni impediscono in radice la realizzazione di lavori di ristrutturazione.

In caso di ristrutturazione, dovranno considerarsi soggetti alle limitazioni imposte dalle norme urbanistiche soltanto quei parametri di edificazione, di cui l'intervento stesso preveda l'alterazione e modifica rispetto a quelli preesistenti.

Qualora la ristrutturazione di un edificio venga ad implicare un intervento con modifiche ai parametri urbanistici del fabbricato preesistente, va applicata la normativa urbanistica del momento in cui si realizzano essi lavori; il principio per cui in caso di intervento su immobili preesistenti non occorre perfetta conformità con la normativa edilizia sopravvenuta si applica infatti soltanto qualora l'intervento conservi tutti i parametri edilizi dell'edilizio demolito.

Per la ristrutturazione edilizia, anche mediante ricostruzione dell'edificio demolito, restano ferme le norme urbanistiche vigenti al tempo i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rilasciato l'originario titolo edilizio, con la conseguenza che non sono applicabili le prescrizioni ed i vincoli imposti dagli strumenti urbanistici sopravvenuti.

Per la ristrutturazione edilizia, anche mediante ricostruzione dell'edificio demolito, restano ferme le norme urbanistiche vigenti al tempo in cui venne rilasciato l'originario titolo edilizio, con la conseguenza che non sono applicabili le prescrizioni ed i vincoli imposti dagli strumenti urbanistici sopravvenuti.


 
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