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La distanza legale dal confine: il principio della prevenzione temporale (art. 873 Cod. Civ.)

In materia di costruzioni sul confine, la legge si ispira al principio della prevenzione temporale (art. 873 Cod. Civ.): il proprietario che costruisce per primo determina, in concreto, le distanze da osservare per le altre costruzioni da erigersi sui fondi vicini. A colui che costruisce dopo, quindi, non resta da far altro altro che adeguarsi.

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> PRINCIPIO DI PREVENZIONE

Il D.M. n. 1444 del 1968, art. 9 non impone di rispettare in ogni caso una distanza minima dal confine e, in applicazione del principio di prevenzione, va interpretato nel senso che tra una parete finestrata e l'edificio antistante va rispettata la distanza di m. 10, con obbligo del prevenuto di arretrare la propria costruzione fino ad una distanza di m. 5 dal confine, se il preveniente, nel realizzare tale parete finestrata, ha rispettato una distanza di almeno m. 5 dal confine; ove tuttavia il preveniente abbia realizzato una parete finestrata ad una distanza dal confine inferiore a m. 5, il vicino non sarà tenuto ad arretrare la propria costruzione fino a rispettare la distanza di m. 10 da tale parete, ma potrà imporre al preveniente di chiudere le aperture e costruire (con parete non finestrata) rispettando la metà della distanza legale dal confine ed eventualmente procedere all'interpello di cui all'art. 875 c.c., comma 2, ove ne ricorrano le condizioni.

Gli artt. 873, 875 e 877 c.c., non vietano al preveniente di costruire con sporgenze e rientranze rispetto alla linea di confine, potendo, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... il proprietario del fondo finitimo costruire in aderenza alla fabbrica preesistente sia per la parte posta sul confine, sia per quella corrispondente alle rientranze, pagando in quest'ultimo caso la metà del valore del muro del vicino, che diventa comune, nonché il valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della costruzione.

Il prevenuto ha la possibilità di edificare in aderenza alla costruzione realizzata dal preveniente in prossimità del confine previo versamento dell'indennità dovuta per l'occupazione del terreno del vicino.

Quando il preveniente abbia costruito secondo una linea retta, al prevenuto deve essere riconosciuta la facoltà di eliminare la linea spezzata, per cui gli si deve consentire di rendere la costruzione in aderenza.

In tema di distanze tra fabbricati, l'esercizio della facoltà del prevenuto di chiedere, ai sensi dell'art. 875 cod. civ., la comunione forzosa del muro del preveniente, non situato sul confine, allo scopo di fabbricare contro il muro stesso, non è impedito dal fatto che sul muro che si vuole rendere comune risultino aperte vedute "iure proprietatis".

Il criterio della prevenzione previsto dagli artt. 873 e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iv. è derogato dal regolamento comunale edilizio nel caso in cui questi fissi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, tranne che, pur prevedendo siffatto metodo di misurazione, consenta le costruzioni in aderenza o in appoggio, con la conseguenza che in tale ipotesi il primo costruttore ha la scelta fra il costruire alla distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, avendo la detta prescrizione lo scopo di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco tra costruzioni, senza escludere la possibilità di costruzioni in aderenza o in comunione del muro sul confine.

Il principio della prevenzione non può operare al di fuori della ipotesi di costruzione sul confine, perché altrimenti dovrebbe ritenersi rimessa in ogni caso alla unilaterale scelta del preveniente l'osservanza o meno del distacco dal confine, di guisa che la disposizione che la impone sarebbe praticamente svuotata di contenuto precettivo.

Il criterio della prevenzione previsto dagli artt. 873 e 875 c.c. è derogato dal regolamento edilizio nel caso in c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...issi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, tranne che, pur prevedendo siffatto metodo di misurazione, consenta anche le costruzioni in aderenza o in appoggio.

Il significato degli artt. 873 e 875 c.c. è nel senso che fuori del caso del criterio della prevenzione, nel qual caso è possibile costruire in aderenza o in appoggio al fabbricato preesistente, chi costruisce per primo ha la scelta fra il costruire alla distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, poiché la finalità di tale prescrizione è di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco tra le costruzioni.

Il criterio di prevenzione in base al quale l'altezza dell'edificio esistente integra il parametro di distanza da rispettare nell'erezione di nuovi edifici non può che riguardare i manufatti edilizi assistiti da regolare titolo edilizio e non quelli, invece, almeno in parte abusivi, per i quali non consti alcuna sanatoria espressa o tacita.

Il principio della prevenzione, che consente al vicino di costruire sul confine in adere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ricato del preveniente, si applica alle costruzioni sul confine, ma non alla costruzione di balconi, terrazze o simili che consentano di esercitare la veduta diretta sul fondo del vicino.

Il preveniente che abbia ampliato l'originaria fabbrica, dando cosi luogo a una nuova costruzione, non può invocare la legittimità dell'opera deducendo di avere costruito per primo nell'esercizio delle facoltà a lui spettanti in virtù del principio della prevenzione quando il prevenuto abbia nel frattempo costruito: il criterio della prevenzione presuppone infatti l'inedificazione dei fondi, per cui il preveniente in tal caso dovrà rispettare le distanze previste dall'art. 873 c.c. o quelle degli strumenti urbanistici nel frattempo intervenuti.

Il principio di prevenzione non è applicabile quando sussiste una disposizione regolamentare ad hoc posta a tutela di interessi primari (nella specie ricavabile dal regolamento comunale di igiene).

In zona agricola, il mutamento di destinazione d'uso, da agricolo a residenziale, non può consentire di beneficiare del principio di prevenzione rispetto ai proprietari di edifici agricoli ubicati nelle vicinanze: la regola residuale di matrice civilistica compendiata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do prior in tempore potior in iure postula infatti che la eccezionale preminenza accordata dall'ordinamento ad un mero fatto (l'aver costruito per primo) sia strettamente contenuta nel "fatto preminente", mentre l'aver impresso destinazione residenziale ad un edificio originariamente agricolo è fatto tutt'altro che "preminente" sul piano temporale.

In tema di distanze legali, il principio della prevenzione non è applicabile solo se i regolamenti edilizi stabiliscono espressamente la necessità di rispettare determinate distanze dal confine, vietando la costruzione sullo stesso.

Ove i regolamenti locali consentano la facoltà di costruire sul confine (in aderenza o in appoggio), come alternativa all'obbligo di rispettare una determinata distanza da esso, si versa in ipotesi del tutto analoga, sul piano normativo, a quella prevista e disciplinata dall'art. 873 c.c., con conseguente applicabilità del principio della prevenzione comportante, per chi edifica per primo sul fondo contiguo ad altro, la seguente triplice facoltà alternativa; a) costruire sul confine; b) costruire con distacco dal confine, osservando la distanza minima imposta dal codice civile ovvero quella maggiore distanza stabilita dai regolame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... locali; c) costruire con distacco dal confine a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, salva in tal caso la possibilità per il vicino, che costruisca successivamente, di avanzare la propria fabbrica fino a quella preesistente, pagando la metà del valore del muro del vicino, che diventerà comune, e il valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della fabbrica.

Qualora si accerti che, in virtù della prevenzione, il convenuto ha costruito per primo, le eventuali irregolarità da questi compiute in fase di ristrutturazione, che non incidano sulla disciplina delle distanze, non legittimano una domanda di riduzione in pristino nei suoi confronti.

In tema di distanze, la scelta di costruire che spetta al preveniente è definitiva nel senso che, iniziata la costruzione sulla linea di confine, egli è obbligato, nel sopraelevare, a costruire in corrispondenza della stessa linea sulla quale ha edificato, oppure a distanza non inferiore a quella legale prescritta per le costruzioni giacché se gli fosse consentito di realizzare una scelta variabile tra i vari piani dell'edificio, costringerebbe il vicino prevenuto a elevare a sua volta un edi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uri perimetrali a linea spezzata.

La prevenzione non può essere invocata da colui che abbia violato le distanze legali tra costruzioni.

Quando lo strumento urbanistico non prevede l'obbligo di osservare un determinato distacco dal confine, trova applicazione il principio della prevenzione temporale (art. 873 ss. c.c.), secondo cui il proprietario che costruisce per primo determina, in concreto, le distanze da osservare dalle altre costruzioni sui fondi vicini e ciò vale anche rispetto a successive sopraelevazioni

Solo in presenza di una norma regolamentare che prescrive una distanza tra fabbricati con riguardo al confine, si pone l'esigenza di un'equa ripartizione tra proprietari confinanti dell'onere di salvaguardare una zona di distacco tra le costruzioni, con la conseguenza che, in assenza di una siffatta prescrizione, deve trovare applicazione il principio della prevenzione.

Il principio di prevenzione trova applicazione anche nel caso in cui la distanza tra gli edifici resti regolata dalla norma suppletiva dettata dall'art. 17, co. 1, lett. c), legge n. 765/1967, poiché tale norma, al pari dell'art. 873 c.c., non fa alcun riferimento ai confini e non può, dunque, essere interpretata nel ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...porre, sia pur implicitamente, un distacco rispetto agli stessi.

Il principio di prevenzione trova applicazione anche alle distanze di cui all'art. 9 D.M. 1444/1968, e a prescindere dal fatto che il preveniente abbia costruito una parete finestrata o meno; la norma in questione è priva di riferimento a confini e le distanze in essa contenute sono espresse in termini mobili e variabili con riguardo alla altezza di edifici preesistenti o alla larghezza, maggiorata, della sede stradale interposta o ancora in termini assoluti tra i fabbricati stessi.

Qualora gli strumenti urbanistici stabiliscano determinate distanze dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio", la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività del principio della prevenzione.

Qualora gli strumenti urbanistici prevedano la possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio", si versa in ipotesi del tutto analoga a quella disciplinata dall'art. 873 cod. civ., e segg., con la conseguenza che è consentito al preveniente costruire sul confine, ponendo il vicino, che intenda a sua volta edificare, nell'alternativa di chiedere la comunio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e di costruire in aderenza (eventualmente esercitando le opzioni previste dall'art. 875 cod. civ. e art. 877 cod. civ., comma 2) ovvero di arretrare la sua costruzione sino a rispettare la maggiore intera distanza imposta dallo strumento urbanistico.

In assenza di altre specificazioni nello strumento urbanistico che consenta la possibilità di edificare in aderenza, non può escludersi la possibilità di edificare in aderenza a prescindere dal requisito della preesistenza un fabbricato già realizzato sul confine della proprietà confinante, trovando, quindi, applicazione il principio della prevenzione.

In materia di costruzioni sul confine, la legge si ispira al principio della prevenzione temporale, desumibile dal combinato disposto degli artt. 873, 874, 875 e 877 c.c., secondo il quale il proprietario che costruisce per primo determina, in concreto, le distanze da osservare per le altre costruzioni da erigersi sui fondi vicini

Il diritto di prevenzione consiste nel diritto di colui che tra i confinanti costruisce per primo, di costruire sul confine o a distanza inferiore alla metà della distanza di legge tra costruzioni finitime ovvero a distanza pari alla metà, sì da costringere ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che nella prima e nella seconda delle suddette ipotesi non intenda esercitare le facoltà concessegli dagli artt. 875 e 877 c.c., a costruire a distanza tale dalla costruzione del preveniente da assicurare comunque il rispetto della distanza di tre metri prescritta dall'art. 873 c.c. o dell'altra, maggiore, eventualmente prevista dallo strumento urbanistico locale.

A colui che costruisce dopo è quindi imposto di adeguarsi alle scelte del vicino che ha costruito per primo.

Il principio codicistico della prevenzione si applica anche alle situazioni nelle quali opera la disciplina dell'art. 17 legge 765/1967, visto che le relative prescrizioni, in quanto regolano la distanza tra fabbricati e non tra fabbricato e confine, sono sostanzialmente integrative dell'art. 873 c.c., con l'effetto che ad essa devono applicarsi le regole ed i principi previsti dal codice civile per la disciplina della distanza fra costruzioni su fondi finitimi, compreso quello della prevenzione, che non è escluso dalla legge speciale.

Deve ritenersi non condivisibile l'assunto secondo cui il principio della prevenzione conferisce al prevenuto la facoltà di avanzare la propria costruzione fino a quella posta nel fondo confinante a distanza ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nza togliergli il diritto, ove non intenda avvalersi di questa facoltà, di chiedere l'arretramento della predetta costruzione. Infatti, se così fosse verrebbe vanificata la stessa essenza del principio di prevenzione, considerato che l'art. 875, co. 2, c.c. non esprime l'intenzione del legislatore di sancire il diritto alla riduzione in pristino per il solo fatto che non sia stata osservata la distanza nelle costruzioni contemplata dagli artt. 873 e ss. c.c. ma, e soltanto, quando vi sia stata violazione di tali norme.

Nel caso in cui gli strumenti urbanistici consentano di costruire in aderenza o in appoggio si versa in ipotesi del tutto analoga a quella disciplinata dagli artt. 873 e segg. del c.c., con la conseguenza che è consentito al preveniente costruire sul confine, ponendo il vicino, che intenda a sua volta edificare, nell'alternativa di chiedere la comunione del muro e di costruire in aderenza, ovvero di arretrare la sua costruzione sino a rispettare la maggiore intera distanza imposta dallo strumento urbanistico.

Laddove il regolamento edilizio locale disponga la distanza minima dai confini con espressa ammissibilità dell'edificazione in aderenza, tale previsione deve essere intesa nel senso di fare salvo il pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la prevenzione previsto dagli art. 873 e 875 c.c., secondo i quali il proprietario che costruisce per primo ha la facoltà di scelta fra costruire alla distanza regolamentare ed erigere il proprio fabbricato sul confine, ponendo così il vicino che voglia a sua volta edificare nell'alternativa di chiedere la comunione del muro e costruire in aderenza oppure di arretrare la sua costruzione fino a rispettare la maggior distanza imposta dal regolamento locale.

Nel caso in cui il regolamento edilizio locale stabilisca anche o solo la distanza minima delle costruzioni dal confine, deve ritenersi derogato il principio di prevenzione ex art. 875 c.c., perché l'obbligo di arretrare la costruzione è assoluto, come lo è il corrispondente divieto di costruire sul confine, a meno che lo stesso regolamento edilizio non consenta espressamente anche tale facoltà.

A chi edifica per primo su un fondo contiguo spetta la scelta tra costruire sul confine o costruire con distacco dal confine osservando le norme sulle distanze: tuttavia, una volta operata la scelta, non può più essere sindacato la condotta del vicino prevenuto che edifichi successivamente esercitando la facoltà di avanzare il proprio manufatto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la preesistente.

In tema di distanze tra edifici, il principio della prevenzione opera anche nel caso in cui la costruzione preesistente sia stata realizzata senza la prescritta licenza edilizia.

I principi di reciprocità e prevenzione impongono il rispetto della distanza a prescindere da chi chieda il titolo edilizio e il dovere del secondo di adeguare la distanza rispetto a colui che per primo ha legittimamente edificato.

La deroga al principio di prevenzione, che non trova applicazione quando le disposizioni dei regolamenti edilizi prevedono distacchi dal confine, non opera nel caso in cui le norme urbanistiche consentono la costruzione in aderenza senza alcuna limitazione, ma non può essere invocata qualora il diritto di costruire sul confine è condizionato dall'osservanza di determinate prescrizioni circa l'altezza che deve avere l'edificio costruendo (nella specie, non superiore a quella del fabbricato esistente).

L'applicazione del principio della prevenzione presuppone che il giudice di merito accerti in punto di fatto la preesistenza della costruzione dalla quale è lamentata la violazione delle distanze legali.

Il principio della prevenzione ex art. 873 e ss. c.c. trov... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one non soltanto nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici, ma altresì in quelli nei quali gli strumenti urbanistici non vietino l'edificazione sul confine.

Il principio di prevenzione, nel caso in cui gli strumenti urbanistici non vietino l'edificazione sul confine, consente a chi edifica per primo sul fondo contiguo di costruire o sul confine o con distacco dal confine, osservando la distanza minima imposta dal codice civile ovvero dai regolamenti edilizi locali o, infine, costruire con distacco dal confine a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, facendo salvo in questa evenienza la facoltà per il vicino, il quale edifichi successivamente, di avanzare il proprio manufatto fino a quella preesistente, previa corresponsione della metà del valore del muro del vicino e del valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della fabbrica.

Il principio di prevenzione non è incompatibile con la disciplina sulle distanze tra fabbricati vicini dettata dall'art. 41-quinquies, co. 1, lett. c), legge 1150/1942, applicabile in mancanza di uno strumento urbanistico.

La disposizione di cui all'art. 9, comma 1, n. 2, d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, essendo tas... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nderogabile, impone al proprietario dell'area confinante col muro finestrato altrui di costruire il proprio edificio ad almeno dieci metri da quello, senza alcuna deroga, neppure per il caso in cui la nuova costruzione sia destinata ad essere mantenuta ad una quota inferiore a quella dalle finestre antistanti e a distanza dalla soglia di queste conforme alle previsioni dell'art. 907 comma 3, c.c..

E' legittimo dedurre la data dell'intervento edilizio dal fatto che un titolo edilizio è stato rilasciato per una costruzione da realizzarsi ex novo e e non in sanatoria: ciò costituisce una prova della collocazione cronologica dell'intervento, che la controparte ha l'onere di confutare espressmente.

Qualora gli strumenti urbanistici stabiliscano una determinata distanza dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire aderenza o in appoggio, la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività del principio della prevenzione.

In tema di distanze nelle costruzioni, il cosiddetto criterio della prevenzione di cui agli artt. 873 e 875 c.c., è derogato dal regolamento edilizio locale nel caso in cui questo fissi, le distanze non solo tra le costruzioni ma anche delle stesse dal confin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he consenta anche le costruzioni in aderenza o in appoggio.

In caso di sopraelevazione, la prevenzione va applicata in modo autonomo rispetto alla costruzione originaria, secondo la disciplina vigente al momento in cui la sopraelevazione viene effettuata.

Per il principio di prevenzione le distanze fra le costruzioni devono essere rispettate da chi costruisce successivamente.

Quando è violata la norma di un piano regolatore comunale dal quale in maniera assoluta e inderogabile è prescritta una certa distanza delle costruzioni dal confine rimangono inapplicabili le disposizioni del codice civile attuative del principio della prevenzione.

La circostanza che la parete finestrata di un edificio si trovi a meno di cinque metri dal confine non esime il proprietario confinante dall'osservare, a sua volta e nella nuova edificazione, una distanza tale dal confine medesimo che, sommata a quella in precedenza osservata dalla controparte, assicuri la prescritta intercapedine minima.

In caso di manufatto abusivo, non sussiste alcun diritto di prevenzione.

Il principio della prevenzione consente a chi costruisce per primo di operare la scelta fra il costruire alla distanza legale e l'eriger... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine, determinando così le modalità da seguire per chi costruisce dopo e permettergli, quindi, di avanzare la propria costruzione sino all'altrui edificio.

Quando le discipline locali prevedano la misurazione dal confine è inapplicabile il criterio della prevenzione e non è consentito edificare sul confine, a meno che il regolamento edilizio stesso non consenta la facoltà di costruire sul confine. In quest'ultimo caso, infatti, si versa in ipotesi del tutto analoga, sul piano normativo, a quella prevista e disciplinata dagli artt. 873 ss. cod. civ., con la conseguente operatività del principio della prevenzione, in base al quale chi edifica per primo sul fondo contiguo ad altro ha una triplice facoltà alternativa: a) costruire sul confine; b) costruire con distacco dal confine, osservando la distanza minima imposta dal codice civile ovvero quella maggiore distanza stabilita dai regolamenti edilizi locali; c) costruire con distacco dal confine a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, salva in tal caso la possibilità per il vicino, che costruisca successivamente, di avanzare la propria fabbrica fino a que... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tente, pagando la metà del valore del muro del vicino, che diventerà comune, e il valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della fabbrica.

Il principio di prevenzione presuppone che il fabbricato del preveniente sia stato edificato nel vigore della medesima disciplina urbanistica di cui il prevenuto è obbligato all'osservanza per l'edificazione sul fondo confinante. In caso, invece, di successione di normative nel tempo, anche se la sopravvenienza della nuova disciplina di uno strumento urbanistico determini una situazione svantaggiosa per il secondo costruttore, questi dovrà sempre rispettare nella sua interezza la norma in vigore, la quale non potrà - per suo conto - invece incidere in alcun modo sulla vantaggiosa posizione già acquisita dal vicino in base alla disciplina antecedente.

La disposizione del regolamento edilizio che permetta di costruire sul confine previa intesa bilaterale tra confinanti non può essere interpretata nel senso di consentire l'avanzamento della nuova costruzione fino a quella preesistente che sia stata realizzata con un distacco dal confine in misura inferiore alla prescrizione regolamentare.

Ove gli strumenti urbanistici stabiliscano determin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e delle costruzioni dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio", la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività della regola della prevenzione.

Nel caso in cui gli strumenti urbanistici prevedano la possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio" si versa in un'ipotesi del tutto analoga a quella disciplinata dall'art. 873 c.c. e segg., con la conseguenza che è consentito al preveniente costruire sul confine, ponendo il vicino, che voglia a sua volta edificare, nell'alternativa di chiedere la comunione del muro e di costruire in aderenza (eventualmente esercitando le opzioni previste dall'art. 875 c.c. ed art. 877 c.c., comma 2) ovvero di arretrare la sua costruzione sino a rispettare la maggiore intera distanza imposta dallo strumento urbanistico.

L'eventuale diritto del proprietario frontista a mantenere un fabbricato preesistente, sin dall'origine costruito ad una distanza inferiore a quella legale rispetto all'immobile limitrofo, non conferisce al predetto l'ulteriore diritto di apportare al manufatto aggiunte e/o modifiche di qualsiasi natura nella parte che, in base alla normativa attualmente vigente, r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stanza inferiore a quella minima legale, atteso che dette aggiunte o modifiche costituirebbero un'ulteriore - e non consentita - violazione della normativa in materia di distanze.

In materia di distanze fra edifici antistanti, il principio codicistico della prevenzione, dettato dall'art. 875 c.c., è perfettamente compatibile con il dettato dell'art. 41 quinquies, comma 1, lettera c) della L. n. 1150 del 1942, con la conseguenza che, quando il fabbricato del preveniente si trovi ad una distanza inferiore alla metà del distacco tra fabbricati prescritto dalla citata norma speciale, il prevenuto ha facoltà di chiedere la comunione forzosa del muro allo scopo di costruire a ridosso dello stesso.

In tema di violazione di norme che prescrivano una certa distanza tra le costruzioni, qualora sia necessario cercare un equo contemperamento tra le opposte esigenze produttive delle attività di allevamento e la salubrità delle abitazioni ubicate in prossimità o all'interno delle zone agricole, il conflitto può essere risolto in base al criterio civilistico della prevenzione temporale, valorizzando la data di realizzazione degli immobili ed il loro perdurante concreto utilizzo.


 
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