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Normativa della Regione Lombardia relativa alle concessioni riguardanti il reticolo idrico principale

Solo nel 2002 la Regione Lombardia, attraverso il D.G.R.7/7868, ha acquisito la competenza sulle concessioni e autorizzazioni riguardanti il reticolo idrico principale, fino ad allora attribuita allo Stato.

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anno:2015
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> REGIONI/PROVINCE

Sintesi: Non è irragionevole la normativa regionale che, ai fini della disciplina degli scarichi, assimila le acque utilizzate per scopi geotermici alle acque reflue domestiche.


Estratto: «4.–– La seconda questione promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri attiene all'art. 24 della legge reg. n. 6 del 2011 che ha modificato l'art. 18 della legge reg. 15 maggio 2002, n. 13 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2002), aggiungendo al comma 26 la lettera c-ter) che prevede, con riferimento alla disciplina degli scarichi, l'assimilazione alle acque reflue domestiche delle acque utilizzate per scopi geotermici che non siano state utilizzate nell'ambito dei cicli produttivi e che non abbiano subito trattamenti chimici.Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri la disciplina delle attività estrattive e delle risorse geotermiche, afferendo necessariamente alla tutela dell'ambiente, sarebbe di competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. Inoltre, la norma impugnata si porrebbe in contrasto anche l'art. 144, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambie... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dash;– La questione non è fondata.La Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ha esercitato la propria competenza legislativa in conformità a quanto previsto dall'art. 101, comma 7, lettera e), del d.lgs. n. 152 del 2006, che, nell'individuare i criteri generali della disciplina degli scarichi delle acque, espressamente prevede che la normativa regionale possa assimilare alle acque reflue domestiche le altre acque reflue che abbiano caratteristiche qualitative ad esse equivalenti.La norma censurata si limita ad equiparare, facoltà espressamente prevista dalla norma statale sopra citata, ai fini della disciplina degli scarichi, le acque utilizzate per scopi geotermici – che non siano state utilizzate nell'ambito dei cicli produttivi e che non abbiano subito trattamenti chimici – alle acque reflue domestiche.Poichè non è irragionevole ritenere che tale tipologia di acque presenti caratteristiche equivalenti a quella delle acque reflue domestiche – né, comunque, il ricorrente ha fornito argomenti atti a comprovare l'erroneità di tale equiparazione – si deve concludere che legittimamente la Regione ne ha assimilato la relativa disciplina.Ad ulteriore riprova della equivalenza di questo tipo di acque con que... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che deve considerarsi che l'art. 104 del d.lgs. n. 152 del 2006, nel vietare lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo, prevede che possano essere escluse dal suddetto divieto, tra le altre, proprio le acque utilizzate per scopi geotermici.Lo stesso legislatore statale, dunque, esclude che le acque utilizzate per scopi geotermici presentino rischi di natura ambientale e addirittura giunge a prevedere che le stesse possano, «dopo indagine preventiva», essere reimmesse direttamente in falda.In ogni caso, giova ripetere che il legislatore regionale ha espressamente limitato la portata dell'equiparazione alle sole acque utilizzate per scopi geotermici che non siano state impiegate nell'ambito dei cicli produttivi e che non abbiano subito trattamenti chimici.»

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

Sintesi: In Lombardia la competenza sulle concessioni e autorizzazioni riguardanti il reticolo idrico principale è rimasta attribuita agli organi statali fino al 25 gennaio 2002 poiché solo in quella data sono stati definiti, con DGR n. 7/7868, i rapporti tra le competenze regionali e quelle del Magistrato per il Po.

Estratto: «8. Il ricorso contes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...versi profili la tesi della Regione in base alla quale vi sarebbe continuità nelle concessioni demaniali a uso venatorio a favore dell'AATV Santa Franca. Con il primo motivo la censura è condotta su un piano formale: si sostiene che con l'entrata in vigore del Dlgs. 112/1998 (che ha previsto tra l'altro il passaggio alle Regioni dei compiti di gestione del demanio idrico) lo Stato, e nello specifico il Ministero delle Finanze, avrebbe perso il potere di disporre il rilascio di nuove concessioni o la proroga di quelle esistenti. Pertanto la nota dell'Ufficio del Territorio di Cremona del 9 maggio 2000 e il connesso nulla-osta del Magistrato per il Po del 25 gennaio 2001 sarebbero atti di autorità ormai del tutto incompetenti e non potrebbero conseguire lo scopo di disporre circa l'uso dei beni demaniali. L'argomento non appare condivisibile. Il rinnovo della concessione a favore dell'AATV Santa Franca si è verificato nel periodo transitorio successivo al Dlgs. 112/1998. Come si è visto sopra al punto 5 il passaggio delle competenze ministeriali poteva considerarsi effettivo solo con la pubblicazione (in data 21 febbraio 2001) del DPCM 22 dicembre 2000 che ha disposto il trasferimento dei beni e delle risorse necessarie all'attività ammini... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n realtà la fase transitoria si è protratta ancora per qualche tempo fino alla presa in carico delle nuove competenze e della relativa dotazione di personale e mezzi da parte della Regione. In particolare solo con la DGR n. 7/7868 del 25 gennaio 2002 (punti 12 e 13 del deliberato) sono stati definiti i rapporti tra le competenze regionali e quelle del Magistrato per il Po sulle concessioni e autorizzazioni riguardanti il reticolo idrico principale. Poiché non può ammettersi una sospensione dell'attività amministrativa nella fase transitoria, l'originario titolare delle funzioni è tenuto a esercitarle finché non vi siano in concreto le condizioni per il subentro del nuovo titolare. Si deve quindi ritenere che nel periodo che interessa il presente ricorso la competenza sulle concessioni fosse ancora degli organi statali in base al vecchio ordinamento.»



 
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