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Discrezionalità della p.a. nella scelta dei mezzi per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti all'esecuzione di opere pubbliche


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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ

La giurisprudenza amministrativa ha qualificato come "latamente discrezionali" i provvedimenti che afferiscono alla procedura espropriativa, come, ad esempio, quelli volti a localizzare il vincolo preordinato all'esproprio ovvero la proroga della dichiarazione di pubblica utilità, sulla scorta dell'affermazione più generale per cui l'opportunità stessa della costruzione, come pure della localizzazione di un'opera pubblica, è esercizio di una discrezionalità particolarmente lata da parte dell'Amministrazione, non suscettibile di essere sindacata in sede giurisdizionale se non per errore sui presupposti o palese irragionevolezza.

La dichiarazione di pubblica utilità di un'opera ha natura largamente discrezionale rapportandosi a vari elementi apprezzabili solo dall'amministrazione procedente, quale ad es. la disponibilità finanziaria. Non sussistendo pertanto, in mancanza di una dichiarazione di p.u., i presupposti per procedere all'adozione dell'ulteriore atto di espropriazione, non può convenirsi con le affermazioni secondo cui l'amministrazione sarebbe venuta meno al suo dovere di procedere a una corretta esecuzione della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amministrativa ponendo in essere una condotta gravemente colposa che non potrebbe non comportare l'obbligo per la stessa di risarcire il danno.

La ricerca del consenso è una facoltà dell'amministrazione, inidonea ad escludere o ad inficiare l'immanente esercizio del potere, se non quando la ricerca si sia già tradotta in un contratto od in un accordo.

Ben può il vincolo espropriativo impresso essere più esteso dell'area interessata dal progetto preliminare, scindendo pertanto l'ampiezza del progetto rispetto a quella della variante; l'Amministrazione decide liberamente la tempistica realizzativa delle opere che si propone di erigere, con il solo rispetto del barrage temporale di decadenza. La circostanza che ancora nulla sia stato realizzato, nulla prova se non che l'amministrazione ha invano impiegato parte del tempo dedicato alla futura erezione dell'opera, e rischia che esso venga a scadenza.

In sede di controdeduzione alle osservazioni con cui il privato abbia ipotizzato, in alternativa all'esproprio, la sua disponibilità a realizzare l'opera disciplinando mediante apposita convenzione le sue modalità di utilizzazione, la P.A. deve esplicitare le ragioni per le quali l'interesse p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...seguito non sarebbe ugualmente soddisfatto mediante il ricorso all'istituto convenzionale ipotizzato dalla parte ricorrente.

L'art. 16, comma 12, d.P.R. n. 327/2001, addossando all'amministrazione espropriante l'obbligo di fornire una puntuale e pertinente motivazione in ordine alla non accoglibilità delle osservazioni proposte dall'interessato, fissa uno schema procedimentale inderogabile, alla cui rigorosa applicazione non può opporsi il carattere discrezionale della scelta tra il modulo autoritativo e quello negoziale per l'acquisizione delle aree necessarie alla realizzazione dell'opera pubblica.

Non sussiste in capo all'Amministrazione un obbligo di provvedere all'acquisizione dei beni soggetti a vincolo archeologico mediante procedura espropriativa.

La scelta del mezzo pubblicistico o privatistico, per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti per l'esecuzione di opere pubbliche, è rimessa alla valutazione discrezionale dell'Amministrazione. Il ricorso allo strumento autoritativo dell'espropriazione per pubblica utilità costituisce l'ipotesi normale e spesso, per ovvie ragioni, l'unica percorribile: essa non ha bisogno di particolare motivazione, mentre a dover essere motivata è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...celta, normalmente più onerosa per la P. A. del mezzo privatistico, che deve presentare evidenti requisiti di convenienza e opportunità.

L'utilizzo dello strumento espropriativo, una volta riconosciute le ragioni di interesse generale per l'acquisizione in mano pubblica del bene, è rimesso alla più ampia valutazione di merito dell'Amministrazione, in relazione alla singola fattispecie concreta ed all'esigenza di perseguire, con stabilità e continuità nel tempo, gli interessi di rilievo pubblico a mezzo del bene oggetto di ablazione.

Non sussiste alcuna contraddittorietà nella deliberazione di approvazione del progetto in cui l'Amministrazione dichiari di voler acquisire i terreni interessati dai lavori attraverso procedura bonaria ma contestualmente appone il vincolo preordinato all'esproprio, qualora emerga chiaramente che le procedure di acquisizione (mediante accordo bonario o esproprio) vengano prospettate in via sequenziale, nel senso che, fallita eventualmente la prima (acquisizione bonaria), si procede con la seconda (acquisizione coatta).

E' in potere dell'amministrazione comunale procedere agli atti espropriativi entro il termine conclusivo quinquennale, che decorre dalla dich... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i pubblica utilità ex art. 13 DPR 327/2001; non è pertanto configurabile un silenzio illegittimo della P.A a fronte di istanza del privato diretta a ottenere l'avvio e la conclusione del procedimento.

Le disposizioni vigenti in materia di espropriazione non riconoscono più un carattere intangibile al diritto dominicale di un soggetto su un bene immobile, ma richiedono pur sempre un esplicito supporto di livello normativo per dar corso all'esplicazione della potestà ablatoria; l'articolato costituzionale è assai chiaro (art. 42 comma 3) nel richiedere un'espressa fonte normativa per consentire l'ablazione del diritto dominicale del privato.

Non può dirsi che l'Amministrazione sia obbligata a stipulare un accordo in luogo del provvedimento espropriativo.

PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ --> IN ALTERNATIVA AL COMPARTO

Qualora la strada da realizzare sia a servizio non di un solo comparto di nuovo insediamento, ma sia struttura di cui fruisce un'intera frazione, le aree non devono essere reperite necessariamente all'interno del comparto ben potendo essere acquisite con espropriazione.

La scelta dell'Amministrazione di p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la realizzazione dell'opera pubblica su suolo privato mediante attivazione della procedura espropriativa anziché procedere alla cessione degli standard, a seguito di approvazione di uno strumento urbanistico esecutivo (PUE), non è sindacabile qualora la scelta sia supportata da attente valutazioni delle esigenze pubbliche, in termini di dimensionamento e ubicazione che la seconda soluzione avrebbe potuto non assicurare.

La scelta di procedere ad esproprio delle aree destinate a servizi prescindendo dal comparto, non può ritenersi macroscopicamente illogica, qualora la mancata realizzazione dei servizi in un lunghissimo lasso temporale può aver ragionevolmente indotto l'Amministrazione comunale a mutare avviso circa le modalità con le quali realizzare i servizi necessari per lo sviluppo del proprio territorio.

PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ --> IN ALTERNATIVA ALL'INTERVENTO DEL PRIVATO

La scelta dell'Amministrazione di procedere all'ablazione dell'intero diritto di proprietà, in luogo del solo diritto di superficie, ipotesi questa percorribile solo sulla base di convenzione con il privato proprietario e, sulla base delle N.T.A. su iniziativa di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l caso di specie mancante, appare perfettamente conforme a quanto imposto dal perseguimento dell'interesse pubblico, stando la necessità per l'Amministrazione di dovere acquisire la disponibilità del terreno per la realizzazione dell'opera pubblica, e non non avendo a tal fine altra alternativa che quella di espropriare il pieno diritto di proprietà, stante l'impossibilità di addivenire alla stipula di un accordo per l'uso del sottosuolo con il privato.

PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ --> SUSSISTENZA VINCOLO

Il successivo atto della sequenza procedimentale ablatoria, e cioè la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, non è affatto vincolato dal precedente insorgere del vincolo preordinato all'esproprio, ma è – a sua volta – frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell'amministrazione avente ad oggetto una rinnovata valutazione dell'interesse pubblico in punto di realizzazione dell'opera.

Non può affermarsi che l'apposizione del vincolo espropriativo comporti necessariamente un obbligo di avvio del procedimento espropriativo mediante dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, essendo invec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e addirittura disciplinato dalla legge il fenomeno della decadenza del vincolo per decorso di cinque anni (art. 9 del D.P.R. 8.6.2001, n. 327).

Nessuna norma di legge impone all'autorità espropriante di ablare tutti i terreni sottoposti a vincolo espropriativo; è possibile che questo abbia cagionato un pregiudizio al privato, ma questo non può essere ritenuto frutto di illecito e, conseguentemente, l'Amministrazione non può essere chiamata a risarcire alcunché, poiché non risulta che abbia violato alcuna norma di legge né le norme di diligenza che vengono richieste nell'esercizio dei pubblici poteri.



 
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