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Principio di autoresponsabilità nel danno da insidia stradale

L'art.20151 Cod. Civ. attribuisce al proprietario o custode del bene solo le conseguenze dannose cagionate da una fonte di pericolo non visibile e non evitabile. In altre parole, il comportamento colposo del soggetto danneggiato nell'uso del bene demaniale può escludere la responsabilità della P.A., se è tale da interrompere ogni nesso tra la causa del danno ed il danno stesso.

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titolo:LE STRADE
anno:2017
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DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> RESPONSABILITÀ CIVILE - ART. 2051 --> PRINCIPIO DI AUTORESPONSABILITÀ

Un ciclista deve sempre controllare le condizioni della sede stradale, a maggior ragione se si sta allenando con una bicicletta da corsa; pertanto, in caso di caduta, il risarcimento del danno dovrà essere ridotto ai sensi del primo comma dell'art. 1227 c.c. nel caso in cui il danneggiato abbia omesso tali doverose verifiche.

Nell'uso delle strade pubbliche la responsabilità dell'amministrazione è limitata ai casi di pericolo oggettivamente non visibile e, soggettivamente imprevedibile, in quanto l'utente delle strade stesse, in applicazione del principio di autoresponsabilità, deve porre tutte le dovute attenzioni per salvaguardare la propria incolumità.

Il generale dissesto della strada percorsa, la pioggia, l'orario notturno e la scarsa visibilità consigliano all'utente della strada un'andatura estremamente moderata: un comportamento prudente è infatti coerente con quel principio di autoresponsabilità, che impone all'utente di una strada un onere di particolare attenzione nell'esercizio dell'uso ordinario del bene demaniale onde salva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...incolumità propria e dei suoi beni, soprattutto tenuto conto del contesto ambientale assai critico nel quale l'evento si è verificato.

Il comportamento colposo del danneggiato può, secondo un ordine crescente di gravità, atteggiarsi come concorso causale colposo, valutabile ai sensi dell'art. 1227, co. 1, c.c. ovvero addirittura giungere ad escludere del tutto la responsabilità del custode.

L'apparente normalità del marciapiede su cui transita un pedone esclude ogni concorrente o esclusiva responsabilità dello stesso nella produzione del sinistro.

Sia nell'ipotesi di responsabilità ex art. 2051 c.c. sia in quella di responsabilità aquiliana, il comportamento colposo del soggetto danneggiato nell'uso del bene demaniale può escludere la responsabilità della pubblica amministrazione, se è tale da interrompere ogni nesso tra la causa del danno ed il danno stesso; diversamente sì può configurare un concorso di colpa della vittima ai sensi dell'art. 1227 comma 1 c.c. con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiale in proporzione dell'incidenza causale del comportamento del dannegg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Il giudizio di responsabilità a carico della danneggiata deve essere formulato tenendo conto di ciò che essa poteva e doveva conoscere, prevedere ed evitare, nel momento in cui ha tenuto lo specifico comportamento che ha causato o concorso a causare il danno.

All'utente della strada non si può richiedere un contributo di attenzione esclusivamente e costantemente polarizzato sulle condizioni della strada o del marciapiedi, che devono presumersi e pretendersi in condizioni ottimali.

In relazione ai danni verificatisi nell'uso di un bene demaniale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della P.A. ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., l'esistenza di un comportamento colposo dell'utente danneggiato esclude la responsabilità della P.A..

L'interpretazione dell'art. 2051 c.c. non si spinge sino al punto di attribuire al proprietario o custode del bene (nella specie la strada pubblica) la responsabilità di ogni danno che su detta strada si verifichi, ma soltanto di quelle conseguenze dan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ate da una fonte di pericolo non visibile e non evitabile da parte dell'utente, dovendo anche quest'ultimo rispettare l'obbligo di adottare una condotta prudente ed attenta in caso di circolazione sulla sede stradale.

Non presenta profili colposi il comportamento del guidatore che si blocchi in un sottopassaggio allagato se non risulta che lo stesso viaggiasse a velocità elevata e/o abbia sottovalutato una situazione di pericolo non prevedibile e non segnalata, perché in tal caso egli non aveva motivo di evitare di passare dalla strada in questione (specie se centrale, e specie se si tratta di guidatore non residente nella zona).

L'incidenza del comportamento colposo del danneggiato va valutata tanto se la responsabilità dell'ente proprietario della strada sia ricondotta all'art. 2043 c.c. quanto se la stessa sia ricondotta all'art. 2051 c.c., poiché esso incide sul nesso causale, potendo escluderlo o ridurne l'apporto in relazione ai danni subiti, secondo la regola di cui all'art. 1227 c.c., espressione del principio che esclude la possibilità di considerare danno risarcibile quello che ciascuno procura a se stesso.

La diligenza del comportamento dell'utente della stra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e va valutata anche in relazione all'affidamento, secondo i criteri oggettivi e non soggettivi, che l'utente ripone nel ritenere esigibile da parte della P.A., custode del bene, una determinata condotta con riguardo alle specifiche condizioni di luogo e di tempo.

Per il principio dell'affidamento il fatto che una persona agisca come membro di un determinato gruppo sociale comporta l'assunzione della responsabilità di saper riconoscere ed affrontare determinati pericoli secondo lo standard di diligenza e capacità del gruppo.

Il fatto di un terzo o il comportamento del danneggiato, se di per sé non idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno, costituita dalla cosa in custodia, e il danno, può integrare un concorso colposo ai sensi dell'art. 1227, co. 1, c.c. con conseguente diminuzione di responsabilità del danneggiante secondo l'incidenza della colpa del danneggiato.

Nel caso di abbattimento di un muretto latistante la strada da parte di un'auto uscita di strada a causa della presenza di ghiaccio sulla carreggiata, il risarcimento dovuto al proprietario del muretto dall'ente proprietario della strada va proporzionalmente ridotto qualora l'autovettura procedesse a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità inappropriata in rapporto alle condizioni della strada, a nulla rilevando che non sia stata comminata al conducente una sanzione per eccesso di velocità.

Ove si verifichi un sinistro a seguito di non corretta manutenzione della strada da parte dell'ente preposto alla tutela, la responsabilità gravante sulla P.A., ai sensi dell'art. 2051 c.c., per l'obbligo di custodia delle strade demaniali, è esclusa ove l'utente danneggiato abbia tenuto un comportamento colposo tale da interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno e il danno stesso, dovendosi altrimenti ritenere, ai sensi dell'art. 1227 c.c., comma 1, che tale comportamento integri soltanto un concorso di colpa idoneo a diminuire, in proporzione dell'incidenza causale, la responsabilità della P.A.

La pericolosità intrinseca di una strada, diversamente dalla particolare anomalia della stessa nel luogo del sinistro, permette di ritenere tale pericolosità immediatamente percepibile dal conducente del motociclo in transito sulla medesima e ciò esclude sia la responsabilità del custode sotto il profilo dell'art. 2043 c.c. sia sotto il profilo dell'art. 2051 c.c..

L'onere di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ce grava sugli utenti dei beni sia pubblici che privati non si esaurisce nell'utilizzo normale e conforme alla destinazione dei singoli bene, ma comporta anche il dovere di prestare particolare attenzione nell'uso degli stessi, in rapporto alle caratteristiche intrinseche di ciascuno di essi ed al rischio specifico che l'utilizzo di ciascun bene comporta.

L'esistenza di un comportamento colposo dell'utente danneggiato (sussistente anche quando egli abbia usato il bene senza la normale diligenza) esclude la responsabilità della P.A., qualora si tratti di un comportamento idoneo a interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno e il danno stesso, mentre, in caso contrario, esso integra un concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227, co. 1, c.c., con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante in proporzione all'incidenza causale del suo comportamento.

La condotta di guida imprudente si può ricavare dal fatto che il sinistro si sia verificato in condizioni di luogo e di tempo favorevoli all'avvistamento, da parte di qualunque soggetto, dell'insidia stradale, ed è confermata dalla non modesta velolcità di guida del danneggiato e dalla sua pregressa conoscenza dello stato dei luo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Ove si verifichi un sinistro a seguito di non corretta manutenzione del manto stradale da parte dell'ente preposto alla tutela, la responsabilità gravante sulla P.A., ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., per l'obbligo di custodia delle strade demaniali è esclusa ove l'utente danneggiato abbia tenuto un comportamento colposo tale da interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno e il danno stesso, dovendosi altrimenti ritenere, ai sensi dell'art. 1227, primo comma, cod. civ., che tale comportamento integri soltanto un concorso di colpa idoneo a diminuire, in proporzione dell'incidenza causale, la responsabilità della P.A.

Il giudizio sulla autonoma idoneità causale del fattore esterno estraneo alla cosa (e tra questi anche la condotta del soggetto danneggiato)"va adeguato alla natura della cosa e alla sua pericolosità, nel senso che tanto meno essa è intrinsecamente pericolosa e quanto più la situazione di pericolo è suscettibile di essere superata attraverso la adozione delle normali cautele da parte dello stesso danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo (costituente fatto esterno) nel dinamism... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el danno, fino ad interrompere il nesso eziologico tra cosa e danno e ad escludere dunque la responsabilità del custode.

Il fatto che il sinistro si sia verificato in ora diurna e su un marciapiede ad ampia percorribilità sono elementi che depongono a favore della sussistenza di un comportamento colposo del danneggiato, idoneo a ridurre il quantum del danno risarcibile dalla P.A..

Deve essere ravvisato un concorso di responsabilità della persona danneggiata ex art. 1227 c.c. qualora l'incidente si sia verificato in un tratto di marciapiede percorso abitualmente dal danneggiato ed n un orario in cui la visibilità era buona e avrebbe consentito, con un normale grado di attenzione di accorgersi della presenza delle sconnessioni ed evitarle.

Sia nell'ipotesi che la fattispecie rientri nell'articolo 2043 c.c. sia nell'ipotesi dell'applicabilità dell'articolo 2051 c.c., il comportamento colposo del danneggiato può determinare l'interruzione del nesso di causalità, quando si ponga come unica ed esclusiva causa dell'evento danno, ovvero rilevare ai sensi dell'articolo 1227 comma 1 c.c. come concorso colposo nella causazione dell'evento con conseguente riduzione dell'entit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rcimento.

La visibilità di un generale stato di dissesto della pavimentazione e la prevedibilità del pericolo per il danneggiato, sono circostanze che non escludono la responsabilità della P.A. convenutA ai sensi dell'articolo 2051 c.c., ma assumono rilievo ai sensi del disposto dell'articolo 1227 c.c..

Sussiste concorso di colpa del danneggiato qualora, considerata l'ora diurna e il tratto rettilineo nonché l'estensione delle due tracce longitudinali lungo il manto stradale, essa avrebbe potuto ccorgersi della presenza dei solchi in tempo utile a scansarli.

I conducenti non possono pretendere di essere esonerati da qualsiasi minima attenzione facendo affidamento sul fatto che la P.A. debba garantire loro una pavimentazione priva di imperfezioni e ciò anche in realtà urbane non di recente costituzione.

Lo stato di generalizzata cattiva manutenzione della strada deve indurre il pedone ad un procedere più accorto e ad una maggiore sorveglianza nello scegliere i tratti del marciapiede ove passare: l'inosservanza di tale elementare regola di prudenza configura un fatto dello stesso danneggiato idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra l'eventual... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... colpevole del gestore della strada e l'evento, nella misura in cui una maggiore attenzione alle condizioni del marciapiede ed una più accentuata prudenza avrebbero consentito al pedone di schivare le insidie della strada.

L'anomalia del manto stradale di dimensioni notevoli deve essere ritenuto ben visibile in buone condizioni atmosferiche, con conseguente valorizzazione dell'autoresponsabilità del danneggiato.

Gli utenti dei beni sia pubblici che privati hanno un onere di particolare attenzione nell'esercizio dell'uso ordinario di tali beni, al fine di salvaguardare la propria incolumità .

Il fatto che il sinistro si sia ripetuto ai danni di molte vittime non appare idoneo a superare lo specifico dovere di attenzione posto a carico dell'utente della strada.

In tema di responsabilità da cose in custodia, ferma la responsabilità del custode, il comportamento del danneggiato ben può integrare un concorso colposo ai sensi dell'art. 1227, comma 1 c.c. con conseguente i diminuzione della responsabilità del danneggiato.

Spingere il motorino correndo, in un'area che si sa dissestata, costituisce manovra imprudente, con conseguente riduzione del d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ibile.

L'interruzione del nesso di causalità può essere anche l'effetto del comportamento sopravvenuto dello stesso danneggiato, quando il fatto di costui si ponga come unica ed esclusiva causa dell'evento di danno, si da privare dell'efficienza causale e da rendere giuridicamente irrilevante il precedente comportamento dell'autore dell'illecito.

L'art. 1227 comma 1 c.c., prevede la riduzione del risarcimento in presenza della colpa del danneggiato, va inquadrato esclusivamente nell'ambito del rapporto causale ed è espressione del principio che esclude la possibilità di considerare danno risarcibile quello che ciascuno procura a se stesso.

La colpa, cui fa riferimento l'art. 1227 c.c., va intesa non nel senso di criterio di imputazione del fatto (perché il soggetto che danneggia se stesso non compie un atto illecito di cui all'art. 2043 c.c.), bensì come requisito legale della rilevanza causale del fatto del danneggiato.

La colpa di cui all'art. 1227 c.c. non sussiste solo in ipotesi di violazione da parte del creditore - danneggiato di un obbligo giuridico, ma anche nella violazione della norma comportamentale di diligen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l profilo della colpa generica.

La diligenza del comportamento dell'utente del bene demaniale, e segnatamente della strada demaniale, va valutata anche in relazione all'affidamento che era ragionevole porre nell'utilizzo ordinario di quello specifico bene demaniale, con riguardo alle specifiche condizioni di luogo e di tempo.

L'art. 1227 co. 1 c.c,, secondo cui quando vi è concorso di colpa del danneggiato la responsabilità del danneggiante è diminuita secondo la gravità della colpa e l'entità delle conseguenze che ne sono derivate, si applica anche nei casi di responsabilità del custode.

Ai danni verificatisi nell'uso di un bene demaniale o di proprietà di ente pubblico territoriale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della p.a. ai sensi dell'att. 2051 c.c., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c, l'esistenza di un comportamento colposo dell'utente danneggiato (sussistente quando egli abbia usato il bene senza la normale diligenza o con un affidamento soggettivo anomalo sulle sue caratteristiche) esclude la responsabilità della P.A. qualor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di un comportamento idoneo a interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno e il danno stesso, mentre in caso contrario esso integra un concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227, co. 1, c.c., con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante (P.A.) in proporzione all'incidenza causale del comportamento stesso.

Tanto in ipotesi di responsabilità oggettiva della pubblica amministrazione ex articolo 2051 del c.c., quanto in ipotesi di responsabilità ex articolo 2043 del c.c., l'eventuale comportamento colposo del soggetto danneggiato nell'uso di bene demaniale può anche escludere la responsabilità della pubblica amministrazione, quando il comportamento sia potenzialmente idoneo a provocare di per sé solo il danno, interrompendo il nesso eziologico tra il bene e il danno stesso, sì da far regredire la condizione materiale della cosa da causa a mera "occasione" di pregiudizio.

Non può configurarsi un'interruzione del nesso causale per il fatto che il pedone abbia seguito un percorso più accidentato piuttosto che un altro più agevole, avendo comunque egli percorso una strada destinata al pubblico transito (e non transennata o sulla qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rimenti impedito il passaggio), non potendo configurarsi un obbligo del pedone di seguire un tracciato piuttosto che un altro.

Il comportamento omissivo o commissivo del danneggiato, sufficiente da solo ad evitare l'evento, esclude il rapporto di causalità, integrando, altrimenti, un concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227 c.c., con conseguente, proporzionale, diminuzione della responsabilità del danneggiante.

L'eventuale comportamento colposo dello stesso soggetto danneggiato nell'uso del bene demaniale (sussistente quando egli ne abbia fatto uso senza la normale diligenza o con affidamento soggettivo anomalo) può valere ad escludere la responsabilità della P.A. se sia tale da interrompere il nesso causale tra la cosa e l'evento produttivo del danno, ovvero può atteggiarsi come concorso causale colposo - ai sensi dell'art. 1227, co. 1, c.c. - con conseguente diminuzione della responsabilità del custode in proporzione all'incidenza causale del comportamento del danneggiato.

L'eventuale comportamento colposo del danneggiato nell'uso del bene demaniale, sussistente quando egli ne abbia fatto uso senza la normale diligenza o con affidamento soggettivo anomalo, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...valere ad escludere la responsabilità della P.A. soltanto se sia tale da interrompere il nesso causale tra la cosa e l'evento produttivo del danno; in caso contrario può atteggiarsi come concorso causale colposo ai sensi dell'art. 1227, c. 1°, c.c. con conseguente diminuzione della responsabilità del custode in proporzione all'incidenza causale del comportamento del danneggiato.

La diligenza del comportamento dell'utente del bene demaniale va valutata anche in relazione all'affidamento che era ragionevole porre nell'utilizzo ordinario di quello specifico bene , con riguardo alle effettive condizioni di luogo e di tempo.

Non è possibile dedurre il mancato uso del casco, da parte dell'utente del codice della strada, dal referto medico degli esiti dell'incidente, considerato che il referto di pronto soccorso non è funzionalmente e scientificamente diretto alla verifica della compatibilità delle lesioni con l'utilizzo o meno dei presidi di sicurezza.

Quando il comportamento colposo del danneggiato non è idoneo da solo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno, costituita dalla cosa in custodia, ed il danno, esso può, tuttavia, integrare un concor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ai sensi dell'art. 1227, comma 1, c.c. con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiarne secondo l'incidenza della colpa del danneggiato.

L'eventuale comportamento colposo del soggetto danneggiato nell'uso del bene demaniale può valere ad escludere la responsabilità della P.A. se sia tale da interrompere il nesso causale tra la cosa e l'evento produttivo del danno, ovvero può atteggiarsi come concorso causale colposo - ai sensi dell'art. 1227, co. 1°, c.c. - con conseguente diminuzione della responsabilità del custode in proporzione all'incidenza causale del comportamento del danneggiato.

Non è esigibile che l'utente della strada, solo perché abita in prossimità del luogo del sinistro, debba sapere di ogni irregolarità della strada.

L'eventuale comportamento colposo dello stesso soggetto danneggiato nell'uso del bene demaniale può valere ad escludere la responsabilità della p.a. se sia tale da interrompere il nesso causale tra la cosa e l'evento produttivo del danno, ovvero può atteggiarsi come concorso causale colposo ai sensi dell'art. 1227, co. 1, c.c., con conseguente diminuzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ponsabilità del custode in proporzione all'incidenza causale del comportamento del danneggiato.

Non accorgersi della presenza di un dissesto abbastanza ampio posto sulla carreggiata, in pieno giorno, in una strada abbastanza dissestata, è prova di negligenza nella guida.

Non sussiste incompatibilità tra la responsabilità colposa della p.a. per danno provocato da c.d. insidia o trabocchetto stradale ed il concorso del fatto colposo del danneggiato.

In coerenza con il principio di autoresponsabilità, l'utente della strada è gravato di un onere di attenzione nell'esercizio dell'uso ordinario del bene demaniale, al fine di salvaguardare la propria incolumità.

Nessuna colpa può essere attribuita alla vittima del danno da trabocchetto laddove il pericolo della sconnessione del manto stradale non sia visibile né prevedibile, nel contesto dell'apparente regolarità del restante selciato del marciapiede.

Il comportamento dell'utente della strada improntato ad una scarsa diligenza ed attenzione è idoneo ad escludere il nesso di causalità che necessariamente deve sussistere tra la condotta dell'agente e l'evento che ne è deriva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... caso in cui sia applicabile l'art. 2051 c.c., sia nel diverso caso in cui la fattispecie vada ricondotta alla regola generale dell'art. 2043 c.c.

Per il principio di autoresponsabilità, gli utenti della strada sono gravati da un onere di particolare attenzione nell'esercizio dell'uso ordinario diretto del bene demaniale, al fine di salvaguardare la propria incolumità.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> RESPONSABILITÀ CIVILE - ART. 2051 --> RUOLO DELLA COSA

Anche se è indubbia la proprietà della strada e non essendovi prova di una obiettiva impossibilità di vigilanza della medesima, il Comune è chiamato a rispondere per omessa custodia, tuttavia non ogni caduta su strada comporta di per sé la ricorrenza di tale responsabilità: al contrario la medesima si fonda, oltre che sul rapporto di custodia, anche sul fatto che il danno si sia verificato o nell'ambito del dinamismo connaturato alla cosa o in conseguenza dello sviluppo di un agente dannoso sorto in essa, che si inserisca nella sua struttura in modo da alterarne la natura e da provocarne un'intrinseca attitudine lesiva.

Una volta accertato che il fatto dannoso si è verificat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i una anomalia della strada stessa, è comunque configurabile la responsabilità ex art. 2051 c.c. dell'ente pubblico custode, salvo che quest'ultimo non dimostri di non avere potuto far nulla per evitare il danno.

In tema di responsabilità civile da cose in custodia, il giudizio sull'autonoma idoneità causale del fattore esterno, estraneo alla cosa, va adeguato alla natura della cosa ed alla sua pericolosità, nel senso che tanto meno essa è intrinsecamente pericolosa e quanto più la situazione di possibile pericolo é suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione delle normali cautele da parte dello stesso danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo (costituente fattore esterno) nel dinamismo causale del danno, fino ad interrompere il nesso eziologico tra cosa e danno e ad escludere dunque la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 cod. civ..

Ai fini dell'art. 2051 c.c., il giudizio sulla pericolosità delle cose inerti deve essere condotto alla stregua di un modello relazionale, in base al quale la cosa venga considerata nel suo normale interagire con il contesto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...é una cosa inerte in tanto può ritenersi pericolosa in quanto determini un alto rischio di pregiudizio nel contesto di normale interazione con la realtà circostante.

La presenza di una buca sul manto stradale è situazione che ha a che fare con il modo di essere della cosa in custodia, nel senso che non si tratta di una situazione di pericolo attribuibile a terzi utenti, o in generale, a comportamenti altrui.

Deve escludersi l'applicabilità dell'art. 2051 c.c. nelle ipotesi in cui la res abbia avuto un ruolo del tutto inerte e passivo nella causazione del danno.


 
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