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Interventi edilizi per l'eliminazione di barriere architettoniche


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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
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OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> BARRIERE ARCHITETTONICHE, ELIMINAZIONE

Una costruzione illegittimamente realizzata in violazione delle distanze, in tanto può essere conservata in quanto rispetti le disposizioni della L. n. 13 del 1989, art. 3 che consente la deroga alle norme sulle distanze solo a condizione che opere siano necessarie per il superamento delle barriere architettoniche.

Non può ragionevolmente negarsi che l'installazione di ascensori costituisca anche rimozione di barriere architettoniche.

In materia di eliminazione di barriere architettoniche la l. 13/1989 costituisce espressione di un principio di solidarietà sociale e persegue finalità di carattere pubblicistico volte a favorire, nell'interesse generale, l'accessibilità agli edifici, sicché la sopraelevazione del preesistente impianto di ascensore ed il conseguente ampliamento della scala padronale, non possono essere esclusi unicamente in forza di disposizione del regolamento condominiale che subordini l'esecuzione di qualunque opera che interessi le strutture portanti, modifichi impianti generali o che comunque alteri l'aspetto architettonico all'autorizzazione del condominio.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Si applica la deroga di cui all'art. 79 del DPR 6 giugno 2001, n. 380 per qualsiasi intervento volto alla eliminazione delle barriere architettoniche, indipendentemente dalla effettiva utilizzazione degli edifici stessi da parte delle persone in possesso di apposita certificazione di handicap grave.

È costituzionalmente illegittimo l'art. 20, comma 1, della L.R. Liguria 12/2015 che limitandosi a prescrivere un obbligo di non peggioramento delle «caratteristiche originarie di accessibilità» per la realizzazione di opere edilizie sugli edifici esistenti, invade l'ambito riservato alla potestà legislativa esclusiva statale di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni rese in favore delle persone portatrici di handicap, alterando la delicata graduazione di interessi rimessa, nel sistema di tutela delle persone disabili, al legislatore statale.

Anche se l'accesso al "bancomat" non è assimilabile ad un accesso ad un luogo o ad uno spazio di un edificio o di un'unità immobiliare, connotandosi piuttosto quale accesso ad un'attrezzatura, facente parte di un edificio privato, ma destinata a fornire un servizio al pubblico degli utenti (non solo dei correntisti della banc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dispositivo si applicano comunque le previsioni del regolamento di cui al D.M. n. 236/1989 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.

La definizione regolamentare di "ristrutturazione", contenuta nel D.M. n. 236 del 1989, art. 2, lett. L), che rimanda alla categoria di interventi di cui al titolo 4 L. n. 457 del 1978, art. 31, lett. d), è sufficientemente estesa da comprendervi la modifica o la sostituzione, in un edificio preesistente, non solo dei suoi elementi costitutivi o degli impianti veri e propri, ma anche di elementi non necessariamente costitutivi, purché destinati ad incrementarne la fruizione in conformità alla destinazione impressa all'edificio.

Costituisce barriera architettonica, che va eliminata, l'ostacolo alla comoda ed autonoma utilizzazione, da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria, di un dispositivo "bancomat" installato da un istituto di credito nell'edificio privato, ma aperto al pubblico, in cui ha sede una propria agenzia, senza che rilevi che il regolamento di cui al D.M. 14 giugno 1989, n. 236, non contenga norme di dettaglio che prevedano specificamente la predisposizione da parte della banca dell'apparecc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o tale da permettere al disabile di espletare il servizio corrispondente.

In materia di misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, costituisce discriminazione, ai sensi della L. 1 marzo 2006, n. 67, art. 2, la situazione di inaccessibilità ad un edificio privato aperto al pubblico determinata dall'esistenza di una barriera architettonica - tale qualificabile ai sensi della L. 9 gennaio 1989, n. 13 e del D.M. 14 giugno 1989, n. 236, art. 2 - che ponga una persona con disabilità (di cui alla L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 3) in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.

Nell'applicare le disposizioni sulla solidarietà condominiale di cui agli artt. 1102 e 1120 del c.c è necessario procedere ad una valutazione comparativa delle opposte esigenze, tenendo conto del fatto che quella dei portatori di handicap di vedere rimosse le barriere architettoniche, di ostacolo alla loro possibilità di movimento, attiene ai diritti inviolabili della persona costituzionalmente garantiti che devono prevalere rispetto alle esigenze che riguardano la tutela della proprietà e degli interessi di natura economica.

Non vi è una ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...evalenza per le opere necessarie alla eliminazione delle barriere architettoniche, anche quando da effettuarsi su beni sottoposti a tutela per il loro interesse paesaggistico o storico artistico, dovendo in ogni caso essere valutato l'impatto di tali opere sui beni in questione e potendo tali opere essere consentite solo se non arrecano un serio pregiudizio ai beni vincolati.

La sussistenza dei presupposti di legge necessari per autorizzare interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, una volta verificati in capo all'originario istante, non deve necessariamente permanere in capo a tutti i successivi acquirenti dell'immobile, trattandosi di qualità (l'assenza o la riduzione di barriere) che resta acquisita in via definitiva alle caratteristiche intrinseche dell'immobile e come tale insensibile alle mutevoli condizioni personali soggettive dei successivi acquirenti.

La normativa riguardante l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, di cui alla legge n. 13 del 1989 (poi trasfusa negli artt. 77/81 del D.P.R. n. 380/2001) ed al relativo D.M. attuativo (n. 236/1989), non è direttamente applicabile alla fattispecie non riconducibile né alla costruzione di nuovi edifici privati, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla ristrutturazione di edifici preesistenti, ma riguardante mera installazione di un ascensore interno in un edificio privato preesistente (che configura al massimo una ipotesi di manutenzione straordinaria), rimanendo solamente applicabili o principi desumibili dalle suddette disposizioni normative, nella parte in cui sono rivolti a garantire «l'accessibilità» degli edifici privati.

In tema di barriere architettoniche, la DGR Veneto 1428/2011, contenente prescrizioni dirette a garantire la fruizione degli edifici, trova applicazione solo per gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione, totale o parziale.

La realizzazione di un intervento di eliminazione delle barriere architettoniche comporta un sicuro aumento del valore del condominio, poiché tutti i condomini ne traggono un vantaggio, senza considerare che, rendendo fruibile ogni parte dell'immobile servita dall'innovazione ad un maggior numero di persone, lo stesso risulta commercialmente più appetibile.

L'importanza dell'interesse costituzionalmente tutelato alla mobilità dei disabili è tale che una lieve difformità dell'intervento edilizio rispetto alla disciplina urbanistica non comporta un ob... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'amministrazione di intervenire in autotutela.

La normativa in tema di eliminazione delle barriere architettoniche risponde alla ratio di garantire il massimo di tutela a soggetti disagiati e correlativamente a responsabilizzare in tal senso i soggetti pubblici e privati destinati a realizzare interventi incidenti sul territorio; ne consegue che la ricostruzione delle nozioni impiegate dalla normativa de qua non può basarsi sulla meccanicistica trasposizione di categorie e classificazioni ricavate da una disciplina avente finalità del tutto diverse, quale è quella sulla circolazione stradale.

Le distinzioni normative tra strade private, pubbliche e di uso pubblico possono invero fornire un utile riferimento per l'individuazione dei contenuti delle nozioni tecniche definite dall'art. 2 del d.m. nr. 236 del 1989 (ivi compresa quella di "spazio esterno"), ma non possono esaurire certo l'opera dell'interprete che sia chiamato a definire l'ambito di applicabilità della normativa in tema di abbattimento delle barriere architettoniche e dei correlativi obblighi solidaristici.

Perché uno spazio possa considerarsi rientrante nella nozione di "spazio esterno", e quindi assoggettato alle prescr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iche a tutela dei portatori di handicap, è sufficiente che si tratti di un'area avvinta dall'immobile cui si deve accedere da un nesso di stretta pertinenzialità, e correlativamente che si tratti di spazio che occorre necessariamente percorrere per raggiungere l'immobile de quo provenendo dalla viabilità esterna (pubblica o privata che sia).



 
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