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La motivazione di provvedimenti repressivi di abusi edilizi

I provvedimenti di demolizione non necessitano di particolare motivazione, salvo alcune rare eccezioni come nei casi di lungo tempo dall'abuso edilizio. L'onere della motivazione della sanzione si impone quale contrappeso alla mancanza di termini di prescrizione/decadenza per l'esercizio del potere repressivo da parte della P.A.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> MOTIVAZIONE

I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi hanno natura vincolata, e pertanto non devono fondarsi su un supporto motivazionale atto a dimostrare la sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla demolizione ovvero a comparare le ragioni di interesse pubblico con gli interessi privati coinvolti e sacrificati.

Al fine di improntare il proprio agire al rispetto del principio di trasparenza, deve essere la P.A., soprattutto quando fa valere una pretesa sanzionatoria, a dover chiarire ogni passaggio utile a far comprendere al destinatario di un atto che si riveli limitativo della sua sfera giuridica, le ragioni sottese all'adozione della sanzione applicata, nonché il suo contenuto negli sviluppi logici funzionali alla sua determinazione conclusiva.

I provvedimenti che irrogano sanzioni previste dalla legge in materia edilizia non necessitano di alcuna specifica motivazione in ordine all'interesse pubblico a disporre il ripristino della situazione conforme a legge, né l'amministrazione risulta dotata di discrezionalità nello stabilire le sanzioni derivanti dall'inosservanza della normativa urbanistica e di tutela ambientale.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte la doverosità ed il carattere vincolato dei provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, la valutazione circa la compatibilità dell'intervento alla vigente disciplina urbanistica e paesaggistica non dev'essere effettuata d'ufficio dall'amministrazione comunale, ma dev'essere oggetto di una apposita richiesta.

I provvedimenti adottati in tema di abusi edilizi, trattandosi di atti dovuti e vincolati, risultano sufficientemente motivati già solo con il riferimento alla compiuta descrizione delle opere abusive, alla constatazione della loro esecuzione in assenza del necessario titolo abilitativo edilizio e all'individuazione della norma applicata.

I provvedimenti di demolizione, in quanto atti vincolati non richiedono una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, poiché ciò che rileva è la conformità o meno dell'intervento edilizio alle norme applicate; né, è richiesta una comparazione dell'interesse pubblico con gli interessi privati coinvolti e sacrificati.

I provvedimenti sanzionatori e ripristinatori di abusi edilizi non abbisognano di una particolare motivazione, e ciò sia in relazione alla natura dovuta e interamente vincolata dell'atto san... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sia in ragione del fatto che l'interesse pubblico all'adozione della misura repressiva è in re ipsa.

I provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi non abbisognano di particolare motivazione (in particolare, in tema di sussistenza di interesse pubblico attuale alla demolizione), posto che l'esercizio del potere repressivo-sanzionatorio risulta sufficientemente giustificato, quanto al presupposto, dalla mera descrizione delle opere abusivamente realizzate, stante la previsione legislativa della conseguente misura sanzionatoria.

Il decorso di un lungo lasso di tempo tra la commissione dell'abuso e la sanzione dello stesso non determina un aggravamento dell'onere motivazionale a carico dell'Amministrazione.

Nei casi di lungo tempo dall'abuso edilizio, l'onere della motivazione dell'iniziativa sanzionatoria si impone quale contrappeso alla mancanza di termini di prescrizione/decadenza per l'esercizio del potere repressivo.

Un onere di motivazione si può eccezionalmente configurare ove il decorso di un lasso di tempo davvero notevole (nella specie, oltre 50 anni) fra la realizzazione dell'opera irregolare, ma munita pur sempre di un formale titolo, e l'adozione della misura repressiva, abbia ingenerato un solid... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to in capo al cittadino (specialmente, ma non necessariamente, ove si tratti di un terzo acquirente).

I provvedimenti di repressione degli abusi edilizi, in quanto atti vincolati, sono sufficientemente motivati con l'affermazione dell'accertata irregolarità dell'intervento, essendo in re ipsa l'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso - anche se risalente nel tempo - senza necessità di una motivazione su puntuali ragioni di interesse pubblico e di una specifica comparazione con gli interessi privati coinvolti.

L'ordine di riduzione in pristino dello stato dei luoghi è viziato per inadeguatezza dell'istruttoria se la sua motivazione è fondata su un accertamento non risultante in termini corrispondenti tra gli atti del relativo procedimento (nella specie, per aver fatto leva su collocazione e volumetria dell'intervento nonostante i sopralluoghi si riferissero al solo uso di materiali difformi da quelli originari).

La motivazione di provvedimenti repressivi di abusi edilizi si esaurisce con una adeguata descrizione dell'illecito: è dunque illegittimo il provvedimento nel quale tale descrizione sia del tutto omessa, impedendo con ciò all'interessato sia di localizzare esattamente l'opera da ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di difendersi contro l'ordine di demolizione.

Non sussiste alcuna incertezza in ordine al contrasto degli abusi commessi con la normativa paesaggistico-ambientale e urbanistico-edilzia se nella sanzione edilizia è fatto espresso riferimento al fatto che i lavori abusivi sono stati realizzati in zona vincolata e che il provvedimento è emanato ai sensi del d.lgs. 29.10.1999 n. 490 Tit. II, Capo II e III.

La motivazione della sanzione edilizia che non indichi il tipo di abuso contestato o le norme urbanistiche violate, ma si richiami alla mancanza totale di titolo edilizio, è perfettamente compatibile con le disposizioni normative della legge 241/90 ed assolve in concreto alla funzione di rendere ostensibile al destinatario l'iter logico seguito.

I provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, salvo ipotesi particolari, non necessitano di alcuna motivazione in ordine alla prevalenza dell'interesse pubblico, perché la repressione degli abusi edilizi costituisce un preciso obbligo dell'Amministrazione, che non gode di alcuna discrezionalità al riguardo.

Le determinazioni amministrative che definiscono gli abusi edilizi costituiscono atti aventi natura vincolata, che pongono in essere un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di tracciato in modo analitico dal legislatore, senza che in capo all'Amministrazione ricada uno specifico onere di motivazione sia sull'an sia sull'interesse pubblico sotteso all'adozione delle misure che si vanno ad assumere.

L'attività repressiva dell'abuso edilizio è sostanzialmente vincolata (giurisprudenza pacifica) dal che discende che non necessita una particolare motivazione.

I provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, salvo ipotesi particolari delle quali non ricorrono gli estremi nella fattispecie in esame, non necessitano di alcuna motivazione in ordine alla prevalenza dell'interesse pubblico, perché la repressione degli abusi edilizi costituisce un preciso obbligo dell'Amministrazione, che non gode di alcuna discrezionalità al riguardo.

L'ordine di demolizione di un'opera edilizia abusiva è sufficientemente motivato con la sola affermazione della accertata abusività dell'opera stessa.

L'ordinanza di demolizione non esige una specifica e puntuale motivazione bastando l'indicazione dell'abusività dell'opera edilizia.

L'erronea rappresentazione dell'altezza dell'edificio confinante non può, di per sé, costituire una ragione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà di un titolo edilizio, con conseguente illegittimità della sanzione edilizia che non chiarisca se e in che misura tale errore abbia inciso sulla rappresentazione dell'edificio degli istanti.

La sanzione edilizia risulta adeguatamente motivata a mezzo della descrizione delle opere abusive, del richiamo alla normativa violata, dell'affermazione della necessità di previo rilascio di un permesso di costruire per la loro realizzazione.

I provvedimenti che irrogano sanzioni previste dalla legge in materia edilizia non necessitano in generale di alcuna specifica motivazione in ordine all' interesse pubblico a disporre il ripristino della situazione conforme a legge, con la sola eccezione che tra l'illecito e la sanzione demolitoria sia decorso un notevole lasso di tempo.

La potestà sanzionatoria ha carattere doveroso e vincolato, pertanto non è necessaria alcuna motivazione circa l'interesse pubblico alla repressione dell'attività abusiva e la mancata comparazione con l'interesse privato sacrificato.

In caso di lottizzazione abusiva l'ordine di ripristino è sufficientemente motivato con riferimento alla constata presenza di tutti gli elementi integranti la fattispecie della l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e abusiva, mentre non è necessario alcun approfondimento in ordine all'interesse pubblico alla repressione dell'attività abusiva e circa la mancata comparazione con l'interesse privato sacrificato, in relazione al tempo decorso, atteso il carattere doveroso e vincolato della potestà sanzionatoria.

Il Comune non ha discrezionalità nello stabilire le sanzioni derivanti dall'inosservanza della normativa urbanistica e di tutela ambientale.

L'obbligo di motivazione, normalmente attenuato nei casi di atti dovuti ed a contenuto vincolato, si riespande quando la sola descrizione degli abusi accertati non riflette di per sé l'illecito contestato, occorrendo, in siffatte evenienze, in aggiunta ad una descrizione materiale delle opere accertate, una qualificazione giuridica dell'intervento abusivo, onde consentirne la sussunzione in una delle diverse, e tra loro alternative, fattispecie incriminatici e nella corrispondente sanzione.

Non occorre una particolare motivazione del provvedimento ripristinatorio, in quanto atto sanzionatorio avente carattere vincolato, a nulla rilevando l'eventuale considerevole lasso di tempo intercorso tra la realizzazione delle opere e l'adozione della misura sanzionatoria, stante ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i illecito permanente dell'abusiva realizzazione di opere edilizie.

In relazione ai provvedimenti sanzionatori l'obbligo di motivazione è da intendere nella sua essenzialità ovvero è da intendere assolto con l'indicazione dei meri presupposti di fatto (constatazione dell'esecuzione di opere edilizie in difformità del permesso di costruire o in assenza del medesimo), che poi determinano l'applicazione dovuta delle misure ripristinatorie previste.

La natura vincolata dell'ingiunzione di demolizione comporta che la stessa non debba, di regola, contenere motivazioni ulteriori rispetto al mero riferimento all'accertata abusività dell'opera, anche nell'ipotesi in cui la violazione sia stata commessa in epoca non prossima, non essendo configurabile un legittimo affidamento del contravventore a vedere conservata una situazione contra jus.

Salvo ipotesi particolari, i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia non necessitano di alcuna motivazione in ordine alla prevalenza dell'interesse pubblico.

In quanto atti vincolati, i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia non richiedono una specifica motivazione su puntuali ragioni di interesse pubblico o sulla comparazione di quest'ultimo c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ressi privati coinvolti e sacrificati.

In materia di repressione degli abusi edilizi ex d.p.r. 380/2001, l'obbligo di motivazione, normalmente attenuato nei casi di atti dovuti ed a contenuto vincolato, si riespande quando la sola descrizione degli abusi accertati non rifletta di per sé l'illecito contestato, occorrendo, in siffatte evenienze, in aggiunta ad una descrizione materiale delle opere accertate, una qualificazione giuridica dell'intervento abusivo, onde consentirne la sussunzione in una delle diverse, e tra loro alternative, fattispecie incriminatici e nella corrispondente sanzione.

Gli atti di repressione degli abusi edilizi hanno natura urgente e strettamente vincolata, essendo dovuti in assenza di titolo per l'avvenuta trasformazione del territorio, con la conseguenza che, non essendo richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario, non devono essere preceduti da alcuna comunicazione di avvio del relativo procedimento.

Il mero decorso del tempo non è sufficiente a far insorgere un affidamento sulla legittimità dell'opera o sul consolidamento dell'interesse privato alla sua conservazione, né per conseguenza ad imporre una specifica motivazione in ordine all'esistenza di un interesse p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...valente.

Il potere di irrogare sanzioni in materia edilizia ed urbanistica non richiede specifica motivazione circa la sussistenza dell'interesse pubblico ad irrogare la sanzione, nemmeno quando l'abuso risalga a parecchi anni prima, non essendo configurabile nessun legittimo affidamento del contravventore a vedere conservata una situazione che resta contra ius.

I provvedimenti sanzionatori in materia edilizia non devono essere sorretti da alcuna specifica motivazione in ordine alla sussistenza dell'interesse pubblico a disporre la sanzione, poiché l'abuso, anche qualora sia risalente nel tempo, non può giustificare alcun legittimo affidamento del contravventore a veder conservata una situazione di fatto che il semplice trascorrere del tempo non può legittimare.

In materia di repressione degli abusi edilizi, sia il diniego di sanatoria che l'ordinanza di demolizione, in quanto atti vincolati, non richiedono in alcun caso una specifica motivazione su puntuali ragioni di interesse pubblico o sulla comparazione di quest'ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati.


 
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