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Metodi di computo delle distanze legali dal confine e tra edifici

Nel calcolo della distanza minima fra costruzioni (art.873 c.c.) assumono rilievo gli elementi costruttivi aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione. Deve dunque tenersi conto anche delle strutture accessorie di un fabbricato, a meno che queste non abbiano natura meramente ornamentale, di rifinitura o accessoria.

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> COMPUTO

Non possono essere esclusi dal calcolo della distanza fra edifici tutte quelle sporgenze che, per le particolari dimensioni, sono destinate anche ad estendere ed ampliare la parte concretamente utilizzabile per l'uso abitativo dell'edificio.

Solo gli aggetti costituenti elementi architettonici o meramente decorativi sono esclusi dal computo ai fini del calcolo della distanza prevista dall'art. 9 D.M. 1444/1968, a condizione che presentino modeste dimensioni, sicché non può che concludersi nel senso della rilevanza di tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, aventi carattere di stabilità, solidità e della immobilizzazione ovvero idonei ad estendere ed ampliare la parte concretamente utilizzabile per l'uso abitativo.

La distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...p>

Ai fini del computo delle distanze assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, salvo che non si tratti di sporti e di aggetti di modeste dimensioni con funzione meramente decorativa e di rifinitura, tali da potersi definire di entità trascurabile rispetto all'interesse tutelato dalla norma riguardata nel suo triplice aspetto della sicurezza, della salubrità e dell'igiene.

Nel calcolo delle distanze tra costruzioni, devono prendersi in considerazione le sporgenze costituenti per il loro carattere strutturale e funzionale veri e propri aggetti implicanti perciò un ampliamento dell'edificio in superficie e volume, come appunto i balconi formati da solette aggettanti anche se scoperti di apprezzabile profondità, ampiezza e consistenza.

Gli sporti, cioè le sporgenze da non computare ai fini delle distanze perché non attinenti alle caratteristiche del corpo di fabbrica che racchiude il volume che si vuol distanziare, sono i manufatti come le mensole, le lesene, i risalti verticali delle parti con funzione decorativa, gli elementi in oggetto di ridotte dimension... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izzazioni di gronde e i loro sostegni, non invece le sporgenze, anche dei generi ora indicati, ma di particolari dimensioni, che siano quindi destinate anche ad estendere ed ampliare per l'intero fronte dell'edificio la parte utilizzabile per l'uso abitativo.

Il calcolo delle distanze tra gli edifici deve operarsi distinguendo fra gli sporti dalle ridotte dimensioni, aventi scopo meramente ornamentale e decorativo, da quelli costituenti sporgenze di particolari proporzioni, destinate per i loro caratteri strutturali e funzionali ad ampliare la superficie abitativa dei vani che vi accedono, dei quali soltanto deve tenersi conto nel computo anzidetto, essendo veri e propri corpi di fabbrica che determinano un aumento dell'edificio in superficie ed incidono quindi sulla consistenza volumetrica dello stesso, nonché di altre sporgenze, quali i balconi, che vengono ad ampliare in superficie e in volume il fabbricato da cui sporgono, occupando lo spazio che deve invece rimanere libero per assicurare il prescritto distacco.

Il computo delle distanze tra fabbricati ex art. 873 c.c. va effettuato non in modo radiale, bensì in modo lineare ("antagonistico"), nel senso cioè che il rispetto delle distanze minime riguarda i fabbricati c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eggiano anche solo in parte; mentre la disciplina delle distanze non trova applicazione quando i fabbricati sono disposti ad angolo e non hanno fra loro pareti contrastanti.

In tema di distanze legali tra edifici, mentre non sono a tal fine computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria di limitata entità come la mensole, le lesene, i cornicioni, le grondaie e simili (cd."sporti"), rientrano nel concetto civilistico di "costruzione" le parti dell'edificio, quali scale, terrazze e corpi avanzati, (cosiddetti "aggettanti") che, seppure non corrispondono a volumi abitativi coperti, sono destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato.

La distanza tra costruzioni su fondi finitimi va calcolata tenendo conto di qualsiasi elemento che sporga da una di esse, non assumendo rilevanza che lo sporto sia inadatto all'incremento volumetrico o superficiario della costruzione o che aggetti solo per una parte della facciata, restando esclusi soltanto gli sporti ornamentali, se inidonei a determinare intercapedini dannose o pericolose.

Nel calcolo delle distanze fra le costruzioni devono trascurarsi soltanto quegli sp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n siano idonei a determinare intercapedini dannose o pericolose, consistendo in sporgenze di limitata entità, con funzione meramente decorativa, mentre vengono in considerazione le sporgenze costituenti, per i loro caratteri strutturali e funzionali, veri e propri aggetti, implicanti, perciò, un ampliamento dell'edificio in superficie e volume, come i balconi formati da solette aggettanti (anche se scoperti) di apprezzabile profondità, ampiezza e consistenza.

Il punto di misurazione della distanza va individuato nella proiezione al suolo della parete più sporgente della nuova costruzione finitima.

Le solette esterne non sono computabili ai fini della distanza tra pareti finestrate, rientrando tra le sporgenze del fabbricato avente natura ornamentale.

Ai fini del computo delle distanze, possono assumere rilievo solo gli elementi costruttivi aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, e non anche sporti o aggetti con funzione meramente decorativa e di rifinitura, tali da potersi definire di entità trascurabile rispetto all'interesse tutelato dalla norma riguardata nel suo triplice aspetto della sicurezza, della salubrità e dell'igiene.

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Nel calcolo della distanza minima fra costruzioni, posta dall'art. 873 cod. civ. e dalle norme regolamentari integrative, deve tenersi conto anche delle strutture accessorie di un fabbricato, qualora queste, presentando connotati di consistenza e stabilità, abbiano natura di opera edilizia: a verifica circa la consistenza del manufatto ha a oggetto un accertamenti di fatto incensurabile in sede di legittimità se non per vizio di motivazione.

Il computo della distanza tra edifici, in base alle norme del D.M. 1444/1968, nel caso in cui le pareti dei fabbricati non si estendano linearmente in altezza, ma manifestino rientranze e sporgenze, deve operarsi distinguendo fra gli sporti dalle ridotte dimensioni, aventi scopo meramente ornamentale e decorativo, da quelli costituenti sporgenze di particolari proporzioni, destinate per i loro caratteri strutturali e funzionali ad ampliare la superficie abitativa dei vani che vi accedono.

Agli effetti delle distanze sono computabili tutti gli elementi costitutivi di una costruzione ed irrilevanti soltanto gli sporti di natura ornamentale, di rifinitura o accessori (quali mensole, lesene, cornicioni, grondaie età), costituendo invece veri e propri corpi di fabbrica non solo le parti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utturali ed i volumi abitativi chiusi,ma anche i balconi scoperti di apprezzabile profondità ed ampiezza (nella specie si tratta di sporti aggettanti di mt. 3), quali che siano le diverse previsioni contenute nelle norme locali,che in quanto contra legem, devono essere disapplicate dal giudice.

Correttamente, nel computo delle distanze legali, viene tenuto conto anche del pilastro portante del fabbricato, sporgente dalla parete.

L'esistenza di altri manufatti edilizi, che non siano semplici muri di cinta, tra due fabbricati comporta l'inapplicabilità, nella parte in cui il fronteggiamento tra gli stessi viene limitato, dell'obbligo della distanza di m. 10 previsto dall'art. 9 D.M. 1444/1968, non potendosi in parte qua i medesimi considerarsi antistanti.

Qualora la distanza da osservarsi nelle costruzioni, a norma dei regolamenti locali, consista in un determinato distacco dal confine e lo scopo perseguito da tali regolamenti non sia quello di evitare la formazione di intercapedini, è del tutto irrilevante, ai fini della concreta sussistenza dell'obbligo di osservare tale distanza, accertare se, al di là del confine medesimo, sussista, o meno, un'altra costruzione e, nel caso positivo, stabilire - o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ostruzioni si fronteggino soltanto in minima parte, ovvero ricorrano altre particolari circostanze - se si verifichi in concreto l'ipotesi dell'intercapedine dannosa o pericolosa.

Ai fini delle prescrizioni che impongono distacchi minimi è indifferente che i fondi siano posti a dislivello o si trovino alla medesima quota e le relative misurazioni vanno effettuate sul piano virtuale orizzontale, prendendo in considerazione, come su una mappa, le proiezioni in verticale delle sagome degli edifici e delle linee dei confini.

Allorchè due terreni finitimi sono separati da una striscia intermedia, inedificata o per qualsiasi ragione inedificabile, e di larghezza inferiore al distacco dal confine prescritto per le costruzioni, ciascuno dei proprietari deve costruire sul proprio fondo ad una distanza, rispetto al confine con il terreno di proprietà aliena, che non sia inferiore alla metà della differenza che residua sottraendo dal distacco imposto dalla normativa edilizia la misura dello spazio occupato dalla striscia di terreno interposta.

Nel computo della distanza minima imposta dalla legge o dal regolamento locale la larghezza della striscia di terreno interposta tra i due fondi deve essere "neutr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ot;, cioè eliminata concettualmente, anche nel caso in cui la distanza sia imposta tra la costruzione ed il confine.

Ai sensi dell'art. 17, comma 1, lett. c), legge 765/1967 nei comuni sprovvisti di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione la distanza dal confine, per le costruzioni, non dovrebbe essere inferiore alla metà dell'altezza della costruzione, per consentire al confinante di costruire con la stessa altezza e la stessa distanza.

Al fine di verificare l'osservanza o meno delle distanze legali la misura deve esser effettuata assumendo come punto di riferimento la linea esterna della parete ideale posta a chiusura dello spazio esistente tra le strutture portanti più avanzate del manufatto stesso.

Ai fini del calcolo delle distanze minime deve prendersi in considerazione il filo di fabbricazione della costruzione, il quale è dato dal perimetro esterno delle pareti.

Le distanze tra edifici, anche in relazione a quanto previsto dal D.M. 1444/1968, vanno calcolate con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne parallela.



Ai fini del rispetto delle distanze legali tra edifici, mentre non sono computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria di limitata entità (ad es. mensole, lesene, cornicioni, grondaie e simili), rientrano nel concetto civilistico di "costruzione" le parti dell'edificio (come scale, terrazze e corpi avanzati) che, seppure non corrispondono a volumi abitativi coperti, sono destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato.

Non è lecito unificare e confondere tra loro una costruzione dotata di propria autonomia funzionale e il basamento su cui essa è stata eretta.

Il calcolo delle distanze delle nuove costruzioni dalle altrui vedute ai sensi dell'art. 907 c.c. (che richiama l'art. 905 c.c.) va operata dalla faccia esteriore del muro nel quale si aprono le vedute dirette e non già dal punto di massima sporgenza delle stesse che si aprono «a compasso» verso l'esterno.

In tema di distanze legali fra edifici, mentre rientrano nella categoria degli sporti, non computabili ai fini delle distanze, soltanto quegli elementi con funzione meramente ornament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...initura od accessorie (come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili), costituiscono, invece, corpi di fabbrica, computabili ai predetti fini, le sporgenze degli edifici aventi particolari proporzioni, come i balconi, costituiti da solette aggettanti, anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza.

Le norme sulle distanze legali si applicano soltanto agli edifici che si fronteggiano, per cui la loro misurazione deve essere effettuata in modo lineare e non a raggio come invece previsto in materia di vedute.

Ai fini dell'osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dall'art. 873 c.c., e segg., e delle disposizioni legislative e regolamentari aventi carattere integrativo, gli accessori e le pertinenze che abbiano dimensioni consistenti e siano stabilmente incorporati al resto dell'immobile, in guisa da ampliarne la superficie o la funzionalità pratico- economica, costituiscono con l'immobile principale una costruzione unitaria, che va considerata nel suo insieme indipendentemente dallo sviluppo orizzontale o verticale dei singoli corpi di fabbrica di cui si compone, e senza distinguere tra immobile principale e accessori o pertinenze aventi le ridette caratteristiche, di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e distanze devono essere calcolate non dalla parete dell'edificio maggiore, ma da quella che risulti più prossima alla proprietà antagonista.

Nel caso in cui in giudizio sia fatta valere la violazione della normativa codicistica in materia di distanze, ai fini del computo non si deve fare riferimento al confine virtuale risultante dal piano di lottizzazione, ma alla distanza reale tra gli immobili.

Ciò che rileva ai fini della distanza tra fronti e testate non è la unicità o non del fabbricato, bensì l'autonomia della connotazione planovolumetrica.

In tema di distanze fra edifici, mentre rientrano nella categoria degli sporti, non computabili ai fini delle distanze, soltanto quegli elementi con funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili, costituiscono corpi di fabbrica, computabili nelle distanze fra costruzioni, le sporgenze di particolari proporzioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza.

In caso di violazione dell'art. 873 c.c., il giudice non è tenuto a svolgere alcuna indagine circa l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ed i limiti della dannosità della intercapedine, giacché siffatta valutazione deve ritenersi implicita nella imposizione di determinate distanze nelle costruzioni, alla cui precisa osservanza il legislatore ha inteso affidare la tutela dell'interesse pubblico e privato della salubrità, igiene e sicurezza negli abitati.

La lunghezza delle facciate degli edifici dev'essere computata così da escludere solo le sporgenze aventi funzione ornamentale e non anche quelle che, prolungando il fronte, eccedono detta funzione.

Qualora il regolamento comunale imponga il rispetto delle distanze legali per tutte le costruzioni, a dette prescrizioni sono assoggettate anche le pertinenze e i manufatti per i quali non sia necessaria la concessione edilizia.

Nel computo delle distanze legali nelle costruzioni devono considerarsi le sporgenze di particolari proporzioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza.

È ammissibile la realizzazione di una costruzione lungo una linea spezzata, ora coincidente col confine, ora no.

Quando il muro divisorio è comune la distanza va calcolata dalla par... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del muro più vicina ai manufatti poiché, in tale ipotesi, il confine tra il fondo di proprietà esclusiva in cui si trovano le opere per le quali è prescritta la distanza e quello di proprietà aliena, è costituito dal detto muro e non dalla sua linea mediana, perché l'intero muro, essendo indiviso, si considera anche altrui rispetto al proprietario del fondo nel quale sono state sistemate le opere in questione.



 
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