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Indennità di espropriazione per aree edificabili: art. 39 l. 2359/1865


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
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Il criterio dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 - già ritenuto applicabile per i fondi edificabili, a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n. 5 del 1980 e n. 223 del 1983, che hanno espunto i criteri indennitari della L. n. 865 del 1971, art. 16, comma 5, 6 e 7 nonché quelli reintrodotti in via provvisoria dalla L. n. 385 del 1980, art. 1, è l'unico ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, che non risulta stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma è destinato a funzionare in linea generale in ogni tipo di espropriazione, anche per la sua corrispondenza con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene, garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione Europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.

Il criterio di cui all'art. 39 della L. n. 2359/1865 consente la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene, garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea sui diritti dell'uomo, nell'interpretazione offerta dalla CEDU.

A seguito della sentenza 348/2007 della Corte costituzionale torna nuovamente applicabile il criterio g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'indennizzo fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 anche per la sua corrispondenza con la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione Europea, nell'interpretazione offerta dalla Corte EDU.

L'art. 39 L. n. 2359/1865 per la sua valenza generale, a differenza che le varie norme speciali riguardanti particolari e specifici settori, non rimase propriamente abrogato, ma soltanto derogato e compresso, dai diversi interventi normativi dettati dalle particolari esigenze connesse a questo o a quel tipo di opere, restando pur sempre come criterio atto a disciplinare, in mancanza di apposite norme speciali, le residue ipotesi di espropriazione.

L'art. 39 l. 2359/1865 è misura non garantita alla luce della funzione sociale della proprietà, delineata dall'art. 42 Cost., che non autorizza a identificare in esso una regola tendenziale dell'ordinamento.



 
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