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Indennità di espropriazione, esproprio parziale: danni da considerare

 DEPREZZAMENTO DA FASCIA DI RISPETTO
 DEPREZZAMENTO DA ASSERVIMENTO
 DEPREZZAMENTO DA DECLASSAMENTO
 DEPREZZAMENTO DA INTERCLUSIONE
 PERDITA EDIFICABILITÀ AREA RESIDUA

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> DANNI DA CONSIDERARE

Avuto riguardo al vincolo pertinenziale tra casa e giardino, è condivisibile la determinazione del valore di mercato del complesso immobiliare che tenga conto, per un verso, della minore appetibilità sul mercato immobiliare del complesso casa-giardino rispetto all'epoca precedente all'inizio della vicenda ablatoria, quale conseguenza della minore estensione della corte di pertinenza, dell'avvicinamento del fronte autostradale, dell'installazione delle barriere antirumore (che, se da un lato attutiscono l'inquinamento acustico, rappresentano pur tuttavia un elemento peggiorativo della visuale), del valore dei soprassuoli da risarcire.

Nella determinazione dell'indennità di espropriazione deve tenersi conto di tutti i danni che incidono sulla parte residua del fondo espropriato e sono prevedibili al momento della espropriazione (e non frutto di mere supposizioni), sia che traggano origine da questa, sia che derivino dall'esecuzione dell'opera, o dall'esercizio del pubblico servizio al quale l'opera è destinata. E' del tutto irrilevante la cronologia delle spese affrontate per ovviare al danno dallo scorporo di parti dell'immobile a caus... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriazione, basta che ne sia dimostrata la derivazione dal distacco.

L'indennizzo è da escludere allorché l'espropriazione parziale sia funzionale alla costruzione di tracciati stradali o autostradali, con conseguenti perdite di visuali e simili, che non eccedano la normale tollerabilità e che non colpiscano in modo specifico e differenziato la porzione residua del fondo, risolvendosi in obblighi o limitazioni di carattere generale che gravano, indipendentemente dall'intervento ablatorio, su tutti i beni che si trovino in una certa posizione di vicinanza rispetto all'opera pubblica realizzata o da realizzare.

L'indennità di espropriazione non può superare in nessun caso il valore determinabile con l'applicazione del criterio legale, senza che assumano rilievo gli ulteriori pregiudizi soggettivi che il proprietario risente come effetto della nuova situazione ovvero del non potere ulteriormente svolgere, mediante l'uso dello stesso immobile, le precedenti attività. In caso di area edificabile, il pregiudizio per lo smembramento del fondo può essere liquidato, in quanto lo stesso abbia diminuito o pregiudicato tale pregressa suscettività edificatoria e non certamente per cause estranee all'espropr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ziale, quali la minore amenità o il verde più ridotto per la presenza di fabbricati vicini.

L'indennità di espropriazione non può superare in nessun caso il valore determinabile con l'applicazione del criterio legale, e quindi tenendo conto esclusivamente della destinazione legale dell'immobile, senza che assumano rilievo gli ulteriori pregiudizi soggettivi che il proprietario risente come effetto della nuova situazione ovvero del non potere ulteriormente svolgere, mediante l'uso dello stesso immobile, le precedenti attività. In ipotesi di destinazione edificatoria del terreno, il pregiudizio per lo smembramento del fondo può essere liquidato, in quanto lo stesso abbia diminuito o pregiudicato tale pregressa suscettività edificatoria e non certamente per cause estranee all'espropriazione parziale, quali la minore amenità o il verde più ridotto per la presenza di fabbricati vicini.

In ipotesi di esproprio parziale, per essere il terreno espropriato una porzione di una maggiore area scoperta, utilizzata per accesso e parcheggio privato, annessa ad un edificio ristorante e locale di spettacoli, occorre tener conto, nell'adozione del criterio differenziale, dello svantaggio consistente nella... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ponibilità di spazio per parcheggio auto e nella diminuita potenzialità edificatoria dell'immobile.

In caso di espropriazione parziale, la diminuzione di valore subita dalla parte residua del fondo è indennizzabile solo quando sussiste un rapporto immediato e diretto tra la parziale ablazione ed il danno, non anche allorché il deprezzamento sia dovuto a limitazioni legali della proprietà o a vincoli che non colpiscano in modo specifico e differenziato la porzione residua del fondo, risolvendosi in obblighi o limitazioni di carattere generale che gravano, indipendentemente dall'intervento ablatorio, su tutti i beni che si trovino in una certa posizione di vicinanza rispetto all'opera pubblica realizzata o da realizzare.

Nel determinare l'indennità dovuta al proprietario, in applicazione della L. n. 2359 del 1865, art. 40, correttamente va tenuto conto del valore differenziale del fondo residuo rispetto a quello intero prima dell'espropriazione (con specifica considerazione del deprezzamento percentuale del valore del fondo a causa della minore visibilità e facilità di accesso provocata dall'espropriazione parziale), e non di quello dell'attività commerciale svolta, prima e dopo l'espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... terzo titolare di un diritto personale di godimento sul fondo. Gli elementi indicati attengono infatti al fondo espropriato, e ne costituiscono una qualità oggettiva, che si traduce in una diminuzione di valore, della quale risente indubbiamente il proprietario, e della quale legittimamente occorre tener conto.

La realizzazione di idonei passaggi di collegamento tra le due parti dell'azienda agricola divisa dal passaggio dell'opera pubblica, esclude che debba essere riconosciuto un risarcimento corrispondente al danno derivante dall'interclusione dei fondi residui, ma appare piuttosto intuitivo come essa non sia sufficiente ad escludere gli ulteriori danni derivanti dal fatto che la sottrazione di superficie porta ad un incremento dell'incidenza dei costi fissi (ammortamento e manutenzione dei fabbricati e delle macchine, amministrazione, direzione e sorveglianza) per ettaro di superficie.

L'intersecazione del fondo aumenta i tempi morti per il trasferimento delle attrezzature aziendali nella parte dell'azienda separata dal centro aziendale e la sconfigurazione comporta un aumento delle tare improduttive e, riducendo la lunghezza dei campi, aumenta i tempi per l'esecuzione delle operazioni colturali meccanizzate.

Ai fini della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione dell'indennità nel caso di espropriazione parziale, rilevano solo le diminuzioni di valore della parte residua del fondo che siano conseguenza specifica del provvedimento ablativo. Non rilevano a questi fini quelle limitazioni che, prescindendo dal provvedimento ablativo, vengano subite da tutti i proprietari dei fondi contigui all'opera pubblica realizzata, come nel caso del deprezzamento provocato dalle immissioni di rumore, dalla situazione di pericolo per possibili cadute di materiali, o dall'assoggettamento delle eventuali nuove costruzioni alle distanze legali previste per i manufatti a confine con tracciati stradali.

Il mero disagio arrecato alla proprietà (nel caso di specie per effetto dal nuovo posizionamento di passo carraio), non può di per sé costituire motivo d'illegittimità del provvedimento di approvazione del progetto, ma semmai dovrà essere compensato nell'ambito della liquidazione dell'indennità di espropriazione che comprende anche il deprezzamento delle proprietà residue.

Nell'espropriazione parziale, come regolata dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40, va compresa ogni ipotesi di diminuzione di valore della parte non interessata dall'espropriazione, con necessario... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o al concetto unitario di proprietà ed al nesso di funzionalità tra ciò che è stato oggetto del provvedimento ablativo e ciò che è rimasto nella disponibilità dell'espropriato, tanto più ove si tratti di suoli a destinazione agricola, in cui rileva l'unitarietà costituita dalla destinazione a servizio dell'azienda agricola.

I pregiudizi ascritti alla cattiva esecuzione dell'opera pubblica (nel caso di specie derivanti dall'assenza di opere di regimazione delle acque e degli scarichi provenienti dalla strada realizzata nell'area espropriata, dalla necessità di apporre una nuova recinzione e di dotarsi di un nuovo varco di accesso in sostituzione dei precedenti), non sono riconducibili all'ambito delle conseguenze dirette ed immediate dell'esproprio, ma solo da questo occasionati e come tali estranei all'ambito di operatività della L. n. 2359 del 1865, art. 40.

Se l'opera pubblica, legittimamente eseguita, ha comportato una perdita di valore anche alla residua parte del terreno di proprietà dell'attore (si parla, ad es. di perdita di fabbricati, di una sovrastruttura che limita possibilità di innalzamento di manufatti, etc), competerà allo stesso un'inden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di esproprio che tenga conto anche di tale diminuzione.

In tema di espropriazione parziale ed al fine della determinazione dell'indennità espropriativa secondo il criterio differenziale fissato dalla L. n. 2359/1865, art. 40, il valore attribuibile alla parte residua (non espropriata) del fondo deve tener conto di tutti i danni che incidono su di essa, vuoi che traggano origine dall'espropriazione, vuoi che derivino dall'esecuzione dell'opera pubblica o dall'esercizio della pubblica funzione o del pubblico servizio cui l'opera stessa risulti destinata.

Al fine della determinazione dell'indennità espropriativa secondo il criterio differenziale fissato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, l'indennizzabilità va esclusa allorché il deprezzamento sia dovuto non soltanto a limitazioni legali della proprietà (come quelle relative all'osservanza delle distanze previste per le costruzioni a confine con tracciati stradali o autostradali), ma altresì a perdite di visuali o ad immissioni che non eccedano la normale tollerabilità e che non colpiscano in modo specifico e differenziato la porzione residua del fondo.

Al fine della determinazione dell'indennità espropriativa secondo il criterio d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e fissato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, è da esclude il deprezzamento per l'esposizione al flusso di traffico conseguente alla realizzazione dell'opera pubblica sulla parte di suolo espropriata, là dove trattasi di pregiudizio destinato ad incidere direttamente sulla proprietà residua come su tutte le altre proprietà venutesi a trovare in prossimità della nuova opera di viabilità.

Al fine della determinazione dell'indennità in caso di esproprio parziale, secondo il criterio differenziale, il valore successivamente attribuibile alla parte residua del fondo deve tener conto di tutti i danni che incidono su di essa, vuoi che traggano origine dall'espropriazione, vuoi che derivino dall'esecuzione dell'opera pubblica o dall'esercizio della pubblica funzione cui l'opera stessa risulti destinata.

Nel calcolo dell'indennità di esproprio parziale, non si deve tenere conto del deprezzamento derivante da limitazioni legali della proprietà come le fasce di rispetto, o da perdite di visuali o ad immissioni che non eccedano la normale tollerabilità e che non colpiscano in modo specifico e differenziato la porzione residua del fondo.

Non è indennizzabile un pregiudizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oduce, a prescindere dall'intervento ablatorio, nei confronti di tutti beni che si trovino in una certa posizione di vicinanza rispetto all'opera pubblica realizzata o da realizzare.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> DANNI DA CONSIDERARE --> DEPREZZAMENTO DA FASCIA DI RISPETTO

La categoria dei vincoli assoluti d'inedificabilità sanciti nell'interesse pubblico da apposite leggi (come, ad esempio, in materia di distanza dalle strade o dalle autostrade, oltre che, come nella specie, in materia ferroviaria), è collegata sotto il profilo soggettivo, al loro carattere generale, concernente tutti i cittadini, in quanto proprietari di determinati beni che si trovino in una determinata situazione e non per le loro qualità e condizioni e, dal punto di vista oggettivo, al fatto di gravare su immobili individuati "a priori" per categoria derivante dalla loro posizione o localizzazione rispetto ad un'opera pubblica. Pertanto, ancorché resi concretamente applicabili in conseguenza della destinazione di interesse pubblico data alla parte sottratta al privato, non gli arrecano in via specifica alcun deprezzamento del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... difetto il nesso di causalità diretto sia con l'ablazione, sia con l'esercizio del pubblico servizio cui l'opera è destinata.

Non è rilevante la pretesa perdita dell'attitudine edificatoria sull'immobile residuo (ammesso che tale prerogativa possieda alla stregua della disciplina urbanistica), per via dello spostamento, all'interno di esso, della fascia di rispetto, il che attiene alle limitazioni legali della proprietà a seguito della costruzione delle strade, che costituiscono vincoli conformativi non indennizzabili.

Non è rilevante la pretesa perdita dell'attitudine edificatoria sull'immobile residuo, per via dello spostamento, all'interno di esso, della fascia di rispetto, il che attiene alle limitazioni legali della proprietà a seguito della costruzione delle strade, che costituiscono vincoli conformativi non indennizzabili.

I vincoli di rispetto stradale ed autostradale, ancorché resi concretamente applicabili in conseguenza della destinazione di interesse pubblico data alla parte sottratta al privato, non gli arrecano in via specifica alcun deprezzamento del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobile, facendo difetto il nesso di causalità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a con l'ablazione, sia con l'esercizio del pubblico servizio cui l'opera è destinata.

Qualora il vincolo di rispetto stradale ed autostradale in conseguenza dell'espropriazione (parziale) si sia spostato sull'area contigua, l'eventuale pregiudizio provocato all'espropriato dalla nuova situazione può comportare, ricorrendone i presupposti, l'applicazione del criterio previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, proprio per l'ipotesi di espropriazione parziale (nel caso di specie escluso in considerazione della notevole estensione del terreno non espropriato).

La categoria dei vincoli conseguenti all'inclusione di un terreno in fascia di rispetto stradale ed autostradale per il carattere generale e per il fatto di gravare su immobili individuati "a priori" per categoria derivante dalla loro posizione o localizzazione rispetto ad un'opera pubblica, ancorché resi concretamente applicabili in conseguenza della destinazione di interesse pubblico data alla parte sottratta al privato, non gli arrecano in via specifica alcun deprezzamento del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobile, facendo difetto il nesso di causalità diretto sia con l'ablazione, sia con l'esercizio del pubblico ser... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'opera è destinata.

L'eventuale pregiudizio provocato all'espropriato dalla circostanza che l'area rimasta di sua proprietà si venga trovare per effetto dell'espropriazione all'interno di fascia di rispetto stradale ed autostradale, nella quale in precedenza non rientrava può legittimare al più, ricorrendone i presupposti, l'applicazione del criterio previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, per l'ipotesi di espropriazione parziale; ma giammai autorizzare la ricognizione legale (e la valutazione) del fondo espropriato in base ad una asserita edificabilità per effetto dello spostamento della fascia suddetta sull'area contigua.

Il fatto che un'area rimanga compresa nella (nuova) fascia di rispetto stradale, configurandosi una ipotesi di espropriazione parziale, rende applicabile uno dei criteri di stima previsti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40 onde garantire che l'indennità comprenda l'intera diminuzione patrimoniale subita dal soggetto passivo del provvedimento ablativo: e, quindi, anche il deprezzamento provocato dalle parti residue del bene espropriato.

La limitazione legale della proprietà derivante dalla fascia di rispetto ferroviario incide indistintamente su ogni suolo che si... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pressi di una ferrovia pubblica, sicché deve escludersi che essa costituisca una conseguenza particolare, immediata e diretta dell'espropriazione parziale, con la conseguenza che il deprezzamento che eventualmente possa derivarne non assume rilievo ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione.

Nell'ipotesi di espropriazione parziale di un fondo per l'ampliamento di una strada pubblica, il preesistente vincolo di inedificabilità (fascia di rispetto), gravante sull'area espropriata o su parte di essa, si sposta dall'area su cui gravava originariamente a quella contigua, che diviene perciò, nella stessa misura, inedificabile, con la conseguenza che, in questo caso, l'esproprio colpisce un'area edificatoria, resa inedificabile nella parte in cui va a sostituire quella precedentemente destinata a zona di rispetto stradale con la conseguente esigenza di applicare per il calcolo dell'indennizzo, nel quadro imposto dall'art. 40 L. n. 2359/1865, il criterio (ratione temporis invocabile), di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis.

Il criterio di cui all'art. 40 della L. n. 2359/1865 è applicabile solo quando l'espropriazione abbia comportato lo spostamento della fascia di rispetto facendola gravare sul fond... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...determinandone quindi un minor valore rispetto a quello che in base alla sua destinazione legale aveva prima del provvedimento ablativo. Pertanto nessun danno arreca il nuovo vincolo conseguente allo spostamento della fascia di rispetto se ricadente su area già inedificabile.

Il vincolo a fascia di rispetto stradale o autostradale non è conseguenza diretta del procedimento espropriativo o della costruzione dell'opera pubblica, ma deriva dalla disciplina legale, impositiva di limitazioni di carattere generale alla proprietà privata, applicabile alle situazioni di fatto conseguenti all'opera pubblica, cosicché il danno ad esso conseguente non è indennizzabile.

In caso di esproprio parziale, la diminuzione di valore subita dalla parte residua del fondo è indennizzabile solo quando sussiste un rapporto immediato e diretto tra l'ablazione ed il danno, con la conseguenza che la indennizzabilità va esclusa allorché il deprezzamento sia dovuto a limitazioni legali della proprietà, come quelle relative a distanze legali, che non colpiscono in modo specifico e differenziato la porzione residua del fondo, risolvendosi in obblighi o limitazioni di carattere generale, che gravano su tutti i beni che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in una certa posizione di vicinanza rispetto all'opera pubblica realizzata o da realizzare.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> DANNI DA CONSIDERARE --> DEPREZZAMENTO PROPRIETÀ RESIDUA DA ASSERVIMENTO --> FABBRICATO E SEDIME

Così come nell'espropriazione maggiore non è possibile distinguere l'ablazione del suolo da quella delle costruzioni che su di esso insistono, identica conclusione va mantenuta ferma, in caso di asservimento di un'area di sedime sulla quale insiste un fabbricato (ovvero di asservimento di quest'ultimo), in cui resta del pari esclusa la possibilità di scindere il suolo dal fabbricato, queste considerando "porzioni residue" ed alle stesse applicando il criterio differenziale della L. n. 2359 del 1865, art. 40.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> DANNI DA CONSIDERARE --> DEPREZZAMENTO PROPRIETÀ RESIDUA DA DECLASSAMENTO

In sede di calcolo dell'indennità di espropriazione, va valutato, quale ulteriore perdita, il declassamento subito dalle parti residue di terreni espropriati, causa del distacco, rispetto alla categoria catastale in cui originariamente appartenevano, quando erano... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... parti espropriate; a tal fine dovrà farsi riferimento al criterio differenziale di cui all'art. 40 Legge n. 2359/1865, tenendo conto delle diverse categorie catastali cui i terreni residui devono essere ricondotti a causa della loro diversa caratteristica colturale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> DANNI DA CONSIDERARE --> DEPREZZAMENTO PROPRIETÀ RESIDUA DA INTERCLUSIONE

I profili irreversibili di danno subiti dalla parte residua della proprietà, a causa dell'interclusione della medesima dopo l'espropriazione, non possono che trovare riconoscimento nei concetti di espropriazione ed occupazione parziale.

Giammai l'interclusione provoca abbattimento totale del valore del fondo intercluso, derivando soltanto la possibilità di ottenere un tandundem per la costituzione coattiva della servitù di passo pedonale e/o carrabile.

Rientra nella fattispecie regolata dall'art. 40 L. n. 2359/1865 il danno lamentato a titolo di interclusione della parte residua nel fondo, costituente con la parte espropriata un compendio unitariamente coltivabile e non più raggiungibile a piedi o con mezzi meccanici.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --&g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...O PARZIALE --> DANNI DA CONSIDERARE --> PERDITA EDIFICABILITÀ AREA RESIDUA

Al pregiudizio subito dal proprietario delle aree espropriate (nel caso di specie ubicate in fascia di rispetto), deve aggiungersi l'ulteriore pregiudizio subito dall'espropriato per la minore volumetria realizzabile sulle residue aree rimaste in sua proprietà, in ragione delle più ridotte superfici rimaste, potendosi equiparare il fenomeno a quanto si verifica nell'ambito di un piano di edilizia economica e popolare, che conforma l'intera zona che investe come edificabile, ove le are destinate a strade e servizi devono valutarsi in base agli indici territoriali medi del comprensorio.

Qualora, per effetto della vicenda ablatoria, non vi sia stata una diminuzione di valore dei fabbricati rimasti in proprietà, il cui eventuale incremento volumetrico previsto negli strumenti urbanistici non è precluso dall'esproprio, non sussiste alcun tipo di danno reintegrabile con l'indennità di espropriazione ex art. 40 L. n. 2359/1865.

Qualora la parte residua conservi intatta la sua destinazione edificatoria, ridotta per effetto della sottrazione di parte del mappale ma affatto pregiudicata, se non quantitativamente, dall'ablaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lore dell'indennizzo va determinato con esclusivo riferimento alla perdita della volumetria originariamente realizzabile sull'estensione occupata.

In sede di liquidazione dell'indennità di espropriazione, va considerata la perdita di valore del lotto residuo, considerando anche la possibilità di cessione ai proprietari dei lotti limitrofi, per un'utilizzazione conforme alla sua destinazione urbanistica.

Nel caso di espropriazione di terreno facente parte di un lotto avente più ampia estensione sul quale è stata rilasciata concessione edilizia per la realizzazione di volumetrie rapportate alla superficie complessiva, è dovuto il risarcimento conseguente al decremento dell'area residua per effetto della realizzazione dell'opera pubblica.

Nell'ipotesi in cui, per effetto dell'espropriazione parziale, la superficie residua abbia perduto la c.d. edificabilità di fatto, ossia l'attitudine ad essere sfruttata e concretamente destinata a fini edificatori, sia per la sua residua modestissima estensione, sia per la sua ubicazione (vicinanza nel caso di specie all'opera pubblica realizzata), è corretto applicare il criterio differenziale di cui all'art. 40 L. n. 2359/1865, determinando il valore d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t -esproprio secondo il criterio di area agricola.

La perdita della volumetria originariamente realizzabile determina il valore del danno risarcito per l'estensione occupata, considerata per l'appunto per la sua destinazione edificatoria. Nonostante ciò, la parte residua può conservare intatta tale sua destinazione, sebbene con la riduzione derivatane, secondo il rapporto stabilito nel vigente strumento urbanistico, che viene compensato dal danno liquidato.

Se la valutazione del suolo espropriato (od occupato ed irreversibilmente trasformato) ha seguito, con l'eccezione delle aree gravate da vincolo paesaggistico, il criterio delle aree edificabili, il riconoscimento di un deprezzamento per riduzione della potenzialità volumetrica o dell'amenità e fruibilità del residuo, comporterebbe o una duplicazione del risarcimento (o dell'indennità), o l'attribuzione di un valore aggiunto all'immobile occupato, che è ultroneo alla considerazione legislativa.



 
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