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Indennità di esproprio per le cave


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di immobile già interessato dalla perforazione di un pozzo per la ricerca di idrocarburi, occorre verificare (se del caso alla luce, per possibile analogia, con i principi affermati in tema di esproprio di cave attive), se il bene espropriato costituisse o meno, in epoca antecedente alla vicenda ablativa, un giacimento aperto e coltivato, esaminando la possibile rilevanza ai fini indennitari della sua produttività e delle rendite pregresse o future, legittimamente correlate o correlabili al suo sfruttamento, in ipotesi pregiudicate dall'ablazione.

Se è esatto che non è necessaria l'autorizzazione all'esercizio perché un'area che abbia nel suo sottosuolo materiali inerti da sfruttare sia definita cava anche ai fini della espropriazione, ancor più ciò rileva per valutare il terreno oggetto di causa, in quanto l'indennità di espropriazione deve in ogni caso ragguagliarsi ai valori di mercato dell'immobile espropriato, considerando le capacità estrattive e commerciali e industriali del bene oggetto di esproprio.

INDENNITÀ DI ES... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...E E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CATEGORIA A PARTE

I terreni destinati a cava vanno considerati autonomamente rispetto alla tradizionale dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, tanto più alla luce dell'attuale normativa secondo cui l'indennità di espropriazione deve corrispondere al reale valore economico del bene espropriato. La cava, infatti, si presenta come bene avente connotati suoi propri per essere soggetto ad utilizzazione e consumo del tutto peculiari sia rispetto ai terreni agricoli, che rispetto ai terreni edificabili.

Le regole di mercato attribuiscono ai terreni suscettibili di sfruttamento come cava un valore sicuramente superiore a quello dei terreni agricoli, anche in considerazione della redditività dell'attività estrattiva in quanto direttamente strumentale a quella edilizia e per essa indispensabile.

L'indennizzo per l'espropriazione delle miniere o delle cave, da considerare entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale e non reversibile né rinnovabile - ovvero in un contesto di utilizzazione e consumo che sfugge alla logica che, nell'ottica dell' art. 5 bis, convertito in L.n. 359/1992, presiede alla valutazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... si sottrae alla rigida dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, onde va determinato in modo da apprestare un serio ristoro per l'ablazione di tali beni e, quindi, sulla base del razionale riferimento ai proventi che l'espropriato sarebbe stato in grado di ricavare, in una libera contrattazione, per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva.

Il sistema dicotomico risultante dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, (oggi recepito dall'art. 32 segg. T.U. sulle espr.) che alle aree (legalmente) edificabili contrappone (comma 4) "quelle che ai sensi del comma 3 non sono classificabili come edificabili", senza possibilità di un tertium genus, non è applicabile agli immobili contenenti una cava o un giacimento dai quali è possibile estrarre specifici prodotti suscettibili di particolari utilizzazioni industriali o commerciali.

Gli immobili contenenti una cava o un giacimento dai quali è possibile estrarre specifici prodotti suscettibili di particolari utilizzazioni industriali o commerciali, si caratterizzano, non già in alternativa alle aree edificabili o a quelle agricole, quali sottospecie settoriali della più ampia categoria delle aree suscettibili di espropriazione, ma i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sizione all'insieme di esse, per la concomitante presenza dell'aspetto negativo della inedificabilità e del dato positivo della possibilità di una utilizzazione economica diversa ed ulteriore rispetto all'una ed all'altra categoria.

Il valore dei terreni destinati a cava, perché considerati entità fruibile direttamente in termini di appropriazione materiale e non reversibile, né rinnovabile, e dunque in un contesto di utilizzazione e consumo che sfugge alla logica che, nell'ottica della L. 8 agosto 1992, n. 359, art. 5 bis, presiede alla valutazione delle aree, si sottrae alla dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, e deve essere determinato in modo tale da apprestare serio ristoro per la sottrazione di detto bene, attesa la sua peculiarità.

Solo in ipotesi di bene per natura produttivo, quali le cave e le miniere, il reddito correlato all'estrazione del materiale per tutto il tempo della sua prevista utilizzabilità, costituisce il razionale riferimento ai fini indennitari per l'ablazione ovvero occorre considerare i proventi che l'espropriato sarebbe stato in grado di ricavare, in una libera contrattazione, per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della particolare disciplina dell'indennità di esproprio delle cave è da ricollegare alla consistenza intrinseca del bene, per sua natura produttivo; ne consegue che, nel momento della determinazione dell'indennità di espropriazione, non rileva la mancanza dell'autorizzazione, non incidendo questa sulla natura del bene e, quindi, sul suo valore produttivo, anche nella prospettiva di un possibile, futuro intervento dell'autorizzazione medesima.

La rigidità bipolarità istituita dall'art. 5 bis l. 359/1992 tra suoli edificabili e suoli agricoli non rileva ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio di una cava, costituente bene produttivo individuabile in alternativa non già a suoli edificatori e agricoli, ma all'insieme di tutte le aree contemplate dalla norma; ne consegue che il reddito correlato all'estrazione del materiale per tutto il tempo della sua prevista utilizzabilità, costituisce il razionale riferimento ai fini indennitari per l'ablazione della cava.

La cava è un bene peculiare che non può essere ridotto ad "area" sulla quale necessariamente applicare la dicotomia normativa tra aree edificabili e non edificabili agli effetti indennitari: essa, infatti, &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zabile non per quel che si può su di essa costruire (area edificabile) o dal suo soprassuolo trarre (area agricola), né per le molteplici opportunità comunque offerte dal soprassuolo, bensì direttamente in termini di appropriazione materiale e consumo non reversibile né rinnovabile.

L'indennizzo per l'esproprio di cave e miniere, da considerare entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale e non reversibile né rinnovabile, si sottrae alla rigida dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, onde va determinato sulla base dei proventi che l'espropriato, sarebbe stato in grado, in una libera contrattazione, di ricavare per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva, ovvero sulla base delle capacità estrattive dell'area e, quindi, del reddito prodotto e producibile per tutto il tempo della prevista utilizzazione del materiale, sino all'estinzione del giacimento.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO

Rispetto alla ordinaria dicotomia - pur non costituendo un tertium genus – la destinazione di un terreno a cava si caratterizza per la concomitante presenza dell'aspett... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della inedificabilità e del contestuale dato positivo della possibilità di consentire una utilizzazione ed uno sfruttamento economico del suolo diverso rispetto a quello che può trarsi da un terreno a vocazione esclusivamente agricola e, comunque, non edificabile. É, dunque, al tratto peculiare della cava che occorre fare riferimento per determinare il valore venale del terreno e l'unico criterio soddisfacente per giungere alla quantificazione dell'indennizzo è quello che rinvia al parametro della capacità estrattiva della cava secondo le sue specifiche potenzialità economiche e materiali.

L'indennità di esproprio di una cava ragguagliata al valore economico dell'area determinato facendo riferimento al valore del volume di materiale inerte suscettibile di estrazione, correttamente va depurata dei costi industriali di produzione e delle spese di ricomposizione ambientale, sulla base della considerazione che l'utile retraibile dall'attività estrattiva deve scontare spese ed oneri della produzione, compresi quelli obbligatori in discussione.

Non è rilevante, ai fini dell'indennità di espropriazione di un terreno utilizzato a cava, l'eventuale reddito risultante da ricolmamento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o una volta esso effettuato, con materiale proveniente da altri scavi (utilizzazione, cioè, dello scavo come discarica); chi acquista una cava, nella prospettiva di utilizzarla come tale, sa sempre che, esaurito il giacimento, l'area potrebbe essere utilizzata altrimenti, e il valore venale, quantunque determinato capitalizzando l'impiego più vantaggioso (valore dell'intero materiale estraibile), include sempre gli impieghi minori consentiti, che pertanto non giustificano un aumento del valore venale della cava come tale.

La cava viene in considerazione quale strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale per tutto il tempo (e solo per il tempo) della sua prevista utilizzabilità, e tale reddito costituisce il razionale riferimento da tener presente ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione dovuta per l'ablazione di tale fonte reddituale, pure in mancanza di autorizzazione regionale e senza che al risultato della valutazione compiuta secondo siffatto criterio possa sommarsi il valore del soprassuolo e dell'area di sedime, in funzione di una loro destinazione agricola incompatibile con la suddetta attività.

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rea adibita a cava, deve essere accertato il valore pieno di mercato della cava, ragguagliandolo alle relative potenzialità materiali ed economiche ed alla sua condizione di libertà e non al minore valore desunto dal pregiudizio reddituale che presumibilmente il proprietario espropriato, non essendo imprenditore, potrebbe in concreto subire.

L'indennità di espropriazione (o l'indennizzo per la cd. occupazione acquisitiva) degli immobili contenenti una cava o un giacimento, in alternativa al valore venale del suolo secondo la sua destinazione legale, può essere parametrata alle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche degli stessi, quale fonte dei proventi che il proprietario poteva, in una libera contrattazione, conseguire per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva nel corso della sua presumibile durata materiale e giuridica e fino a totale esaurimento della cava medesima.

Le cave, quali entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale non reversibile né rinnovabile, costituiscono beni dotati di una propria consistenza giuridica ed economica, non assimilabili ai terreni a vocazione agricola, con la conseguenza che non possono trovare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne i criteri previsti dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16, per le aree non edificabili, dovendosi fare invece riferimento al reddito netto ricavabile per tutto il tempo della prevista coltivazione della cava, ovvero, in caso di affitto a terzi, alla relativa rendita, salvi i calcoli di attualizzazione.

Il valore venale dell'immobile destinato a cava può essere calcolato in base al parametro delle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche della stessa e non in base a quello che si può su di esso costruire (area edificabile) o dal suo soprassuolo trarre (area agricola), né per le molteplici opportunità comunque offerte dal soprassuolo.

L'indennità di esproprio della cava va ragguagliata solo al valore economico dell'area tenuto conto delle caratteristiche del terreno, determinato facendo riferimento al valore del volume di materiale inerte suscettibile di estrazione, depurato dei costi industriali di produzione e delle spese di ricomposizione ambientale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO --> COLTIVATA E NON COLTIVATA

Ai fini dell'applicazione del criterio per il calcolo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità dovuta per terreno destinato a cava, consistente nel rinvio al parametro della capacità estrattiva della cava secondo le sue specifiche potenzialità economiche e materiali, è del tutto indifferente che il proprietario, nel momento in cui si produce l'effetto giuridico della ablazione del terreno, sia o meno dotato della necessaria autorizzazione amministrativa per lo svolgimento dell'attività estrattiva. Si tratta, infatti, di circostanza che non incide sul grado di apprezzamento della utilità economica del bene, atteso che - sia con riferimento al proprietario che ai terzi eventualmente interessati ad acquisire il bene - la mancanza della autorizzazione, quando questa possa intervenire in futuro, non esclude la potenzialità reddituale del bene e dunque il suo valore economico nella prospettiva del diretto sfruttamento o della cessione a terzi.

Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di terreno, nei cui sottosuolo esista un giacimento naturale, la determinazione del suo valore venale come cava non esige né che l'attività estrattiva abbia già avuto inizio né che essa sia stata autorizzata, richiedendosi soltanto che nel caso concreto essa possa essere autoriz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssendo vietata dalla legislazione regionale.

La sussistenza del valore di terreno destinato a cava calcolato in base al parametro delle capacità estrattive e con essa la rilevanza della privazione di esso ai fini indennitari, e/o risarcitori non vengono meno per il solo fatto che l'esercizio della specifica attività sia condizionato ad una autorizzazione amministrativa e che di tale autorizzazione il proprietario non sia munito nell'attualità; una situazione di tal genere, infatti, non fa venir meno l'utilità economica del bene, apprezzabile come tale sia nella prospettiva del proprietario sia in quella dei terzi.

Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di una cava secondo il criterio del valore venale ai sensi dell'art. 39 della L. 25 giugno 1865 n. 2359 del 1865, è necessario che il bene espropriato costituisca effettivamente una cava, e non già un mero giacimento non ancora coltivato.

Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio di una cava, la mancanza dell'autorizzazione richiesta dalla legislazione regionale per l'esercizio dell'attività estrattiva, in quanto situazione contingente, non fa venire meno l'utilità economica del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... esclude la potenzialità reddituale correlata al possibile futuro conseguimento dell'autorizzazione; ciò in quanto la potenzialità reddituale del bene è legata alla potenzialità estrattiva dello stesso.

Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di una cava secondo il criterio del valore venale ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 39, piuttosto che secondo i criteri stabiliti dalla L. n. 861 del 1971 per i suoli agricoli, è necessario che il bene espropriato costituisca effettivamente una cava, e non un mero giacimento non coltivato, fattispecie questa rinvenibile in ipotesi in cui non risulti rinnovata la relativa autorizzazione all'attività estrattiva.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO --> SOPRASSUOLI

Riguardo a terreni destinati a cava, non compete alcun ulteriore indennizzo con riferimento al valore dei manufatti esistenti sul terreno che non possono essere oggetto di autonoma valutazione in quanto le zone interessate dall'attività estrattiva non possono avere una doppia valutazione, una secondo il criterio della capacità estrattiva, una per il valore agricolo del sopra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r il valore venale di fabbricati che, laddove esistenti presso la cava, possono essere considerati solo per gli impieghi ad essa strumentali e non anche per quelli con la stessa incompatibili, quali quelli di destinazione a fabbricati rurali.

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di area adibita a cava, non devono essere contemplate, quali voci di indennizzo, i parametri rappresentati dal riempimento dello scavo e dal valore dell'area ad avvenuta sua sistemazione.

Qualora la valutazione di un immobile contenente una cava o un giacimento sia stata compiuta secondo il criterio della capacità estrattiva, pur esso riconducibile alla regola della L. n. 2359 del 1865, art. 39, al risultato ottenuto non può sommarsi il valore del soprassuolo e della area di sedime, in funzione di una loro destinazione urbanistica, non compatibile con la suddetta attività, altrimenti pervenendosi all'abnorme risultato di indennizzare il medesimo bene in base a due valori venali calcolati con criteri diversi.

Il riferimento alla perdita economica effettivamente subita dall'espropriato trova giustificazione nella qualificazione della cava come bene suscettibile di utilizzazione industriale o commerciale, e qui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di autonoma considerazione da parte dell'ordinamento, che, imponendo di tener presente, nella liquidazione dell'indennità, il prezzo di mercato dell'immobile, esclude la possibilità di includervi il valore de soprassuolo.

Se è l'immobile cava, nella sua globalità, ad essere oggetto della libera contrattazione, e non la cava cui occorra aggiungere il soprassuolo, ne consegue che il procedimento determinativo dell'indennità di esproprio non consente la valutazione del suolo oltre che come cava anche come terreno agricolo o terreno edificatorio.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> PERTINENZE

La pertinenza mineraria si palesa insuscettibile di venire indennizzata alla stregua del medesimo criterio della minera fondato sopra la peculiare natura della cosa principale cui accede e sulle potenzialità materiali ed economiche di quest'ultima.



 
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