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Applicazione delle norme sulle distanze dal confine ai muri di cinta e di contenimento


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titolo:IL CODICE DELLE DISTANZE
anno:2019
pagine: 3515 in formato A4, equivalenti a 5976 pagine in formato libro
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VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> MURI DELLO STESSO EDIFICIO

In caso di realizzazione di un unico edificio costituito da due corpi di fabbrica, posti in perfetta aderenza tra loro, non può trovare applicazione la normativa della Provincia Autonoma di Trento in materia di distanze tra gli edifici.

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> MURO DI CINTA

Per il dettato dell'art. 881 c.c., la presunzione di comunione del muro divisorio può essere superata soltanto qualora determinati manufatti -piovente, sporti, vani - siano rivolti in favore di uno dei proprietari confinanti, poiché l'elencazione dei segni presuntivi della proprietà esclusiva contenuta nell'art. 881 c.c. ha carattere tassativo.

Il muro di cinta, da non considerare per il computo delle distanze nelle costruzioni, ai sensi dell'art. 878 c.c., è solo quello con facce emergenti dal suolo che, essendo destinato alla demarcazione della linea di confine e alla separazione dei fondi, si presenti separato da ogni altra costruzione.

Per il computo delle distanze nelle costruzioni... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ve; da ritenere muro di cinta quello che risulti eretto in sopraelevazione di un fabbricato, a chiusura di un lato di una terrazza di copertura di questo, posto che un simile manufatto non si configura separato dall'edificio cui inerisce e resta nel medesimo incorporato. In presenza di tali circostanze, la qualificazione come muro di fabbrica non risulta impedita né dalla altezza del muro inferiore a quella prevista dall'art. 878 c.c., né dal fatto che il muro originariamente avesse entrambe le facce a vista, essendo essenziale ai fini della corretta qualificazione giuridica, il legame che lo avvince alla restante parte del fabbricato.

La presenza eventuale sul confine di un muro di cinta comporta che quest'ultimo non assuma rilievo ai fini del computo delle distanze, ma non esclude che le stesse debbano essere sempre rispettate da altre costruzioni che si trovino in prossimità del confine medesimo.

Ai muri di cinta, qualificati dalla destinazione alla recinzione di una determinata proprietà, dall'altezza non superiore a tre metri, dall'emersione dal suolo, nonché dall'isolamento di entrambe le facce da altre costruzioni si applica l'esenzione dal rispetto delle distanze tra costruzioni, prevista dall'art. 878 c.c.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Il muro di cinta non è considerato costruzione di cui tenere conto ai fini del calcolo delle distanze legali tra edifici e delle facoltà concesse al vicino di realizzare il proprio fabbricato in aderenza o in appoggio, con la conseguenza che le distanze legali devono essere computate come se il muro non esistesse.

I requisiti del muro di cinta - che, ai sensi dell'art. 878 c.c., non va considerato ai fini del computo delle distanze - sono: a) di essere isolato, nel senso che le facce di esso emergano dal suolo e siano distaccate da ogni altra costruzione; b) di essere destinato alla demarcazione della linea di confine e alla separazione e chiusura delle proprietà limitrofe; c) di avere un'altezza non superiore ai tre metri. Ne consegue che il muro realizzato a confine per la recinzione di un fondo che non abbia tali caratteristiche non può essere qualificato muro di cinta, ma va considerato una costruzione vera e propria (c.d. muro di fabbrica) ai fini del rispetto delle distanze legali.

La qualificazione di un muretto come "muro di cinta", in quanto posto sul confine ed avente una evidente funzione di separazione e difesa dei distinti lotti di proprietà, fa venir meno la questione dell'obbligo di r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e distanze legali ai sensi del combinato disposto degli artt. 873 e 878 Cod. civ.

Un muro privo di funzione strutturale che funge, nella sostanza, da recinzione di un lotto, non può considerarsi quale edificazione in aderenza, imponendo il rispetto delle distanze tra edificazioni, in applicazione dei principi civilistici relativi alla natura dei muri di recinzione ed alla loro inidoneità a derogare alle prescrizioni in tema di distanza.

In tema di muri di cinta tra fondi a dislivello, qualora l'andamento altimetrico del piano di campagna - originariamente livellato sul confine tra due fondi - sia stato artificialmente modificato mediante la realizzazione di un innalzamento del piano di campagna stessa, al fine di verificare se sia rispettata l'altezza massima del muro di cinta che sia stato costruito sul confine, l'altezza va misurata computandovi il terrapieno creato ex novo dall'opera dell'uomo, e quindi tenendo conto dell'originario posizionamento del terreno prima dell'innalzamento.

La presunzione di proprietà esclusiva del muro, posta dall'art. 881 c.c., trova applicazione quando il muro sia posto sul confine tra due fondi appartenenti a proprietari diversi ed opera a favore del proprietario verso il quale es... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...vente.

Nel caso in cui il muro sia stato costruito dal proprietario dell'unico fondo per dividere quest'ultimo in due porzioni, la presunzione di proprietà esclusiva del muro, posta dall'art. 881 c.c. trova applicazione nel momento in cui queste ultime vengano separatamente trasferite a due diversi soggetti, cosicché il muro in questione venga a trovarsi sulla linea di confine e nulla sia stabilito nei titoli di trasferimento.

Un muro può essere qualificato di cinta quando ha determinate caratteristiche: destinazione a recingere una determinata proprietà, altezza non superiore a tre metri, emergere dal suolo ed avere entrambe le facce isolate dalle altre costruzioni; in presenza di tali caratteristiche è applicabile la disciplina prevista dall'art. 878 c.c. e dalle norme di esso integrative, in ordine all'esenzione dal rispetto delle distanze tra, costruzioni; tuttavia, tale normativa si applica anche nel caso in cui si abbia un manufatto in tutto o in parte carente di alcune di esse, purché sia idoneo a delimitare un fondo e gli possa ugualmente essere riconosciuta la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo.

I requisiti essenziali del muro di cinta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ma dell'art. 878 c.c. non va considerato nel computo delle distanze legali, sono costituiti dall'isolamento delle facce, dall'altezza non superiore a metri tre e dalla sua destinazione alla demarcazione della linea di confine ed alla separazione e chiusura della proprietà.

La comunione del muro divisorio non va intesa nel senso che ciascuno dei comproprietari abbia la proprietà assoluta della metà del muro secondo una linea mediana ideale, bensi nel senso che ciascuno di essi è proprietario, sia pure pro quota, dell'intero muro, in ogni sua parte: pertanto, nel caso di proprietà delimitate da un muro comune la linea di confine non si identifica con la linea mediana del muro medesimo, ma con il muro comune, in tutta la sua estensione ed ampiezza.

Lo spianamento e l'innalzamento del dislivello consentono al vicino l'avvicinamento al muro di cinta prima non consentito, dando luogo ad una situazione compatibile in astratto con l'esercizio di una servitù di veduta per opera dell'uomo.

In tema di muri di confine, gli artt. 874 c.c. e segg. contemplano svariate ipotesi (comunione forzosa del muro sul confine, del muro non al confine, innesto sul muro al confine, costruzione in aderenza, ecc.) aventi ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ttamento normativo, tra le quali il giudice deve individuare la norma da applicare nel caso concreto.

È vero che le caratteristiche di cui all'art. 878 c.c. sono richieste ai soli fini dell'applicabilità della norma stessa e che la ricorrenza delle stesse non è indefettibilmente richiesta perché ad un manufatto, che rappresenti un minus ma comunque destinato e idoneo anch'esso a delimitare un fondo, possa egualmente essere riconosciuta la funzione di «muro di cinta», non è men vero che allo stesso manufatto tale funzione non possa essere riconosciuta non solo ove ab origine posto nell'ambito di un'unica proprietà, ma anche ove, per struttura e dimensioni, risulti, come nella specie, destinato non a separare fondi finitimi ma a delimitare il tracciato d'una strada e a sorreggerne il bordo.

Il proprietario prevenuto non può costruire in aderenza al muro di cinta del proprietario preveniente se, al di là di tale muro, esiste un edificio a distanza inferiore a quella legale.

Non può essere considerato come costruzione, ai fini dell'osservanza delle distanze legali il muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o e contenimento del declivio naturale, mentre nel caso di dislivello di origine artificiale deve essere considerato costruzione in senso tecnico - giuridico il muro che assolve in modo permanente e definitivo anche alla funzione di contenimento di un terrapieno creato dall'opera dell'uomo.

In caso di muro di cinta comune alle parti, la linea di confine non può indentificarsi con quella mediana del muro, sicché la distanza deve essere misurata con riferimento alla facciata esterna prospiciente la costruzione.

Il muro di cinta non è considerato né ai fini delle distanze previste dal codice civile, né ai fini delle NTA o del DM 1444/1968.

I muri di contenimento non possono essere considerati "costruzioni" ai fini della disciplina della distanze.

Il muro che assolva la funzione di contenimento di un terrapieno, determinatosi in seguito all'innalzamento del livello di un fondo, non può qualificarsi come «muro di cinta» ex art. 878 c.c., ma deve configurarsi come vera e propria nuova costruzione, e come tale soggetta al rispetto delle distanze legali.

Non è muro di cinta, ma muro di fabbrica, il manufatto che consista nel prolungamento verso l'altro ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e che al primo piano divida i due edifici contigui di proprietà di diversi soggetti.

Lo scopo perseguito dal Legislatore nel fissare la distanza minima delle costruzioni dai confini è di evitare al vicino il danno potenziale, presunto in via assoluta, che da nuove costruzioni potrebbe derivare se fossero poste a distanza inferiore. È perciò indifferente, ai fini dell'osservanza della norma, che sul confine vi sia un muro divisorio di proprietà esclusiva di uno dei confinanti, o di proprietà comune.

Il muro di cinta di altezza non superiore ai tre metri, pur essendo una costruzione in senso materiale, non è considerato tale ai fini delle distanze legali per la sua mancanza di autonomia strutturale, costituendo una semplice protezione del fondo: per il computo delle distanze tra costruzioni vanno quindi presi in considerazione gli edifici che si trovano rispettivamente al di qua e al di là del muro di cinta, come se questo non esistesse, per cui la distanza di legge va computata tra l'edificio preesistente e la nuova costruzione ovvero ampliata.

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> MURO DI CONTENIMENTO
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ni della osservanza delle norme sulle distanze dal confine, il terrapieno ed il muro di contenimento, che hanno prodotto un dislivello oppure hanno aumentato quello già esistente per la natura dei luoghi, costituiscono nuove costruzioni.

La L.R. Umbria n. 1 del 2004 e la disciplina dettata dal regolamento di attuazione n. 9 del 2008 rendono legittima la realizzazione di un muro di contenimento a distanza inferiore rispetto a quella prescritta dallo strumento urbanistico locale e più in generale dalle disposizioni contenute nel D.M. n. 1444 del 1968.

Ciò che rileva ai fini delle distanze non è la preesistenza o meno di un muro di contenimento rispetto alla costruzione frontistante, ma se la funzione dello stesso sia volta a contenere un dislivello naturale o artificiale.

La funzione di contenimento del dislivello aumentato rispetto a quello preesistente giustifica di per sé la qualificazione di un muro in termini di costruzione con conseguente necessità di rispetto delle distanze.

In tema di distanze legali, mentre il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 8... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r la parte che adempie alla sua specifica funzione, devono invece ritenersi soggetti a tale norma, perché costruzioni ai sensi della norma codicistica citata, il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente.

Nel caso di un muro che non è realizzato per evitare cedimenti naturali del terreno in declivio, bensì per contenere un riporto artificiale di terra destinato a costituire un sopraelevato piano di campagna per esigenze di miglior utilizzo commerciale del proprio fabbricato, il terrapieno realizzato con il sostegno del muro va qualificato come costruzione, soggetto alle disposizioni in materia di distanze.

Soltanto nel caso di dislivello naturale il muro di contenimento non può considerarsi costruzione, laddove al contrario esso è costruzione se volto a sostenere un terrapieno creato in modo artificiale.

E' illegittimo il permesso di costruire in sanatoria rilasciato a favore di un muro che, costituendo costruzione, deve rispettare le distanze dal confine e distanziarsi altresì dal fabbricato realizzato all'interno del lotto del confinante.

In caso di fondi a di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...on può considerarsi "costruzione" ai fini e per gli effetti dell'art. 873 c.c. il muro di contenimento realizzato per evitare smottamento o frane.

Nel caso di fondi a dislivello, nei quali adempiendo il muro anche ad una funzione di sostegno e di contenimento del terrapieno o della scarpata, una faccia non si presenta di norma come isolata e l'altezza può anche superare i m. 3, se tale è l'altezza del terrapieno o della scarpata, non può essere considerato come costruzione, ai fini dell'osservanza delle distanze legali, il muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione di sostegno e di contenimento del declivio naturale.

L'applicazione della distanza di 10 metri, di cui all'art. 9, primo comma, n. 2, D.M. n. 1444/1968 presuppone l'esistenza di pareti di edifici, delle quali almeno una finestrata con "vedute", di modo che non può essere ampliata la portata della norma fino al punto di comprendere manufatti quali un muro di contenimento, che non possono essere ragionevolmente ricondotti alla definizione di "parete di edificio".

Ai fini del rispetto delle distanze legali tra edifici, se un muro è qualificato di fabbrica, la costr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; soggetta alla disciplina dell'art. 873 c.c. e della normativa integrativa locale.

La realizzazione di una recinzione che impatta in modo non lieve sul territorio circostante (nel caso di specie muro di contenimento di almeno 2 m della lunghezza di 70 m) è qualificabile come nuova costruzione con conseguente soggezione alla disciplina delle distanze legali.

Il muro di contenimento di una scarpata naturale non è sottoposto alle distanze legali, anche se una faccia non si presenta di norma isolata e se l'altezza supera i tre metri.

Non può essere considerato come costruzione, ai fini dell'osservanza delle distanze legali, il muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione di sostegno e contenimento del declivio naturale.

Il muro di contenimento che sopravanza l'originario profilo della balza del terreno deve essere qualificato come una costruzione ai fini del rispetto delle distanze.

La realizzazione di un muro di contenimento che sopravanzi l'originario profilo della balza del terreno deve essere qualificato come una costruzione, dato che, ai fini dell'osservanza delle norme sulle distanze, la nozione di costruzione non si identif... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla di edificio ma si estende a qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità, ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, indipendentemente dal livello di posa e di elevazione dell'opera.

Un muro avente funzione di contenimento di un creato dislivello di origine artificiale è equiparabile ad un muro di fabbrica e quindi del tutto assoggettato al rispetto delle distanze legali.

È inammissibile la censura con cui il soggetto intende far valere la violazione dei limiti di distanza tra costruzioni, stabilita la natura di muro di contenimento di una di esse, poiché in relazione a tale natura e alle dimensioni dell'opera, non si tratta di costruzione rilevante ai fini delle distanze.

Il muro di contenimento tra due fondi posti a livelli differenti, qualora il dislivello derivi dall'opera dell'uomo o il naturale preesistente dislivello sia stato artificialmente accentuato, deve considerarsi costruzione a tutti gli effetti, soggetto, pertanto, agli obblighi delle distanze previste dall'art. 873 c.c. e dalle eventuali norme integrative.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iparato ad un muro di fabbrica, come tale assoggettato al rispetto delle distanze legali tra costruzioni, il muro di cinta che abbia la funzione di contenere un terrapieno creato ex novo dall'opera dell'uomo.

Nel caso di fondi a dislivello, nei quali, adempiendo il muro di cinta anche ad una funzione di sostegno e di contenimento del terrapieno o della scarpata, una faccia non si presenta di norma come isolata e l'altezza può anche superare i 3 metri, se tale è l'altezza del terrapieno o della scarpata, non può essere considerato come costruzione, ai fini dell'osservanza delle distanze legali, il muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione di sostegno e di contenimento del declivio naturale, mentre nel caso di dislivello di origine artificiale, deve essere considerato costruzione in senso tecnico-giuridico il muro che assolve in modo permanente e definitivo anche alla funzione di contenimento di un terrapieno creato dall'opera dell'uomo.

Va qualificato come costruzione ai fini delle distanze il muro che svolge funzione di contenimento di un terrapieno creato artificialmente allo scopo di rendere meno scosceso il fondo e di sostenere la rampa di accesso ad un garage.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...orre distinguere tra il muro di contenimento di un terrapieno - il quale ultimo è per sua stessa definizione un atto di antropizzazione della natura - e quello di contenimento di una scarpata naturale: infatti, il muro di contenimento tra due fondi posti a livelli differenti, qualora il dislivello derivi dall'opera dell'uomo o il naturale preesistente dislivello sia stato artificialmente accentuato, deve considerarsi costruzione a tutti gli effetti e soggetta, pertanto, agli obblighi delle distanze previste dall'art. 873 c.c. e dalle eventuali norme integrative.

Un terreno declive può essere tale per sua natura, ma non per questo è naturale anche il suo riempimento per ampliare la superficie utilizzabile a fini edificatori: il muro di contenimento, in questo caso, deve pertanto rispettare le norme sulle distanze legali.

Il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi costruzione, agli effetti delle norme sulle distanze, per la parte che adempie alla sua specifica funzione, e, quindi, dalle fondamenta al livello del fondo superiore, qualunque sia l'altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce; allo stesso tempo, deve invece considerarsi come costruzio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...di, rilevante ai fini del rispetto delle norme sulle distanze) solo quella parte di muro che si innalza oltre il piano del fondo sovrastante.

In caso di fondi a dislivello, non costituisce costruzione il muro di sostegno avente la funzione di contenere una scarpata di origine naturale, non modificata, cioè, dall'intervento antropico.

Il muro di contenimento, quale entità corrispondente senza alcuna variazione al dislivello naturale dei fondi, non può essere presa in considerazione nel calcolo dell'altezza della costruzione, da misurarsi dal piano di campagna. al fine di determinarne la distanza da osservare rispetto alle costruzioni del vicino, perché le costruzioni sottostanti al piano di campagna che separa i fondi in dislivello non può per definizione considerarsi «frontistante» e quindi in violazione del disposto della norma di cui all'art. 17 legge 765/1967 come inteso a distanziare le costruzioni in rapporto alla reciproca altezza.

Ai fini della osservanza delle norme sulle distanze, il terrapieno ed il muro di contenimento, che producono un dislivello o aumentano quello già esistente per la natura dei luoghi, costituiscono nuove costruzioni.

In tema di distanz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi «costruzione» agli effetti dell'art. 873 c.c. per la parte che adempie alla sua specifica funzione, e, quindi, dalle fondamenta al livello del fondo superiore, qualunque sia l'altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce, impedendone lo smottamento; la parte del muro che si innalza oltre il piano del fondo sovrastante, invece, in quanto priva della funzione di conservazione dello stato dei luoghi, è soggetta alla disciplina giuridica propria delle sue oggettive caratteristiche di costruzione in senso tecnico giuridico.

In tema di distanze legali devono essere considerati «costruzione» il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente.

Un muro di contenimento tra due fondi posti a differenti livelli, ove il dislivello sia stato creato o accentuato artificialmente, è da considerarsi costruzione a tutti gli effetti e come tale soggetta agli obblighi delle distanze previste dall'art. 873 c.c., e dalle eventuali disposizioni integrative.



 
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