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Il proprietario confinante che lamenti la violazione delle distanze ha diritto sia al ripristino che al risarcimento del danno


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titolo:IL CODICE DELLE DISTANZE
anno:2017
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> DOPPIA TUTELA

In tema di violazione delle distanze tra costruzioni previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria.

Le norme degli strumenti urbanistici, disciplinanti le distanze tra costruzioni, comunque queste siano considerate, nella loro accezione di spazio tra edifici frontistanti o in riferimento al distacco tra fabbricato e confini ovvero nel loro rapporto con l'altezza dell'opera, hanno carattere integrativo delle norme del codice civile, onde la loro violazione comporta la sanzione sia del risarcimento del danno e sia della riduzione in pristino, ai sensi dell'art. 872 c.c., trattandosi di norme destinate a tutelare l'interesse dei vicini alla fruizione di un distacco congruo e quello della collettività ad un assetto urbanistico ordinato.

Il soggetto che assume di essere stato danneggiato dalla violazione delle norme in materia è titolare, da un lato, del diritto soggettivo al risarc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...danno o alla riduzione in pristino nei confronti dell'autore dell'attività edilizia illecita e, dall'altra, dell'interesse legittimo alla rimozione del provvedimento invalido dell'amministrazione, quando tale attività sia stata autorizzata.

L'atto edificatorio del vicino in violazione delle norme, del codice o regolamenti comunali, sulle distanze, oltre a ledere gli interessi pubblici sottesi alla disciplina concernente l'assetto del territorio, pone in essere un'attività edilizia eccedente, quanto è previsto, nei rapporti tra confinanti, dalla normativa conformativa del diritto di proprietà, sicché il privato che, nei confronti dell'edificante illegittimo, lamenti la lesione della sua sfera proprietaria, ha diritto, ai sensi dell'art. 872 c.c., comma 2, a una doppia tutela: all'eliminazione dello stato di cose che si è illegittimamente creato e al risarcimento del danno patito medio tempore.

Laddove un atto amministrativo autorizzi la realizzazione di un edificio in violazione di diritti di natura civilistica, spetta al titolare di tali diritti la c.d. doppia tutela, e cioè la possibilità di esperire sia l'azione demolitoria avanti al Giudice Amministrativo, onde ottenere l'annullamento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amministrativo che autorizza la realizzazione della costruzione, sia l'azione possessoria o di reintegra, di natura civilistica, da esperire avanti alla Autorità Giudiziaria Ordinaria, allo scopo di ottenere il ripristino del diritto leso dalla nuova costruzione.

La disciplina delle distanze prevista dall'art. 17 legge 765/1967 è possibile unicamente quando sia stato adottato un provvedimento integrativo del P.R.G. ma in difetto non può escludersi l'applicazione della generale disciplina codicistica, dettata dagli arti 873 e ss. c.c., poiché la tutela ripristinatoria prevista dal c.c. non può venir meno per il fatto che lo strumento urbanistico, vietando nella zona ogni costruzione, non contenga prescrizioni sulle distanze né, tanto meno, per il fatto che la P.A. ometta o ritardi di sanzionare con provvedimenti a carattere reale la violazione del vincolo di inedificabilità.

In materia di violazione delle distanze tra costruzioni previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria, e, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o la suddetta violazione un asservimento di fatto del fondo, il danno deve ritenersi in re ipsa, senza necessità di una specifica attività probatoria.

L'inosservanza delle distanze legali nelle costruzioni sui fondi finitimi costituisce per il vicino una limitazione al godimento del bene, e quindi all'esercizio di una delle facoltà che si riconnettono al diritto di proprietà: per questo il danno è in re ipsa, perché l'azione risarcitoria è volta a porre rimedio all'imposizione di una servitù di fatto e alla conseguente diminuzione di valore del fondo subita dal proprietario in conseguenza dell'edificazione illegittima del vicino, per il periodo di tempo anteriore all'eliminazione dell'abuso.

L'azione per ottenere il rispetto delle distanze legali non si estingue per il decorso del tempo, essendo imprescrittibile, salvi gli effetti dell'eventuale usucapione.

L'azione per ottenere il rispetto delle distanze legali è modellata sullo schema dell'actio negatoria servitutis, essendo rivolta non ad accertare il diritto di proprietà dell'attore, bensì a respingere l'imposizione di limitazioni a carico della proprietà suscettibili di dar luogo a servitù.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> Gli artt. 871, 872 e 873 c.c. distinguono, nell'ambito delle leggi speciali e dei regolamenti edilizi, le norme integrative delle disposizioni del c.c. sui rapporti di vicinato dalle norme che, prive di tale portata, pur se dirette incidentalmente ad assicurare una migliore coesistenza fra ed una più razionale utilizzazione delle proprietà private, tendono in via principale a soddisfare interessi di ordine generale, quali le esigenze igieniche, il godimento della proprietà, la tutela della estetica edilizia, ecc.. A tale distinzione corrisponde, in caso di violazione della norma, una diversa tutela del privato, assicurata nel secondo caso, e prescindendo dal potere autonomo della P.A. di imporre la osservanza coattiva del precetto, dalla sola azione di risarcimento del danno, e nel primo caso anche dalla azione reale tesa alla eliminazione dello stato di fatto originato dalla violazione edilizia.

L'inosservanza delle prescrizioni locali in materia di distanze legittima il proprietario non soltanto all'azione di risarcimento del danno, ma anche a quella di riduzione in pristino.

Il soggetto che assume di essere stato danneggiato dalla violazione delle norme in materia di distanza fra costruzioni o di queste con i confini &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...are, da un lato, del diritto soggettivo al risarcimento del danno o alla riduzione in pristino nei confronti dell'autore dell'attività edilizia illecita e, dall'altro, dell'interesse legittimo alla rimozione del provvedimento invalido dell'amministrazione, quando tale attività sia stata autorizzata.



 
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