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Definizione e natura del c.d. «danno erariale»

Costituiscono danno erariale le somme erogate in forza di sentenza civile di risarcimento danni per mancato completamento della procedura espropriativa e conseguente verificarsi di ipotesi di occupazione acquisitiva, a titolo di maggiori oneri finanziari per interessi legali, rivalutazione monetaria.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE

Costituiscono danno erariale le somme erogate in forza di sentenza civile di risarcimento danni per mancato completamento della procedura espropriativa e conseguente verificarsi di ipotesi di occupazione acquisitiva, a titolo di maggiori oneri finanziari per interessi legali, rivalutazione monetaria ovvero per la diversa quantificazione della dovuta misura "riparatrice" della privazione subita dal privato, non più intesa in chiave ristoratrice di matrice indennitaria, bensì risarcitoria di un danno ingiustamente subito costituente pregiudizio per le ragioni finanziarie dell'Ente.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> CERTO, ATTUALE, CONCRETO

Nella responsabilità amministrativa non è sufficiente l'insorgenza dell'obbligazione dannosa, ma è necessario che essa sia diventata irretrattabile per l'amministrazione.

In ipotesi di danno indiretto, il fatto dannoso che legittima l'esercizio dell'azione di responsabilità non è tanto l'erogazione risarcitoria al privato quanto il venir in esser del titolo giuridico che definitivamente ne costituisca il fondamento vale a dire di una sentenza, passata in giudicato, di condanna da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a Amministrazione al risarcimento del privato (nel caso di specie) per effetto dell'intervenuta occupazione acquisitiva; in difetto manca il danno certo, liquido ed esigibile.

In mancanza di un riferimento "certo"(nel caso di specie per effetto di contraddittorie perizie del ctu nell'ambito del giudizio di merito), per determinare il danno ascrivibile al comportamento del funzionario che, pur tenuto, ha omesso di emanare nei termini i provvedimenti conclusivi del procedimento, con conseguente danno da occupazione illegittima, non è possibile pervenire alla condanna dello stesso a titolo di danno erariale.

Il danno erariale diviene risarcibile nel momento in cui l'Amministrazione procede all'effettivo pagamento, atteso che in tale momento il depauperamento acquista i requisiti della certezza, dell'attualità e della concretezza. Ne discende che la pendenza di un giudizio di secondo grado non priva il danno della sua concretezza ed attualità, considerato che l'eventuale riforma della sentenza di primo grado costituisce un fatto sopravvenuto rispetto al sorgere dell'obbligazione risarcitoria.

Il danno risarcibile è quello concreto ed attuale; ne consegue che ogni eccezione relativa ad eventuali detrazioni poten... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... provate (nel caso di specie ritenuta a titolo di IRPEF), non può trovare accoglimento.

Il danno deve essere dimostrato e concretamente rappresentato dall'esborso complessivo meno il valore del vantaggio conseguito, non deriva automaticamente ed apoditticamente dalla mera condanna a un risarcimento del danno.

Per configurare una responsabilità, il danno erariale deve essere certo, attuale e concreto.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> DANNO ALL'IMMAGINE

Il danno all'immagine consiste per le P.A. nella lesione del diritto alla propria identità personale, al proprio buon nome, alla propria reputazione e credibilità, in sé considerate, tutelato dall'art. 97 Cost..

Il danno all'immagine si concretizza ogniqualvolta un soggetto, legato da un rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, ponga in essere un comportamento criminoso e sfrutti la posizione ricoperta per il soddisfacimento di scopi personali utilitaristici e non per il raggiungimento di interessi pubblici generali, così minando la fiducia dei cittadini nella correttezza dell'azione amministrativa, con ricadute negative sull'organizzazione amministrativa e sulla gestione dei servizi in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la collettività.

La violazione del diritto all'immagine della P.A. è economicamente valutabile, concretizzandosi in un onere finanziario che si ripercuote sull'intera collettività.

La quantificazione della lesione del danno all'immagina va compiuta in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c., i cui paremetri devono essere forniti dall'attore pubblico, anche con il concorso dei fatti notori, di cui all'art. 115, co. 2, c.p.c., e delle presunzioni, di cui agli artt. 2727 e ss. c.c.. L'esercizio di tale potere, tuttavia, è subordinato, però, alla condizione che sia obiettivamente impossibile, o particolarmente difficile, per la parte interessata e, quindi, per il Pubblico Ministero contabile, provare il danno nel suo preciso ammontare.

Per la quantificazione del danno all'immagine è possibile fare riferimento alle spese direttamente sostenute e/o a quelle eventuali da sostenere per il ripristino dell'immagine pubblica lesa e a tutte le ulteriori conseguenze che secondo l'id quod plerumque accidit possono derivare in futuro dalla condotta illecita.

L'art. 1 d.l. 103/2009 conv. in legge 141/2009 che ha modificato l'art. 17, co. 30-ter, d.l. 78/2009 conv. in legge 102/2009 ha consa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gura di danno all'immagine subito da un'amministrazione pubblica, ma ne ha ristretto l'operatività dello stesso ai soli casi in cui i pubblici dipendenti siano stati condannati, con sentenza irrevocabile, per i delitti contro la pubblica amministrazione previsti nel capo I del titolo II del libro II del codice penale.

Il danno all'immagine può essere connesso solo a gravi condotte integranti gli estremi dell'illecito penale, poste in essere dai dipendenti pubblici, di cui si sia avuta eco nell'ambito della comunità organizzata, tanto da minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, con effetti distorsivi sull'organizzazione amministrativa e conseguenti costi aggiuntivi da quantificare in via equitativa ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c..

Sono parametri per la quantificazione del danno all'immagine: a) la qualifica posseduta dal convenuto al momento del commesso illecito; b) la reiterata condotta criminosa; c) il notevole disvalore sociale connesso alla gravità del reato unitamente all'entità della pena inflitta; d) la diffusione della notitia criminis.

La risarcibilità del danno all'immagine rappresenta ormai un approdo univoco sia della magistratura contabile sia della stessa Corte di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., anche nella più recente giurisprudenza di quest'ultima.

Rientra nella giurisdizione della Corte dei conti anche l'azione di responsabilità per il danno arrecato da pubblici dipendenti (o da soggetti comunque inseriti nell'apparato organizzativo di una pubblica amministrazione) all'immagine dell'ente, trattandosi di danno che, anche se non comporta una diminuzione patrimoniale diretta, è tuttavia suscettibile di valutazione patrimoniale, sotto il profilo della spesa necessaria al ripristino del bene giuridico leso.

Il "danno all'immagine" è un danno pubblico in quanto lesione del buon andamento della P. A. che perde, con la condotta illecita dei suoi dipendenti (in senso ampio), credibilità ed affidabilità all'esterno, ed ingenera la convinzione che i comportamenti patologici posti in essere dai propri lavoratori siano un connotato usuale dell'azione dell'Amministrazione.

La riscossione di una tangente da parte di un amministratore quale corrispettivo per il rilascio di una concessione edilizia è fatto idoneo ad integrare una fattispecie di danno all'immagine della P.A..

Nell'ambito del "rispetto dell'immagine" della P. A. e nell'interesse costituzionalmente garantito da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comma 2°, è necessario che le competenze siano individuate e rispettate; le funzioni assegnate vengano esercitate e le responsabilità proprie dei funzionari vengano attivate: ne consegue che ogni azione del pubblico dipendente che leda tali interessi si traduce in un'alterazione dell'identità della pubblica amministrazione e, più ancora, nell'apparire di una sua immagine negativa in quanto struttura organizzata confusamente, gestita in maniera inefficiente, non responsabile né responsabilizzata.

La violazione del diritto all'immagine, inteso come diritto al conseguimento, al mantenimento ed al riconoscimento della propria identità come persona giuridica pubblica, è economicamente valutabile.

Il danno all'immagine si risolve in un onere finanziario che si ripercuote sull'intera collettività, dando luogo ad una carente utilizzazione delle risorse pubbliche ed a costi aggiuntivi per correggere gli effetti distorsivi che, nell'organizzazione della pubblica amministrazione, si riflettono in termini di minor credibilità e prestigio e di diminuzione di potenzialità operativa.

Le lesioni all'immagine della P.A. derivano solo dalla violazioni di doveri di servizio, ben ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tizzarsi in astratto forme di lesioni che provengano anche da estranei alla P.A stessa, e quindi in regime di responsabilità extracontrattuale; ma ipotesi del genere non riguardano quella consistente parte delle lesioni che proviene da personale proprio dell'Amministrazione e che comunque, ai fini della giurisdizione, impegnano la Corte dei conti.

Il collegamento funzionale dei fondamentali principi costituzionali di legalità, buon andamento ed imparzialità (ex art. 97 cost.) all'immagine pubblica e la grande rilevanza sociale di tale bene-valore, offrono il senso concreto dell'attuale collocazione giurisprudenziale del danno all'immagine nell'ambito del "danno esistenziale".

Rientra nella giurisdizione della Corte dei conti anche l'azione di responsabilità per il danno arrecato da pubblici dipendenti (o da soggetti comunque inseriti nell'apparato organizzativo di una pubblica amministrazione) all'immagine dell'ente, trattandosi di danno che, anche se non comporta una diminuzione patrimoniale diretta, è tuttavia suscettibile di valutazione patrimoniale, sotto il profilo della spesa necessaria al ripristino del bene giuridico leso.

Il danno all'immagine è quello conseguente alla perdita di pres... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... grave detrimento dell'immagine e della personalità pubblica ed è risarcibile anche in assenza dell'accertamento di reato, sempre che risultino accertate condotte gravemente trasgressive dei più elementari doveri di fedeltà di ogni pubblico agente.

Il danno all'immagine va di regola liquidato in via equitativa, facendo riferimento a presunzioni, nozioni di comune esperienza, a criteri oggettivi, soggetti o sociali, come il rilievo e la delicatezza dell'attività svolta dall'amministrazione pubblica, la posizione le negative ricadute socioeconomiche (il non poter più fare) sui componenti dell'amministrazione o sui soggetti da essa amministrati come quelle derivanti dalla presenza di sistema concussivo idoneo a scoraggiare l'attività imprenditoriale, la diffusione, la gravità e la ripetitività dei fenomeni di malamministrazione, la significativa rilevante compromissione dell'efficienza dell'apparato, la necessità di onerosi interventi correttivi, la negativa impressione suscitata dal fatto lesivo nell'opinione pubblica per effetto del clamor fori e/o della risonanza data dai mezzi di informazione di massa.

Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte dei Conti, il danno all'imma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uisce un'ipotesi di danno esistenziale, da collocare nell'ambito dei danni non patrimoniali come danno-evento e non come danno–conseguenza; tale indirizzo non risulta smentito da Cass., SS. UU., 26972/2008, atteso che l'espressione danno esistenziale risponde ad esigenze puramente descrittive.

L'inadempimento degli obblighi di servizio che comporti la violazione dei principi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento della P.A. può ben implicare una lesione di interessi non patrimoniali costituzionalmente rilevanti della persona giuridica pubblica, che si sostanzia nella perdita di immagine pubblica, della dignità e del prestigio che deriva dal comportamento gravemente illecito del soggetto legato alla P.A. dal rapporto di servizio.

La lesione all'immagine della P.A. deve considerarsi tanto più grave quando si accerti che sia conseguenza di comportamenti che, al di là dei loro risvolti penali, siano stati contraddistinti da volontaria pretermissione dell'interesse pubblico primario sotteso all'opera appaltata, tenuti talvolta con pervicacia e arroganza, ma comunque sempre con sostanziale disprezzo dell'opinione pubblica, all'insegna non della trasparenza dell'azione amministrativa, ma de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; spinta sino al mendacio.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> DANNO INDIRETTO

Il "danno indiretto" consiste nel danno originariamente sofferto da un soggetto terzo ma che si riverbera nei confronti dell'amministrazione che - a seguito di transazione stipulata col medesimo o di sentenza di condanna emessa nei suoi confronti – è obbligata al risarcimento del danno provocato dalla sua azione compiuta attraverso un suo dipendente (riconducibile alla fattispecie giuridica tipica delineata nell'art. 22 del T.U. degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. n. 3 del 1957).

Il cosiddetto "danno indiretto" consiste nel pregiudizio che l'amministrazione - a seguito di transazione o di condanna in sede giudiziaria - è tenuta a risarcire al terzo ingiustamente danneggiato dal suo dipendente.

Si verte in un'ipotesi di responsabilità amministrativa qualificabile come "indiretta" qualora il danno pubblico non si configuri come immediata conseguenza della condotta del pubblico dipendente o amministratore, ma si fondi sul riconosciuto obbligo della P.A. di risarcire il danno subito da privati.

Si verte in una ipotesi di responsabilità amministrativa qualifi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... "indiretta" qualora il danno pubblico non si configuri come immediata conseguenza della condotta del pubblico dipendente o amministratore, ma si fondi sul riconosciuto obbligo della P.A. di risarcire il danno subito dai privati (nel caso di specie) per effetto dell'intervenuta occupazione illegittima.

Il danno patrimoniale indiretto consiste nel pregiudizio arrecato dal presunto responsabile ad un terzo nei cui confronti l'Amministrazione è tenuta al risarcimento.

Il cosiddetto danno erariale "indiretto" si sostanzia nell'importo delle somme liquidate dall'Ente pubblico come oneri aggiuntivi sopportati a seguito della soccombenza nel giudizio civile instaurato dal privato proprietario, a seguito di mancata conclusione del procedimento espropriativo, essendo questo un esborso cui non corrisponde alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente stesso.

Requisito essenziale per la riconducibilità di un nocumento erariale nella categoria del "danno indiretto", è il carattere concreto e definitivo della misura risarcitoria; nell'ipotesi di un obbligo risarcitorio discendente da una statuizione giudiziale di condanna, tale condizione non è ravvisabile in pendenza di giudizio e dunque qualora, allo stato, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a condizione di incertezza non risolta.

Il danno cagionato non direttamente all'Amministrazione, bensì a terzi che l'Amministrazione stessa è stata obbligata a risarcire in base a una pronuncia dell'Autorità Giudiziaria, costituisce fattispecie di c.d. danno indiretto.

Sussiste ipotesi di responsabilità amministrativa qualificabile come "indiretta", qualora il danno pubblico non si configuri come immediata conseguenza della condotta del pubblico dipendente o amministratore, ma si fondi sul riconosciuto obbligo della P.A. di risarcire il danno subito dai privati.

E' indiretto il danno derivante dall'assolvimento di un obbligo di risarcimento verso terzi danneggiati dal comportamento dell'agente.

Le maggiori somme erogate in esecuzione della sentenza civile di condanna rispetto a quelle che si sarebbero dovute pagare a titolo di indennità di esproprio e che sostanzialmente si identificano negli importi pagati a titolo di interessi legali e/o rivalutazione monetaria oltre alle spese del giudizio, il cui esborso si ricollega esclusivamente al mancato completamento della procedura espropriativa, configurano fattispecie rientrante in ipotesi di danno indiretto.

Il danno per cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...introdotto il giudizio di responsabilità amministrativa, discendente dalla sentenza civile di condanna al risarcimento di un danno (nel caso di specie conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa) è di natura indiretta.

Il danno erariale "indiretto" si sostanzia nell'importo delle somme liquidate dall'Ente come oneri aggiuntivi sopportati a seguito della soccombenza nel giudizio ordinario instaurato dal privato proprietario (nel caso di specie a fronte di occupazione divenuta illegittima per mancata conclusione della procedura espropriativa), essendo questo un esborso cui non corrisponde alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente stesso.

Il danno per cui è introdotto il giudizio di responsabilità amministrativa, discendente da sentenza civile di condanna della pubblica amministrazione al risarcimento di un danno riportato da privati, nel caso di specie conseguente a mancata conclusione, nei termini, della procedura espropriativa, è di natura indiretta.

Costituisce un tipico caso di danno indiretto quello conseguente ad una sentenza di condanna della pubblica amministrazione al risarcimento in favore di terzi che hanno subito l'ablazione del suolo di loro propriet&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto della realizzazione di un'opera pubblica, in assenza del completamento nei termini di legge della procedura espropriativa.

Il danno erariale conseguente all'esborso di somme aggiuntive rispetto a quelle che la P.A. avrebbe affrontato ove il procedimento espropriativo si fosse concluso nei termini e nelle forme di legge, è un danno oggettivo insuperabile; non rileva pertanto ai fini della responsabilità il fatto che lo stesso sia quantificato con sentenza passato in giudicato o con transazione comportante un ridimensionamento dello stesso, che semmai configurano eventi dai quali il giudice contabile può trarre elementi di convincimento nell'ambito del giudizio di rivalsa instaurato ad opera del Procuratore regionale per il danno c.d. indiretto conseguente alla sentenza di condanna in sede civile.

In ipotesi di responsabilità amministrativa per danno cosiddetto "indiretto", il connotato di danno pubblico dell'esborso patito dalla P.A ricorre quando la diminuzione patrimoniale non si presenta quale conseguenza immediata della condotta dell'operatore pubblico ma si identifica con l'esborso di denaro a cui la P.A. sia obbligata, sulla base del rapporto di immedesimazione organica, al fine di risarcire il danno subito dai p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
Il rimborso delle spese processuali provocato dalle condotte violative degli obblighi di servizio costituisce una fattispecie di cd. "danno indiretto".

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> QUANTUM

La misura del danno erariale è pari alla differenza tra la somma riconosciuta a titolo di risarcimento del danno conseguente ad occupazione illegittima e quanto l'Amministrazione avrebbe dovuto corrispondere ai proprietari del terreno, se la procedura espropriativa si fosse conclusa regolarmente.

Correttamente il danno risarcibile è quantificato calcolando gli interessi legali, rivalutazione monetaria e spese del giudizio e detraendo dalla complessiva somma pagata dall'Amministrazione l'importo corrispondente non solo alla indennità di esproprio ma anche a quella dell'occupazione d'urgenza comunque dovuta sia nel caso che sia avvenuta sine titulo che in quello in cui sia stato adottato un provvedimento legittimo.

Il danno erariale risulta correttamente determinato nei maggiori oneri sostenuti dall'ente locale (nel caso di specie) conseguenti all'omessa tempestiva emanazione del provvedimento di espropriazione.

Dalla somma da addebitare a titolo di danno erariale con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mancata conclusione del procedimento, va detratto quanto pagato dall'Ente al privato proprietario relativo al valore venale del bene.

Costituisce danno erariale il maggiore onere derivante all'Amministrazione da esproprio illegittimo e dalla conseguente sentenza di condanna al risarcimento del danno, oggetto di riconoscimento di debito da parte dell'Amministrazione soccombente.

Nel caso di intervenuta occupazione acquisitiva per mancata conclusione del procedimento, il danno erariale è costituito dal maggior esborso di denaro per sorte capitale, spese legali, rivalutazione monetaria ed i interessi legali pagati dall'Amministrazione a fronte della procedura giudiziaria.

Nel giudizio contabile non è configurabile l'esercizio di "potere riduttivo ante iudicium" , che sovvertendo le regole basilari del processo contabile, introduca una sostanziale ed immotivata rinuncia della domanda giudiziale, sia pure pro quota, della dedotta pretesa. La natura dei poteri di cui è titolare l'organo requirente comporta infatti l'irrinunciabilità e l'irretrattabilità dell'azione di responsabilità, segnatamente in punto di quantificazione della ipotizzata lesione.

Dal danno indiretto a cui sono chia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ondere di soggetti di cui è accertata la responsabilità amministrativa a fronte di condanna dell'Ente al risarcimento per occupazione sine titulo di bene di proprietà privata, deve essere esclusa, unitamente al valore di mercato dell'area occupata, anche la somma imputata a danno per svalutazione dell'area residua.

La somma quantificata a titolo di danno erariale deve essere assoggettata a rivalutazione monetaria dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza che ha accertato il danno – evento, fonte della responsabilità amministrativa, sino a quella di deposito della decisione con la quale è stata determinato il quantum addebitale al soggetto ritenuto responsabile, data dalla quale decorreranno gli interessi nella misura del tasso legale.

Al verificarsi della occupazione acquisitiva per mancato perfezionamento nei tempi legali del procedimento espropriativo, il danno rilevante ai fini della responsabilità amministrativa è costituito dagli oneri aggiuntivi e dalle spese legali disposti con la sentenza di condanna, che costituiscono una lesione ingiusta alle finanze dell'Ente trattandosi di somme cui non corrisponde alcuna pubblica utilità. Deve viceversa essere detratto l'importo co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i proprietari a titolo di valore capitale dei beni ablati.

Il danno è rappresentato dai maggiori oneri a seguito del contenzioso instaurato dal privato proprietario del terreno, oneri che sarebbero stati evitati qualora l'espropriazione fosse stata espletata tempestivamente ed in base a corretti adempimenti procedurali.

Configura un danno ingiusto da reintegrare la differenza tra quanto pagato dall'ente a seguito di decisione giudiziale ed il valore venale nella fattispecie dovuto, differenza costituita nella fattispecie dagli interessi legali, dalla rivalutazione monetaria e dalle spese legali.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> SOPRAGGIUNTA APPLICAZIONE ART. 5 BIS

Non sussiste responsabilità amministrativa qualora l'applicazione del sopravvenuto criterio di calcolo del risarcimento del danno da occupazione illegittima conseguente a mancata conclusione della procedura (nel caso di specie ex art. 3, comma 65, della legge 662/1996), oltre spese di giudizio e di consulenza tecnica, comporti un risparmio di spesa rispetto a quanto l'Ente avrebbe dovuto corrispondere a titolo di indennità di espropriazione (pari al valore venale); ciò in quanto in suddetta ipotesi è scisso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...usale tra il danno e la condotta omissiva delle persone tenute ad evitare l'evento, ponendo in essere le attività omesse.

Non si verifica danno erariale nel caso in cui lo strumento transattivo adottato dall'Amministrazione abbia comportato, per avere tenuto conto, nella quantificazione del quantum, nel nuovo quadro normativo applicabile ratione temporis (art. 5 bis l. 359/1992), un'entità della somma complessiva versata inferiore rispetto a quella ipotetica configurabile nell'ipotesi di procedura espropriativa tempestiva che avrebbe comportato l'applicazione del valore venale dei beni.

Qualora, in ipotesi di occupazione illegittima per scadenza dei termini, il Comune sia condannato a pagare un danno calcolato ai sensi dell'art. 5 bis legge n. 359/1992 ( semisomma del valore del terreno e del reddito dominicale rivaluto), non è possibile configurare il danno erariale come la differenza tra il suddetto importo e quanto l'Ente avrebbe dovuto pagare se avesse concluso la procedura espropriativa nei termini (nel caso specifico pari al valore del terreno in forza dell'art. 39 L. n. 2359/1865 allora vigente), in quanto si finirebbe per inserire nel processo contabile elementi ipotetici e per converso prescindere da quelli fattuali, pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnotati da differente natura giuridica e disciplina normativa.

Il vantaggio finanziario scaturito per la PA per effetto dell'articolo 5 bis comma 7 bis della legge 359/1992, dalla mancata tempestiva conclusione della procedura espropriativa nei termini previsti, che tra il 1980 e il 1992 avrebbe comportato il pagamento del valore venale pieno, è tale da compensare l'esborso di somme per interessi legali e spese processuali.

L'attesa colpevole nella conclusione delle procedure espropriative dal 1983 (anno della sentenza C.Cost. n. 223 che ha dichiarata illegittima la legge 385/1980) al 1992 (anno della legge 359), anche se ha determinato un'occupazione acquisitiva, non ha causato un danno erariale, perché all'epoca l'indennità di esproprio per le aree edificabili era il valore venale, mentre successivamente il risarcimento del danno per quelle fattispecie è stato quantificato in misura inferiore (comma 7 bis articolo 5 bis L. 359/1992).

Un risarcimento calcolato ai sensi del comma 7 bis dell'articolo 5 bis della legge 359/1992, non reca danno all'Erario, stante il maggior valore che la PA avrebbe dovuto corrispondere, a titolo di indennità, se la procedura si fosse regolarmente conclusa con l'emanazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eto di espropriazione entro il previsto termine del 1989.

Non c'è danno se la PA ha ottenuto addirittura un vantaggio dalla mancata conclusione della procedura espropriativa, pari alla differenza tra la somma quantificata ex comma 7 bis art. 5 bis legge 359/1992 e l'indennità di esproprio vigente all'epoca, pari al maggiore valore venale.

Il ritardo nella stipula di un atto "salvo conguaglio" non è fonte di responsabilità per il periodo tra il luglio del 1983 (quando la sentenza della Corte Costituzionale n. 223 dichiarò incostituzionale la legge 385/1980) e il gennaio 1996 (quando entrò in vigore la legge 549/1995 che introdusse il comma 6 all'articolo 5 bis del DL 333/1992 volto a regolare le situazioni pendenti all'entrata in vigore del suddetto articolo) a causa dell'estrema incertezza normativa che caratterizzò quel periodo.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> QUANTUM --> INTERESSI E RIVALUTAZIONE

L'addebito liquidato a titolo di danno erariale rappresentativo di un debito di valore, va rivalutato d'ufficio; tale rivalutazione monetaria va calcolata secondo l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dalle date di pagamento dei singoli mandati disposti dal Comune e fino al deposito della sentenza. Dalla data di pubblicazione della sentenza sono altresì dovuti, sulla somma come sopra rivalutata, gli interessi nella misura del saggio legale fino all'effettivo pagamento.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> RIVALUTAZIONE, INTERESSI, SPESE LEGALI

Costituisce danno erariale il maggior esborso, rispetto al valore venale del bene comunque dovuto al privato espropriato, sostenuto a titolo di interessi legali, rivalutazione monetaria e spese di giustizia, non dovuti ove il procedimento espropriativo sia concluso nei termini e nei modi di legge.

Posto che il danno erariale rappresenta una spesa priva di utilità giuridicamente protetta, non si può ragionevolmente dubitare che il pagamento di oneri aggiuntivi (quali interessi, rivalutazione monetaria e spese processuali), costituisca un danno alla propria integrità patrimoniale. Tale esborso infatti configura un aggravio finanziario pubblico, al quale non corrisponde alcuna utilità, aggravio che non si sarebbe verificato ove fosse stata condotta la procedura espropriativa in ossequio alle disposizioni normative.

Posto che il da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e rappresenta una spesa priva di utilità giuridicamente protetta, non si può ragionevolmente dubitare che il pagamento di oneri aggiuntivi (quali interessi, rivalutazione monetaria e spese processuali), costituisca un danno alla propria integrità patrimoniale. Tale esborso infatti configura un aggravio finanziario pubblico, al quale non corrisponde alcuna utilità, aggravio che non si sarebbe verificato ove fosse stata condotta la procedura espropriativa in ossequio alle disposizioni normative.

Il Comune, riconoscendo il debito emergente dalla sentenza civile di condanna, ha senza dubbio subito una spesa foriera di danno patrimoniale per la parte riguardante i maggiori oneri, accessori, interessi e spese di giudizio, dovuti all'illegittimo esproprio dei terreni di proprietà privata.

Gli oneri accessori (interessi, rivalutazione e spese processuali) che l'Ente ha dovuto sopportare a seguito di condanna in sede civile a seguito di vicenda espropriativa, costituiscono un danno al patrimonio pubblico. Tale esborso non si sarebbe verificato ove la procedura espropriativa fosse stata condotta ed ultimata nel rispetto degli adempimenti previsti dalla legge.

Indiscutibile risulta il danno erariale, rapprese... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... somme, prive di alcuna utilità per l'Ente, che quest'ultimo è costretto a pagare a terzi (a titolo di interessi e rivalutazione) in esecuzione della sentenza di condanna.

Le somme pagate a titolo di interessi e spese di giustizia, in conseguenza della condanna subita dall'amministrazione nel giudizio civile, costituiscono danno erariale in assenza di alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente.

Costituisce danno erariale la somma pagata a titolo di oneri accessori (interessi legali, rivalutazione e spese giudiziali), collegati a comportamenti sanzionabili sul piano della correttezza dell'agire pubblico (nel caso di specie mancata conclusione di procedimento espropriativo), per il cui pagamento sono state impiegate risorse del bilancio destinate ad altre priorità senza riscontro di nessuna utilità per la collettività.

In conformità al costante orientamento giurisprudenziale, il danno erariale (c.d. danno indiretto), deve ritenersi rappresentato dal maggior esborso che l'Ente abbia dovuto sostenere a seguito della soccombenza nel giudizio civile rispetto a quanto avrebbe pagato a titolo di indennità di esproprio se la relativa procedura si fosse conclusa regolarmente, che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ca nel pagamento degli interessi legali e della rivalutazione monetaria oltre alle spese del giudizio.

Configura un danno erariale la somma che il Comune è tenuto a pagare al proprietario dei suoli illegittimamente occupati, a titolo di interessi e spese di giustizia, in conseguenza della condanna emessa in sede civile, trattandosi di un esborso a cui non corrisponde alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente.

Il riconoscimento del debito da parte dell'organo politico, la sentenza di condanna o anche il solo fatto del ritardo (e il debito fuori bilancio è sempre un debito pagato in ritardo, rispetto al momento in cui l'obbligazione è sorta) comportano, di regola, il pagamento di spese accessorie (per interessi, rivalutazione monetaria, spese legali) che, non avendo per l'ente alcuna utilità, costituiscono pacificamente spesa dannosa, diminuzione finanziaria non giustificata da un'utilitas per l'ente.

Non possono sorgere dubbi sul fatto che la pubblica amministrazione venga a subire un pregiudizio erariale, per le maggiori spese per interessi, rivalutazione monetaria e rifusione degli oneri legali conseguenti all'adempimento dell'obbligazione risarcitoria statuita dal giudice per i danni cagi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olazione del principio del "neminem laedere".

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, costituiscono danno le somme maggiori che il comune deve corrispondere ai proprietari ablati rispetto a quelle che avrebbe dovuto liquidare in via ordinaria, somme corrispondenti alla voce degli oneri aggiuntivi.

Costituisce nocumento patrimoniale per l'ente locale, l'esborso sostenuto a titolo di rivalutazione e interessi maturati in particolare in seguito al verificarsi dell'accessione invertita del bene da espropriare, trattandosi di esborso a cui non corrisponde alcuna utilità per l'ente.

Il pagamento degli oneri aggiuntivi rappresentati da interessi legali, rivalutazione monetaria e spese processuali conseguenti al mancato perfezionamento delle procedure espropriative costituisce danno erariale.

Il danno erariale conseguente ad intervenuta occupazione illegittima non corrisponde a quanto pagato al proprietario a titolo di risarcimento del danno in termini di sorte capitale, ma è rappresentato solo dagli oneri accessori derivanti dal giudicato civile.

Il danno erariale subito dall'Ente conseguente al mancato completamento delle procedure espropriative coincide nei maggiori oneri aggiuntivi, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti da interessi legali, rivalutazione monetaria e spese processuali, non costituenti alcuna utilità per il patrimonio comunale.

Il danno erariale è ravvisabile nell'importo delle somme pagate dall'Ente al proprietario a titolo di interessi e spese di giustizia, in conseguenza della condanna emessa in sede civile in conseguenza della verificata accessione invertita, trattandosi di un esborso a cui non corrisponde alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente.

Costituisce danno erariale il maggior esborso rappresentato da interessi legali, rivalutazione e spese giudiziarie, partite finanziarie, costituenti indubbiamente spesa inutile ed ingiustificata per l'Amministrazione.

Costituiscono danno i maggiori oneri per rivalutazione monetaria ed interessi legali, in conseguenza della mancata prosecuzione dell'iniziativa di esproprio avviata, comportante, una volta decorso infruttuosamente il quinquennio di cui all'art. 20, legge n. 865 del 1971, la trasformazione dell'occupazione d'urgenza in occupazione abusiva dell'immobile, con l'assoggettamento della Pubblica amministrazione a risarcire i danni arrecati.

Il danno ingiusto patito dall'Amministrazione a fronte di sentenza civile di condanna corrispond... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...somme dovute ed erogate a titolo di rivalutazione monetaria, interessi legali, spese legali, spese di consulenza e spese di giustizia, rispetto alle quali alcuna utilità o vantaggio può farsi derivare per l'Amministrazione stessa; suddette spese sarebbero state infatti evitate se quest'ultima avesse regolarmente definito la procedura di occupazione e di espropriazione.

Rientrano nel danno erariale, di natura indiretta, le somme liquidate a titolo di oneri accessori alla proprietaria del terreno occupato illegittimamente ed al suo legale, in conseguenza della condanna emessa in sede civile, trattandosi di un esborso a cui non corrisponde, come è evidente, alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente.

Costituiscono danno erariale, di natura indiretta, le somme liquidate a titolo di oneri accessori (tra cui anche la rivalutazione monetaria), in conseguenza della condanna emessa in sede civile conseguente ad intervenuta occupazione acquisitiva, trattandosi di un esborso a cui non corrisponde, come è evidente, alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente locale in questione.

Le maggiori somme corrisposte dall'Amministrazione per spese legali e per oneri accessori eccedenti il valore del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i occupazione in seguito alla soccombenza dell'ente nel giudizio civile promosso dai proprietari costituisce un esborso al quale non corrisponde alcuna utilità per l'ente e pertanto nocumento erariale.

Gli interessi e la rivalutazione monetaria sono oneri derivanti da un'obbligazione di pagamento accessoria rispetto a quella principale risarcitoria del danno aquiliano; ai fini della responsabilità erariale ciò che occorre valutare è la rilevanza del nesso di causalità rispetto a quest'ultimo, per cui una volta accertatane l'esistenza, detto nesso non può certo ritenersi escluso rispetto agli oneri accessori che del danno principale rappresentano la giuridica conseguenza.

Costituiscono fattispecie di danno erariale le maggiori somme corrisposte dall'ente a seguito della mancata conclusione del procedimento e le spese legali e giudiziarie conseguenti all'azione giudiziaria intrapresa dal proprietario.

Costituiscono danno ingiusto, risarcibile poiché determinante un esborso cui non corrisponde alcuna utilità per l'ente, le somme corrisposte a titolo di interessi legali sulle somme liquidate a titolo di risarcimento, gli interessi legali sull'indennità di occupazione e le spes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zio; viceversa la somma azionata a titolo di rivalutazione monetaria, non sostanzia un esborso dannoso in quanto ad essa corrisponde l'acquisizione di un'utilità corrispondente al valore attuale dei terreni acquisiti al patrimonio comunale per effetto dell'accessione invertita.

Costituiscono danno erariale gli oneri finanziari cui l'Amministrazione è tenuta a seguito della mancata conclusione della procedura e che altrimenti non avrebbe dovuto sopportare; oneri costituiti dalle spese dei giudizi, dalla rivalutazione e dagli interessi sulle somme dovute, trattandosi di esborsi aggiuntivi che costituiscono una diminuzione patrimoniale alla quale non fa riscontro l'acquisizione di alcuna apprezzabile utilità pubblica.

Nel danno erariale conseguente a mancata conclusione della procedura espropriativa, vanno inclusi gli esborsi collegati allo svolgimento del giudizio civile; ciò che rileva, infatti, al fine dell'esatta determinazione del nesso di causalità tra comportamento antidoveroso e danno economico subito, è l'indubitabile circostanza che, se si fosse portato a regolare e tempestivo compimento la procedura ablativa, non ci sarebbe stato alcun giudizio con soccombenza dell'Ente locale.

Il dann... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...(c.d. danno indiretto), è rappresentato dal maggior esborso sostenuto dall'Ente a seguito della soccombenza nel giudizio civile intentato dai privati illegittimamente privati della disponibilità del loro bene, rispetto a quanto avrebbe dovuto essere pagato a titolo di indennità di esproprio e di occupazione illegittima, maggior importo che si identifica in quanto pagato a titolo di interessi legali e/o rivalutazione monetaria oltre alle spese del giudizio.

Il danno erariale conseguente al mancato pagamento dell'indennità di occupazione ed alla mancata restituzione di terreno oggetto di occupazione temporanea (nel caso di specie per l'allocazione di prefabbricati ad uso abitativo in occasione di eventi sismici), consiste nell'esborso di somme non giustificate: interessi sulla indennità di occupazione legittima, rivalutazione delle somme dovute a titolo di occupazione illegittima, spese processuali, registrazione sentenza e spese di precetto.

Gli oneri aggiuntivi privi di una concreta utilità, rappresentati da interessi, rivalutazione monetaria e spese processuali, costituiscono un danno erariale, sostanziandosi in un aggravio finanziario privo di utilità giuridicamente protetta.

Nel caso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conclusione nei termini della procedura espropriativa il danno ingiusto, causato all'Ente, è rappresentato dalla somma da questi erogata a titolo di interessi e spese giudiziali in esecuzione della sentenza civile di condanna.

Le somme liquidate dall'Amministrazione ai privati a titolo di interessi legali calcolati sulla somma dovuta a titolo di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva a decorrere dall'intervenuta illegittimità dell'occupazione d'urgenza e di spese di giustizia conseguenti a condanna in sede civile, configurano danno erariale, trattandosi di un esborso cui non corrisponde alcuna utilità acquisita al patrimonio dell'ente.

Gli importi pagati a titolo di interessi e spese legali in conseguenza della condanna al risarcimento configura un esborso cui non corrisponde alcuna utilità per l'Ente; detto esborso costituisce un danno ingiusto all'erario.

Posto che il danno erariale rappresenta una spesa priva di utilità giuridicamente protetta, non si può dubitare che gli oneri aggiuntivi, rappresentati da interessi, rivalutazione monetaria e spese processuali, pagati dall'amministrazione soccombente in giudizio civile in una vicenda espropriativa illegittima, costituiscono un da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrità patrimoniale dello stesso.

Il maggiore esborso erogato per un risarcimento del danno da accessione invertita rispetto all'indennità di esproprio configura danno erariale, sia per la maggiore somma capitale, sia per interessi, rivalutazione, spese di giudizio e legali.

In caso di sentenza di condanna per accessione invertita, gli interessi e le spese legali costituiscono danno erariale.

Spese legali e rivalutazione non costituiscono un danno erariale quando il giudizio era necessitato e inevitabile.

Interessi e spese legali e giudiziarie derivanti dalla temeraria mancata desistenza in un giudizio risarcitorio non costituiscono danno imputabile al responsabile dell'omessa procedura espropriativa.

Le somme liquidate ai privati proprietari a titolo di interessi e spese di giustizia, in conseguenza della condanna emessa in sede civile per accessione invertita, sono danno erariale.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> RIVALUTAZIONE, INTERESSI, SPESE LEGALI --> RIVALUTAZIONE

La somma corrisposta a titolo di rivalutazione monetaria va interamente esclusa dal computo del danno erariale in quanto essa non fa altro che attualizzare il valore del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non è priva di una corrispondente utilità per l'ente; risulta infatti compensata dalla corrispondente acquisizione del bene all'attivo dello stato patrimoniale.

La rivalutazione monetaria costituisce un danno ingiusto per l'ente, le cui risorse non sono destinate ad investimenti speculativi ma al soddisfacimento dei bisogni della collettività e vanno impiegate secondo le ordinarie previsioni programmatiche e di bilancio: rileva l'attuale, concreta sottrazione di risorse per fini pubblici, e non correlate, precedenti utilità, deducibili solo in via di astrazione.

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> RIVALUTAZIONE, INTERESSI, SPESE LEGALI --> SPESE LEGALI

La scelta di resistere in giudizio, che di per sé è discrezionale e come tale insindacabile dal giudice contabile, non è insindacabile allorché le scelte discrezionali da cui sia derivato il danno per le pubbliche finanze, siano contrarie alla legge o si rivelino gravemente illogiche, arbitrarie, irrazionali o contraddittorie, con cosciente infondatezza della domanda e quando ex ante ed in concreto la tutela giudiziaria appariva temeraria; ne consegue responsabilità per le spese legali relative.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iscono danno erariale i maggiori oneri sopportati dall'Ente a seguito del giudizio instaurato dal proprietario del terreno illegittimamente occupato e che sarebbero stati evitati qualora la procedura espropriativa fosse stata espletata, come dovuto, tempestivamente ed in base ai corretti adempimenti procedurali; tra questi le spese relative al contenzioso civile.

Non può essere posto a carico dei soggetti responsabili del danno erariale il maggior esborso di denaro che sia conseguenza della durata del procedimento giudiziale trattandosi di aggravio di spesa agli stessi non imputabile.

Le spese processuali sono ingiuste qualora derivino da un procedimento intentato nei confronti del Comune, per far valere il diritto al risarcimento del danno patito a seguito della cosiddetta "accessione invertita" di un bene immobile, quando in realtà ancora pendeva il termine di occupazione legittima del medesimo, con la conseguenza che l'adozione in tempo utile del provvedimento finale avrebbe comunque "paralizzato" l'azione attoria.

Le spese e competenze dovute al difensore a seguito di controversia derivante dall'omissione di un momento procedurale, non integrano necessariamente fattispecie di responsabilità amministrativa con ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al profilo dell'elemento psicologico.

La Corte dei Conti non è competente a decidere in ordine alla rifusione delle spese legali. Il soggetto colpevole non può essere condannato a rifondere le spese della PA danneggiata, il soggetto innocente può chiedere il rimborso delle spese legali sostenute all'Amministrazione di appartenenza.

Costituiscono danno ingiusto, concreto ed attuale, le spese giudiziali che il Comune ha sostenuto nella contesa insorta con l'espropriato per costituirsi in un giudizio finalizzato a ripristinare un diritto leso per mere ragioni d'inerzia amministrativa.



 
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