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Condizioni di applicabilita della sanzione pecuniaria nei casi di ileecito edilizio

Le sanzioni pecuniarie possono essere comminate in alternativa a quelle demolitorie nei casi di illecito edilizio, ma solo quando sia impossibile procedere alla demolizione senza incidere sulla stabilità dell'edificio nel suo complesso. L'ammontare di dette sanzioni va calcolato in base alla superficie complessiva dell'immobile.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> SANZIONI PECUNIARIE

L'attività di repressione degli abusi edilizi, dopo il loro accertamento deve reputarsi vincolata per l'Amministrazione senza che quest'ultima debba di propria iniziativa valutare la possibilità della sanzione alternativa. In presenza poi di difformità in senso sostanziale non rimuovibili, quali i vizi del titolo ad aedificandum, è comunque impedito il mantenimento di opere illegittimamente assentite ed eseguite.

La sanzione pecuniaria irrogata a seguito della realizzazione di opere in assenza del permesso di costruire deve essere commisurata alle sole opere realizzate prima del rilascio del titolo abilitativo.

La finalità dell'art. 38 D.p.r. n. 380/2001 è quella di dettare una disciplina che tenga in adeguata considerazione, in ragione degli interessi implicati, la circostanza che l'intervento edilizio è stato realizzato in presenza di un titolo abilitativo che, solo successivamente, è stato dichiarato illegittimo per cui l'amministrazione deve valutare, con specifica motivazione, in ragione soprattutto di eventuali sopravvenienze di fatto o di diritto e della effettiva situazione contenutistica del v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sia possibile convalidare l'atto annullato.

La qualificazione di un intervento edilizio in termini di variazione essenziale implica l'impossibilità di applicare la sanzione pecuniaria alternativa alla rimessione in pristino a prescindere dalla prova dell'esistenza di un pregiudizio per la parte eseguita in conformità.

E' illegittima la sanzione pecuniaria avverso interventi edilizi abusivi laddove l'amministrazione effettui la determinazione quantitativa mediante l'applicazione retroattiva di un regolamento comunale.

Il riconoscimento della possibilità di sostituire la demolizione e rimessione in pristino con il pagamento della sanzione pecuniaria e la permanenza dell'intervento non elide il carattere abusivo dello stesso, rispondendo alla sola finalità di impedire che la demolizione coinvolga anche le porzioni del manufatto legittimamente realizzate.

L'art. 34 del d.P.R. 6 giugno 2001, nr. 380 (così come l'art. 15 della l.r. Emilia-Romagna 23/2004), nel consentire l'irrogazione di una mera sanzione pecuniaria in luogo della demolizione in caso di interventi di carattere "ancillare", si occupa dei soli interventi "in parziale difformità dal permesso di costruire", per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...applica in ipotesi di assenza totale di titolo abilitativo.

Le sanzioni pecuniarie non previste come alternative alla rimessione in pristino sono da considerare come sanzioni di natura personale e non reale, sicché esse non possono essere irrogate nei confronti del proprietario del bene che non abbia cooperato alla realizzazione dell'abuso.

Un muro divisorio non comportante un'apprezzabile trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, in quanto assoggettato a semplice d.i.a. (ora s.c.i.a.), non è passibile di ordinanza di demolizione, atteso che per le opere sottoposte a d.i.a. la sanzione applicabile è unicamente la sanzione pecuniaria ex art. 37 T.U. edilizia.

La sanzione alternativa pecuniaria è prevista unicamente per le diverse ipotesi di opere di ristrutturazione eseguite in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire ovvero di opere di nuova costruzione eseguite in parziale difformità dal permesso di costruire.

Se è vero che non sussiste alcuna necessità di motivare in modo particolare un provvedimento col quale sia stata ordinata la demolizione di un manufatto abusivo quando sia trascorso un lungo periodo di tempo tra l'epoca della com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'abuso e la data dell'adozione dell'ingiunzione di demolizione, ciò è a maggior regione vero per un provvedimento di irrogazione di sanzione pecuniaria.

In tema di abusi edilizi, la sanzione pecuniaria è misura eccezionale, alternativa alla demolizione, che si applica solo ove risulti l'impossibilità del ripristino, con la precisazione che la detta impossibilità può essere rilevata d'ufficio o fatta valere dall'interessato, ma comunque in una fase successiva all'ingiunzione, a carattere diffidatorio, che precede l'ordine di demolizione.

La sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 32 del D..p.r. n 380/2001 è applicabile soltanto nel caso in cui sia oggettivamente impossibile procedere alla demolizione del manufatto abusivamente realizzato, con la conseguenza che deve risultare in maniera inequivoca che la demolizione, per le sue conseguenze materiali, inciderebbe sulla stabilità dell'edificio nel suo complesso.

L'applicazione della sola sanzione pecuniaria in caso di abusi edilizi opera laddove l'ingiunta demolizione non possa avvenire senza pregiudizio della parte del manufatto eseguita in conformità.

Costituisce principio fondamentale rinvenibile nel Testo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Edilizia l'eccezionalità dell'applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva rispetto al rimedio ordinario rappresentato dalla sanzione ripristinatoria.

L'art. 38 del D.p.r. n. 380/2001 rappresenta una speciale norma di favore che differenzia sensibilmente la posizione di colui che ha realizzato l'opera abusiva sulla base di titolo annullato rispetto a coloro che hanno realizzato opere parimenti abusive senza alcun titolo tutelando l'affidamento del primo a poter conservare l'opera realizzata.

L'ordinanza con cui un comune ridetermina la sanzione pecuniaria connessa alla realizzazione di abusi edilizi non integra un atto meramente confermativo.

Anche a voler ritenere applicabile alla sanzione pecuniaria di cui all'art. 34 D.P.R. 380/2001 la regola della prescrizione quinquennale prevista dall'art. 28 legge 689/1981 deve ritenersi che quest'ultima decorra dalla cessazione della permanenza dell'illecito edilizio, vale a dire con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni o con la decisione dell'amministrazione comunale competente di applicare la misura repressiva pecuniaria in luogo di quella demolitori.

Nel caso di accertamento della realizzazione di abusi edilizi, la prescrizione quinquennale di cui all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gge 689/1981 - ove reputata applicabile - inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza, con la conseguenza che il potere amministrativo repressivo e/o la determinazione di applicare la sanzione pecuniaria possono essere esercitati senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.

L'applicazione dell'art. 28 L. 689/1981 agli illeciti amministrativi edilizi deve tenere conto del carattere permanente di questi ultimi, sicché la prescrizione quinquennale prevista dalla richiamata norma decorre soltanto dalla cessazione della permanenza, ad esempio in caso di ripristino dello stato dei luoghi o dal momento di irrogazione della sanzione .

La sanzione pecuniaria è da riferirsi alla valutazione dell'abuso al momento della relativa irrogazione, poiché quest'ultima si riconnette, per equivalente, alla sanzione alternativa alla demolizione e mira ad eliminare il plus valore economico conseguente all'abuso realizzato.

Il riferimento contenuto nell'art. 34 D.P.R. 380/2001 all'art. 12 legge 392/1978 deve essere inteso in senso materiale, quale riferimento ad una specifica metodologia di calcolo del costo di produzione degli immobili, da utilizzare anche do... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enuta modifica del regime delle locazioni abitative ad opera della legge 431/1998.

L'applicabilità della sanzione pecuniaria è subordinata all'impossibilità di eseguire la demolizione senza pregiudizio per la parte eseguita in conformità.

Il provvedimento che commina sanzioni pecuniarie per colpire abusi edilizi è legittimamente motivato mediante il rinvio per relationem al verbale di sopralluogo che descrive analiticamente le difformità oggetto di contestazione.

Sebbene l'attività determinativa del quantum della sanzione amministrativa costituisca espressione di una lata discrezionalità amministrativa, essa non può sottrarsi al sindacato di legittimità ove non risulti congruamente motivata e scevra da vizi logici.

È illegittimo il provvedimento che applica una sanzione pecuniaria per un intervento eseguito in parziale difformità dal permesso di costruire qualora non siano indicati i criteri di commisurazione della sanzione, e ciò anche qualora questi siano evincibili da un documento contabile interno esibito in giudizio, ma mai notificato all'interessato (neanche successivamente all'atto sanzionatorio), e acquisito da quest'ultim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di un accesso agli atti.

Se una pretesa sanzionatoria della P.A. non è ex se intellegibile (anche soltanto in punto di criteri determinativi della sanzione pecuniaria in relazione a ciascun abuso contestato), non appare coerente con le regole di buona amministrazione e di trasparenza pretendere che sia il cittadino a doversi attivare, acquisendo la documentazione necessaria per comprendere i criteri di calcolo utilizzati.

Non è immaginabile che sia rimesso al cittadino l'onere di ricostruire a posteriori, mediante richiesta di ulteriore documentazione alla P.A. che quella pretesa sanzionatoria, faccia valere, quali siano state le modalità di calcolo della sanzione; è ciò è tanto più vero nei casi in cui, per la pluralità degli abusi commessi ed in ragione dei non omogenei criteri di calcolo delle distinte sanzioni pecuniarie relative ai singoli abusi il computo della sanzione appaia di non intuitiva determinazione.

E' illegittima la sanzione pecuniaria disposta in applicazione dell'art. 37 del d.P.R. n. 380 del 2001 a fronte di opere non sottoposte al regime della d.i.a., in quanto ricadenti nell'area dell'attività edilizia libera.

Affinché la sanzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia sostituisca il ripristino occorre che ne sia accertata l'impossibilità obiettiva sotto l'aspetto tecnico e sotto quello amministrativo: il pregiudizio alla parte conforme che la norma intende evitare si sostanzia per un verso nell'evitare la pericolosità dell'edificio derivante dalla compromissione strutturale sotto l'aspetto statico che sismico e che la sua permanenza confligga con altri valori amministrativamente tutelati (paesaggio, ambiente ecc.).

I soggetti tenuti alla corresponsione della sanzione pecuniaria alternativa a quella demolitoria di cui all'art. 34, co.2, del D.P.R. n. 380/2001 coincidono con quelli che sarebbero tenuti in via principale all'adozione delle misure di carattere demolitivo - restitutorio.

Ai sensi dell'art. 34 d.P.R. n. 380/2001, la sanzione pecuniaria per interventi realizzati in parziale difformità del permesso di costruire è una misura eccezionale, alternativa alla demolizione solo ove risulti l'impossibilità del ripristino, che può essere rilevata d'ufficio o fatta valere dall'interessato soltanto in sede di esecuzione dell'eventuale ordine di demolizione, non in sede di adozione dello stesso. Ne deriva che la sussistenza di un eventuale pregiudizio non rileva ai fini de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mità dell'ordine demolitorio.

La realizzazione di un intervento edilizio minore in assenza del titolo edilizio non può essere sanzionato con la demolizione ma con la sola sanzione pecuniaria.

Nel disciplinare le modalità di calcolo della sanzione pecuniaria, l'art. 34 del D.P.R. n. 380/2001 fornisce una norma di dettaglio, che non esprime alcun principio generale dell'ordinamento ma consente di evitare lacune nell'ordinamento nell'attesa che le regioni si dotino di una propria normativa o per il caso non dispongano al riguardo.

La totale difformità dell'opera realizzata dal titolo abilitativo e/o l'esecuzione dell'intervento con variazioni essenziali preclude l'applicazione dell'art. 34 T.U. n. 380/2001, che reca la più favorevole disciplina della sanzione sostitutiva pecuniaria per gli interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire.

Quanto al tempo cui rapportare il calcolo della sanzione pecuniaria di cui all'art. 34 d.p.r. n. 380/2001, detta norma, a differenza dell'art. 33 comma 2, non rinvia ai valori attualizzati alla data di ultimazione dell'abuso edilizio, per cui la stima va effettuata al momento in cui il Comune irroga la sanzione pecuniaria, e no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imento alla data di accertamento dell'infrazione o di ultimazione dell'opera abusiva.

L'applicazione della sanzione pecuniaria in luogo della demolizione presuppone l'accertamento, essenzialmente in sede esecutiva, sull'impossibilità di attuazione dell'ordine relativo al ripristino dello stato precedente alle opere abusive.

Nel caso di opere realizzate in assenza della prescritta denunzia di inizio attività è prevista l'applicazione della sanzione pecuniaria, non potendo trovare applicazione il regime sanzionatorio della rimozione o demolizione.

Il pagamento delle sanzioni pecuniarie determina la sanatoria dell'opera abusiva ed il rilascio del certificato di conformità edilizia ed agibilità con conseguente illegittimità dell'ordine di demolizione dell'opera ritenuta lesiva.

L'articolo 9/2 dell legge 47/1985 prevede che la sanzione per gli abusi relativi agli edifici adibiti ad uso diverso da quello di abitazione è pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'intero immobile comprese le parti condonate, determinato a cura dell'ufficio tecnico.

La valutazione tecnica con la quale l'ufficio tecnico erariale, al fine di stabilire la misura della sanzione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...da irrogare per abusi edilizi, accerti il valore del fabbricato costruito in parziale difformità, con riferimento alle più o meno redditizie destinazioni delle varie parti dell'immobile non è censurabile in sede di legittimità.

Non costituisce vizio logico la circostanza che l'ufficio estimo ritenga congruo individuare nei costi di costruzione il valore venale della cubatura eccedente adibita ad uso diverso da quello residenziale.

In sede di procedimento di sanatoria di abusi edilizi non realizzati ex novo ma in aderenza ad una preesistenza edilizia, assume rilievo la partecipazione dell'interessato nella fase finale del procedimento, in quanto l'amministrazione – una volta acclarata la impossibilità di concedere la sanatoria – deve valutare, ai sensi dell'art. 34, t. u. n. 380 del 2001, l'applicabilità di una sanzione pecuniaria.

L'intervento astrattamente eseguibile mediante denuncia d'inizio attività non comporta l'automatica applicabilità della sanzione pecuniaria in luogo dell'ordine di demolizione.

L'applicazione della sanzione pecuniaria di cui all'art. 38 D.P.R. 380/2001 , oltre ad attenere alla fase esecutiva, implica in ogni caso la dimostrazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...possibilità di provvedere alla demolizione del manufatto o alla sua delocalizzazione, in caso di impianto di radiotelefonia.

L'applicabilità della sanzione pecuniaria è subordinata non solo all'allegazione, ma anche alla dimostrazione dell'impossibilità di effettuare la demolizione senza danno per la parte eseguita in conformità.

In presenza di un contesto paesaggistico vincolato in cui è sostanzialmente vietata ogni attività edilizia la sanzione applicabile alle opere eseguite è solo quella ripristinatoria non invece quella pecuniaria.

La sanzione pecuniaria di cui all'art. 34, co. 2, D.P.R. 380/2001 può essere irrogata al proprietario non autore dell'abuso soltanto ove emerga un suo coinvolgimento doloso o colposo nella realizazione dei lavori.

In caso di abusi su immobili non aventi destinazione residenziale la determinazione della sanzione pecuniaria deve avvenire avendo riguardo non soltanto alle parti ritenute abusive, ma alla superficie complessiva dell'edificio dove gli abusi sono stati realizzati.

La valutazione dell'incidenza urbanistico-edilizia dell'intervento abusivamente realizzato deve essere condotta avuto riguardo alla globali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elle opere, che non possono essere considerate in modo atomistico. In tal senso, il valore venale del bene principale (cfr. art. 34, co. 2, Dpr n. 380/2001), su cui insiste l'abuso, deve tenere conto delle pertinenze e degli accessori del bene stesso, atteso che essi ordinariamente vengono venduti insieme al bene principale, contribuendo a determinarne il prezzo di compravendita e, dunque, il valore del bene in una libera contrattazione di mercato.

Il carattere ripristinatorio e non punitivo delle sanzioni pecuniarie comminate in alternativa a quelle demolitorie (tale è quella di cui all'art. 33, co. 2, D.P.R. 380/2001, ne rende legittima l'adozione, contrariamente a quanto sostenuto dagli appellanti, nei confronti dei proprietari attuali degli immobili, a prescindere dalla modalità con cui l'abuso è stato consumato.

Ove l'intervento di ristrutturazione abusiva sia riferibile all'intero immobile diviso in unità immobiliari, la sanzione pecuniaria deve essere calcolata facendo riferimento all'incremento di valore del fabbricato unitariamente considerato, e non delle singole unità abitative, ed è legittima l'irrogazione di un'unica sanzione.

Non sono rilevanti ai fini dell'attività sanzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unale i rapporti interni intercorrenti fra i proprietari delle singole unità abitative, che ne rispondono solidalmente.

E' legittimo irrogare la sanzione pecuniaria, all'acquirente di buona fede del fabbricato abusivo e ciò anche se l'art. 34, d.P.R. n. 380/2001, a differenza dell'art. 31, d.P.R. n. 380/2001, non contempli espressamente il proprietario tra i soggetti destinatari del provvedimento sanzionatorio.

La circostanza che l'amministrazione abbia irrogato la sanzione solamente ad alcuni condomini non incide sulla legittimità della sanzione edilizia, ben potendo i destinatari della stessa rivalersi sugli altri proprietari, laddove l'abuso non incida unicamente sulle porzioni in loro proprietà esclusiva.

L'art. 34, d.P.R. n. 380/2001 prende a riferimento, per la quantificazione della sanzione, il costo di produzione, stabilito in base alla legge 27 luglio 1978, n. 392, della parte dell'opera realizzata in difformità dal permesso di costruire, a prescindere dal fatto che la difformità abbia o meno arrecato un vantaggio concreto.

La sanzione pecuniaria si applica soltanto nel caso in cui sia oggettivamente impossibile procedere alla demolizione. Ne consegue che deve risultare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... inequivoca che la demolizione, per le sue conseguenze materiali, inciderebbe sulla stabilità dell'edificio nel suo complesso.

L'ordine di demolizione, in materia edilizia, è la sanzione naturale in grado di eliminare in radice il vulnus al rispetto della disciplina edificatoria: pertanto, l'eventuale impossibilità della demolizione senza pregiudizio per la parte conforme e la sua sostituzione con la sanzione pecuniaria ex art. 34 D.P.R. 380/2001 è un'appendice eventuale della sanzione irrogata che spetta al destinatario rappresentare e motivare.

In materia edilizia la sanzione pecuniaria ha anch'essa una funzione di reintegrazione della legalità violata, e, più specificamente, una finalità riparatoria per equivalente della lesione dell'interesse pubblico arrecata dalla violazione edilizia.

La sanzione pecuniaria dell'art. 37 D.P.R. 380/2001 è applicabile qualora il manufatto non trasformi in modo urbanisticamente rilevante il territorio.

Le sanzioni pecuniarie comminate per abusi edilizi non sono sanzioni punitive (cioè correlate esclusivamente alla responsabilità personale dell'autore della violazione), ma costituiscono misure con finalità ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ie, di carattere meramente patrimoniale, trasmissibili agli eredi.

La violazione dell'art. 6 della legge 28 febbraio 1985 n. 47 (ora trasfuso nell'art. 29 d.p.r. 6 giugno 2001 n. 380, testo unico in materia edilizia), comporta che la sanzione pecuniaria, una volta pagata da uno dei responsabili, estingue l'obbligazione e non è reiterabile nei confronti degli altri.

L'assenza di elementi di prova in ordine alla sussistenza della causa ostativa alla demolizione impedisce l'applicabilità della sanzione più favorevole (quella pecuniaria).

Il vincolo di solidarietà per il pagamento della sanzione fra l'autore della violazione edilizia e il proprietario attuale dell'immobile, tale per cui il pagamento da parte di uno solo di essi estingue l'illecito, discende direttamente dall'art. 6 legge 689/1981, cosicché la P.A. non ha uno specifico obbligo di richiamare la circostanza nel proprio provvedimento.

La sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria prevista dall'art. 33, co. 2, D.P.R. 380/2001, trova spazio soltanto nel caso in cui risulti oggettivamente impossibile il ripristino dello stato dei luoghi.

La finalità dell'art. 34, comma 2, del d.p.r. n. 380... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; quella di permettere il mantenimento di lievi difformità la cui sanabilità, pur non impossibile, comporterebbe pregiudizi alla parte conforme, come necessità di demolizioni ulteriori rispetto all'oggetto della riscontrata difformità, a prescindere dal fatto che tali demolizioni "ulteriori" possano esser comunque effettuate senza che ne consegua il crollo dell'intero fabbricato.

L'elemento su cui si applica la sanzione ex art. 34, comma secondo, del d.P.R. 380 del 2001, non è limitata al solo segmento spaziale modificato, atteso che la norma non si riferisce alla modificazione planovolumetrica, ma si riferisce ai diversi concetti di opere o interenti, con palese riferimento alle tipologie edilizie previste nello stesso testo unico all'art. 3.

In tema di sanzioni pecuniarie irrogate per impossibilità di demolire il manufatto, è corretto riferire la nozione di parte dell'opera realizzata in difformità dal permesso ad un ambito diverso, ossia all'intero manufatto, separatamente individuabile all'interno dell'intervento, dove gli abusi insistono, e che da questi ultimi è inciso e modificato, e non al solo incremento dimensionale determinatosi.

La comminazione e il pagamento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione pecuniaria (ex art. 41 comma 2 L. n. 1150/1942), in sostituzione della demolizione, non equivalgono affatto alla "sanatoria" dell'abuso, presupponendo al contrario proprio l'impossibilità di procedere a dichiarazione, ex post, di piena conformità edilizia ed urbanistica del manufatto realizzato.

La sanzione amministrativa pecuniaria in materia urbanistica non comporta alcuna sanatoria dell'opera abusiva, e, in particolare, non consente gli ulteriori benefici consentiti dagli strumenti urbanistici per le opere regolari.

L'obbligo di motivazione non può ritenersi violato se la scheda di calcolo accessibile presso gli uffici comunali offre elementi sufficienti ed univoci dai quali possono agevolmente ricostruirsi le concrete ragioni e l'iter motivazionale della sanzione pecuniaria irrogata ex art. 33, II comma, del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

In tema di determinazione del valore degli abusi edilizi ai fini dell'irrogazione della relativa sanzione pecuniaria, il fatto che successivamente ed in corso di causa siano stati rilasciati dei titoli edilizi a sanatoria relativamente alle opere realizzate in altri piani dell'edificio non incide sulla valutazione dell'aumento di valore del piano terra e dei sottotetti.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> Ai fini del calcolo della sanzione pecuniaria irrogata sulla base del valore degli abusi edilizi, è legittimo considerare come abitativi i sottetti che, con la sanzione stessa, vengono resi utilizzabili a tali fini.

In presenza della motivata richiesta dell'autore dell'abuso, l'amministrazione è tenuta a valutare le caratteristiche delle opere eseguite rispetto alla situazione edilizia preesistente, ai fini dell'irrogazione della sanzione pecuniaria, qualora il ripristino dello stato dei luoghi non sia possibile.

La sanzione pecuniaria prevista dall'art. 12 legge 47/1985 non sana l'intervento abusivo, in quanto essa si pone esclusivamente in funzione repressiva della violazione edilizia.

La valutazione circa la sussistenza di un pregiudizio per le parti conformi non deve essere fatta prima di ingiungere la demolizione (che costituisce la prima ed obbligatoria fase del procedimento repressivo), ma solo in seguito, e cioè quando, a fronte dell'inottemperanza del privato, l'amministrazione deve disporre l'ordine di demolizione in danno.

Qualora la sanzione pecuniaria debba essere calcolata sulla base dell'incremento del valore venale dell'immobile per effetto della realizzazione delle opere abusive,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ersi irragionevole la previsione comunale che prende a riferimento quale valore di partenza risultante alla data di accertamento dell'abuso quello minimo risultante dalle tabelle dell'O.M.I. e quale valore attuale il valore massimo ricavato da tale tabelle, poiché essa non tiene conto del valore effettivo dell'edificio e delle sue caratteristiche concrete.

Qualora ai fini della sanzione pecuniaria occorra prendere a riferimento il valore dell'edificio al momento della realizzazione dell'abuso e la data in cui l'illecito è stato commesso non sia nota, non potrà che far fede l'anno in cui la P.A. ha accertato l'abuso.

L'applicazione della sanzione pecuniaria consentita dall'art. 12 della l. n. 47/1985 non ha valenza ripristinatoria dell'assetto edilizio violato: la norma è quindi derogatoria rispetto alla normativa generale al riguardo, con la conseguenza che deve essere interpretata in maniera restrittiva.

il privato sanzionato con l'ordine di demolizione per la costruzione di un'opera edilizia abusiva non può invocare l'applicazione a suo favore dell'art. 12 comma 2, della l. n. 47/1985, che comporta l'applicazione della sola sanzione pecuniaria nel caso in cui l'ingiunta demolizione non possa avveni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egiudizio della parte eseguita in conformità, se non fornisce seria ed idonea dimostrazione del pregiudizio stesso sulla struttura e sull'utilizzazione del bene residuo, a nulla valendo che la demolizione implicherebbe una notevole spesa e potrebbe incidere sulla funzionalità del manufatto.

La valutazione relativa all'impossibilità di ripristino, di cui all'art. 33, comma 2, del D.P.R. 380/2001, può essere rilevata d'ufficio o fatta valere dall'interessato solo nella fase esecutiva e non in relazione all'ingiunzione di demolizione, a carattere diffidatorio, contenuta nel provvedimento gravato: invero, la valutazione della possibilità o meno del ripristino deve essere compiuta, ad opera dell'ufficio tecnico comunale, solo in sede di esecuzione dell'ingiunzione di demolizione.

La determinazione dell'entità della sanzione pecuniaria avvenuta utilizzando le valutazioni tecniche effettuate dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare (O.M.I.) tenuto dall'Agenzia del Territorio, rappresenta espressione di discrezionalità tecnica dell'amministrazione, che può essere sindacata soltanto sotto l'aspetto dell'attendibilità delle operazioni tecniche, sotto il duplice profilo della correttezza del crite... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... individuato e della correttezza del procedimento applicativo seguito dalla autorità per l'applicazione dello stesso.

La sanzione pecuniaria è possibile solo quando il pregiudizio che si determinerebbe con la demolizione concerne la statica della parte conforme.

Qualora la difformità dal permesso di costruire riguardi solo una parte dell'intervento, la sanzione pecuniaria dovrà essere determinata con riguardo alla percentuale di valore delle opere difformi rispetto al totale.

E' illegittima la sanzione pecuniaria irrogata per eccedenza volumetrica rispetto alla superficie edificabile, se la sanzione sia stata precedentemente rimossa mediante l'acquisizione di un'ulteriore porzione di area edificabile.

La sanzione pecuniaria, una volta pagata da uno dei responsabili, estingue l'obbligazione e non è reiterabile nei confronti degli altri.

L'art. 33, co. 3, D.P.R. 380/2001 relativamente alle ristrutturazioni edilizie abusive di immobili soggetti a vincolo storico, artistico o ambientale, non suscettibili di sanatoria, va interpretato nel senso che la sanzione ripristinatoria va applicata congiuntamente a quella pecuniaria solo se il ripristino sia ancora possibile; ove, inve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...istino non sia possibile, deve trovare applicazione la sola sanzione pecuniaria.

La sanzione pecuniaria irrogata è illegittima se la stima effettuata dall'U.T.E. sull'incremento di valore determinato dall'abuso non è supportata da un'adeguata valutazione dei presupposti di fatto e da un'adeguata motivazione.

L'abrogazione dell'art. 18 legge 392/1978 non impedisce la sua applicazione alla determinazione della sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione prevista per le opere eseguite in parziale difformità dal titolo edilizio.

Non è possibile prendere in esame le conseguenze asseritamente pregiudizievoli di un ordine di demolizione per l'integrità delle opere regolarmente assentite, in caso in cui venga in rilievo una sopraelevazione che, di per se stessa, non svolge anche funzioni di sostegno rispetto ad altri manufatti.

La verifica dell'eventuale pregiudizio derivante dalla demolizione delle opere abusive rispetto al manufatto esistente e la possibilità di irrogare una mera sanzione pecuniaria è prevista dall'art. 34 del T.U. sull'edilizia unicamente per gli interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire.

L'art. 33 del DP... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edicato agli interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale difformità, prevede una sanzione pecuniaria sia per gli immobili vincolati che per quelli inclusi nella zona omogenea A: nel primo caso, però, la sanzione è aggiuntiva a quella demolitoria, mentre nel secondo caso è disposta in via alternativa.

Il pagamento della sanzione specifica contemplata dall'art. 33 comma 3 del DPR 380/01 costituisce, nelle ipotesi disciplinate dal comma 4, un onere aggiuntivo di cui l'interessato deve farsi carico per accedere al beneficio della conversione della sanzione demolitoria in sanzione pecuniaria.



 
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