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Attenuanti per la mancata conclusione dell'esproprio: proroghe necessarie alla legalità

Nei processi civili indetti per quantificare il danno acquiliano ha assunto rilievo il sistema delle proroghe legali dei termini di occupazione d'urgenza. Non altrettanto può essere detto per i processi relativi alla responsabilità amministrativa. Anche in caso di proroghe legali, infatti, la durata dell'occupazione non può superare i cinque anni.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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RESPONSABILITÀ --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> PRASSI OMISSIVE

La prassi diffusa nelle amministrazioni comunali di non concludere le procedure espropriative, palesemente omissiva, non costituisce esimente di responsabilità, in quanto, pur diffusa, non era generalizzata e si palesava completamente contraria al principio di legalità dell'azione amministrativa che prescrive per le procedure amministrative regole e passaggi cogenti, tenuto conto che in esse si esprime al massimo grado il potere autoritativo della pubblica amministrazione e, per converso, la massima compressione del fondamentale diritto alla tutela della proprietà privata.

RESPONSABILITÀ --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> PROROGHE LEGALI

Le proroghe legali dell'occupazione non giustificano affatto l'inerzia degli amministratori e funzionari che abbiano fatto scadere i termini per la definizione del procedimento ma anzi l'accentuano rendendola ancora più odiosa ed intollerabile proprio perché ad amministratori e dipendenti è riconosciuto un maggior lasso di tempo per attivarsi e ultimare dette procedure.

La proroga legale dei termini era senz'altro destinata ad avere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere per portarlo a compimento tanto da causare un danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Il meccanismo delle proroghe dei termini di esproprio disciplinato dall'art. 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito con la L. n. 42/985, dall'art. 14, comma 2, del D.L. n. 534/1987, convertito con la L. n. 47/1988 e dalla L. n. 158/1991, ha assunto rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere per portarlo a compimento, tanto da causare un danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Non sussiste specifica colpa grave del responsabile dell'Ufficio Espropri per i danni conseguenti alla mancata conclusione della procedura nei termini originari; il termine per l'emissione del decreto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione, sulla base della formulazione astratta della disposizione di cui alla L. n. 158 del 20.05.1991, art. 22, ben poteva infatti intendersi formalmente prorogato in forza di operatività automatica della norma, id est senza necessità di adozione di un formale provvedimento di proroga da parte dell'amministrazione procedente, nella misura di un biennio dalla precedente scadenza.

Il meccanismo delle proroghe del termine utile per il perfezionamento della procedura di esproprio disciplinato dall'art. 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito con la L. n. 42/985, dall'art. 14, comma 2, del D.L. n. 534/1987, convertito con la L. n. 47/1988 e dalla L. n. 158/1991, ha assunto rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Il meccanismo delle proroghe del termine utile per il perfezionamento della procedura di esproprio disciplinato dall'art. 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito con la L. n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dall'art. 14, comma 2, del D.L. n. 534/1987, convertito con la L. n. 47/1988 e dalla L. n. 158/1991, è senz'altro destinata ad avere rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa.

Il meccanismo delle proroghe del termine utile per il perfezionamento della procedura di esproprio disciplinato dall'art. 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito con la L. n. 42/1985, dall'art. 14, comma 2, del D.L. n. 534/1987, convertito con la L. n. 47/1988 e dalla L. n. 158/1991, è senz'altro destinato ad avere rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa.

Le proroghe legali dei termini di occupazione stabilite dalle varie disposizioni di legge succedutesi in materia non avrebbero giustificazione razionale se non implicitamente estensibili anche ai termini finali per l'esproprio contenuti nella dichiarazione di pubblica utilità; ne consegue che il fatto illecito, con conseguente sorgere dell'obbligazione risarcitoria in capo all'Ente, rilevante ai fini della responsabilità amminitrativo – contabile, deve intendersi verificato soltanto allo scadere, in virtù delle suddet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., del definitivo periodo di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Sono da ritenere irrilevanti, ai fini dell'individuazione delle omissioni imputabili a titolo di responsabilità amministrativa, i provvedimenti legislativi che hanno inciso sul termine di occupazione (in virtù delle proroghe legali ex art. 14 del D.L. 29.12.1987 n. 534 conv. in legge n. 21.2.1988 n. 47 ed art.22 della legge 20.5.1991 n. 158); ciò in quanto suddette proroghe non possono automaticamente modificare i termini per il compimento dei lavori e delle espropriazioni.

Il sistema delle proroghe legali (L. n. 42/1985 e L. n. 47/1988) dei termini di occupazione d'urgenza ha assunto rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Il sistema della proroghe legali dei termini di occupazione d'urgenza, che hanno prolungato, in maniera diretta e senza la necessità di alcuno ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rovvedimento, il termine di scadenza dei periodi di occupazione temporanea, ha assunto un rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti.

Il sistema della proroghe legali dei termini di occupazione d'urgenza, avendo semplicemente prolungato, in maniera diretta e senza la necessità di alcuno specifico provvedimento, il termine di scadenza dei periodi di occupazione temporanea, ha assunto un rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti.

Non è esimente della responsabilità amministrativa conseguente a risarcimento del danno causato da comportamento omissivo (nel caso di specie mancata emissione nei termini del provvedimento ablatorio), l'errore scusabile in relazione al convincimento dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; delle proroghe legali dei termini dell'occupazione, posto che l'obbligo di diligenza che incombe sul debitore impone che l'adempimento della prestazione non venga inutilmente differito nel tempo, con esposizione al rischio della sua impossibilità sopravvenuta e/o inutilità.

Ai fini della responsabilità amministrativa conseguente al danno prodotto da occupazione illegittima, risultano irrilevanti le condotte omissive successive alla scadenza della P.U., essendo il periodo di pubblica utilità il solo utile per il perfezionamento della procedura espropriativa a prescindere dalla varie proroghe dell'occupazione nel frattempo intervenute.

La proroga legale dei termini dell'occupazione legittima è destinata ad avere rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Anche in caso di proroghe legali, il termine dell'occupazione legittima non può... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... cinque anni, e ciò vale anche ai fini della individuazione dei soggetti responsabili.

Il meccanismo delle proroghe del termine utile per il perfezionamento della procedura di esproprio non ha la valenza di escludere la responsabilità amministrativa per il danno erariale derivante dall'occupazione illegittima di un bene privato.

La proroga legale dell'occupazione legittima non esime dalla conclusione tempestiva della procedura entro i termini, ancorché prorogati.

Le proroghe legali dei termini di occupazione legittima non giustificano la condotta omissiva dei soggetti tenuti a concludere le procedure espropriative.

Le proroghe legali del termine di occupazione temporanea non escludono la responsabilità amministrativa per il danno erariale derivante dall'occupazione illegittima di un bene privato, quando non siano state concluse le procedure espropriative entro i termini prorogati.

RESPONSABILITÀ --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO

La fattispecie appropriativa costituisce violazione del principio di legalità, ma l'atto di destinazione della proprietà al raggiungimento di uno scopo pubblico diviene sc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'illecito, a differenza dell'occupazione usurpativa.

RESPONSABILITÀ --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> VISTO DI LEGITTIMITÀ

Deve ritenersi che l'art. 1 della l.n. 20/1994, nella formulazione introdotta dall'art. 17 del D.L. n. 78/2009, nella parte che esclude la sussistenza della colpa grave quando il fatto dannoso tragga origine dall'emanazione di un atto vistato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità, considerata la lettera dell'invocata disposizione normativa ed in particolare il riferimento dalla stessa operato all' "atto vistato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità", senza ulteriori specificazioni circa l'organo che effettua il controllo, insieme alla sua collocazione sistematica nell'ambito della l.n. 20/1994 recante disposizioni in materia non solo di giurisdizione ma anche di controllo della Corte dei conti, abbia riguardo esclusivamente all'esito del controllo preventivo di legittimità esercitato dalla Corte dei conti ai sensi dell'art. 3 della stessa legge (con esclusione pertanto del controllo di organo amministrativo quale il Comitato Regionale di Controllo).

L'art. 1 della l.n. 20/1994, nella formulazione introdotta dall'ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....L. n. 78/2009, nella parte che esclude la sussistenza della colpa grave quando il fatto dannoso tragga origine dall'emanazione di un atto vistato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità, non può che operare per l'avvenire, e pertanto non può essere invocata da coloro le cui posizioni ai fini processuali sono state definite anteriormente alla sua adozione.

La scelta con cui è stato delimitato il campo di applicazione dell'art. 1 della l.n. 20/1994, nella formulazione introdotta dall'art. 17 del D.L. n. 78/2009, che esclude la colpa grave, all'esito del controllo preventivo di legittimità esercitato dalla Corte dei conti, con esclusione pertanto del controllo esercitato da un "organo amministrativo" (Comitato Regionale di Controllo), appare non palesemente arbitraria, attesa la eterogeneità delle situazioni poste a confronto e pertanto la prospettata violazione dell'art. 3 della Costituzione appare manifestamente infondata.

In relazione alla previsione introdotta nell'art. 1 della legge n. 20/1994 dal D.L. n. 78/2009, conv. con mod. nella legge n. 102/2009, il legislatore ha espressamente circoscritto l'effetto scriminante agli elementi oggetto di valutazione in sede di controllo di legitt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;, con ciò implicitamente richiedendo che l'atto di controllo ne contenga l'esplicitazione. Detta formulazione vale, in altri termini, ad escludere che la norma operi come generale clausola di esenzione, ancorandone il funzionamento a procedimenti di controllo che si concludano con giudizi argomentati, e nei limiti delle argomentazioni prospettate.


 
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