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Computo e applicazione delle distanze legali dai confini: casistica

Ai fini del computo delle distanze legali non si deve tenere conto della funzione (principale, accessoria, pertinenziale), quanto della sua consistenza fisica. La normativa si riferisce infatti ad opere che per la loro consistenza possono creare intercapedini pregiudizievoli alla sicurezza ed alla salubrità del godimento della proprietà fondiaria.

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titolo:IL CODICE DELLE DISTANZE
anno:2017
pagine: 2838 in formato A4, equivalenti a 4825 pagine in formato libro
formato: pdf  
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA

In presenza di una strada pubblica tra due fondi non è consentito derogare alla distanza minima stabilita dall'art. 9 D.M. 2.4.1968 tra pareti finestrate di edifici antistanti, neppure con il consenso del vicino frontistante, in quanto, trattandosi di tutelare un interesse pubblico, di natura urbanistica, superiore a quello individuale dei proprietari dei fondi finitimi non trovano applicazione le disposizioni civilistiche sulle distanze, in quanto recessive rispetto alla speciale normativa urbanistico-edilizie che si applica in luogo delle stesse.

L'intento di voler realizzare un "elemento ornamentale" per evitare che una costruzione con terrazzo in sostituzione di precedente copertura apparisse "capitozzata", non può di per sé giustificare la violazione delle norme in materia di altezza massima, tanto più che l'intenzione di apportare un elemento ornamentale ben poteva essere perseguita con altra soluzione.

La normativa sulle distanze degli edifici si riferisce ad opere che per la loro consistenza abbiano l'idoneità a creare intercapedini pregiudizievoli alla si... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla salubrità del godimento della proprietà fondiaria.

Ai fini dell'applicazione delle distanze legali di cui all'art. 873 c.c., e delle norme integrative dettate dai regolamenti locali, deve intendersi per costruzione qualsiasi opera che, pur difettando di una propria individualità, abbia tuttavia i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione rispetto al suolo.

Ai fini del computo delle distanze legali non si deve tenere conto della funzione principale od accessoria o pertinenziali del vano realizzato, quanto della sua consistenza fisica.

Deve qualificarsi come "costruzione" un manufatto di manufatto di calcestruzzo e cemento stabilmente infisso al suolo, e dotato di copertura adivita a terrazza, a nulla rilevando la mancanza di pareti.

Rientrano nella categoria degli sporti, e in quanto tali non computabili ai fini delle distanze, quegli elementi di natura ornamentale, di rifinitura od accessoria, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili.

In tema di distanze fra edifici rientrano nella categoria delle sporgenze, non computabili ai fini delle distanze, soltanto gli elementi con funzione meramente or... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...di rifinitura od accessoria, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili, mentre costituiscono corpi di fabbrica, computabili nelle distanze fra costruzioni, le sporgenze di particolari dimensioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità ed ampiezza.

Il muro di contenimento realizzato al di sotto del piano di campagna non può essere considerato una costruzione che possa incidere nella disciplina delle distanze dai confini.

Le terrazze non possono venire considerate ai fini del calcolo delle distanze tra pareti finestrate, atteso che le distanze di cui al D.M. 1444/1968 sono dal calcolarsi tra le pareti degli edifici propriamente dette.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> ALBERI E PIANTE

L'art. 892 c.c., che in difetto di regolamenti o di usi locali detta le distanze per le piantumazioni dal confine di proprietà a seconda dell'altezza delle piante (sulla base dello spazio ragionevolmente occorrente a ciascun tipo di albero), consente che siano piantati a mezzo metro solo gli arbusti e le siepi vive, con esclusione degli al... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...io e alto fusto.

Gli alberi di medio e alto fusto, anche se tagliati periodicamente vicino al ceppo per impedire la crescita in altezza e favorirla in larghezza, rendendo così possibile l'avvicinamento dei rami e la formazione della protezione contro gli agenti esterni, devono comunque mantenere una maggiore distanza dal confine di proprietà rispetto alle siepi.

Le prescrizioni relative alle distanze legali degli alberi e delle piante dal confine, stabilite nei primi tre commi dell'art. 892 c.c., non devono essere osservate quando sul confine esista un muro divisorio e le piante non lo superino in altezza, in quanto in questo caso il vicino non subisce diminuzione di aria, luce e veduta.

Il diritto di pretendere la potatura dei rami degli alberi del vicino che si protendono sulla proprietà altrui, così come disciplinata dall'art. 896 c.c., non è limitato dalle norme pubblicistiche a tutela del paesaggio ed, in particolare dal vincolo posto dal D. Lgs. 42/2004.

Un albero, sia pure posto a distanza legale, non può per l'eccessivo sviluppo e la frondosità della chioma invadere la sfera di altri soggetti.

Gli alberi ad alto fusto devono rispettare la distanza d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...onfine, prescritta dall'articolo 892 primo comma numero 1 c.c.: se la distanza risulta violata, il trasgressore va condannato ad estirparli ai sensi dell'articolo 894 del codice civile, ma è libero di reimpiantarli ad una distanza non inferiore a quella legale.

Le siepi devono rispettare la distanza di un metro e mezzo dal confine, prescritta dall'articolo 892 primo comma numero 1 c.c.: se la distanza risulta violata, il trasgressore va condannato ad estirparla ai sensi dell'articolo 894 del codice civile, ma è libero di reimpiantarli ad una distanza non inferiore a quella legale.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> BALCONI

Va disapplicata la prescrizione del regolamento comunale che prevede che, ai fini del computo della distanza di dieci metri dalle pareti finestrate (art. 9 D.M. 1444/1968) i balconi aperti, le pensiline e i cornicioni non formano distanze fino ad un aggetto pari a 1/8,50 della distanza dai confini e per un massimo di metri 1,20; deve ritenersi, infatti, che le Amministrazioni comunali non possano operare valutazioni «a monte» attraverso norme regolamentari in ordine al computo o meno dei balconi.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... La condizione indispensabile per potersi applicare il regime garantistico della distanza minima dei dieci metri fissata dall'art. 9 del D.M. 2 aprile 1968 n.1444 è data dal fatto che esistano due pareti che si contrappongono di cui almeno una è finestrata.

L'art. 9 del d.M. 1444/1968 non è violato laddove la veduta laterale del balcone non sia a dieci metri dalla parete frontestante: in tal caso, infatti non ricorrono esigenze di natura igienico-sanitaria, atteso il fatto che l'accesso dell'aria e della luce è comunque assicurato dal lato maggiore del balcone, che non si contrappone all'edificio antistante.

Il balcone aggettante può essere ricompreso nel computo della distanza dal confine solo nel caso in cui una norma di piano lo preveda espressamente.

In tema di distanze tra costruzioni su fondi finitimi, ai sensi dell'art. 873 c.c., con riferimento alla determinazione del relativo calcolo, deve ritenersi che il balcone, estendendo in superficie il volume edificatorio, costituisca corpo di fabbrica: pertanto, un regolamento edilizio che stabilisca un criterio di misurazione della distanza tra edifici che non tenga conto dell'estensione del balcone, è contra legem, dal momento che sottrae al... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla distanza l'estensione del balcone e viene a determinare una distanza tra fabbricati inferiore ai dieci metri prescritti inderogabilmente dall'art. 9 D.M. 1444/1968.

Il balcone aggettante può essere ricompreso nel calcolo delle distanze tra le pareti finestrate soltanto ove una norma di piano lo preveda.

Rilevano nel computo delle distanze le pensiline, i balconi e tutte quelle sporgenze che per le particolari dimensioni sono destinate ad estendere ed ampliare la parte concretamente utilizzabile per l'uso abitativo dell'edificio.

Nel computo delle distanze tra pareti finestrate deve prendersi in considerazione il balcone sporgente di circa 50 cm.

Ai sensi dell'art. 840, co. 2, c.c., l'immissione degli sporti nello spazio aereo sovrastante il fondo del vicino è consentita quando costui non abbia interesse ad escludere l'immissione stessa: a tal fine, è necessario valutare l'eventuale lesione delle possibilità di sfruttamento, se pure non attuali ma concretamente ipotizzabili, dello spazio sovrastante l'area di proprietà del vicino.

Il "balcone" è parte della costruzione valutabile ex art. 873 c.c. non tenendosi conto unicamente di quegli sporti, oggett... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mitati e per finalità sostanzialmente estetiche, inidonei a determinare intercapedini dannose o pericolose.

Le logge, alla pari dei balconi coperti e tamponati, costituiscono perimetro del fabbricato e quindi valgono ai fini del computo delle distanze previste per le pareti esterne.

Il concetto di costruzione, ai fini del rispetto della regola delle distanze, non deve necessariamente essere un edificio, ma può essere anche un qualsiasi manufatto e quindi anche un loggiato.

Il balcone aggettante può essere ricompreso nel computo della distanza di cui all'art. 9 del d.m. 2.4.1968, n. 1444 solo nel caso in cui lo preveda una norma di piano.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> BARRIERE FONOASSORBENTI

L'art. 9 D.M. 1444/1968 si applica anche alle barriere fonoassorbenti, in quanto tale costruzione è tale da compromettere la possibilità di adeguato afflusso di aria e luce all'edificio frontestante quest'ultimo edificio e, quindi, possibile causa di pericoli per la salubrità degli ambienti.

Le barriere fonoassorbenti, anche se non creano volumetria, sono soggette all... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a in materia di distanze.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> CASE A SCHIERA

La previsione urbanistica secondo cui nella zona destinata alla costruzione di case a schiera non sono stabiliti limiti di distanza tra edifici, non trova applicazione ove nel fondo finitimo preesista un edificio non posizionato sul confine, non essendo ipotizzabile, in tale evenienza, l'edificazione in aderenza, secondo la tipologia delle costruzioni a schiera , senza alcun titolo pattizio.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> CONDOMINIO

In tema di condominio degli edifici l'applicabilità delle norme sulle distanze legali trova limite per la ipotesi di opere eseguite in epoca anteriore alla costituzione del condominio, atteso che in tale caso l'intero edificio, formando oggetto di un unico diritto dominicale, può essere nel suo assetto liberamente precostituito o modificato dal proprietario anche in vista delle future vendite dei singoli piani o porzioni di piano, con la conseguenza che queste comportano, da un lato, il trasferimento della propriet&agr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...parti comuni (art. 1117 cod. civ.) e l'insorgere del condominio, e dall'altro lato, la costituzione in deroga (od in contrasto) al regime legale delle distanze di vere e proprie servitù a vantaggio e a carico delle unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli acquirenti, in base a uno schema assimilabile a quello dell'acquisto della servitù per destinazione del padre di famiglia.

Le norme sulle distante sono applicabili anche tra i condomini di un edificio condominiale, purché siano compatibili con la disciplina particolare relativa alle cose comuni, cioè quando l'applicazione di quest'ultima non sia in contrasto con le prime; nell'ipotesi di contrasto, la prevalenza della norma speciale in materia di condominio determina l'inapplicabilità della disciplina generale sulle distante che, nel condominio degli edifici e nei rapporti tra singolo condomino e condominio, è in rapporto di subordinazione rispetto alla prima.

Ove il giudice constati il rispetto dei limiti di cui all'art. 1102 c.c., deve ritenersi legittima l'opera realizzata anche senza il rispetto delle norme dettate per regolare i rapporti tra proprietà contigue, sempre che venga rispettata la struttura dell'edificio cond... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r />
La disciplina relativa il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (L. n. 13/1989), che consente la realizzazione di determinati interventi in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, è applicabile anche alle opere realizzati nei condomini.

In considerazione della peculiarità del condominio, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di unità immobiliari che insistono nel medesimo fabbricato, i diritti e gli obblighi dei partecipanti vanno necessariamente determinati alla luce della disciplina dettata dall'art. 1102 c.c.: qualora il condomino abbia utilizzato i beni comuni nell'ambito dei poteri e dei limiti stabiliti dalla norma sopra richiamata, l'esercizio legittimo dei diritti spettanti al condomino iure proprietatis esclude che possano invocarsi le violazioni delle norme dettate in materia di distanze fra proprietà confinanti.

Le distanze legali devono essere osservate anche nei rapporti tra il fondo comune e quello di proprietà esclusiva di uno dei condomini, e ciò anche nel caso in cui lo spazio tra edifici vicini sia costituito da un cortile in comune.

In ipotesi di immissione di travi nel muro ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pplica l'art. 884 c.c., che prevede limitazioni allo spessore del muro: per la fattispecie da esso disciplinata, tale art. 884 c.c. deroga alle norme generali sulla comunione, fra cui l'art. 1102, che regola l'uso della cosa comune.

In ambito condominiale la disciplina relativa alle distanze (ed in genere alle servitù) si pone in posizione subordinata, nel senso che nel caso di contrasto tra le due discipline la prevalenza va data a quella condominiale non potendosi altrimenti trovare applicazione le norme condominiali sull'utilizzo delle cose comuni ai sensi degli artt. 1102 e 1120 c.c..

La funzione portante del muro perimetrale dell'edificio condominiale non esclude che esso possa essere comune a terzi, né implica che lo stesso sia necessariamente ubicato sul confine con la proprietà altrui.

Le aperture lucifere che si trovano all'interno di un edificio o di una proprietà condominiale consentono l'acquisto della relativa servitù per usucapione o per destinazione del padre di famiglia.

Le norme sulle distanze legali sono applicabili anche tra i condomini di un edificio condominiale, purché siano compatibili con le norme particolari relative all'uso delle cose comuni, cioè... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...applicazione di queste ultime non sia in contrasto con le prime; nell'ipotesi di contrasto, la prevalenza delle norme speciali in materia di condominio determina l'inapplicabilità della disciplina generale sulla proprietà se i diritti o le facoltà da questa previsti siano compressi o limitati per effetto dei poteri legittimamente esercitati dal condomino (in virtù degli artt. 1102, 1120 co. 2, 1139 c.c.), atteso che, in considerazione del rapporto strumentale fra l'uso del bene comune e la proprietà esclusiva, non sembra ragionevole individuare - nell'utilizzazione delle parti comuni - limiti o condizioni estranei alla regolamentazione e al contemperamento degli interessi in tema di comunione.

Nel condominio degli edifici le distanze legali vanno osservate solo se ciò non preclude l'esercizio dei diritti di ogni condomino sulle parti comuni, e cioè non si rendano incompatibili con i principi del condominio, in base ai quali ciascun condomino può servirsi delle parti comuni purché non ne alteri la naturale destinazione, non pregiudichi la stabilità, la sicurezza e il decoro architettonico del fabbricato, non arrechi danno alle singole proprietà esclusive e non impedisca agli altri partecip... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e parimenti uso delle cose comuni dell'edificio.

Le norme sulle distanze legali trovano applicazione anche nel caso di edificio condominiale, ma solo nei rapporti tra singole proprietà esclusive dei vari condomini e comunque anche in tal caso non in modo assoluto.

Nei rapporti tra singole proprietà esclusive dei vari condomini vige il principio della soggezione alla disciplina dei rapporti di vicinato, ma detta disciplina è destinata a non trovare applicazione allorquando la struttura dell'edificio e le caratteristiche concrete dello stato dei luoghi impediscano il suo rispetto e le opere che con tale ordito normativo contrastino siano espressione di essenziali esigenze (valutate caso per caso dal giudicante) del condomino di utilizzare il proprio immobile secondo la sua natura.

Il proprietario del singolo piano di un edificio condominiale ha diritto di esercitare dalle proprie aperture la veduta in appiombo fino alla base dell'edificio e, di conseguenza, di opporsi ad ogni costruzione degli altri condomini che direttamente o indirettamente limiti l'esercizio di tale suo diritto senza che possa rilevare l'entità del pregiudizio arrecato.

In materia condominiale le norme relative ai rapporti d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... tra cui quella dell'art. 889 cod. civ., trovano applicazione rispetto alle singole unità immobiliari soltanto in quanto compatibili con la concreta struttura dell'edificio e con la particolare natura dei diritti e delle facoltà dei singoli proprietari.

Qualora le norme in tema di distanze legali siano invocate in un giudizio tra condomini, il giudice di merito è tenuto ad accertare se la loro rigorosa osservanza non sia nel caso irragionevole, considerando che la coesistenza di più appartamenti in un unico edificio implica di per sé il contemperamento dei vari interessi al fine dell'ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali.

Nel caso di condominio, anche il singolo condomino è legittimato a far valere la violazione della disciplina delle distanze legali.

Le norme in tema di distanze legali sono applicabili anche nei rapporti tra i condomini di un edificio condominiale, purché siano concretamente compatibili con l'applicazione delle norme particolari relative all'uso delle cose comuni, che, nel caso in cui la questione delle distanze si ponga tra beni di proprietà esclusiva e beni comuni, prevalgono sulle disposizioni degli artt. 873 e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...he con esse contrastino.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> CORTILI

Le disposizioni che stabiliscono le prescrizioni sulle dimensioni e l'ampiezza dei cortili e degli spazi interni non escludono l'applicazione delle norme integrative di quelle codicistiche in materia di distanze tra fabbricati, che sono dirette ad impedire la creazione di intercapedini dannose: infatti se da un canto le prime, prescindendo dall'esistenza di fabbricati su fondi finitimi, non hanno alcun riguardo alle eventuali relazioni intersoggettive fra privati né alla distanza degli edifici che insistono sui cortili, dall'altro la presenza di un cortile non esclude l'idoneità del medesimo a creare intercapedini dannose fra gli edifici che su di esso insistono.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> COSTRUZIONI IN AREE INEDIFICABILI

Anche la costruzione realizzata in zona soggetta a vincolo di inedificabilità deve osservare le norme in materia di distanza previste dalla legislazione speciale poiché la tutela ripristinatoria prevista da tali norme ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ve; ventre meno per il fatto che lo strumento urbanistico, vietando nella zona ogni costruzione, non contenga prescrizioni sulle distanze, né, tantomeno, per il fatto che la p.a. ometta o ritardi di sanzionare con provvedimenti a carattere reale la violazione del vincolo di inedificabilità.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> EDIFICI AD ANGOLO

In presenza di fabbricati disposti ad angolo e che non hanno fra loro pareti contrastanti non trova applicazione la disciplina delle distanze tra pareti prospicienti perché ciò che rileva è la distanza fra opposte pareti che va misurata in senso lineare.

In relazione allo scopo di evitare dannose intercapedini tra pareti che si fronteggiano, che informa di sé la disciplina delle distanze tra gli edifici, detta disciplina non trova applicazione quando i fabbricati sono disposti ad angolo e non hanno fra loro pareti contrastanti, perché ciò che rileva è la distanza fra opposte pareti che va, quindi, misurata in senso lineare.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --&g... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...A --> FONDI DELLO STESSO PROPRIETARIO

La distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e parati di edifici antistanti deve essere rispettata anche tra costruzioni che non sorgano su fondi finitimi, ma sullo stesso piano terreno, appartenente ad uno stesso soggetto.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> FONDI INEDIFICATI

Se i regolamenti edilizi stabiliscono di rispettare determinate distanze dal confine, vietando la costruzione sullo stesso, non può trovare applicazione il principio della prevenzione e chi edifica, anche in assenza di costruzioni sul fondo del vicino, prospicienti il tratto di confine corrispondente, è tenuto a rispettare la distanza da esso imposta dal regolamento comunale.

Le disposizioni dei regolamenti locali, che impongono il rispetto di determinate distanze delle costruzioni, non tra loro ma dal confine, vanno considerate come "integrative" dell'art. 873 cod. civ., sicché la loro inosservanza comporta, a norma dell'art. 872 cod. civ., "la facoltà di chiedere la riduzione in pristino", indipendentemente dalla circostanza che il fondo limitrofo sia inedif... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...>
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> FONDI O COSTRUZIONI A LIVELLI DIFFERENTI

Nel caso di dislivello tra fondi, è qualificabile come costruzione, ai fini delle disposizioni sulle distanze, ogni manufatto che eccedendo la pura necessità di contenere il terreno più elevato, esprima un'opzione ulteriore e di tipo architettonico.

La semplice esistenza di un terreno sopraelevato, senza che vi sia un parapetto che consenta l'affaccio sul fondo del vicino, esclude l'obbligo di distanziarsi dal fondo predetto à sensi dell'art. 905 c.p.c.

L'attività di innovazione della preesistente situazione tra fondi - valutabile ai fini della possibilità di affaccio - è riscontrabile nell'innalzamento del piano di campagna se ciò determini un diverso rapporto con il muro confinario, tale da favorire quell'affaccio prima non possibile.

In tema di distanze tra costruzioni, l'art. 873 c.c. trova applicazione anche quando, a causa del dislivello tra i fondi, la costruzione edificata nell'area meno elevata non raggiunga il livello di quello superiore, in quanto il rispetto delle distanze lega... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e meno in assenza del pericolo del formarsi di intercapedini dannose.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> IMPIANTI DI RISCALDAMENTO

Il rispetto della distanza prevista per fabbriche e depositi nocivi e pericolosi dall'art. 890 c.c., nella cui regolamentazione rientrano anche i comignoli, è collegato ad una presunzione assoluta di nocività o pericolosità che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisce la distanza medesima, mentre in difetto di una disposizione regolamentare si ha pur sempre una presunzione di pericolosità, seppur relativa, che può essere superata ove la parte interessata al mantenimento del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino.

Gli impianti di riscaldamento a termosifone per uso domestico, alimentati da nafta, non sono assoggettabili alla disciplina delle distanze delle cisterne, prevista nell'art. 889, co. 1, c.c. ma a quella prevista nell'art. 890 c.c. il quale stabilisce le distanze per le fabbriche e i depositi nocivi e pericolosi, in base a una pre... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... nocività e pericolosità che è assoluta, nel caso in cui vi sia una norma del regolamento edilizio comunale la quale preveda la distanza medesima, ed è, invece, relativa, quando manchi una norma di tale natura, e può essere, quindi, superata ove si dimostri che, in relazione alla peculiarità della fattispecie e degli eventuali accorgimenti, possa ovviarsi al pericolo e al danno per il fondo vicino.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE

Come non può essere imposto, mediante regolamento comunale edilizio l'osservanza di determinate distanze dagli edifici esistenti, ugualmente, ed anzi a maggior ragione, non si può pretendere di localizzare gli impianti ad una determinata distanza dal confine di proprietà, trattandosi di previsione che appare priva di giustificazione alcuna e rappresenta solo un indebito impedimento nella realizzazione di una rete completa di telecomunicazioni.

La disciplina comunale non può assoggettare gli impianti di telefonia ai limiti di distanza propri degli edifici.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --&g... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> IMPIANTI SPORTIVI

L'innalzamento artificiale del terreno realizzato allo scopo di realizzarvi una piscina interrata deve rispettare le distanze legali.

Il cordolo in cemento che recinge un campo sportivo, se alto solo pochi centimetri, non si sostanzia in una costruzione e, di conseguenza, non è soggetto al rispetto delle distanze fra le costruzioni.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> LOTTO

Il lotto è la porzione unitaria di terreno per l'utilizzazione edificatoria dei suoli e può essere costituito anche da più particelle catastali, purché aventi la medesima destinazione urbanistica.

La definizione di lotto, ai fini urbanistici è funzionale alla determinazione delle possibilità edificatorie di un terreno e alla determinazione della volumetria assentibile in quel terreno, il che giustifica la previsione di una maggiore distanza tra costruzioni all'interno di un medesimo lotto.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> C... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...> MURO DI CINTA

Un muro può essere qualificato di cinta quando ha determinate caratteristiche: destinazione a recingere una determinata proprietà, altezza non superiore a tre metri, emergere dal suolo ed avere entrambe le facce isolate dalle altre costruzioni; in presenza di tali caratteristiche è applicabile la disciplina prevista dall'art. 878 c.c. e dalle norme di esso integrative, in ordine all'esenzione dal rispetto delle distanze tra, costruzioni; tuttavia, tale normativa si applica anche nel caso in cui si abbia un manufatto in tutto o in parte carente di alcune di esse, purché sia idoneo a delimitare un fondo e gli possa ugualmente essere riconosciuta la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo.

I requisiti essenziali del muro di cinta, che a norma dell'art. 878 c.c. non va considerato nel computo delle distanze legali, sono costituiti dall'isolamento delle facce, dall'altezza non superiore a metri tre e dalla sua destinazione alla demarcazione della linea di confine ed alla separazione e chiusura della proprietà.

La comunione del muro divisorio non va intesa nel senso che ciascuno dei comproprietari abbia la proprietà assoluta della met&a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...muro secondo una linea mediana ideale, bensi nel senso che ciascuno di essi è proprietario, sia pure pro quota, dell'intero muro, in ogni sua parte: pertanto, nel caso di proprietà delimitate da un muro comune la linea di confine non si identifica con la linea mediana del muro medesimo, ma con il muro comune, in tutta la sua estensione ed ampiezza.

Lo spianamento e l'innalzamento del dislivello consentono al vicino l'avvicinamento al muro di cinta prima non consentito, dando luogo ad una situazione compatibile in astratto con l'esercizio di una servitù di veduta per opera dell'uomo.

In tema di muri di confine, gli artt. 874 c.c. e segg. contemplano svariate ipotesi (comunione forzosa del muro sul confine, del muro non al confine, innesto sul muro al confine, costruzione in aderenza, ecc.) aventi diverso trattamento normativo, tra le quali il giudice deve individuare la norma da applicare nel caso concreto.

È vero che le caratteristiche di cui all'art. 878 c.c. sono richieste ai soli fini dell'applicabilità della norma stessa e che la ricorrenza delle stesse non è indefettibilmente richiesta perché ad un manufatto, che rappresenti un minus ma comunque destinato e idoneo anch'esso a delim... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ndo, possa egualmente essere riconosciuta la funzione di «muro di cinta», non è men vero che allo stesso manufatto tale funzione non possa essere riconosciuta non solo ove ab origine posto nell'ambito di un'unica proprietà, ma anche ove, per struttura e dimensioni, risulti, come nella specie, destinato non a separare fondi finitimi ma a delimitare il tracciato d'una strada e a sorreggerne il bordo.

Il proprietario prevenuto non può costruire in aderenza al muro di cinta del proprietario preveniente se, al di là di tale muro, esiste un edificio a distanza inferiore a quella legale.

Non può essere considerato come costruzione, ai fini dell'osservanza delle distanze legali il muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione di sostegno e contenimento del declivio naturale, mentre nel caso di dislivello di origine artificiale deve essere considerato costruzione in senso tecnico - giuridico il muro che assolve in modo permanente e definitivo anche alla funzione di contenimento di un terrapieno creato dall'opera dell'uomo.

In caso di muro di cinta comune alle parti, la linea di confine non può indentificarsi con quella mediana del muro, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e; la distanza deve essere misurata con riferimento alla facciata esterna prospiciente la costruzione.

Il muro di cinta non è considerato né ai fini delle distanze previste dal codice civile, né ai fini delle NTA o del DM 1444/1968.

I muri di contenimento non possono essere considerati "costruzioni" ai fini della disciplina della distanze.

Il muro che assolva la funzione di contenimento di un terrapieno, determinatosi in seguito all'innalzamento del livello di un fondo, non può qualificarsi come «muro di cinta» ex art. 878 c.c., ma deve configurarsi come vera e propria nuova costruzione, e come tale soggetta al rispetto delle distanze legali.

Non è muro di cinta, ma muro di fabbrica, il manufatto che consista nel prolungamento verso l'altro della parete che al primo piano divida i due edifici contigui di proprietà di diversi soggetti.

Lo scopo perseguito dal Legislatore nel fissare la distanza minima delle costruzioni dai confini è di evitare al vicino il danno potenziale, presunto in via assoluta, che da nuove costruzioni potrebbe derivare se fossero poste a distanza inferiore. È perciò indifferente, ai fini dell'osservanza della ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sul confine vi sia un muro divisorio di proprietà esclusiva di uno dei confinanti, o di proprietà comune.

Il muro di cinta di altezza non superiore ai tre metri, pur essendo una costruzione in senso materiale, non è considerato tale ai fini delle distanze legali per la sua mancanza di autonomia strutturale, costituendo una semplice protezione del fondo: per il computo delle distanze tra costruzioni vanno quindi presi in considerazione gli edifici che si trovano rispettivamente al di qua e al di là del muro di cinta, come se questo non esistesse, per cui la distanza di legge va computata tra l'edificio preesistente e la nuova costruzione ovvero ampliata.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> MURO DI CONTENIMENTO

La realizzazione di una recinzione che impatta in modo non lieve sul territorio circostante (nel caso di specie muro di contenimento di almeno 2 m della lunghezza di 70 m) è qualificabile come nuova costruzione con conseguente soggezione alla disciplina delle distanze legali.

Il muro di contenimento di una scarpata naturale non è sottoposto alle distanze legali, anche se una faccia no... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ta di norma isolata e se l'altezza supera i tre metri.

Il muro di contenimento che sopravanza l'originario profilo della balza del terreno deve essere qualificato come una costruzione ai fini del rispetto delle distanze.

In tema di distanze legali, mentre il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 873 c.c., per la parte che adempie alla sua specifica funzione, devono ritenersi soggetti a tale norma, perché costruzioni nel senso sopra specificato, il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente.

Un muro avente funzione di contenimento di un creato dislivello di origine artificiale è equiparabile ad un muro di fabbrica e quindi del tutto assoggettato al rispetto delle distanze legali.

È inammissibile la censura con cui il soggetto intende far valere la violazione dei limiti di distanza tra costruzioni, stabilita la natura di muro di contenimento di una di esse, poiché in relazione a tale natura e alle dimensioni dell'opera, non si tratta di costruzione rilevan... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...delle distanze.

Il muro di contenimento tra due fondi posti a livelli differenti, qualora il dislivello derivi dall'opera dell'uomo o il naturale preesistente dislivello sia stato artificialmente accentuato, deve considerarsi costruzione a tutti gli effetti, soggetto, pertanto, agli obblighi delle distanze previste dall'art. 873 c.c. e dalle eventuali norme integrative.

Va equiparato ad un muro di fabbrica, come tale assoggettato al rispetto delle distanze legali tra costruzioni, il muro di cinta che abbia la funzione di contenere un terrapieno creato ex novo dall'opera dell'uomo.

Nel caso di fondi a dislivello, nei quali, adempiendo il muro di cinta anche ad una funzione di sostegno e di contenimento del terrapieno o della scarpata, una faccia non si presenta di norma come isolata e l'altezza può anche superare i 3 metri, se tale è l'altezza del terrapieno o della scarpata, non può essere considerato come costruzione, ai fini dell'osservanza delle distanze legali, il muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione di sostegno e di contenimento del declivio naturale, mentre nel caso di dislivello di origine artificiale, deve essere considerato costruzione in sens... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iuridico il muro che assolve in modo permanente e definitivo anche alla funzione di contenimento di un terrapieno creato dall'opera dell'uomo.

Va qualificato come costruzione ai fini delle distanze il muro che svolge funzione di contenimento di un terrapieno creato artificialmente allo scopo di rendere meno scosceso il fondo e di sostenere la rampa di accesso ad un garage.

Occorre distinguere tra il muro di contenimento di un terrapieno - il quale ultimo è per sua stessa definizione un atto di antropizzazione della natura - e quello di contenimento di una scarpata naturale: infatti, il muro di contenimento tra due fondi posti a livelli differenti, qualora il dislivello derivi dall'opera dell'uomo o il naturale preesistente dislivello sia stato artificialmente accentuato, deve considerarsi costruzione a tutti gli effetti e soggetta, pertanto, agli obblighi delle distanze previste dall'art. 873 c.c. e dalle eventuali norme integrative.

Un terreno declive può essere tale per sua natura, ma non per questo è naturale anche il suo riempimento per ampliare la superficie utilizzabile a fini edificatori: il muro di contenimento, in questo caso, deve pertanto rispettare le norme sulle distanze legali.

Il muro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi costruzione, agli effetti delle norme sulle distanze, per la parte che adempie alla sua specifica funzione, e, quindi, dalle fondamenta al livello del fondo superiore, qualunque sia l'altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce; allo stesso tempo, deve invece considerarsi come costruzione (e, quindi, rilevante ai fini del rispetto delle norme sulle distanze) solo quella parte di muro che si innalza oltre il piano del fondo sovrastante.

In caso di fondi a dislivello, non costituisce costruzione il muro di sostegno avente la funzione di contenere una scarpata di origine naturale, non modificata, cioè, dall'intervento antropico.

Il muro di contenimento, quale entità corrispondente senza alcuna variazione al dislivello naturale dei fondi, non può essere presa in considerazione nel calcolo dell'altezza della costruzione, da misurarsi dal piano di campagna. al fine di determinarne la distanza da osservare rispetto alle costruzioni del vicino, perché le costruzioni sottostanti al piano di campagna che separa i fondi in dislivello non può per definizione considerarsi «frontistante» e quindi in violazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...osto della norma di cui all'art. 17 legge 765/1967 come inteso a distanziare le costruzioni in rapporto alla reciproca altezza.

Ai fini della osservanza delle norme sulle distanze, il terrapieno ed il muro di contenimento, che producono un dislivello o aumentano quello già esistente per la natura dei luoghi, costituiscono nuove costruzioni.

In tema di muri di cinta tra fondi a dislivello, qualora l'andamento altimetrico del piano di campagna - originariamente livellato sul confine tra due fondi - sia stato artificialmente modificato, deve ritenersi che il muro di cinta abbia la funzione di contenere un terrapieno creato "ex novo" dall'opera dell'uomo, e vada, per l'effetto, equiparato a un muro di fabbrica, come tale assoggettato al rispetto delle distanze legali tra costrizioni.

In tema di distanze legali, il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi «costruzione» agli effetti dell'art. 873 c.c. per la parte che adempie alla sua specifica funzione, e, quindi, dalle fondamenta al livello del fondo superiore, qualunque sia l'altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce, impedendone lo smottamento; la parte del muro che si inn... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...il piano del fondo sovrastante, invece, in quanto priva della funzione di conservazione dello stato dei luoghi, è soggetta alla disciplina giuridica propria delle sue oggettive caratteristiche di costruzione in senso tecnico giuridico.

In tema di distanze legali devono essere considerati «costruzione» il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente.

Un muro di contenimento tra due fondi posti a differenti livelli, ove il dislivello sia stato creato o accentuato artificialmente, è da considerarsi costruzione a tutti gli effetti e come tale soggetta agli obblighi delle distanze previste dall'art. 873 c.c., e dalle eventuali disposizioni integrative.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> OPERE INTERRATE

Ai fine della determinazione della distanza prescritta dall'art. 873 cod. civ., possono non essere prese in considerazione soltanto le costruzioni che si sviluppino interamente nel sottosuolo, in guisa da non formare dannose intercapedini con i fabbricati alieni frontistanti.

Il com... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ramento di una costruzione, che esclude il rispetto delle distanze legali, va valutato con riferimento al sedime sul quale la stessa è realizzata e non al piano di campagna del terreno limitrofo, sia o non sia esso di proprietà del confinante.

La nuova costruzione è soggetta alla normativa stabilita dall'art. 873 c.c. anche quando rimanga a quota inferiore rispetto al fondo limitrofo se comunque emerge rispetto al suolo su cui è immobilizzata.

Soltanto le costruzioni completamente interrate rispetto al suolo in cui sono realizzate - o che non ne emergono in misura apprezzabile, come i cordoli ai margini di un campo da tennis - non sono soggette alla disciplina contenuta nell'art. 873 c.c. e segg. o a quella più restrittiva dettata dai regolamenti locali.

Anche in caso di terreno declive, ciò che assume rilievo al fine di stabilire se un immobile sia o meno interrato è che esso sia realizzato interamente al di sotto del piano di campagna, senza che assuma rilievo, invece, la conformazione complessiva dei luoghi e senza che possa essere utilizzato il concetto di «quota», che designa la distanza di un punto da un piano orizzontale prefissato di riferimento ed è idoneo a ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e un rapporto tra punti ma non già ad esprimere la collocazione fisica di un manufatto sopra o sotto lo stesso suolo su cui sorge.

La presenza di due diversi piani di campagna, uno superiore e uno inferiore, non muta l'applicazione del principio di diritto secondo cui i manufatti edilizi completamente interrati non rientrano nella nozione di «costruzione» né la regola secondo cui è interrato soltanto il manufatto realizzato interamente al di sotto del piano di campagna.

Per escludere il manufatto interrato dal rispetto delle norme sulle distanze occorre far riferimento alla sua effettiva inclusione al di sotto del c.d. piano di campagna, con la conseguenza che non è esonerato dal rispetto delle distanze il manufatto virtualmente interrato, in quanto eretto in un'area interessata dallo sbancamento e non più ricoperta dal terreno di risulta.

Le norme in materia di distanza legale si applicano soltanto alle opere che emergono dal terreno sul quale vengono realizzate, e non già a quelle poste in essere al disotto del piano naturale sul quale sorgono, comunque, che non si elevino oltre il livello originano del suolo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASC... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...TO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> PARCHEGGI INTERRATI

La deroga alle norme locali sulle distanze possibile per i parcheggi interrati ex art. 9 legge 122/1989 opera soltanto per la parte interrata e non per la parte che eccede il livello del suolo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> PASSERELLA

La passerella non è finalizzata a consentire vedute o affacci, bensì un attraversamento, con la conseguenza che ad essa non si applica l'art. 905 c.c.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> PIANO PILOTIS

La struttura costituita dal piano pilotis deve di per sé essere soggetta al rispetto delle distanze legali perché, seppure aperta, è idonea a creare intercapedini dannose.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> PISCINE

La piscina interrata non è assoggettata al regime delle distanze legali qualora le norme comunali prevedano che queste si applichino solo ai... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...fuori terra.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> PORTICATO

Al fine di verificare il rispetto della distanza legale nelle costruzioni, nel caso in cui una di esse sia provvista di porticato aperto, con pilastri allineati al muro di facciata, deve tenersi conto anche del porticato, secondo la regola del vuoto per pieno, con l'effetto che la distanza, al pari del volume e della superficie del fabbricato, resta immutata qualora il porticato venga successivamente chiuso con pareti esterne allineate alla facciata; ciò comporta che anche nel caso in cui le pareti esterne di collegamento tra i pilastri del porticato non siano realizzate, comunque la fabbrica così costruita, che ha i requisiti di consistenza, solidità, stabilità ed immobilizzazione al suolo, integra la nozione di costruzione soggetta alla disciplina sulle distanze.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> POZZI

L'obbligo del rispetto delle distanze previsto per pozzi, cisterne e tubi può essere affermato anche per le opere non espressamente contemplate d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dell'art. 889 c.c. ma in tal caso soltanto se sia accertata in concreto, sulla base delle loro peculiari caratteristiche, l'esistenza di una uguale potenzialità dannosa che imponga una parità di trattamento.

L'art. 889 c.c., il quale stabilisce la distanza da osservarsi dal confine per i pozzi, le cisterne, i fossi, ecc. mira a preservare il fondo vicino dai pericoli e dai pregiudizi derivanti dalla esistenza delle opere anzidette, secondo una presunzione assoluta di danno; per ogni altra opera non espressamente menzionata, ma assimilabile a quelle indicate nella norma richiamata la loro potenzialità dannosa, non presunta, deve essere accertata in concreto, con onere della prova a carico della parte istante.

Non può affermarsi a priori che un pozzetto di ispezione della condotta di scarico delle acque nere debba essere per ciò solo assoggettato alla distanza di due metri dal confine prevista dall'art. 889 c.c..

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> RAMPE E SCIVOLI CARRAI

La rampa aerea e lo scivolo carraio devono rispettare le distanze legali.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILIT&Agra... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> RECINZIONI

La recinzione metallica dei box per il ricovero dei cani non sviluppa volumetria e non determina un ingombro paragonabile a quello delle costruzioni in senso proprio e dunque non è assoggettata al rispetto delle distanze legali.

La recinzione in rete metallica non deve osservare le norme previste dal regolamento edilizio locale in materia di distanze tra costruzioni.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> RICOSTRUZIONE

Lo strumento urbanistico può estendere, con una norma espressa, le prescrizioni sulle maggiori distanze previste per le nuove costruzioni anche alle ricostruzioni.

La ricostruzione si verifica, allorquando le cui componenti essenziali dell'edificio (muri perimetrali, strutture orizzontali e copertura), per evento naturale o per fatto umano, siano venute meno e l'intervento successivo non abbia comportato alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell'edificio, con particolare riferimento alla volumetria, alla superficie di ingombro occupata ed all'altezza: in questo caso, l'intervento è... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...le nella ristrutturazione edilizia, mentre ove una delle suddette componenti sia aumentata si è in presenza di una nuova costruzione, assoggettata alla normativa in materia di distanze legali nel suo complesso, ove lo strumento urbanistico contenga una norma espressa in tal senso, oppure, in mancanza, alle sole parti eccedenti le dimensioni dell'edificio originario.

In materia di distanze, è rimesso alla discrezionalità delle amministrazioni comunali la possibilità di disciplinare la fattispecie della demolizione e successiva ricostruzione, e ciò anche laddove la nuova opera si mantenga nella stessa sagoma di ingombro.

La ricostruzione di un manufatto edilizio che sostituisca, anche integralmente, una precedente cubatura, non integra una nuova costruzione, ai fini dell'applicabilità delle sopravvenute disposizioni più restrittive in tema di distanze, salvo che non sussistano disposizioni regolamentari che disciplinino diversamente il caso della demolizione con contestuale ricostruzione; ove peraltro la nuova costruzione superi in altezza quella preesistente, si è in presenza di una sopraelevazione, come tale vincolata al rispetto delle disposizioni in tema di distanze fra costruzioni vigenti al... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla sua realizzazione.

Se è vero che, in linea di principio, in caso di demolizione di un edificio e di sua ricostruzione con la identica sagoma di ingombro non si è tenuti al rispetto delle norme in materia di distanze sopravvenute rispetto a quelle vigenti al momento in cui fu edificata la costruzione originaria, non si può escludere che il Comune possa legittimamente dettare una diversa disciplina, nell'esercizio della sua discreazionalità in materia urbanistica.

La demolizione e ricostruzione che integra una nuova costruzione va considerata tale, ai fini del computo delle distanze rispetto agli edifici contigui come previste dagli strumenti urbanistici locali, nel suo complesso, ove lo strumento urbanistico rechi una norma espressa con la quale le prescrizioni sulle maggiori distanze previste per le nuove costruzioni siano estese anche alle ricostruzioni, ovvero, ove una siffatta norma non esista, solo nelle parti eccedenti le dimensioni dell'edificio originario.

La semplice constatazione dell'aumento di superficie e di volumetria è sufficiente a rendere l'intervento edilizio non riconducibile al paradigma normativo della ristrutturazione e all'esonero dall'osservanza delle distanze legali previs... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o tipo di interventi.

Qualora, nel corso di un intervento edilizio, il fabbricato crolli e sia ricostruito con caratteristiche volumetriche, di ingombro e ubicazionali corrispondenti a quelle sussistenti in precedenza, non è necessario rispettare le distanze legali.

Nel caso di demolizione e successiva ricostruzione con aumento di volumetria e modifica della sagoma, il manufatto risultante dall'intervento va considerato come «nuova costruzione» ai fini del computo delle distanze rispetto agli edifici contigui come previsti dagli strumenti urbanistici locali, e ciò o nel suo complesso, ove lo strumento rechi una norma espressa con la quale le prescrizioni sulle maggiori distanze previste per le nuove costruzioni siano estese anche alle ricostruzioni, ovvero, ove una siffatta norma non esista, solo nelle parti eccedenti le dimensioni dell'edificio originario.

La conservazione di minori distanze preesistenti può invocarsi laddove si tratti di ricostruzione fedele, non ammettendosi, invece, deroghe in caso di erezione di un fabbricato completamente diverso da quello demolito.

Quando con la ricostruzione vengano alterate volumetria, superficie d'ingombro occupata e altezza si è in pres... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... costruzione da considerarsi nuova agli effetti del calcolo delle distanze rispetto agli immobili contigui: in tali casi la distanza prevista dalle disposizioni vigenti va comunque riferita al nuovo fabbricato nel suo complesso, ove lo strumento urbanistico contenga una norma espressa in tal senso, oppure, in mancanza, alle sole parti eccedenti le dimensioni dell'edificio originario.

Soltanto per gli interventi di ristrutturazione, e quindi di ricostruzione con la stessa sagoma e volumetria, consente di sottrarsi all'obbligo del rispetto delle distanze.

Il proprietario che demolisca e ricostruisca l'immobile deve rispettare le distanze legali, in applicazione della regola generale secondo cui in tutti i casi di nuova costruzione (ed anche di demolizione e ricostruzione non fedele) devono applicarsi le regole edilizie vigenti al momento della costruzione (o della ricostruzione).

Nel caso di demolizione e ricostruzione in maniera corrispondente per altezza e superficie al vecchio manufatto, è ammessa la deroga alla rigida osservanza delle disposizioni sulle distanze tra fabbricati previste dagli strumenti urbanistici, ma pur sempre nel rispetto delle distanze previste dal codice civile.

In caso di demolizione e suc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ostruzione, nel caso di mancata corrispondenza tra vecchia e nuova costruzione o nel caso di ricostruzione intervenuta a distanza di tempo, l'intervento deve rispettare i parametri normativi fissati dagli strumenti urbanistici vigenti al tempo della ricostruzione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

La costruzione eseguita previa regolare concessione per ristrutturazione con ampliamento può essere considerata nuova costruzione, ai fini del rispetto delle distanze legali, posto che la regolarità amministrativa dell'attività di edificazione e il rispetto della disciplina dei rapporti tra proprietari confinanti riguardano profili diversi, in quanto tutelano interessi diversi.

L'intervento di ristrutturazione edilizia deroga al computo delle distanze rispetto agli edifici contigui sempreché il ripristino dell'edificio sia operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dello stesso, senza aumenti né delle volumetrie, né delle superfici occupate, né delle originarie sagome di ingombro.

La ristrutturazione che utilizza l'area di sedime (a segu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lizione e ricostruzione ) non è tenuta al rispetto delle distanze legali sempreché si realizzino, la stessa volumetria e sagoma (nel caso di specie la progettata sopraelevazione non era compatibile col rispetto della sagoma e della volumetria originarie).

L'aumento di superficie, di volumetria e di altezza è di per sé sufficiente a ritenere l'intervento edilizio non riconducibile al paradigma normativo della ristrutturazione e ad escludere l'esonero dall'osservanza delle distanze legali previsto per detto tipo di interventi.

Con specifico riferimento alle norme sulle distanze costituiscono ristrutturazioni edilizie, con conseguente esonero dall'osservanza delle prescrizioni sulle distanze per le nuove costruzioni, gli interventi su fabbricati ancora esistenti e, dunque, su entità dotate quanto meno di murature perimetrali, di strutture orizzontali e di copertura, tali da assolvere alle loro essenziali funzioni di delimitazione, sostegno e protezione dell'entità stessa.

L'intervento di ristrutturazione edilizia attuato mediante un consolidamento delle mura strutturali mediante la tecnica del c.d. cuci e scuci non richiedono il rispetto dei parametri relativi alla distanza tra i fabbricati e i c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .../>
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA

L'intervento di ristrutturazione urbanistica è soggetto alle norme sulle distanze prescritte per le nuove costruzioni.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> SCALE INTERNE ED ESTERNE

La realizzazione di una scala con ballatoio in adiacenza alla proprietà di terzi costituisce opera che consente comunque di inspicere in alienum, con la conseguenza che essa è soggetta al rispetto della distanza minima prevista dall'art. 905 c.c..

Nel calcolo delle distanze legali si deve tener conto anche delle scale esterne ancorché siano del tutto aperte e prive di pareti di sorta.

In tema di distanze legali rientrano nel concetto civilistico di costruzioni le parti dell'edificio, quali le scale, che pur non corrispondenti a volumi abitativi coperti sono destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato.

Il vano scale o la rampa di scale coperta non incidono sulla volumetria, in quanto volumi tecnici, ma sono compu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ini delle distanze legali.

Nel calcolo della distanza minima fra costruzioni posta dall'art. 873 c.c. o da norme regolamentari di esso integrative o ancora dal D.M. 1444/1968 deve tenersi conto anche delle strutture accessorie di un fabbricato come la scala esterna in muratura anche scoperta, se ed in quanto presenta connotati di consistenza e stabilità.

In tema di distanze legali tra edifici o dal confine, mentre non sono a tal fine computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano funzione meramente ornamentale, di finitura od accessoria di limitata entità, rientrano invece nel concetto civilistico di costruzioni le scale.

Nel calcolo della distanza minima fra costruzioni, posta dall'art. 873 Cod. Civ. o da norme regolamentari di esso integrative, deve tenersi conto anche delle strutture accessorie di un fabbricato, come la scala esterna in muratura anche se scoperta, quando presenta connotati di consistenza e stabilità ed emerge in modo sensibile al di sopra del livello del suolo.

Poiché la negazione di una servitù implica la condanna all'eliminazione delle opere realizzate per esercitarla, l'accertata illegittimità della creazione di una servitù di passaggio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... mediante una scala implica la demolizione della scala stessa.

Ai fini del calcolo della distanza tra gli edifici non può non tenersi conto delle scalinate esterne.

Il fatto che la distanza di un realizzando edificio con annessa sporgenza incorporata vada misurata a partire dalla linea della sporgenza stessa e quindi, in ipotesi, dalla linea di una scala costituente detta sporgenza, non implica che la scala debba essere posta a distanza di tre metri dal confine anche quando sia realizzata dopo la costruzione dell'edificio preesistente e sia semplicemente appoggiata ad esso.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> SERVIZI IGIENICI

I servizi igienici devono essere computati ai fini delle distanze legali, in quanto costituiscono una struttura di consistenza potenzialmente apprezzabile e in relazione di stretta funzionalità pratico-economica con il fabbricato principale, di cui ampliano altresì la superficie complessiva utilizzabile.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> SOPRAELEVAZIONE

L'art. 9 D.M. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i applica anche agli interventi di soprelevazione, che costituiscono nuova costruzione.

Nel caso di sopraelevazione di un fabbricato preesistente deve essere osservata la distanza prescritta dalla normativa di cui agli strumenti urbanistici locali, a nulla rilevando che il fabbricato preesistente sia posto ad una distanza inferiore a quella prescritta.

Gli interventi edilizi che apportano un innalzamento della sagoma ed un aumento del volume, vanno qualificati come sopraelevazione, sottostando pertanto al rispetto delle distanze.

Il rispetto delle distanze fra edifici prospicienti. ex art. 9, comma 1, n. 2 del D.M. 1444/1968, deve essere applicato anche alle sopraelevazioni, in quanto nuove costruzioni.

Nel caso di violazione di distanze fra edifici ex D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 9 è irrilevante il fatto che una sopraelevazione non rechi alcuna finestra.

In materia di distanze legali fra edifici, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando la modifica della volumetria del fabbricato con aumento della sagoma di ingombro, costituisce nuova costruzione, soggetta alla disciplina sulle distanze legali in vigore al momento della sua effettuazione.

In tema di rispetto... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...anze legali tra costruzioni, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando un incremento della volumetria del fabbricato, è qualificabile come nuova costruzione; ad essa, pertanto, è applicabile la normativa vigente al momento della modifica e non opera il criterio della prevenzione se riferito alle costruzioni originarie, in quanto sostituito dal principio della priorità temporale correlata al momento della sopraelevazione.

Le modificazioni del tetto di un fabbricato, che comportino aumento della superficie esterna ed aumento della volumetria dei piani sottostanti, indipendentemente dalla loro utilizzabilità ai fin abitativi, integrano una nuova costruzione come tale soggetta all'osservanza delle distanze legali.

La sopraelevazione modifica la sagoma dell'immobile, deve qualificarsi come nuova costruzione ed è sottoposta all'osservanza delle distanze prescritte dalla normativa in vigore all'epoca della relativa modifica, senza che possa operare il criterio della prevenzione con riferimento al posizionamento della originaria sottostante costruzione.

La sopraelevazione di un edificio deve rispettare le distanze legali tra costruzioni stabilite dalla normativa vigente al momento della re... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... della stessa, poiché essa comporta sempre un aumento della volumetria preesistente ed è pertanto da considerarsi «nuova costruzione».

In virtù del principio di prevenzione, è legittimo il titolo edilizio che autorizza la sopraelevazione di un edificio costruito sul confine a distanza inferiore ai 10 metri dalle pareti finestrate prevista dall'art. 9 D.M. 1444/1968, qualora l'immobile da sopraelevare sia stato costruito a confine prima del fabbricato dal quale si lamenta la violazione della distanza e quando questo non esisteva.

Con riguardo alle sopraelevazioni, l'art. 17, co. 1, lett. c), legge 765/1967 prevedendo che la distanza tra edifici vicini non può essere inferiore all'altezza di ciascun fronte dell'edificio da costruire, si riferisce per la determinazione dell'altezza alla parte dell'edificio da realizzare non anche all'intero corpo di fabbrica sopraelevato; tale principio, tuttavia, non comporta che in caso di successive sopraelevazioni ciascuna sia soggetta a separato computo dell'altezza, dovendo la relativa determinazione essere effettuata con riferimento a tutte le sopraelevazioni.

Anche le modificazioni del tetto di un fabbricato, che comportino aumento della superficie e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...umento della volumetria dei piani sottostanti indipendentemente dalla loro utilizzabilità ai fini abitativi, integrano una nuova costruzione soggetta come tale all'osservanza delle distanze legali.

La sopraelevazione da comunque luogo a una nuova costruzione, sicché deve essere rispettata la distanza prescritta al momento della sua realizzazione, senza possibilità di fruire della prevenzione derivante dalla ubicazione originaria dell'edificio.

Nei casi di riedificazione e sopraelevazione di costruzioni preesistenti sulla linea di confine, il diritto al mantenimento del fabbricato su quest'ultima opera soltanto con riferimento alla parte sottostante ricostruita, nel rispetto delle precedenti dimensioni,e non anche per la sopraelevazione, che, nell'ipotesi di sopravvenienza di nuove norme, integrative di quella civilistica, imponenti una determinata distanza dal confine è soggetta alla relativa osservanza,senza poter invocare il diritto di prevenzione.

In caso di sopraelevazione, la costruzione "nuova", ai fini dell'osservanza delle distanze è costituita soltanto dalla sopraelevazione stessa, che pertanto è soggetta, proprio in ragione della sua novità, all'osservanza delle disp... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pravvenute.

La regola delle distanze legali tra costruzioni di cui al comma 2 dell'art. 9 è applicabile anche alle sopraelevazioni.

Sia in ipotesi di aumento della sagoma di ingombro che in caso di sopraelevazione, la normativa da rispettare ai fini delle distanze è quella vigente al momento della modifica, anche se sopravvenuta rispetto alla costruzione originaria, né rileva la prevenzione, essendo ugualmente obbligati al rispetto della nuova distanza sia il preveniente sia il prevenuto.

La sopraelevazione, anche se di ridotte dimensioni, che comporti un aumento della volumetria va considerata a tutti gli effetti, e, quindi, anche per la disciplina delle distanze, come nuova costruzione.

La realizzazione di un torrino della cassa scale integra sopraelevazione, dovendosi intendere come tale qualsiasi costruzione che si eleva al di sopra della linea di gronda di un preesistente fabbricato che, comportando un aumento della volumetria preesistente, deve rispettare le distanze legali tra costruzioni stabilite dalla normativa vigente al momento della realizzazione.

La sopraelevazione soggiace alla normativa, in tema di distanze, vigente al momento della sua realizzazione.

In... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... distanze legali tra costruzioni, la sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando un incremento della volumetria del fabbricato, è qualificabile come nuova costruzione; ne consegue l'applicazione della normativa vigente al momento della modifica e l'inoperatività del criterio della prevenzione se riferito alle costruzioni originarie, in quanto sostituito dal principio della priorità temporale correlata, al momento della sopraelevazione.

In caso di sopraelevazione deve essere rispettata la disciplina in materia di distanze legali vigente al momento dell'effettuazione dell'intervento, a nulla rilevando che il nuovo manufatto sia contenuto entro l'ingombro orizzontale del piano inferiore.

La distanza fra pareti finestrate deve essere rispettata anche nel caso di sopraelevazione.

Ogni sopraelevazione deve essere rispettosa delle distanze.

Le norme sulle distanze tra le costruzioni non si applicano se la parte dell'edificio sopraelevata rispetto alla quota di quello preesistente è comunque al di sotto della quota del piano di campagna degli edifici circostanti.

Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede stradale si applica anche nel caso di opere che costi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ra sopraelevazione di un edificio esistente.

Le disposizioni dell'art. 9, co. 2, D.M. 1444/1968 si applicano anche alle sopraelevazioni, che, ai fini del rispetto delle distanze fra edifici, rientrano nella nozione di nuova costruzione, la quale comprende qualsiasi modifica della volumetria di un fabbricato preesistente che comporti l'aumento della sagoma d'ingombro, in guisa da incidere direttamente sulla situazione di distanza tra edifici ed indipendentemente dalla sua utilizzabilità ai fini abitativi.

Le disposizioni sulle distanze devono essere applicate anche nel caso di sopraelevazione di un immobile esistente.

Qualora il piano particolareggiato consenta il recupero dei sottotetti, la sopraelevazione in allineamento non soggiace al limite del rispetto delle distanze legali previste nello stesso piano particolareggiato, essendo detta facoltà implicita nella normativa regionale che consente il recupero di sottotetti (art. 63 e ss. L.R. Lombardia 12/2005).

La disciplina delle distanze legali tra costruzioni è applicabile anche alle sopraelevazioni.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> SOPRAELE... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gt; MURO COMUNE (885 C.C.)

L'art. 885 c.c. è volto a consentire al proprietario che vi abbia interesse la facoltà di utilizzare il muro comune e introduce una deroga sia al normale regime della comunione sia al normale regime della accessione: infatti, l'esercizio di detta facoltà dà luogo ad una proprietà separata ed esclusiva della sopraelevazione, la quale appartiene al comproprietario che per primo abbia innalzato il muro comune; tale norma non interferisce con (e non deroga) alla disciplina delle distanze legali.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> SOTTOTETTI

Qualora un progettato intervento di recupero di sottotetto dia luogo ad un nuovo volume, sarà applicabile la disciplina edilizia prevista per le nuove costruzioni, sì da osservare, tra l'altro, la norma sulla distanza minima di cui all'art. 9 d.m. 1444 del 1968 fra edifici fronteggianti.

Le porzioni di edificio risultanti dal recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti devono considerarsi, ai fini dell'art. 9 D.M. 1444/1968 quali nuove costruzioni, con la conseguenza che dovranno necessariamente essere collocate ad... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...metri dalla parete dell'edificio antistante.

La realizzazione di un sottotetto termico in sopraelevazione rispetto all'originario involucro del manufatto, che nella sua consistenza originaria si connotava per una copertura piana, costituisce una costruzione nuova.

Il sottotetto può essere inquadrato nel concetto di «costruzione» ai fini del computo delle distanze legali, in quanto la «nuova costruzione» di cui all'art. 9 D.M. 1444/1968 non si configura esclusivamente quando l'intervento edilizio interessi ex novo un'area in precedenza inedificata, ma anche quando esso, pur interessando un preesistente fabbricato, si connoti in termini di incremento della costruzione pregressa, costituendo per tale parte un quid novi.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> TERRAPIENO

Il terrapieno realizzato a sostegno di una strada privata ad uso pubblico non è assoggettato al rispetto delle distanze legali dettate dalle norme codicistiche e regolamentari.

Una scarpata, in quanto terrapieno artificiale, costituisce opera edilizia ai fini del rispetto delle distanze tra costruzioni.

U... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...one realizzata interamente al di sotto di un terrapieno naturale, proprio perché non è idonea a modificare lo stato dei luoghi già esistente, non può giocoforza incidere nemmeno sulle distanze dai confini, posto che queste ultime non subiscono, in concreto, alcuna modificazione rispetto al preesistente (e non mutato) stato dei luoghi.

Anche un rialzamento del terreno può integrare gli estremi della costruzione secondo quanto previsto dall'art. 873 cod. civ., tenuto conto che ai fini dell'osservanza delle norme sulle distanze legali di origine codicistica o prescritte dagli strumenti urbanistici in funzione integrativa della disciplina privatistica, la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio ma si estende a qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità, ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, indipendentemente dal livello di posa e di elevazione dell'opera.

Il rialzamento del terreno non deve rispettare le distanze se, in considerazione della obiettiva struttura e dello stato dei luoghi, non è possibile la ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i intercapedini dannose, di guisa tale da escludere che l'opera possa essere considerata quale costruzione secondo la normativa di cui all'art. 873 cod. civ..

Qualora l'andamento altimetrico del piano di campagna - originariamente livellato sul confine tra due fondi - sia stato artificialmente modificato, deve ritenersi che la realizzazione di un terrapieno abbia la funzione di costruzione creata "ex novo" dall'opera dell'uomo, e vada, per l'effetto, equiparato a corpo di fabbrica, come tale assoggettato al rispetto delle distante legali tra costrizioni.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> TETTOIE E PERGOLATI

La sporgenza di un tetto spiovente, di modesta entità, non è qualificabile come nuova costruzione e conseguentemente non è soggetta alla disciplina normativa relativa al rispetto delle distanze legali; laddove una tettoia, allorché possegga i caratteri della stabilità, della consistenza e della immobilizzazione al suolo, costituisce una costruzione soggetta alle norme sulle distanze.

La tettoia destinata a ricovero per autovetture va considerata alla stregua di una costruzione col ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... obbligo di osservanza delle distanze legali ai sensi dell'art. 873 Cod. civ., in quanto è idonea a creare intercapedini pregiudizievoli alla sicurezza e alla salubrità del godimento della proprietà.

Alla disciplina delle distanze non si sottraggono neppure le tettoie aperte su tutti i lati, anche queste essendo incluse nel concetto di costruzione.

La struttura composta da pilastrini tubolari metallici di altezza massima di mt. 1,70 e di un telo rimovibile a copertura sostenuto da appositi archetti in ferro, con la funzione di riparo di un parcheggio per autoveicoli già esistente non deve rispettare la normativa in materia di distanze.

In sede di regolamento edilizio i Comuni possono stabilire una distanza minima delle tettoie dai terreni confinanti di proprietà privata, in quanto anche tale questione rientra nell'ambito oggettivo degli interessi pubblicistici attinenti alla disciplina urbanistica, che possono essere regolamentati in sede di redazione degli strumenti urbanistici e dei relativi atti connessi.

Ai fini del rispetto della normativa relativa alle distanze legali, costituisce costruzione anche una tettoia che abbia caratteri di stabilità, consistenza ed immobilizzazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., a prescindere dal fatto che essa sia dotata di pareti o meno.

È soggetta alla distanza stabilita dall'art. 9 D.M. 1444/1968 la tettoia che, per configurazione e dimensioni, sia idonea a creare intercapedini o comunque, a turbare il reciproco assetto dei fondi, nell'ambito dell'ordinato sviluppo del territorio.

E' legittimo considerare nuova costruzione, come tale soggetta al rispetto delle distanze legali, il semplice reticolato ligneo, aperto e destinato a essere ricoperto con tende soltanto nei mesi estivi, purché si evidenzino la tipologia, le caratteristiche e le dimensioni della struttura in questione, che impediscono di assimilarla a quelle entità edilizie di ridotta e precaria consistenza, che sono esenti dall'osservanza delle distanze legali.

Una tettoia deve rispettare le distanze legali.

Ai fini dell'osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dall'art. 873 c.c. o da norme regolamentari integrative, la nozione di "costruzione" comprende qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità ed immobilizzazione rispetto al suolo: pertanto, rientra in tale nozione, la copertura di un terrazzo.

La ricostruzione di una... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...con larghezza maggiore di quella preesistente non può considerarsi nuova costruzione qualora la maggiore larghezza non sia significativa.

Una semplice tettoia, poggiata su mensole in ferro, non ha i caratteri della stabilità e permanenza, per struttura e desinazione, richiesti dall'art. 873 c.c. ai fini delle distanze tra le costruzioni, ma con la sostituzione con un tetto in vetroresina e controsoffitto, con il tamponamento su tutti i lati, con l'applicazione di serramenti e di pavimentazione in monocottura incollato sopra il cemento originario del cortile, acquista tali caratteri.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> TUBAZIONI

A proposito di tubazione deputata allo scorrimento delle acque allocata nel proprio manufatto a confine con la proprietà altrui, è irrilevante l'accertata non utilizzazione del tubo ai fini del rispetto delle distanze legali, sussistendo presunzione assoluta di dannosità di detto tubo, che non ammette prova contraria.

La disposizione dell'art. 889 c.c. relativa alle distanze da rispettare per pozzi, cisterne, fossi e tubi è applicabile, anche con riguardo agli edifi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...minio, salvo che si tratti di impianti da considerarsi indispensabili ai fini di una completa e reale utilizzazione dell'immobile, tale da essere adeguata all'evoluzione delle esigenze generali dei cittadini nel campo abitativo e alle moderne concezioni in tema di igiene.

La distanza di almeno un metro dal confine è prescritta dall'art. 889, co. 2, c.c. per l'installazione dei tubi dell'acqua, del gas e simili in ragione del fatto che per tali condutture, aventi un flusso costante di sostanze liquide o gassose, il legislatore ha tenuto conto della loro potenziale attitudine ad arrecare danno alla proprietà contigua, stabilendo, con valutazione ex ante, una presunzione iuris et de iure di pericolosità: questa presunzione non si applica ai tubi destinati all'illuminazione e i loro arredi, per i quali è necessario accertare in concreto, sulla base delle loro specifiche caratteristiche, e con onere della prova a carico della parte istante, se abbiano e meno attitudine a cagionare danno.

Le norme sulle distanze legali da osservare "per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni..." disciplinano i rapporti tra fondi privati contigui e non trovano applicazione quando si tratti di manufa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ati su area di proprietà demaniale.

In materia di rapporti tra condomini, l'art. 899 c.c. è applicabile soltanto nei limiti in cui essa sia compatibile con la concreta struttura dell'edificio e con la particolare natura dei diritti e delle facoltà dei singoli proprietari.

L'art. 889, co. 2 c.c., nel prevedere per i tubi d'acqua pura o lurida la distanza di almeno un metro dal confine, si fonda su una presunzione assoluta di dannosità per infiltrazioni o trasudamenti che non ammette la prova contraria.

I regolamenti locali non possono prevedere per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e le loro diramazioni una distanza dal confine inferiore ad un metro: quello previsto dall'art. 889 c.c. deve infatti ritenersi un limite minimo inderogabile.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> USUFRUTTUARIO

Non avendo la facoltà di disporre del bene, l'usufruttuario non può essere considerato responsabile del compimento di opere in violazione di distanze legali né della loro mancata eliminazione, a meno che egli non abbia in qualche modo concorso quale autore o coaut... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...le o contitolare del titolo edilizio alla relativa realizzazione, ipotesi in cui tuttavia egli risponderà solo sul piano risarcitorio.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> VOLUME TECNICO

L'abitabilità dei volumi tecnici non incide sulle distanze, salvo che la distanza non debba essere valutata con riferimento all'altezza degli edifici e tale altezza vada depurata dei vani tecnici.

I volumi tecnici, gli impianti tecnologici e le canalizzazioni delle utenze in favore delle singole unità abitative dell'edificio, tutte ricomprese nel comune denominatore delle opere strumentali all'adeguamento tecnico funzionale del fabbricato, se realizzate nella struttura necessaria e sufficiente ad assolvere alla loro funzione non rilevano in tema di distanze.

In tema di distanze legali, integra la nozione di volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione e irrilevante ai fini del calcolo delle distanze legali, soltanto l'opera edilizia priva di autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi di una costruzione principale per esigenze tecnico-funzionali della costruzio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... e tale non può considerarsi il balcone che non si connoti per una mera funzionalità decorativa.

Anche i volumi tecnici sono assoggettati al rispetto della distanza minima fissata dall'art. 9 D.M. 1444/1968.

Anche per i volumi tecnici devono essere rispettate le distanze da confini e costruzioni, attese le finalità sottese a tale osservanza, imposta dal codice civile ed eventualmente in termini più rigorosi dai regolamenti comunali.

La prescrizione locale che esonera dal rispetto delle distanze legali i «volumi tecnici» è idonea a limitare soltanto l'applicabilità delle norme che fissano dei limiti di distanza contenute nei regolamenti locali, mentre resta sicuramente fermo il limite minimo inderogabile di tre metri di distanza tra le costruzioni fissato dall'art. 873 c.c..

In tema di distanze legali tra fabbricati, integra la nozione di "volume tecnico", non computabile nella volumetria della costruzione, solo l'opera edilizia priva di alcuna autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi - quali quelli connessi alla condotta idrica, termica o all'ascensore - di una costruzione principale per esigenze tecnico funz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'abitazione e che non possono essere ubicati nella stessa.

Nella nozione di volume tecnico non rientrano i silos, che per definizione non contengono impianti tecnologici al servizio di altri immobili, ma costituiscono essi stessi delle autonome costruzioni tecnologicamente predisposte alla conservazione o allo stoccaggio di prodotti alimentari o minerali.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> CASISTICA --> ZONE SISMICHE

In materia di distanze legali, l'applicazione del principio per cui, nelle zone sismiche, il concetto generale di costruzioni in aderenza va riferito a quelle che fra i due edifici contigui preveda la sola distanza configurata dal giunto idoneo a consentire la libera ed indipendente oscillazione non vale a rendere legittima la costruzione nel caso in cui tra le due costruzioni, nonostante la realizzazione del giunto tecnico, persista un'intercapedine e uno spazio vuoto di dimensioni non minime.
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