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L'attività di edilizia libera senza comunicazione preventiva al Comune


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titolo:SCIA e DIA
anno:2016
pagine: 1379
formato: pdf  
prezzo:
€ 60,00

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magistrato TAR

Manutenzione ordinaria.

L'art. 3, co. 1, lett. a), T.U. definisce gli «interventi di manutenzione ordinaria» come «gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti».

Rientrano in tale tipologia tutte le attività necessarie o utili per eliminare il normale deperimento d'uso delle finiture, e perciò tutte quelle riparazioni che non incidono sulle parti murarie in senso proprio e che, dunque, non hanno ad oggetto porzioni o elementi strutturali di un edificio e che non comportano l'aumento delle unità immobiliari. Non possono pertanto inquadrarsi nel concetto di manutenzione ordinaria tutti quegli interventi che, anche se preordinati ad integrare o mantenere in efficienza impianti tecnologici esistenti, si risolvono nella creazione di nuovi e consistenti manufatti né, a fortiori, quegli interventi che determinano una diversa distribuzione della superficie interna dell'edificio.

Il concetto di «impianto tecnologico» non è definito dalla legge, per cui per la sua specificazione è ris... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sivo l'apporto della dottrina e della giurisprudenza. Esso comprende tutti quei meccanismi (non mere opere murarie) destinati all'accesso, all'areazione, all'illuminazione, al riscaldamento e/o al raffreddamento e/o al condizionamento, alla protezione contro i fulmini e ad altri fini di sicurezza o infine alla ricezione delle informazioni e che sono collegati all'edificio servito a mezzo di condutture, tubazioni, cavi e simili; elementi caratterizzanti sono l'esiguità quantitativa del manufatto (nel senso che il medesimo deve essere di entità tale da non alterare in modo rilevante l'assetto del territorio), e l'esistenza di un collegamento funzionale tra tali opere e la cosa principale, con conseguente incapacità per le medesime di essere utilizzate separatamente ed autonomamente.

Si è inoltre precisato che, fermo restando il divieto di dar luogo ad un quid novi, si può certamente ammettere che gli elementi «rinnovati» o «sostituiti» possano risultare diversi da quelli oggetto di intervento: di conseguenza sarà possibile sostituire infissi in legno con infissi in metallo o procedere all'automazione di un cancello prima ad apertura manuale.

Qualche esempio di intervento di manutenzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...: rifacimento della pavimentazione interna dell'edificio e apposizione di ante mobili in legno a protezione delle finestre; sostituzione del manto di copertura del tetto a condizione che non vi sia alcuna alterazione dell'aspetto o delle caratteristiche originarie; riconfigurazione di stazione radio base (inserimento di nuove antenne senza aumento del peso); sostituzione di antenne preesistenti di un impianto di telefonia cellulare; sostituzione di una caldaia; interventi per intonaci, pitturazione e rivestimenti interni, nonché sostituzione di serramenti, infissi, serrande, finestre e abbaini; installazione di sanitari e riparazione di controsoffittature; installazione di un nuovo cancello al posto del precedente arrugginito; sostituzione con putrelle e tavolato di profilati e onduline di copertura di un balcone; installazione di una cassa continua all'esterno di un istituto bancario; l'installazione o l'automazione di una sbarra e sostituzione delle sue parti corrose; rimozione di uno strato di coltura; sostituzione della pensilina per la copertura dell'accesso ad una cantina; tinteggiatura, sostituzione di alcuni punti luce, rimozione e sostituzione di rivestimenti e servizi del vano WC, rimozione del rivestimento vano cucina e spicconatura dell'impianto idrico; sostit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...parazione di porte, eliminazione dei rivestimenti murali e pitturazione delle pareti, sostituzione degli elementi terminali (prese elettriche e di fonia/dati) degli impianti tecnologici; installazione di un videocitofono; sostituzione di una palizzata disposta a protezione dei gradini di una discesa a mare con altra palizzata di legno, sia pure a disegno diverso; installazione di una pavimentazione in masselli autobloccanti in calcestruzzo all'ingresso di un cancello pedonale; la realizzazione dell'intonaco e di una fogna con relativi tubi in P.V.C.; tinteggiatura della facciata esterna; spicconatura degli intonaci; la sostituzione di pali metallici arrugginiti e la rimessa in uso attraverso la realizzazione di un manto superficiale di cemento di uno scivolo per imbarcazioni, con installazione in corrispondenza della parte terminale di una sbarra di metallo a filo d'acqua per favorire l'attracco dei natanti; l'elettrificazione di un cancello esistente, l'apposizione di una sbarra mobile e l'installazione di un sistema di illuminazione; l'ispessimento di un muro di contenimento con conglomerato cementizio e il rivestimento in pietra di un muretto di recinzione; ripristino di un tratto di un muro di recinzione; opere di finitura della parete esterna di un edificio; rifacimento ex ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... colonna pluviale; eliminazione del camino a seguito del crollo della relativa canna fumaria e rimozione dell'intonaco; la sostituzione di un cancello in materiale ligneo con un canccello in ferro; ripristino di un sentiero divenuto impercorribile, attraverso la rimozione dei rifiuti e della vegetazione cresciuta sul tracciato originario; realizzazione di fioriere e di un lavandino con pilastrini di delimitazione dell'area; sostituzione di una canna fumaria.

L'art. 17, co. 1, lett. c), n. 01, del d.l. n. 133/2014 – introdotto in sede di conversione – ha previsto che nell'ambito degli interventi di manutenzione ordinaria rientrino anche quelli di installazione di pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW, nonostante questa tipologia di opere non appaia realmente espressione dello jus utendi.

La norma ha liberalizzato, così, l'installazione di climatizzatori, sia pure entro un certo limite di potenza termica, che in passato la giurisprudenza tendeva ad inquadrare nell'ambito della manutenzione straordinaria.

Per quanto riguarda invece l'edilizia industriale, nonostante l'opinione contraria espressa da parte della giurisprudenza, sembra si possa ancora fare riferimento alla circolare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ero dei Lavori Pubblici n. 1918 del 16 novembre 1977, secondo cui, in generale e con riferimento agli impianti industriali, possono considerarsi opere di ordinaria manutenzione gli interventi intesi ad assicurare la funzionalità dell'impianto ed il suo adeguamento tecnologico, che, in rapporto alle dimensioni dello stabilimento, non ne modifichino le caratteristiche complessive, siano interne al suo perimetro e non incidano sulle sue strutture e sul suo aspetto.

Queste opere, inoltre, non devono: a) compromettere aspetti ambientali e paesaggistici; b) comportare aumenti di densità (che in materia industriale va espressa in termini di addetti): c) determinare implicazioni sul territorio in termini di traffico; d) richiedere nuove opere di urbanizzazione e, più in generale, di infrastrutturazione; e) determinare alcun pregiudizio di natura igienica ovvero effetti inquinanti; f) essere, comunque, in contrasto con specifiche norme di regolamento edilizio o di attuazione dei piani regolatori.

La circolare poi contiene un elenco di interventi, peraltro con valenza meramente esemplificativa, che possono rientrare nella categoria dell'ordinaria manutenzione degli impianti industriali:

1) costruzioni che non prevedono e n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nee alla presenza di manodopera, realizzate con lo scopo di proteggere determinati apparecchi o sistemi, quali:

- cabine per trasformatori o per interruttori elettrici;

- cabine per valvole di intercettazione fluidi, site sopra o sotto il livello di campagna;

- cabine per stazioni di trasmissione dati e comandi, per gruppi di riduzione, purché al servizio dell'impianto;

2) sistemi per la canalizzazione dei fluidi mediante tubazioni, fognature, ecc., realizzati all'interno dello stabilimento stesso;

3) serbatoi per lo stoccaggio e la movimentazione dei prodotti e relative opere;

4) opere a carattere precario o facilmente amovibili:

- baracche ad elementi componibili, in legno, metallo o conglomerato armato;

- ricoveri protetti realizzati con palloni di plastica pressurizzata;

- garitte;

- chioschi per l'operatore di pese a bilico, per posti telefonici distaccati, per quadri di comando di apparecchiature non presidiate;

5) opere relative a lavori eseguiti all'interno di locali chiusi;

6) installazione di pali porta tubi in metallo e conglomerato armato, semplici e composti;

7) passe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stegni in metallo o conglomerato armato per l'attraversamento delle strade interne con tubazioni di processo e servizi;

8) trincee a cielo aperto, destinate a raccogliere tubazioni di processo e servizi, nonché canalizzazioni fognanti aperte e relative vasche di trattamento e decantazione;

9) basamenti, incastellature di sostegno e apparecchiature all'aperto per la modifica e il miglioramento di impianti esistenti;

10) separazione di aree interne allo stabilimento realizzate mediante muretti e rete ovvero in muratura;

11) attrezzature semifisse per carico e scarico da autobotti e ferrocisterne (bracci di scarichi e pensiline) nonché da navi (bracci sostegno manichette);

l2) attrezzature per la movimentazione di materie prime e prodotti alla rinfusa ed in confezione, quali nastri trasportatori, elevatori a tazze, ecc.;

13) tettoie di protezione dei mezzi meccanici;

14) canne fumarie ed altri sistemi di adduzione e di abbattimento.

Di recente si è arrivati a proporre un'interpretazione estensiva del concetto di manutenzione ordinaria, tale da ricomprendere tutti i lavori non idonei a determinare un'irreversibile trasformazione del suolo ma co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...na modifica solo temporanea destinata ad essere rimossa immediatamente e si è ricondotta a tale tipo di intervento l'installazione di una recinzione consistente in una semplice siepe viva con interposizione di rete metallica.

Invero, non sembra che la lettera dell'art. 3, co. 1, lett. a), T.U. permetta una simile interpretazione, e pare più corretto ritenere che questi interventi siano attività edilizia libera in quanto non comportano una trasformazione urbanistica del suolo.

Interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche.

Non richiedono titolo edilizio purché non comportino la realizzazione di rampe o ascensori esterni o di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio. Quest'ultima può essere definita come la forma della costruzione complessivamente intesa, e quindi è la conformazione planovolumetrica della costruzione e il suo perimetro inteso in senso sia verticale sia orizzontale, per cui comprende le strutture perimetrali con gli aggetti e gli sporti mentre restano escluse le sole aperture che non prevedono superfici sporgenti. Essa, pertanto, non va confusa con il prospetto, che più propriamente è la superficie del perimetro, ossia la rappr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della superficie esterna di una struttura in ogni suo dettaglio o lo sviluppo verticale di esso o, detto altrimenti, la facciata dell'edificio: non modificano la sagoma pertanto, ma soltanto il prospetto, quelle aperture che non prevedono superfici sporgenti.

Ciò ci permette di affermare che l'ampliamento di una porta allo scopo di eliminare le barriere architettoniche rientra tra gli interventi liberi, così come la realizzazione di rampe e ascensori interni, l'ampliamento delle porte, la creazione di servizi igienico-sanitari idonei per gli inabili fisici e l'eliminazione dei dislivelli dei pavimenti.

Nel caso in cui l'opera consista nella realizzazione di rampe esterne o nell'installazione di ascensori esterni o ancora in un intervento che alteri la sagoma, sarà necessaria la presentazione di una s.c.i.a. ai sensi dell'art. 22, co. 1, T.U..

Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato.

Questa ipotesi era stata introdotta con l'art. 7, co. 4, del d.l. n. 9/1982, e, assieme alle altre due viste in precedenza, era c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l previgente art. 6 T.U.. Occorre evidenziare che la riforma del 2010 ha modificato sensibilmente la formulazione originaria, che contemplava due fattispecie, come si evinceva dall'utilizzo della disgiuntiva «o»: a) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che avessero carattere geognostico, dovunque fossero effettuate (sia dentro, che fuori il centro edificato); b) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che fossero eseguite in aree esterne al centro edificato, a prescindere dalla finalità.

La lettera della norma oggi non sembrerebbe autorizzare più una simile conclusione, in quanto si utilizza la congiunzione «e», in modo tale che, paradossalmente, da due ipotesi di attività edilizia libera si è passati ad una sola, occorrendo, accanto alla temporaneità delle opere (a), il carattere geognostico (b), l'esecuzione al di fuori del centro edificato (c) e che non si tratti di attività di ricerca di idrocarburi (d).

Sul punto occorre innanzitutto escludere che la norma possa riferirsi ad opere permanenti, proprio perché l'esclusione della necessità di titolo abilitativo si giustifica in ragione del fatto che l'opera è final... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pperire a specifiche e contingenti esigenze legate ad una determinata attività e, di regola, facilmente amovibile e in quanto non infisse al suolo e quindi della soltanto temporanea modifica dell'assetto del territorio.

A proposito del secondo presupposto, il carattere geognostico ricorre quando l'intervento è finalizzato alla raccolta di elementi conoscitivi in ordine alla consistenza e alle caratteristiche fisico-compositive del suolo, con finalità indifferentemente scientifica o pratica.

Quanto alla nozione di «centro edificato», in dottrina si è proposto di fare riferimento alla nozione dettata ai fini dell'indennità di espropriazione dall'art. 18, co. 2, della legge n. 865/1971, che lo definisce come quello delimitato per ciascun centro o nucleo abitato dal perimetro continuo che comprende tutte le aree edificate con continuità e i lotti interclusi, con l'esclusione degli insediamenti sparsi e delle aree esterne seppur interessate dal processo di urbanizzazione.

Le ipotesi prive di tali connotati – attività di ricerca nel sottosuolo all'interno del centro abitato, qualunque finalità vi sia, anche geognostica; attività di ricerca fuori del centro abi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arattere non geognostico; attività di ricerca di idrocarburi – saranno sottoposte a s.c.i.a..

Movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari.

In questa ipotesi il riferimento ai «movimenti di terra» sembra circoscrivere l'opera alle sole ipotesi in cui non sia compiuta un'attività di edificazione, per cui non sembrano rientrare nell'attività edilizia libera gli scavi e i reinterri finalizzati alla realizzazione anche di un semplice muro di contenimento o di un annesso rustico e quelli che, pur essendo eseguiti in zona agricola, siano caratterizzati dalla finalità di sfruttamento delle risorse minerarie.

Gli impianti idraulici agrari sono costituiti da tutte le opere relative alla rete di captazione, di irreggimentazione e di distribuzione dell'acqua per le esigenze agro-silvo-pastorali, anche se non è chiaro se la liberalizzazione si estenda ai manufatti fuori terra relativi alla rete idrica.

In mancanza dei requisiti previsti dalla norma, l'intervento molto probabilmente dovrà considerarsi come sottoposto non a s.c.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...permesso di costruire, perché la giurisprudenza consolidata considera lo sbancamento e gli altri movimenti di terra che siano di rilevante entità e finalizzati ad usi diversi da quelli agricoli come intervento di «nuova costruzione».

In generale, infatti, la nozione di «opere di sistemazione del terreno» vale ad individuare solo gli interventi di minima entità, e non anche quelli preordinati ad alterare le caratteristiche naturali dello stesso, attraverso un innalzamento della quota e/o l'apposizione di materiale inerte.

Serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola.

La norma sul punto ha codificato quella giurisprudenza secondo cui le serre non erano sottoposte a permesso di costruire qualora il sistema adottato per la protezione delle culture fosse precario e non prevedesse metodi stabili di ancoraggio al suolo.

Le serre che invece siano dotate di strutture fisse e che alterino di conseguenza in modo duraturo l'assetto del territorio dovranno considerarsi «nuova costruzione» e saranno sottoposte a pertanto a permesso di costruire.

Il requisito «strutt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; dell'assenza di opere in muratura non è tuttavia sufficiente, in quanto il legislatore richiede che la connessione con lo svolgimento di un'attività agricola, pertanto non rientrano nella liberalizzazione quelle serre destinate alla produzione per la rivendita e che costituiscono supporto per l'attività agricolo-commerciale. Anche in questi casi, pertanto – tenendo conto della giurisprudenza formatasi prima del d.l. n. 40/2010 – il regime autorizzatorio applicabile sembrerebbe essere quello del permesso di costruire.

Altra caratteristica fondamentale è la «stagionalità» della serra, il quale è un concetto che non deve essere necessariamente in senso naturalistico, ma implica una sospensione dell'attività al termine del ciclo produttivo che assume rilievo anche ai fini edilizi, in quanto consente la rimozione del manufatto o della copertura che crea il volume e l'ingombro visivo.

Ciò significa che non rientrano nell'ipotesi di attività edilizia libera che si sta esaminando i c.d. «tunnel serra», ossia strutture formate da archi di tubolare metallico infissi nel terreno e non cementati, collegati longitudinalmente da una barra metallica e coperti con t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riale plastico fissati al tubolare con anelli elastici e trattenuti alla base da un riporto di terra.

Sono esclusi dall'ambito di applicazione della disposizione in esame anche i box destinati al ricovero di cavalli, in quanto l'alloggiamento di tali animali non presenta i caratteri di stagionalità tipici dei cicli biologici e naturali ma risponde a scelte operate di anno in anno dall'allevatore in funzione dei programmi dell'attività da svolgere; ciò fa sì che la rimozione dei manufatti sia soltanto periodica e comunque legata ad una pluralità di considerazioni che esulano dalla mera «stagionalità».

Installazione di depositi di gas di petrolio liquefatti.

L'art. 17 del D. Lgs. n. 128/2006 prevede che l'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 metri cubi sia considerata, ai fini urbanistici ed edilizi, come attività edilizia libera, come disciplinata «dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni».

La norma è anteriore alle innovazioni apportate all'art. 6 T.U., per cui non è ben chiaro se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iforma operata dall'art. 5 del d.l. n. 40/2010, tali interventi possano essere eseguiti senza comunicazione preventiva o necessitino di tale adempimento.

Sul punto, si può ragionevolmente ritenere che gli interventi in commento siano rimasti un'ipotesi di attività edilizia «completamente» libera, poiché sostenere il contrario contrasterebbe con la ratio del d.l. n. 40/2010, che ha voluto aggiungere nuove ipotesi di attività edilizia libera, senza certo complicare le modalità di realizzazione degli interventi che già precedentemente rientravano in questa categoria.



 
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