APPRENDISTATO

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Decorrenza del termine di prescrizione dell’obbligazione risarcitoria per l’occupazione illegittima

La prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento dei danni per un'occupazione illegittima di terreno privato decorre dalle singole annualità, quanto al danno per la perdita del godimento.

Giurisdizione amministrativa nei casi di occupazione illegittima in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità

Sono attribuite alla cognizione del giudice amministrativo le domande di restituzione e di risarcimento dei danni conseguenti alle occupazioni sine titulo rette da una dichiarazione di pubblica utilità, ancorché questa sia illegittima o inefficace.

Riparto della giurisdizione tra il giudice amministrativo e ordinario nelle controversie sul risarcimento dei danni derivanti dall'illecita occupazione da parte della P.A.

Per il risarcimento del danno da occupazione illegittima sussiste la giurisdizione del G.A. in tutte le ipotesi in cui è stato adottato il provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell’opera.

Giurisdizione ordinaria sulle controversie concernenti l'occupazione da parte della P.A. di una superficie eccedente quella prevista dal progetto di un'opera pubblica

L'occupazione da parte dell'amministrazione di una superficie eccedente quella prevista dal progetto di un'opera pubblica si risolve in un comportamento senza potere, il cui sindacato sfugge alla giurisdizione del G.A. per rientrare in quella del G.O.

Applicabilità del rito abbreviato ex art. 119, comma 1, lett. f) c.p.a. alle controversie in materia risarcitoria e restitutoria per occupazione illegittima

Non è applicabile il rito abbreviato di cui all’art. 119, comma 1, lettera f), cod. proc. amm., nel caso di controversia meramente risarcitoria che non ha ad oggetto la richiesta di annullamento di atti della procedura espropriativa.

La possibilità da parte del privato di esperire il rito del silenzio inadempimento ai fini dell'applicazione dell'art. 42-bis T.U.Es.

Il privato può sollecitare la p.a. espropriante sine titulo ad avviare il procedimento di acquisizione sanante con conseguente obbligo per la stessa di provvedere al riguardo, essendo l'eventuale sua inerzia configurabile quale silenzio inadempimento.

La domanda risarcitoria per occupazione illegittima di aree private da parte della P.A.

Una mera richiesta risarcitoria, anziché restitutoria del bene “invaso”, irreversibilmente trasformato, ma non espropriato formalmente da parte della p.a. è inammissibile nell'ordinamento attuale

La rinuncia abdicativa del privato in rapporto all'acquisizione sanante e alla domanda risarcitoria per occupazione illegittima

Va esclusa La possibilità che un privato possa unilateralmente e legittimamente rinunciare alla proprietà del bene immobile, acquisendo il diritto ad ottenere un risarcimento commisurato al valore venale di esso

Individuazione dell’Amministrazione competente ad adottare il provvedimento di acquisizione coattiva sanante ex art. 42–bis del d.P.R. n. 327 del 2001

Ai sensi del comma 1 dell'art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, la competenza ad adottare il decreto di acquisizione spetta alla l'autorità che utilizza l'immobile per scopi di interesse pubblico.

Il dovere della P.A. di riscontrare l'istanza del privato in merito all'attivazione del procedimento di acquisizione sanante

L'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di esaminare le istanze dei proprietari volte ad attivare il procedimento di cui all'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto.

La funzione del provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001

Lo scopo dell'art. 42 bis del T.U.Es. non è quello di sanatoria di un precedente illecito perpetrato dalla P.A., ma di ricondurre a legalità le situazioni connotate dall’utilizzazione senza titolo di un immobile privato.

Natura risarcitoria o indennitaria del ristoro previsto dall'art. 42 bis T.U.Es. per l'acquisizione del bene illegittimamente occupato

L’uso dell’espressione “a titolo risarcitorio” contenuta nel comma 3 dell’art. 42-bis del d.P.R. 327/2001 costituisce una mera imprecisione lessicale che non altera la natura indennitaria del ristoro unitariamente inteso per l'occupazione senza titolo.

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